Ma il problema è soltanto la pubblicazione dei decreti?, del 04.10.2014, sabato
4 Ottobre 2014 in Lo hanno detto a noi
Il post … Ai beni culturali un bug sulla tutela dei dati sensibili?, del 03.10.2014, venerdì … ripreso da LinkSicilia con il titolo di … Regione siciliana: come applicare la norma e violare la privacy … sta destando un po’ di reazioni … anche su Facebook! Vi rimandiamo a LinkSicilia e a Facebook per leggere i commenti, a parer nostro molto pertinenti, mentre qui diamo spazio all’amico Patrizio Montesano che ha commentato il nostro post … e che ringraziamo!
“Ciao Paolo,
Ti scrivo a proposito della tua nota sul sito, in merito alla pubblicazione dei decreti.
Tu hai giustamente invocato da una parte la legge sulla privacy.
Allo stesso tempo la disposizione, anch’essa legge e successiva a quella sulla privacy, che obbliga alla pubblicazione dei decreti non contiene alcuna eccezione ma specifica che debbono essere pubblicati per esteso.
D’altra parte in favore della pubblicazione di tutti i dati, basta vedere che le innumerevoli ordinanze di sospensione lavori dei comuni sono regolarmente pubblicate on line con nomi e cognomi, codice fiscale, indirizzi ecc dei trasgressori.
Per cui mi viene il dubbio, al contrario, che la cancellazione dei dati sia un’elusione, non voluta, comprensibile e pienamente giustificabile dalla mancanza di direttive, della disposizione di legge, con le conseguenti ripercussioni sull’eventuale nullità dell’atto.
Immagino, anche sentendo qualche avvocato amministrativista, che nel momento in cui la sanzione sarà pesante o gli interessi in gioco più alti (esempio decreto che sanzioni un deputato o un principe del foro o una grande attività imprenditoriale che vive anche di immagine), questa sarà senza dubbio materia su cui si pronuncerà il Tribunale Amministrativo.
Ne approfitto per dirti, più in generale e anche in base all’esperienza personale, che ho la sensazione che uno dei motivi per cui l’Amministrazione va peggio di come tutti vorremmo, sia la barriera enorme che c’è all’interno del sistema di comando politico e burocratico tra chi è al vertice e il resto del personale regionale, come se un presidente azionista unico di una squadra di calcio, che pure a casa sua comanda più del vertice dell’amministrazione, potesse vincere il campionato senza il fondamentale apporto dei giocatori. E lo dico pur non essendo ultimissimo tra gli ultimi. Se la mia è un’impressione e non è così, questo è comunque quello che si percepisce, una distanza siderale tra i vertici e gli altri, quasi fossero abitanti di pianeti diversi.
Alcuni dirigenti di vertice che hanno bisogno di risultati, di imbrogliare il politico del momento (che magari pensa che un burocrate autoritario sia quello che ci vuole per dei debosciati come i dipendenti regionali), che pensano di avere il bastone dalla parte del manico, ritengono che si debba andare avanti comunque, in barba a leggi, regolamenti, disposizioni da loro stessi emanate, senza alcuna organizzazione delle procedure, magari facendo favoritismi e omissioni, facendo balenare “avvertimenti” vari, senza rendersi conto che la fiducia si guadagna e non basta il titolo o una protezione politica per fare un manager autorevole e così riconosciuto dai suoi collaboratori, dirigenti o operatori che siano.”
Ringraziamo ancora Patrizio Montesano per il suo contributo che, partito dal tema della pubblicazione dei decreti (come previsto dall’articolo 68 della legge regionale 21 del 2014) ha toccato altri temi che purtroppo bruciano sulla pelle di chi ogni giorno tenta di portare avanti quello che ritiene il proprio dovere ma che si scontra con un clima da Santa Inquisizione. Che dire … non perdiamo la fiducia in noi stessi!
Tags: Clima, Decreti
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