Non riduciamo questa occasione a … trenta denari!, di Paolo Luparello, del 19.03.2015, giovedì
19 Marzo 2015 in Noi non facciamo sindacato, Prima Pagina
Non riduciamo questa occasione a … trenta denari!
di Paolo Luparello
Dico subito che il 20 marzo 2015, venerdì, sciopererò. Lo sciopero è stato proclamato da Cgil-Cisl-Uil, vi hanno aderito le sigle autonome dei dipendenti della Regione Siciliana, ma dopo il sit-in del 17 marzo e l’incontro Governo-Sindacati del 18 marzo, soltanto Cgil e Uil hanno deciso di non sospendere lo sciopero, a differenza di tutte le altre sigle, in quanto non convinte della proposta avanzata dal governo. Le altre sigle hanno deciso di “andare a vedere” la proposta del Governo, pur mantenendo lo stato di agitazione.
Questi i fatti.
Ho letto il protocollo di intesa Governo-Sindacati.
Non mi convince.
Non mi convince la volontà della controparte di addivenire a un accordo con i sindacati. Quali promesse il Governo ha mantenuto fino a oggi?
Non mi convince il dover inserire in finanziaria l’esito di un accordo sottoscritto dall’ARAN Sicilia e dai sindacati. Stiamo accettando che il rapporto di lavoro privatizzato venga regolamentato con legge?
Non mi convince l’idea che il Governo sia disposto a riconoscere il Contratto Collettivo per il quadriennio 2006-2009 (riconosciuto a tutti i lavoratori del pubblico impiego d’Italia tranne che a quelli della Regione Siciliana) in un momento in cui si cerca di tagliare ogni spesa possibile (costi della politica esclusi) … già vedo i titoli dei giornali … “mentre si taglia la spesa sociale i Regionali passano alla cassa”!
Non mi convince che si possa raggiungere un accordo sui temi del protocollo d’intesa entro il 10 aprile. Il confronto sarebbe sottoposto a un countdown improponibile!
Uno sciopero compatto, molto partecipato, domani, avrebbe dato un chiaro segnale a tutte le forze politiche che la misura è colma … che i dipendenti regionali sono stanchi di tutti questi attacchi, di questa demagogia, di questa gogna continua.
L’obiettivo dello sciopero non poteva che essere un confronto sulle norme sul pensionamento e lo stralcio di tutte le norme contrattuali che si sarebbero dovute rinviare alla sede dell’ARAN Sicilia per una vera contrattazione e la sigla di un contratto vero.
Domani sciopererò perchè non credo nella volontà di questo Governo di onorare un impegno e voglio che questo messaggio arrivi forte e chiaro non soltanto al presidente della Regione ma anche, e soprattutto, ai parlamentari della maggioranza.
Il protocollo di intesa e il confronto all’ARAN Sicilia rischia di farci perdere tempo prezioso … si rischia che ci sia un calo di attenzione da parte delle forze politiche che entro fine aprile dovranno esitare le legge di stabilità 2015 … pena il commissariamento della Regione. Il Governo potrà dire alla sua maggioranza di aver dialogato con il sindacato ma che le richieste non erano in linea con i vincoli romani.
Io domani non sciopererò per difendere la norma di salvaguardia dei dirigenti, i permessi sindacali e le assenze per malattia … io domani sciopererò perchè la politica di questo governo non è equa e non è trasparente … io domani sciopererò perchè questo governo non ha un progetto per quello che dovrà essere la Regione del futuro … io domani sciopererò perchè il governo si appresta alla ennesima macelleria organizzativa per distruggere definitivamente l’Ente Regione … io domani sciopererò perchè questa Regione non offre un futuro ai suoi lavoratori e alle donne e agli uomini di Sicilia. Non riduciamo questa occasione a … trenta denari!
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