Un gregge per favore!, di Fedro

Un gregge per favore! “Chi è cieco di un occhio in un paese di orbi è re”. Ho spesso usato questa citazione a mio favore a proposito di alcune situazioni in cui mi sono ritenuto di avere le idee un po’ più chiare di altri. Oggi il mio giudizio è cambiato. In un paese di
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Onde, di Fedro

Onde, di Fedro— — — Una città di mare senza sembrarlo. Poco più di 500 metri lo separavano dalla zona portuale e dalla passeggiata a mare limitrofa, eppure aveva dovuto attendere più di 50 anni per accorgersene. Quell’orizzonte tra cielo e mare non lo aveva mai incuriosito fino a quando non decise di vedere di cosa
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Per i sentieri del Gracco, di Fedro

Per i sentieri del Gracco, di Fedro— — — Amava quei luoghi. Appena poteva si ritagliava qualche giorno per potersi immergere nel silenzio di quella natura ancora selvaggia. Non si sarebbe detto ma anche a poco più di un’ora dalla città caotica e rumorosa esistevano ancora luoghi dove sembrava che il tempo non fosse passato mai.Alcuni
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La mietitrice di anime, di Fedro

Da “La mietitrice di anime”, di Fedro— — — “… perchè se ne è andata? Non è giusto! La vita le stava finalmente restituendo ciò di cui l’aveva privata nei suoi primi vent’anni durante i quali aveva sofferto prove strazianti, la morte della madre, la malattia devastante del padre, l’incidente terribile in cui furono coinvolte le
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La Giunta di Governo delibera, del 09.02.2019, sabato

La Giunta di Governo delibera, del 09.02.2019, sabato Oggi, 9 febbraio 2019, sabato, alle ore 13,30, risultano pubblicate tutte le deliberazioni del 2019 fino alla numero 59 del 4 febbraio 2019, lunedì N. Data Descrizione Assessorato  59 04/02/19 Finanziamento del Giro di Sicilia per gli anni 2019 ? 2020 ? 2021 e del Giro d’Italia
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Un gregge per favore!, di Fedro

16 Febbraio 2019 in Aneddoto, Prima Pagina

Un gregge per favore!

“Chi è cieco di un occhio in un paese di orbi è re”.

Ho spesso usato questa citazione a mio favore a proposito di alcune situazioni in cui mi sono ritenuto di avere le idee un po’ più chiare di altri. Oggi il mio giudizio è cambiato. In un paese di orbi è meglio essere orbo, se la tua vista non serve per far vedere gli altri. Anzi, corri il rischio, per non dire che ne ho oramai la certezza, di capire che gli altri non vedono non perchè non possono ma semplicemente perchè non vogliono.

Vedere oltre, riuscire ad avere una visione di insieme, essere visionari, per la stragrande maggioranza di persone che hanno questa capacità è una iattura.

Un gregge per favore!


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News istituzionali, del 13.02.2019, mercoledì

13 Febbraio 2019 in News istituzionali

Una selezione dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Serie Generale n. 36 del 12-02-2019

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione.

LEGGE 11 febbraio 2019, n. 12

Testo del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 290 del 14 dicembre 2018), coordinato con la legge di conversione 11 febbraio 2019, n. 12 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 6), recante: «Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione.»

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 14 dicembre 2018, n. 135

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Personale cercasi, del 13.02.2019, mercoledì

13 Febbraio 2019 in Personale cercasi

Manifestazioni di interesse per mobilità interdipartimentale del personale del ruolo organico dell’Amministrazione regionale

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Personale cercasi, del 12.02.2019, martedì

