Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 23.11.2015, lunedì

23 Nov 2015 in Incontri, Prima Pagina

Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 23.11.2015, lunedì

Oggi quinto incontro di “La Sicilia che vogliamo”.  Anche oggi, in cinque, abbiamo trascorso quasi due ore parlando di ciò che vogliamo fare per dare il nostro contributo per offrire un’altra scelta a chi è nauseato dei vecchi politicanti regionali e per dimostrare che un altro modo di fare politica è possibile.Paolo Maratona di Sicilia 2015

Oggi un nuovo amico ha partecipato all’incontro e abbiamo avuto modo di confrontarci. E’ già tanto che con i tempi che corrono ci siano persone disposte a dedicare un po’ del proprio tempo per ascoltare e per dire la propria su quello che vorremmo fosse il futuro della Sicilia. Non è facile credere in una Sicilia diversa da quella che conosciamo.

Abbiamo parlato di politica e abbiamo parlato di problemi concreti.

Si è parlato del ruolo che deve avere la riforma dell’Ente Regione Siciliana in un progetto politico che mira a cambiare verso all’andamento delle cose che vedono la Sicilia continuamente rincorrere da lontano qualche indicatore di sviluppo. E’ tempo che la Sicilia si doti di una macchina tecnico-amministrativa in grado di elaborare e realizzare un programma di interventi in grado di dare sicurezza. Sicurezza sul piano sociale, sul piano ambientale, sul piano dell’ordine pubblico. Ma una macchina tecnico-amministrativa efficiente non va da nessuna parte se non ha una guida politica stabile e fortemente orientata a lavorare per i siciliani, a partire dai meno abbienti. Non possiamo continuare ad accettare programmi di investimento che non creano ricchezza in Sicilia. Ci si è mai domandato dove vanno a finire i soldi degli investimenti pubblici o dei contributi alle imprese? Se si vuole creare ricchezza non sarebbe opportuno che la gran parte di tali soldi rimanga in Sicilia? Si può fare? Questa è una delle sfide che dobbiamo affrontare.

Anche oggi l’attenzione è stata posta sul funzionamento della macchina burocratica regionale. Così com’è non funziona e non fornisce i servizi che dovrebbe e potrebbe. C’è bisogno di un ripensamento generale del ruolo dell’Ente Regione e rispetto a questo proporre un vasto piano di riqualificazione del personale. La Regione Siciliana ha bisogno di veri sistemi informativi, pensati in una ottica di interoperabilità e in grado realmente di coprire tutti i flussi di lavoro. Dobbiamo raggiungere i livelli delle amministrazioni centrali e delle regioni più evolute dove sistema informativo contabile, protocollo informatico, posta elettronica certificata, dialogano tra di loro e permettono di dialogare attraverso “web service” dedicati con tutti i sistemi informativi che vanno alimentati senza determinare una ridondanza di lavoro a carico del personale. Oggi, a causa di sistemi informativi parziali e malfunzionanti, si dedicano tante risorse umane ad attività ripetitive e inutili. Se si riuscirà ad affrancarsi dal modello sbagliato, e costosissimo, di governance dei sistemi informativi regionali, si potranno liberare risorse che potranno essere dedicate ai servizi verso l’utenza e ad attività più qualificanti. Abbiamo bisogno di una Regione Siciliana 2.0 e noi sappiamo come fare. Ma per fare questo serve un programma di legislatura, idee chiare e competenze. Ma si deve anche mettere mano a una vera riforma dell’Amministrazione con una vera divisione dei compiti tra politica e burocrazia, con dirigenti chiamati a realizzare programmi e progetti sulla base dei quali dovranno essere valutati, e non per una premialità in danaro ma per continuare a svolgere un ruolo in Amministrazione. Se vogliamo che questa Istituzione abbia un futuro, c’è la necessità che si elabori un progetto serio e di lungo periodo nel quale si guardi ai servizi che vanno erogati insieme alle attività di supporto alle iniziative di respiro regionale finalizzate alla valorizzazione delle economie della Sicilia. Con una classe politica non compromessa e non legata al tornaconto personale si potrà fare tanto e noi proveremo a buttare le basi affinchè questo possa succedere.

Ancora una volta ho invitato gli amici che sono intervenuti a provare a tradurre le proprie idee in schede obiettivo attraverso le quali poterle esaminare e contribuire a migliorarle … se necessario.

E a proposito di “La Sicilia che vogliamo”, ricordo che un nostro primo obiettivo è sempre quello di riuscire a organizzare un evento di presentazione de “La Sicilia che vogliamo” al quale prendano parte almeno 100 amiche e amici disposti a metterci la faccia, ognuno dei quali dovrà partecipare con una propria idea, un proprio obiettivo. Abbiamo immaginato che chi sarà disposto a metterci la faccia dovrà predisporre una scheda obiettivo nella quale sinteticamente descriverà una iniziativa da intraprendere per il bene comune e per produrre valore. Speriamo prima di Natale di riuscire a raccogliere l’impegno dei primi 100 volontari … non sarà facile ma se abbiamo l’ambizione di riuscire a mandare dei nostri rappresentanti al Parlamento regionale è un primo passo che dobbiamo compiere.Vai a votare

Noi contiamo sui colleghi ed ex colleghi della Regione Siciliana, ma speriamo di fare breccia nella cosiddetta “società civile” fatta di lavoratori di altri comparti, professionisti, imprenditori, esponenti del mondo del volontariato, per citare alcune categorie, che possano portare quella necessaria “contaminazione” in grado di farci elaborare una proposta valida per la Sicilia.

Un grazie alle amiche e agli amici che sono intervenuti all’incontro di oggi e arrivederci al 23 novembre per il prossimo incontro di “La Sicilia che vogliamo”.

Chi fosse interessato a far parte dei primi 100 volontari di “La Sicilia che vogliamo” mi contatti scrivendo a fedro.luparello@gmail.com

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