Beni culturali e politica in Sicilia, L’oro trattato come piombo!, del 07.06.2014, sabato

7 Giugno 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina

Riprendo da Facebook lo sfogo dell’amico e collega Claudio Paterna …

“IMPIETOSA IMMAGINE DEI BENI CULTURALI SICILIANI STAMANE, 7 giugno, SU REPUBBLICA-edizione di Palermo: Rapine alle biglietterie, turisti e personale sequestrato dai banditi, siti archeologici e musei privi di servizi e di pulizia ordinaria, chiusure anticipate dei siti, autolinee pubbliche che lasciano i turisti in mezzo al traffico, chiese che chiudono per mancanza di vigilanza e custodia. Insomma quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’economia siciliana, il turismo dei beni culturali, appare sempre più come un’avventura quotidiana per pochi coraggiosi.
Il neoassessore Furnari, apre le braccia e comunica che nella manovra correttiva di bilancio è stato azzerato il capitolo sulle pulizie dei siti, e i licenziati manifestano davanti l’assessorato in via delle Croci: Ma SI POSSONO FARE SIMILI TAGLI AL BILANCIO PRESIDENTE CROCETTA E ASSESSORE FURNARI? Ma da quanto tempo si parla di fare le biglietterie on line, o direttamente attraverso gli alberghi e le agenzie turistiche, magari con lo sconto per le comitive che vanno di fretta rispetto al turista individuale! Adesso arrivano alla Regione 5i8 milioni di euro per precari ed enti locali. Ma qualcuno pensa al nostro turismo? ai nostri beni culturali con oltre 80 siti che languono tra immondizia, mancanza di collegamenti telefonici, e mancanza di personale per la custodia? Pare proprio che per la Cultura (e forse per tutti i dipartimenti della Regione) ci sia un 8 settembre strisciante dove nessuno vuol prendersi più alcuna responsabilità (ma le indennità sì) mentre la barca affonda! E allora perché queste indennità d’oro a direttori che non esercitano o esercitano male il loro ruolo? E la regia dei PO-FESR ovvero i fondi europei chi ce l’ha ? O è tutto affidato alla buona volontà di dirigenti e funzionari, magari senza indennità, che devono sbrigarsela da soli di fronte ai veti continui di ogni ente pubblico coinvolto e soprattutto delle ragionerie d’ogni dipartimento che trovano sempre mille cavilli?
Credo sinceramente, come in gran parte del Paese,- e non è la prima volta visto che parliamo di 8 settembre e i vertici istituzionali latitano- che a tirare la baracca siano pochi volenterosi che anche senza indennità, contratti o lauti guadagni, credono nel loro lavoro. Ne volete un ulteriore dimostrazione? Guardate le espressioni di volontariato dei docenti delle Università Popolari: mercoledì 4 giugno proprio nella sala rossa dell’ARS si è riunita l’ULITE, Università Popolare di Palermo, per festeggiare il proprio ventennale di ente educativo non-formale nel territorio. Nessun politico o rappresentante di istituzioni presente! Ebbene le U.P. svolgono la loro attività senza percepire alcun contributo, eppure ai loro corsi partecipano centinaia di persone, in tutta la Sicilia, mentre gli enti di formazione lautamente sovvenzionati brillano per i loro imbrogli!
Nella stessa occasione del 4 giugno ho avuto la soddisfazione di veder pubblicato un mio studio di carattere antropologico sui teatri in aree archeologiche a carico totale dell’ULITE, ovvero dei propri soci, in un opuscolo che riassume l’impegno di questa università nel territorio per far crescere il livello intellettuale della popolazione!
Ma non c’è solo questo: la sezione didattica di Palazzo Abatellis, tra ottobre 2013 e maggio 2014 ha accolto in 77 progetti didattici oltre 4000 tra studenti e genitori nei locali del museo. I membri della sezione didattica sono ex custodi che hanno rinunciato alle proprie indennità di turnazione per dedicarsi unicamente all’accoglienza delle scolaresche. Vi pare poco in questa Regione dove un direttore o un dirigente apicale per spostarsi da una sede all’altra vuole accresciuta la propria indennità? E vi pare giusto spostare, da un giorno all’altro, assessori o direttori o capi di gabinetto che hanno esperienza nel settore, per il vezzo di un politico o per una ripicca? Ci si dimentica che così viene buttato a mare un lavoro già avviato che sta per dare dei risultati, o no?”

Cosa aggiungere alle parole di Claudio Paterna. Come fa un governo nato sotto gli auspici della rivoluzione a non riuscire a mettere insieme uno “straccio” di prospettiva per il futuro. Un’idea di quella che potrebbe essere la Sicilia a partire dai suoi beni più preziosi. Siamo sicuramente in una condizione di crisi finanziaria ed economica gravissima, ma è proprio in queste circostanze che si cerca di venirne fuori chiamando a raccolta tutte le persone di buona volontà e cercando di fare squadra! Claudio Paterna è uno dei tanti che all’interno della Pubblica Amministrazione ancora ci crede e basterebbe poco per avviare un nuovo “rinascimento” da parte di chi ha il governo di questa Regione. Come si fa a porsi il problema di garantire un reddito a decine di migliaia di precari e non di far funzionare quelle strutture che potrebbero portare reddito alle casse esauste della Regione? Quando si parlerà di cose concrete? Quando la finiremo con figure di politici-tecnici “ragionieri” buoni solo a “registrare” che soldi non ce ne sono … ma allora perchè si propongono alla guida dell’Amministrazione? Dalla crisi si può uscire … ma se la si affronta e non lanciando proclami e scaricando su altri le proprie responsabilità … anche del non saper fare!

Oggi la Pubblica Amministrazione è una macchina alla quale la politica ha “imballato” il motore … a quando una riforma della “politica”?

acroliti