Non chiudete il Cerisdi … se potete! Meno sprechi e più cultura!, del 30.07.2013, martedì

30 Luglio 2013 in Crisi, Prima Pagina

 

Quello che segue è il testo della lettera aperta che i dipendenti del Cerisdi (Centro di Alta Formazione) hanno inviato a tutti coloro che sono inseriti nella mailing list del Centro (e io tra questi).
E’ una lettera molto garbata che lascia trapelare tutta l’amarezza, e al tempo stesso l’orgoglio della appartenenza a una organizzazione, dei dipendenti di una realtà produttiva che tanti dipendenti della Regione Siciliana e di altri enti pubblici siciliani hanno conosciuto per aver partecipato a corsi di formazione o a seminari, eventi tutti caratterizzati da una alto livello di professionalità.
Sembra che l’esperienza del Cerisdi sia arrivata al capolinea.
Personalmente non so come siano state reclutate le risorse umane del Centro, se siano quelle che servono o se ne servirebbero di meno per assicurare i servizi fin qui resi, così come non so se la spesa del Centro sia stata ben allocata o se vi siano stati degli sprechi. So per certo, però, che al Cerisdi ho sempre trovato grande attenzione e disponibilità e gli eventi ai quali ho partecipato mi hanno sempre lasciato qualcosa che mi è tornato utile per il mio lavoro alla Regione Siciliana.
A leggere la lettera dei dipendenti del Cerisdi non posso che provare amarezza per la sorte di una istituzione e di persone che di fronte agli sprechi e ai proclami di “vade retro macelleria sociale” che provengono dalla politica regionale e dall’Ente regione, non riescono ad avere assicurato un futuro nonostante la bontà e la qualità del lavoro prestato. E l’amarezza cresce ancora di più nel vedere che la politica crea figli e figliastri all’insegna del tornaconto elettorale. Il Governo regionale attuale, così come i precedenti, continua a trovare i soldi per tanti “ammortizzatori sociali” (PIP, operai della forestazione e dell’antiincendio, precari di ogni ordine e grado, consulenze e incarichi a esterni) senza, spesso, curarsi della reale utilità del “lavoro” prestato e non riesce a trovare una soluzione per il Cerisdi!
Esprimo alle donne e agli uomini che lavorano al Cerisdi tutta la solidarietà della nostra Associazione e nell’auspicare che chi di dovere si attivi per trovare una soluzione onorevole per la continuazione dell’attività del Cerisdi invito tutte le amiche e gli amici di “Perché no…qualcosa si muove” e i lettori del blog dell’Associazione a voler scrivere alla casella di posta elettronica del Cerisdi (formazione@cerisdi.org) e a quello dell’Associazione (info@perchenosicilia.org) un messaggio con il quale far sentire loro tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza perché se il Cerisdi si dovesse spegnere si spegnerebbe una luce che ha rappresentato tanto per la crescita culturale e manageriale di tanti lavoratori della Pubblica Amministrazione siciliana.
 
A scanso di equivoci dichiaro che non ho amici, parenti o affini che lavorano direttamente o indirettamente nè al Cerisdi né in qualsiasi altro ente di formazione. Dichiaro altresì che questo post non è stato sollecitato da nessuno e che in esso sono rappresentati esclusivamente il mio pensiero e la mia riconoscenza per quello che il Cerisdi ha svolto in questi anni.
 
Paolo Luparello, n.q. di presidente dell’Associazione “Perché no…qualcosa si muove”
 
Il Cerisdi a rischio chiusura: lettera aperta dei Dipendenti del Centro di Alta Formazione
 