12 Febbraio 2019 in Personale cercasi

Avviso definizione istruttoria e conferimento incarico

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Onde, di Fedro

11 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

Onde, di Fedro
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Una città di mare senza sembrarlo. Poco più di 500 metri lo separavano dalla zona portuale e dalla passeggiata a mare limitrofa, eppure aveva dovuto attendere più di 50 anni per accorgersene. Quell’orizzonte tra cielo e mare non lo aveva mai incuriosito fino a quando non decise di vedere di cosa si trattava, come se la collocazione geografica della città fosse una cosa nota a pochi e non di dominio pubblico. Una volta tanto la sua passeggiata si diresse verso est anziché verso il solito sud.
Le navi alla fonda, le grandi gru, le aree di deposito piene di container e di auto, il volo basso di tanti gabbiani, più di quanti ne avesse mai visti in vita sua, lo conquistarono e non riusciva a capacitarsi di come avesse fatto a meno di quelle immagini, di quei rumori, di quegli odori, per tutti quegli anni. La città gli sembrava un’altra. Non aveva mai camminato per quella via e gli sembrava di essere un turista nella sua città. La scoperta del porticciolo turistico appena ultimato dopo lavori di recupero durati un’eternità lo stupirono ancora di più di quanto già non lo fosse. Palme, panchine, barche di tutti i tipi e dimensioni, lounge bar … gli venne il dubbio che avesse varcato una finestra spazio temporale, ma la Chiesa della Catena sullo sfondo gli confermò che era proprio la sua città, ma diversa, diversa come l’avrebbe sempre voluta. Piacevoli sensazioni gli provocavano la vista di tutto ciò gli capitava davanti agli occhi. Era uscito da casa per sgranchire le gambe e snebbiare la vista e si trovava a fare il turista in un luogo che non avrebbe mai immaginato. Anche i nomi delle tante barche erano una continua rimembranza di ricordi di un tempo, di film, di libri, era tempo che la sua mente non si trovava a vagare fuori dai soliti problemi. Senza accorgersene giunse alla fine della banchina. L’antico loggiato e la porta est della città erano un colpo d’occhio magnifico e la vita che si svolgeva nel grande prato di fronte davano un senso di grande tranquillità. Uomini e donne di tutte le età e di tutte le razze erano impegnate nelle più diverse attività, chi festeggiava una cerimonia, chi giocava al calcio, chi andava in bici, chi faceva jogging, chi mangiava qualcosa, chi si limitava a osservare il mare e quella sottile linea che separava il mare dal cielo e forse qualche altra cosa che solo la mente di ciascuno poteva vedere. Anche lui si mise a osservare il mare. Dal porto vide uscire la pilotina e capì che una nave stava per arrivare e infatti alzando lo sguardo, da dietro la diga foranea vide avvicinarsi una nave da crociera, una immensa nave da crociera, che nell’arco di pochi minuti occupò quasi tutta la visuale. Doveva ospitare migliaia di passeggeri e sui ponti esterni tantissimi uomini e donne si godevano lo spettacolo della città dal mare, tutte le città viste dal mare hanno un fascino particolare, ma quella che adesso avevano davanti aveva una storia più che millenaria, era stata capitale ed era stata il centro del mondo quando il mondo conosciuto non era quello di oggi. Una strana sensazione lo prese. Non sapeva di cosa si trattasse ma un senso di agitazione lo pervase. Non riusciva a staccare gli occhi dalla nave e proprio quando la pilotina fu vicina alla nave per far salire l’addetto alle operazioni di attracco successe qualcosa. Da uno dei ponti si staccò quella che sembrava una macchia colorata che velocemente cadeva verso la superficie del mare. La nave continuò la sua manovra e la pilotina se ne staccò per rientrare in porto, e anche a bordo della nave non si notò alcuna reazione. Se si fosse realmente trattato di un passeggero qualcuno se ne sarebbe dovuto accorgere, pensò lui, ma il senso di inquetudine non lo lasciava. La nave entrò in porto e lui continuò a guardare dove ricordava che potesse essere caduta la “macchia colorata” ma da quella distanza non notava nulla, o forse si? 

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Personale cercasi, dell’11.02.2019, lunedì

11 Febbraio 2019 in Personale cercasi

Manifestazioni di interesse per mobilità interdipartimentale del personale del ruolo organico dell’Amministrazione regionale

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Per i sentieri del Gracco, di Fedro

10 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

Per i sentieri del Gracco, di Fedro
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Amava quei luoghi. Appena poteva si ritagliava qualche giorno per potersi immergere nel silenzio di quella natura ancora selvaggia. Non si sarebbe detto ma anche a poco più di un’ora dalla città caotica e rumorosa esistevano ancora luoghi dove sembrava che il tempo non fosse passato mai.
Alcuni impegni di lavoro saltati gli liberarono 3 giorni e non gli parse vero potersi concedere quell’inaspettato stacco, erano almeno due mesi che non si era potuto allontanare dallo studio.

