Tutti contro uno per il governo della Sicilia, di Paolo Luparello, del 20.06.2017, martedì

20 Giugno 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Tutti contro uno per il governo della Sicilia, di Paolo Luparello, del 20.06.2017, martedì

Mancano poco più di 4 mesi alle prossime elezioni regionali e, dopo la tornata delle elezioni amministrative dello scorso 11 giugno, la politica punta decisamente a giocarsi quella partita. La parola d’ordine è “contro la demagogia e i populismi”, che nella fattispecie sarebbero rappresentati dal Movimento 5 Stelle, che se i sondaggi fossero confermati si appresterebbe a conquistare il primo governo di una regione.

Ognuno tenta la sua formula. Il PD e i soliti alleati, con i quali ha la responsabilità dei governi Crocetta che hanno gestito il potere in questa legislatura, sono alla ricerca di un candidato forte e sembrano averlo trovato in Pietro Grasso, attuale presidente del Senato, con un passato importante in magistratura e nella lotta alla mafia. Una domanda. Quale è il programma di Pietro Grasso per il governo della Sicilia? Aspetto di leggerlo e di conoscere con quale squadra di assessori si potrebbe proporre alla guida della Regione. Ho il timore che il presidente Grasso possa essere l’ennesimo tentativo di una certa politica di trovare una figura autorevole che si occupi della rappresentanza ma che lasci la gestione ai soliti noti e secondo le vecchie logiche della spartizione del potere. Dopo l’esperienza Crocetta qualcuno è ancora convinto che il “brand” antimafia possa essere vincente. Vedremo cosa ne penseranno gli elettori.

Accanto all’attivismo del prof. Lagalla, alla voglia di riprovarci dell’on. Musumeci, e alla novità del movimento autonomista che trova nel dott. Busalacchi il suo campione, sembra destinata a scendere in campo una nuova formazione che nel sindaco di Palermo, Orlando, trova il suo ideologo.

Quali saranno i candidati alla presidenza della Regione? E’ ancora presto per dirlo. Mi piacerebbe che i candidati proponessero agli elettori un programma di governo chiaro, fattibile, con una sufficiente dose di visionarietà del futuro, che sia veramente di rottura con decenni di lobbie che hanno ingessato l’economia siciliana sacrificandola agli interessi di pochi.

La Sicilia ha bisogno di provare qualcosa di nuovo, un governo di legislatura, senza interessi territoriali, senza espressione di lobbie, animato dalla volontà di fare il bene della Sicilia e dei siciliani.

Ho il fondato timore che vecchi e nuovi pupari proveranno ancora una volta a irretire chi ancora non ha rinunciato a esercitare il proprio diritto di voto, contando sul fatto che troppe persone perbene non vogliono più sentir parlare di politica e di elezioni, purtroppo.

La paura sarà utilizzata per mettere in guardia gli elettori di opinione dal nuovo, nuovo che invece deve fare soltanto paura a chi rischia di perdere antiche rendite di posizione, e sarebbe ora.