Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 19.10.2015, lunedì

19 ottobre 2015 in Incontri, Prima Pagina

Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 19.10.2015, lunedì

Oggi terzo incontro di “La Sicilia che vogliamo”.  Anche oggi, in cinque, abbiamo trascorso un’ora e mezza parlando di ciò che vogliamo fare per dare il nostro contributo per offrire un’altra scelta a chi è nauseato dei vecchi politicanti regionali e per dimostrare che un altro modo di fare politica è possibile.Paolo Maratona di Sicilia 2015

Oggi tre nuovi amici hanno partecipato all’incontro e ognuno di loro ha manifestato la propria curiosità, ma anche perplessità, sulla nostra iniziativa. Comunque è già tanto che con i tempi che corrono ci siano persone disposte a dedicare un po’ del proprio tempo per ascoltare e per dire la propria su quello che vorremmo fosse il futuro della Sicilia. Non è facile credere in una Sicilia diversa da quella che conosciamo. Qualcuno pensa che se non vedremo scorrere il “sangue” … metaforicamente parlando (la famosa “macelleria sociale”) … la Sicilia è destinata a rimanere in un “cul de sac” sempre più stretto.

Abbiamo parlato di politica e abbiamo parlato di problemi concreti. Si è parlato di un modello di sviluppo per la Sicilia, tra modelli classici con ricette che non hanno mai funzionato in Sicilia e nuovi modelli tesi a mettere a sistema quei tesori fino a oggi trascurati e trattati peggio di quanto fanno i fanatici dell’Isis con le antiche rovine patrimonio dell’umanità.

Si è parlato di valorizzazione delle produzioni agricole locali e di forme innovative di micro-micro imprenditorialità destinate alle popolazioni meno abbienti delle grandi città per dare loro una chance (piccoli ambulanti, cenciaioli, street food) contemperando la lotta all’abusivismo e all’illegalità con la necessità di favorire la emersione da ogni forma di evasione sia essa fiscale che previdenziale.

C’è anche chi ha proposto la necessità che in Sicilia siano avviati seri e puntuali piani di monitoraggio delle diverse patologie nelle zone a rischio siano esse quelle di Milazzo, Priolo e Gela, che quelle soggette alle future “influenze” del MUOS.

Si è anche parlato della Sanità siciliana e del peso che la stessa ha e continuerà ad avere sul bilancio della Regione, anche in questo settore si deve avere il coraggio di scardinare vecchie e consolidate lobbie e pensare esclusivamente alla salute dei siciliani.

Ho parlato ancora una volta di una economia basata sulle emozioni che soltanto la Sicilia può dare e che possono essere “confezionate” all’interno di una offerta turistica opportunamente segmentata tra le diverse fasce di turisti. Un offerta turistica che riesca a mettere a sistema i tanti tesori  che non riusciamo a valorizzare stabilmente.

Ancora una volta ho invitato gli amici che sono intervenuti a provare a tradurre le proprie idee in schede obiettivo attraverso le quali poterle esaminare e contribuire a migliorarle … se necessario.

Anche oggi è stato un bel pomeriggio di confronto, nel quale non è mancato anche un riferimento alle preoccupazioni che gravano su tanti di noi per quello che potrà essere il prossimo futuro sul quale si addensano nuvoloni finchè il governo degli irresponsabili continuerà a non fare le scelte che andavano fatte almeno tre anni fa, e mi riferisco alla incertezza per tanti enti regionali di poter contare sui trasferimenti che la Regione dovrebbe accordare per il loro funzionamento (leggi stipendi). La Sicilia che vogliamo è fatta anche di rispetto dei patti.

E a proposito di “La Sicilia che vogliamo”, un nostro primo obiettivo deve essere quello di riuscire a organizzare un evento di presentazione de “La Sicilia che vogliamo” al quale prendano parte almeno 100 amiche e amici disposti a metterci la faccia, ognuno dei quali dovrà partecipare con una propria idea, un proprio obiettivo. Abbiamo immaginato che chi sarà disposto a metterci la faccia dovrà predisporre una scheda obiettivo nella quale sinteticamente descriverà una iniziativa da intraprendere per il bene comune e per produrre valore. Speriamo prima di Natale di riuscire a raccogliere l’impegno dei primi 100 volontari … non sarà facile ma se abbiamo l’ambizione di riuscire a mandare dei nostri rappresentanti al Parlamento regionale è un primo passo che dobbiamo compiere.Vai a votare

Noi contiamo sui colleghi ed ex colleghi della Regione Siciliana, ma speriamo di fare breccia nella cosiddetta “società civile” fatta di lavoratori di altri comparti, professionisti, imprenditori, esponenti del mondo del volontariato, per citare alcune categorie, che possano portare quella necessaria “contaminazione” in grado di farci elaborare una proposta valida per la Sicilia.

Un grazie alle amiche e agli amici che sono intervenuti all’incontro di oggi e arrivederci al 19 ottobre per il prossimo incontro di “La Sicilia che vogliamo”.

Chi fosse interessato a far parte dei primi 100 volontari di “La Sicilia che vogliamo” mi contatti scrivendo a fedro.luparello@gmail.com

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