Non ci pensò due volte e la sera stessa si avviò verso il Gracco, non prima di aver avvisato “za Pina” perchè gli facesse trovare la stufa accesa e magari anche qualcosa da mangiare, per gli altri giorni ci avrebbe pensato l’indomani mattina. Mentre i chilometri scorrevano sotto la sua auto pensava a cosa avrebbe fatto in quei tre giorni. Attorno al Gracco si diramava una vasta rete di sentieri e in quei 5 anni da quando frequentava il posto ne aveva esplorati non più della metà, gran parte dei quali si inerpicavamo per i boschi di querce e castagni che rivestivano quelle montagne.

I gestori del parco locale avevano fatto un buon lavoro e tutti i sentieri erano ben segnati e riportavano tutte le informazioni affinchè l’escursionista non si perdesse nulla di ciò che in quei luoghi meritava di essere visitato.
Erano da poco passate le 21 quando arrivò al rifugio. Le luci esterne erano accese, segno che la za Pina aveva preparato la sua accoglienza.
Scendendo dall’auto fu colto da un un brivido di freddo, in quel periodo a quell’altitudine e nel cuore di quei boschi la temperatura si avvicinava spesso allo zero e quello era stato un periodo particolarmente freddo, ma già assaporava il piacere del tepore che lo avrebbe accolto dentro il rifugio. Prese gli zaini dal bagagliaio dell’auto e si diresse verso l’ingresso. La porta non era chiusa, era accostata e dall’interno del rifugio arrivava un profumo che gli ricordava un tempo andato. Il cuore cominciò a battergli all’impazzata,
spinse la porta fino a spalancarla completamente e non resistette a ciò che vide e come un sacco vuoto crollo a terra.

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La mietitrice di anime, di Fedro

9 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

Da “La mietitrice di anime”, di Fedro
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“… perchè se ne è andata? Non è giusto! La vita le stava finalmente restituendo ciò di cui l’aveva privata nei suoi primi vent’anni durante i quali aveva sofferto prove strazianti, la morte della madre, la malattia devastante del padre, l’incidente terribile in cui furono coinvolte le due sorelline più piccole.
Nonostante la vita la ributtasse in mare ogni qualvolta sembrava che ne stesse venendo fuori, lei ricominciava e passo dopo passo ricostruiva quanto aveva perduto, ma fino all’ennesima disgrazia che inevitabilmente l’attendeva. Anche la nascita di Angel era stata funestata dalla scomparsa del padre, ma quel figlio era stato per lei un dono destinato a lenire il dolore per la perdita di quello che sarebbe stato suo marito. Non si è mai arresa e così sembrava anche in queste ultime settimane in cui l’abbiamo vista affrontare le continue avversità con lo stesso spirito battagliero, ma qualcosa dentro di lei stava succedendo. A me non sono sfuggite quelle smorfie che incomprensibilmente le comparivano sul volto ma che subito riusciva a trasformare in accenni di sorriso appena notava che qualcuno aveva colto la sua espressione di dolore. La malattia, dicono i dottori, è stata brevissima e nel volgere di 3 settimane l’ha devastata. Deve avere sofferto pene inimmaginabili ma fino a quando non le è stato impossibile alzarsi dal letto, ieri mattina, nessuno avrebbe mai sospettato che se ne sarebbe andata, e non così presto. Non riesco ad associare a lei l’opera della mietitrice di anime. Era una combattente e anche se aveva perso tante battaglie ne usciva sempre a testa alta e fortificata. Raccogliere le sue ultime parole è stato per me una emozione che non riuscirò mai più a dimenticare. Come facesse a mantenere la lucidità mentre mille coltelli le dilaniavano le viscere nessuno potrà mai comprenderlo, ma sentiva che non poteva andarsene senza avere dato le indicazioni per mettere a posto quello che a lei non sarebbe stato concesso di fare. Non c’è riuscita. Si capiva che erano tante le raccomandazioni che avrebbe voluto lasciare ma la mietitrice di anime l’ha strappata da noi senza concederle il tempo che le sarebbe stato necessario. Ha capito che il suo momento era arrivato e per la prima volta nella mia vita ho visto una lacrima, una unica lacrima, rigarle una guancia. Mi ha guardato come se si vergognasse di quel momento di debolezza, ma si è trattato di un attimo e i suoi occhi si sono spenti. …”
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La Giunta di Governo delibera, del 09.02.2019, sabato