  “Il nostro impegno quotidiano, la professionalità di ognuno di noi e la nostra “responsabilità sociale” hanno fatto sì che il Cerisdi divenisse un fiore all’occhiello della Regione Siciliana apprezzato anche fuori dai confini nazionali sia per la formazione del management pubblico, sia dei futuri manager. Grazie ai contributi regionali sono stati formati migliaia di Dirigenti e Funzionari della Pubblica Amministrazione siciliana e varie centinaia di giovani laureati che grazie alle nostre attività hanno avuto un’opportunità di confrontarsi con i massimi esperti anche a livello internazionale e di cimentarsi all’interno di organizzazioni di rilievo per mostrare il proprio valore. Ciò ha consentito al management pubblico di essere sempre aggiornato ed informato sulle novità legislative e procedurali, nonché su nuove sfide, anche internazionali. Crediamo di aver svolto negli anni una rilevante attività di accompagnamento di tante Amministrazioni della Sicilia verso l’Europa e, perché no, spinto la nostra Isola a svolgere un ruolo di primo piano nell’Area Euro-mediterranea. Una parte consistente delle attività formative erogate è stata infatti destinata all’internazionalizzazione ed alla in-formazione sulle politiche comunitarie, sui programmi e sulle tecniche di progettazione al fine di accrescere l’accesso di tanti alle risorse dell’Unione Europea. Il tutto accompagnato da iniziative di successo su politiche sociali, sanità, turismo, risparmio energetico e sviluppo sostenibile finanziate anche da privati.
Nel corso dei 25 anni di attività del Centro, si sono alternati vari Presidenti nominati dai Governatori succedutisi nel tempo – il Presidente della Regione Siciliana nomina infatti tre membri del Consiglio di Amministrazione del Cerisdi di cui uno viene nominato Presidente pro tempore – ognuno dei quali ha dato una mission alla quale ci siamo adeguati e che abbiamo portato avanti con successo in collaborazione con Ministeri italiani e non, alcune tra le più note Scuole di management (ENA di Parigi, SDA Bocconi), Atenei di varie Regioni, Istituti di credito ed aziende di rilievo internazionale.
Da oltre un anno questo meccanismo si è improvvisamente inceppato per ragioni che sfuggono ai più e che, certamente, non hanno nulla a che fare con la qualità della nostra attività.
Decine di dichiarazioni alla stampa hanno minato quanto fatto di buono in un quarto di secolo e, fatto ancor peggiore, messo a repentaglio il nostro futuro professionale. Eppure il Cerisdi non è stato mai coinvolto negli scandali che riempiono da mesi la cronaca della nostra Isola e che vedono protagonisti alcuni dei Centri di Formazione più famosi i cui contributi regionali, tra l’altro, sono sempre stati di gran lunga superiori a quello concesso al nostro Centro. Ricordiamo che tale contributo viene concesso non solo per erogare attività formative di qualità e per garantire parte delle nostre retribuzioni, ma anche per far sì che Castello Utveggio venga mantenuto con cura e resti un polo di attrazione culturale e turistica.
Onde evitare equivoci, la nostra retribuzione media è pari a 1.200 euro al mese a fronte di un impegno quotidiano di circa 8 ore (9 se si considera che è impossibile fruire della pausa pranzo in città per via della sede “disagiata” da un punto di vista logistico) e siamo 29 dipendenti a tempo indeterminato oltre al legale del Cerisdi che vi collabora continuativamente da oltre un ventennio.
Dal 1° agosto verrà attivato il sostegno al reddito accordato dall’Ente bilaterale provinciale del Terziario fino al 31 dicembre 2013. Ciò farà sì che ognuno di noi per 12 giorni al mese resterà a disposizione del Centro per l’Impiego percependo per quelle giornate una retribuzione ridotta del 15-20% mentre per le restanti giornate in cui presteremo regolarmente il nostro servizio la dirigenza del Cerisdi non è oggi in grado di garantire la normale retribuzione. A tale situazione insostenibile segue uno scenario drammatico per il 2014. Infatti, l’unico punto annunciato del piano di sviluppo proposto è il passaggio alla cassa integrazione in deroga per noi dipendenti. Nel frattempo, consapevoli delle difficoltà economiche che colpiscono i nostri principali “clienti” – Pubblica amministrazione e giovani – continuiamo a portare avanti le attività in corso ed a progettarne di nuove sempre avendo in mente due aspetti irrinunciabili: innovazione ed alta qualità.
Siamo giunti alla conclusione che occorre una presa d’atto delle Istituzioni per porre fine a questa “querelle istituzionale” che non giova alla Sicilia e che se proseguisse graverebbe esclusivamente sul futuro occupazionale di un gruppo di persone serie e competenti sulle quali la Regione Siciliana ha da sempre investito.
Il momento storico attuale impone all’Italia in generale ed alle Regioni del Mezzogiorno di puntare sulla ricerca e sull’accrescimento delle competenze specialistiche. Ovviamente non siamo noi a dover determinare le scelte del Governo Regionale sul futuro del Cerisdi, ma chiediamo ai rappresentanti delle Istituzioni tutte di prendere le decisioni ricordandosi di noi lavoratori competenti ed onesti, di quanto facciamo e possiamo continuare a produrre al servizio della collettività e, infine, delle nostre famiglie che stanno condividendo il nostro dramma.
Confidando nella Vostra sensibilità e rendendoci disponibili sin d’ora ad un eventuale momento di confronto, auguriamo a tutti un buon lavoro per lo sviluppo della nostra terra”.