Mi è permesso di scioperare?, di Paolo Luparello, del 20.03.2015, venerdì

20 Marzo 2015 in Noi non facciamo sindacato, Prima Pagina

Mi è permesso di scioperare? Paolo a Marina di Cottone

di Paolo Luparello

Io oggi ho aderito allo sciopero dei dipendenti della Regione Siciliana.
E’ stata una bella giornata di sole. E’ stata una bella giornata di confronto con i tanti amici che ho incontrato alla manifestazione. Chi dei miei amici e conoscenti che ha aderito allo sciopero non lo ha fatto per rispondere a degli “ordini di scuderia” … lo ha fatto, così come me, perchè sentiva il bisogno di manifestare il proprio dissenso contro un governo regionale che vuole fare strame dei diritti dei lavoratori della Regione, e degli Enti, e che non ha mai parlato del futuro della Regione Siciliana in quanto Ente regolatore ed erogatore di servizi.
Contro ogni previsione, considerate le sigle che hanno confermato lo sciopero, siamo stati più di “quattro gatti” a scendere in piazza. Vedremo cosa sapranno fare le altre organizzazioni sindacali quando sarà il loro turno proclamare lo sciopero e … farlo!
Essersi sottratti allo sciopero in forza del protocollo di intesa proposto dal governo Crocetta ed emendato in forza delle loro richieste, troppo prontamente accettate dal Governo, lo ritengo, da lavoratore, un errore. Il sindacato ha certamente centrato il suo obiettivo, portare al tavolo di contrattazione il Governo, ma al di là del riconoscimento del ruolo a cosa potrà portare quel confronto?
Quali sono i punti sui quali il Governo si è dimostrato disponibile al dialogo? Nessuno.
Quale valore potrà avere un accordo siglato con l’Aran Sicilia in materie che esulano dalla sua mission istituzionale che ricordo è la stipula di contratti … non di mediatore per conto del Governo?
Il protocollo di intesa non ha alcuna utilità per i lavoratori … solo una mobilitazione massiccia potrà convincere il Governo, e soprattutto la sua maggioranza, a stralciare quelle norme che sono una vera aggressione alle tasche dei dipendenti e dei pensionati della Regione … e non mi riferisco ai permessi sindacali, alle assenze per malattia, alla “famigerata” clausola di salvaguardia … ma al futuro pensionistico di tanti lavoratori sulla pelle dei quali si vuol scaricare di tutto e di più.
Personalmente quello che più mi indigna come dipendente di questa Regione Siciliana è la mancanza di progettualità sul futuro della Regione … la politica del governo vuole continuare a giocare a un puzzle modificando continuamente il disegno … disegno che si abbozza nella mente di non si sa chi e non si sa secondo quale modello … salvo intuire esigenze di collocare pedine nella scacchiera del potere regionale.
L’ultima ciliegina di Crocetta è quella sul presunto riconoscimento del contratto 2006-2009 … dice che ci darà più soldi … ma sta scherzando lui o chi gli va appresso? Dove li prenderebbe i soldi? Sarebbero gli stessi soldi che hanno avuto i colleghi degli Enti locali o dei Ministeri? O sarebbe una operazione di facciata, fatta pagare a valere sulla vacanza contrattuale che già percepiamo e buona per farci additare come i soliti privilegiati ai quali si riconosce un contratto quando a tutto il resto del mondo è negato?
L’unica cosa che il sindacato deve pretendere è una vera stagione delle riforme. Una finestra temporale di massimo 6 mesi durante i quali ridisegnare la struttura degli assessorati e dei dipartimenti, le loro competenze e individuare i percorsi di crescita del personale rimasto, facendo ricorso a rivitalizzanti innesti di linfa fresca e incentivando alla fuoriuscita chi ha perso, o gli è stato fatto perdere, ogni stimolo.
Ma per fare questo avremmo bisogno di un sindacato … diverso!
Oggi è stata una giornata positiva … per me … ci vediamo al prossimo sit-in sotto Palazzo dei Normanni!
P.S. Non vi sentite in dovere di commentare quanto da me scritto, il mio non è un esempio di celodurismo!