9 Febbraio 2019 in Delibere di Giunta, Prima Pagina

La Giunta di Governo delibera, del 09.02.2019, sabato

Oggi, 9 febbraio 2019, sabato, alle ore 13,30, risultano pubblicate tutte le deliberazioni del 2019 fino alla numero 59 del 4 febbraio 2019, lunedì

N.DataDescrizioneAssessorato 
5904/02/19Finanziamento del Giro di Sicilia per gli anni 2019 ? 2020 ? 2021 e del Giro d’Italia per gli anni 2020 – 2021
http://www.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/Delibera_059_19.pdf
turismo, sport e spettacolo
5804/02/19Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia. Schema di Regolamento attuativo dell’articolo 3, commi 6 e 7, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 -Approvazione
http://www.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/Delibera_058_19.pdf
presidenza
574/02/2019Ente Acquedotti Siciliani (E.A.S.) in liquidazione ? Deliberazione commissariale n. 1 del 16 gennaio 2019 concernente ‘Autorizzazione spese necessarie ed indifferibili anno 2019’ – Autorizzazione
http://www.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/Delibera_057_19.pdf
economia
564/02/2019Modifica e integrazioni al Piano triennale dei fabbisogni di personale 2018/2020 e al piano delle assunzioni – Approvazione
http://www.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/Delibera_056_19.pdf
autonomie locali e funzione pubblica
5504/02/19Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni ? Stima delle entrate e delle spese di fondi regionali a destinazione vincolata al 31 dicembre 2018 ? Avanzo finanziario presunto dei fondi extraregionali
http://www.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/http://www.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/Delibera_055_19.pdf
economia
5404/02/19Legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, e ss. mm. e ii., avente ad oggetto: Disposizioni in materia di liberi consorzi e Città Metropolitane – Individuazione data turno elettorale
http://www.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/Delibera_054_19.pdf
autonomie locali e funzione pubblica
5304/02/19Determinazione data elezioni amministrative turno annuale 2019
http://www.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/Delibera_053_19.pdf
autonomie locali e funzione pubblica

Ricordiamo che con la pubblicazione della legge regionale 21 del 2014 e in particolare con l’art.68, le delibere delle giunta dovranno essere pubblicate entro 48 ore dalla loro approvazione … (il comma 2 recita espressamente … “2. È fatto obbligo di pubblicare nel sito internet della Regione siciliana per esteso, compresi gli eventuali allegati, entro le successive 48 ore dalla approvazione, termine perentorio, le deliberazioni …)  

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Il diario del professore, di Fedro

8 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

Il diario del professore, di Fedro
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Il professore, così lo chiamavano, aveva trascorso una vita intensa. Non si era mai fermato un giorno e aveva riempito le sue giornate di tanti impegni tra studio, lavoro, sport, ed eventi culturali. Ma alle soglie dei 60 anni il suo corpo gli aveva presentato il conto e una patologia cardiaca lo aveva costretto a ridurre, se non interrompere, tutti i suoi impegni.
Stentava a riconoscere la sua routine quotidiana e non solo non la riconosceva, non gli piaceva affatto. La sua agenda si era praticamente svuotata, mail e telefonate si erano diradate fin quasi al silenzio, da trascinatore si era trasformato in un peso e i tantissimi amici preferivano evitarlo per non rischiare di sottoporlo alla tentazione di un qualsiasi impegno che sarebbe potuto essergli fatale.
Ma quella non era vita, non era la sua vita, e lui questa vita non voleva più condurla.
In un giorno imprecisato del mese di maggio il professore fece perdere ogni traccia di se, chiuse casa e partì senza dare alcuna indicazione sulla sua destinazione.

Passarono tre anni prima che si sapesse che il professore era morto, ma su che cosa avesse fatto in quei tre anni fiorirono tante leggende fino a che non fu pubblicato postumo il suo testamento spirituale in forma di diario, e si seppe così che il meglio della sua vita lo visse proprio durante quegli ultimi tre anni. 
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Personale cercasi, 08.02.2019, venerdì

8 Febbraio 2019 in Personale cercasi

Manifestazioni di interesse per mobilità interdipartimentale del personale del ruolo organico dell’Amministrazione regionale

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News istituzionali, del 08.02.2019, venerdì

8 Febbraio 2019 in News istituzionali

ASSESSORATO DEL TERRITORIO E DELLʼAMBIENTE


DECRETO 4 gennaio 2019.


Bando per l’assegnazione in concessione dei beni immobili della Regione siciliana che versano in condizioni di precarietà.

Supplemento ordinario n. 2 alla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA (p. I) n. 6 dell’8-2-2019 (n. 10)

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La città nascosta, di Fedro

7 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

La città nascosta, di Fedro
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Almeno una volta al mese Luca si concedeva un breve viaggio, non più di 2 o 3 giorni, in una città in cui non era mai stato. Spesso durava più il viaggio per raggiungerla che la visita della città stessa. La scelta della città era affidata al caso, una citazione in una trasmissione radiofonica o televisiva, una pubblicità, una battuta colta da un conversazione tra estranei. Non andava mai in città che gli venivano suggerite deliberatamente.
Quel mese fu la volta di Urbino. Vi giunse in una giornata nebbiosa. Non si vedeva a distanza di pochi metri. Aveva scelto una sistemazione per la notte in un piccolo albergo del centro. Alla reception lo accolse una giovane impiegata che nell’elargirgli un ampio sorriso chiese in cosa potesse aiutarlo. Luca per tutta risposta disse il proprio cognome e aggiunse che doveva esserci una prenotazione a suo nome. Mentre la receptionist consultava il computer Luca la osservava e si interrogava come di lì a poco si sarebbe compiuto un altro cerimoniale di questi suoi viaggi, i consigli della reception.

Luca non si documentava sulla città da visitare e si limitava soltanto a organizzare orari e mezzi di trasporto per andare e tornare dalla città selezionata. Per la visita della città si affidava a un particolare processo il cui ruolo principale era affidato alla persona che stava alla reception al suo arrivo. Chiedeva una cartina, si faceva indicare le principali attrazioni, e poi, in camera, individuava scientificamente un percorso che lo avrebbe tenuto alla larga dai suggerimenti della reception, Luca voleva visitare soltanto luoghi fuori dagli itinerari turistici e i receptionist, secondo Luca, erano le persone più indicate per fornirgli una sintesi dei luoghi da non visitare.
A Urbino, nell’albergo di Urbino, le cose non andarono come al solito e difronte alla domanda posta da Luca la receptionist si comportò in modo assolutamente fuori da ogni attesa e quando Luca si trovò nella sua stanza a guardare i ghirigori che la receptionist aveva tracciato sulla mappa di Urbino, guardandosi nello specchio, vide sul suo volto una espressione che non conosceva. Sarebbe stata una bella impresa visitare Urbino secondo il suo metodo.
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Personale cercasi, del 07.02.2019, giovedì

7 Febbraio 2019 in Personale cercasi

Pubblicità postazioni dirigenziali vacanti

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Il faro di capo Maluventu, di Fedro

6 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

Il faro di capo Maluventu, di Fedro
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Bifari si destava dal suo isolamento per tre mesi all’anno, da giugno ad agosto, per riempirsi di turisti e villeggianti che trasformavano quel piccolo borgo marinaro in un assordante villaggio vacanze. Le case si distribuivano lungo la stretta lingua di terra delimitata dalla spiaggia di sabbia bianca e da monte Piddirinu che si ergeva per oltre 200 metri e si inoltrava nel golfo di Bifari con la sua forma che richiamava il dorso di un elefante in vena di abluzioni. All’estremo ovest del golfo insisteva una ripida scogliera in cima alla quale faceva bella mostra il faro di capo Maluventu. Rari erano i frequentatori estivi di Bifari che si avventuravano per quei due km di stradella che si inerpicava dalla periferia del paese fino al faro, i più erano più che soddisfatti delle acque del golfo e di quella spiaggia che sembrava talco. Il faro era oramai disabitato da un ventennio e soltanto Paolo aveva l’abitudine di salire tutti i giorni fino in cima a quella scogliera per godersi lo spettacolo di quella vista sul golfo in basso e sul mare aperto oltre il golfo.
Paolo non avrebbe rinunciato per nulla al mondo a quella escursione quotidiana che effettuava in qualsiasi stagione e con qualsiasi condizioni meteoriche. Portava sempre con se una piccola colazione e poteva rimanere ore e ore ad osservare lo spettacolo della natura che da li si poteva osservare.
Fu un giorno di primavera con un sole timido e un vento teso che spazzava le nuvole che sembravano rincorrersi che al faro Paolo trovò una sorpresa destinata a cambiare il corso di quella consuetudine. Seduta sulla roccia sulla quale era solito accoccolarsi trovò una giovane donna che al suo arrivo non si scompose più di tanto e non lo degnò neanche di un saluto. Paolo si sentì a disagio
e per la prima volta dopo tanti anni la visita al faro non gli fece provare quel senso di benessere al quale si era abituato e si vide costretto a riprendere la via del ritorno prima del solito.
La scena si ripetè nei successivi giorni e Paolo cominciò a perdere quella pace interiore che lo aveva accompagnato in quegli anni.
Nonostante la presenza oramai fissa della donna al faro, Paolo continuava a inerpicarsi fino al faro con la segreta speranza che la sconosciuta si stancasse. Ma così non fu e dovette attendere lunghi mesi, fino alla prima domenica di maggio, perchè la situazione mutasse e gli eventi prendessero una piega alla quale non è facile credere.

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Personale cercasi, del 06.02.2019, mercoledì

6 Febbraio 2019 in Personale cercasi

Avviso di definizione istruttoria e conferimento incarico

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Notturno, di Fedro

5 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

Notturno, di Fedro
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Di necessità aveva fatto virtù e la notte era stata eletta a parte principale della sua giornata. C’era stato un tempo in cui la notte era fatta per dormire, ma non ricordava quando il suo bisogno di sonno era andato diminuendo fino al punto di non distinguere più il giorno dalla notte. Gli erano sufficienti dei brevi periodi di dormiveglia, non più di 15 minuti, per recuperare il livello di attenzione necessario per il suo lavoro e di dormiveglia in dormiveglia poteva andare avanti per settimane, anche mesi. Ma se durante il giorno il suo lavoro riusciva a impegnarlo, la notte era un tormento. La lettura lo aiutava ma non riusciva a leggere tutta la notte e fu così che cominciò a riempirla di tanti impegni, impegni che non avrebbe mai immaginato se adesso non li vivesse in prima persona.
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Personale cercasi, del 05.02.2019, martedì

5 Febbraio 2019 in Personale cercasi

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Viaggio senza destinazione, di Fedro

4 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

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Aspettava quelle due settimane come un nuotatore attende il momento in cui riemerge dall’acqua e ricarica i polmoni. Nessuno sapeva cosa avrebbe fatto in quei giorni, neanche lui. Sapeva soltanto che avrebbe preso il primo treno in partenza dalla stazione di Remy e da lì sarebbe andato avanti di coincidenza in coincidenza secondo le sensazioni del momento. Avrebbe camminato, avrebbe preso ogni mezzo di trasporto si fosse reso necessario e disponibile al momento, avrebbe dormito dove ne avesse sentito il bisogno e si sarebbe fermato dove avrebbe avuto il piacere di osservare luoghi mai visti e respirare atmosfere che lo inebriassero. Di certo avrebbe parlato il meno possibile, avrebbe voluto passare inosservato e non modificare in nessun modo le vite che attraversava nel suo viaggio.

E anche questa volta sarebbe tornato carico di tante storie e pronto a immergersi nella sua routine fino alla prossima evasione.

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Siamo condannati all’ottimismo, a proposito delle prossime scadenze sindacali, di Paolo Luparello

3 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Sindacato

Le prossime settimane potrebbero essere importanti per i dirigenti della Regione Siciliana. Potrebbero partire due importanti tavoli di confronto, uno sul rinnovo contrattuale atteso da circa 14 anni e un altro sulla riorganizzazione degli uffici dei dipartimenti regionali.

L’auspicio è che non si ripeta quanto è successo per il confronto sul sistema di misurazione e valutazione della performance, sistema attraverso il quale dirigenti e non dirigenti si vedranno valutati al fine di poter accedere al salario accessorio legato alla performance, alias i risultati raggiunti dagli uffici. Nonostante l’impegno profuso dalle organizzazioni sindacali, con in testa la Cisl-Fp, nel tentativo di rendere il sistema meno astruso e più facile da applicare, le osservazioni rappresentate al tavolo sono state tradotte dal Governo in una richiesta di mera semplificazione senza tenere conto delle osservazioni di merito che avrebbero semplificato si il sistema ma che lo avrebbero anche reso più comprensibile a chi sarà chiamato ad applicarlo nei diversi dipartimenti e soprattutto a chi ne subirà l’attuazione e cioè i lavoratori di ogni ordine e grado, per esempio anche gli operatori che accolgono gli utenti all’ingresso degli uffici.

Nella definizione del sistema di misurazione e di valutazione della performance non c’è stata capacità di ascolto, ci si è arroccati sulla difesa di un elaborato autoreferenziale gradito, a quanto pare, negli ambienti del controllo (CdC?) senza tenere in alcuna considerazione l’impatto sulla attività degli uffici sia in fase di programmazione e riprogrammazione, sia in fase di rendicontazione. Un sistema che non serve per migliorare ma solo per dimostrare che si fa qualcosa e dispiace che non si riesca invece a fare qualcosa che migliori realmente la performance complessiva degli uffici in termini di rapidità e di piena utilizzazione delle risorse finanziarie ricorrendo ai pochi, ma funzionanti, sistemi informativi in uso piuttosto che mettendo in campo sistemi informativi per il controllo di gestione che fanno poco e che quel poco che fanno nulla ha a che vedere con il controllo di gestione.

Sulla riorganizzazione degli uffici dei dipartimenti non ci facciamo grandi illusioni. Dalle anticipazioni dei giornali si comprende che anche questa volta si è guardato soltanto ai numeri delle strutture, quante aree e servizi e quante unità operative di base si sono tagliate.

Speriamo di essere smentiti e attendiamo con curiosità il lavoro svolto dagli uffici della Segreteria Generale. Potremmo scoprire che finalmente ogni dipartimento è stato disegnato in modo che le funzioni comuni a tutti i rami di Amministrazione siano state attribuite ad analoghe strutture, che in ogni dipartimento sia stata prevista una struttura deputata all’innovazione tecnologica in grado di dialogare fattivamente con le strutture deputate alla realizzazione della tanto agognata amministrazione digitale, che siano state previste le tanto attese economie di scala riconducendo attività comuni a tutti i diversi uffici a strutture a ciò deputate, che i servizi di “linea” siano stati chiaramente individuati non attraverso una sterile ed “ermetica” descrizione dei riferimenti normativi ma attraverso una descrizione che sia comprensibile alla diversa utenza. Potremmo scoprire che il numero delle aree, dei servizi e delle unità operative di base sia stato dettato non dalla “prolissità” della declaratoria delle funzioni ma dai dati di produzione degli stessi (numero di procedimenti o di processi e quantità di prodotti tecnico amministrativi realizzati nel recente passato e previsti per l’immediato futuro, dotazione organica degli stessi all’attualità e in un auspicato futuro, e altri “driver” del genere).

Non vorremmo trovare anche a questo tavolo incapacità di ascolto, come se da questo lato del tavolo venissero portate delle mere istanze di tutela degli orticelli di qualche iscritto e non il disegno di una Amministrazione in grado di funzionare avendo chiaro il progetto che è chiamata a realizzare. Ricordiamo che a questo tavolo non si “contratta”, cioè il sindacato non ha capacità di interdizione, ma si “concerta”, cioè al termine del confronto l’Amministrazione può riassumere la propria posizione rimanendo dell’idea che aveva prima di sedersi al tavolo, rinunciando anche a quelle idee e a quei suggerimenti che potrebbero migliorare il progetto portato al tavolo di confronto. Speriamo che non sia così.

E poi ci potrebbe essere il tanto atteso e agognato tavolo negoziale che ci dovrà portare alla sottoscrizione del contratto collettivo regionale di lavoro per il triennio 2016-2018 dopo un blocco di circa 14 anni.

Noi abbiamo le idee chiare su ciò che vogliamo, un recupero del potere d’acquisto, una ristrutturazione delle voci della retribuzione, un sitema di tutela del percorso professionale compiuto dai dirigenti, un sistema di regole trasparenti nella attribuzione degli incarichi, il riconoscimento della importanza di incarichi individuali di alta professionalità al di là della direzione di strutture di ogni ordine e grado, una durata degli incarichi dirigenziali coerente con i progetti e i programmi da realizzare unitamente alla esigenza di “ricostruire” il senso di appartenenza ai diversi uffici in cui si articola l’Amministrazione regionale.

Speriamo che dall’altro lato del tavolo si incontri una controparte in grado di interpretare una “visione” di ciò che serve per il futuro della Sicilia e che la tornata negoziale non sia vista come una mera faccenda “di conti e di 0,…”.

Siamo condannati all’ottimismo.

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