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Ho incontrato uno come noi, Giancarlo Cancelleri!, 13 ottobre 2017, venerdì

ottobre 13, 2017 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Ho incontrato uno come noi, Giancarlo Cancelleri!, 13 ottobre 2017, venerdì

 

Ammetto che anch’io ho criticato e critico alcune uscite o azioni portate avanti dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Il mio profilo Facebook sta lì a dimostrarlo.

Sono sempre stato un uomo libero, una volta mi ritenevo di sinistra (quando questo termine aveva un significato), ma con il crollo del sistema dei partiti e con lo scollamento tra quel che è rimasto dei partiti e le ideologie politiche, sto abituandomi a valutare le proposte avanzate dai leader politici al di là della loro militanza ma semplicemente basandomi sulla autorevolezza e sulle sensazioni che il leader esprime.

Ieri ho incontrato un leader politico prestato alla politica.

Un leader suo malgrado in quanto gli iscritti al Movimento 5 Stelle lo hanno votato per candidarlo alla Presidenza della Regione Siciliana.

Non è la prima volta che ho incontrato Giancarlo Cancelleri nell’arco di questa legislatura.

I nostri incontri hanno sempre riguardato questioni di carattere generale relative alla Regione Siciliana e mai fatti personali.

Ho apprezzato in questi incontri la capacità di ascolto e il desiderio di capire.

Torniamo a ieri.

Ieri 12 ottobre, in una sala riunioni di un albergo palermitano, si è tenuto un incontro con un folto gruppo di dipendenti della Regione Siciliana di diverse qualifiche e di diverse appartenenze lavorative, incontro voluto da Giancarlo Cancelleri per provare a far sentire dalla sua viva voce le idee che vorrebbe realizzare se diventerà Presidente della Regione e che potranno avere un impatto sui dipendenti della Regione Stessa.

Giancarlo Cancelleri ha illustrato alcune inziative che vorrebbe realizzare, ha ascoltato le domande che gli sono state poste dai 20 dipendenti che avevano domande da fare, non solo regionali, ha risposto alle domande.

Le idee che Giancarlo Cancelleri vorrebbe realizzare riguardano un riassetto funzionale di alcuni assessorati per meglio attuare politiche sinergiche (per esempio, beni culturali e turismo), un riassetto di Irfis, Crias e Ircac in funzione di sostegno al credito per start up innovative e micro credito, taglio dei vitalizi parlamentari e diffusione degli stage anche nella pubblica amministrazione, anche regionale, e altro ancora.

Giancarlo Cancelleri ha anche parlato del modo in cui vorrebbe interpretare il rapporto con i dipendenti della Regione Siciliana, una collaborazione da pari a pari in cui fissati gli obiettivi che si vogliono raggiungere ognuno opera nella stessa direzione. Collaborazione che non si deve tradurre in una sorta di fidelizzazione o di appartenenza ma di coinvolgimento nella realizzazione di ciò che serve per creare vero sviluppo e vera economia nell’interesse della Sicilia e dei siciliani.

Le domande hanno riguardato: l’allargamento della maggioranza di governo in caso di vittoria senza maggioranza di parlamentari eletti; politiche giovanili; priorità del Governo 5 stelle nei primi 100 giorni; rinnovo contrattuale dei dipendenti sia nella componente economica ma soprattutto giuridica; disparità di trattamento tra dipendenti della Regione e quelli dell’ARS; rapporto del Movimento con i dipendenti della Regione; destino delle società partecipate; nomina dei vertici burocratici; ruolo di Sicilia digitale; incarichi a soggetti esterni all’Amministrazione e redistribuzione del personale; Fondo pensioni Sicilia e acquisto immobili regionali voluto dal governo Crocetta; composizione e ruolo degli uffici di gabinetto; valorizzazione delle risorse umane interne il cui disagio è largamente diffuso;

A tutti i temi che gli sono stati sottoposti Giancarlo Cancelleri ha fornito risposte che hanno in larga parte soddisfatto gli intervenuti, dimostrando una conoscenza delle problematiche e una reale volontà di trovare le soluzioni attraverso un confronto reale con gli operatori interni della Regione Siciliana.

Il candidato presidente che mi sono trovato davanti non mi è parso né uno sprovveduto né un impreparato al ruolo che potrebbe essere chiamato a svolgere.

Io sosterrò Giancarlo Cancelleri e mi fa piacere che ieri diversi amici, sentendolo parlare, hanno maturato la stessa decisione.

Se vogliamo cambiare veramente qualcosa.

Se vogliamo avere una chance che il governo della Regione non sia appannaggio dei soliti noti che tanto bene non hanno operato.

Se vogliamo che finalmente la Sicilia sia guidata da una squadra di governo che faccia gli interessi di tutta la Regione e non soltanto dei colleggi elettorali dei politici di professione.

Se vogliamo che gli assessorati e i dipartimenti regionali abbiano una guida stabile in grado di assicurare continuità per tutta una legislatura e di raggiungere quindi gli obiettivi di spesa e di realizzazione delle politiche pubbliche..

Se vogliamo tutto questo, credo che l’offerta elettorale ci offra con Giancarlo Cancelleri e con il Movimento 5 Stelle il meglio che al momento si possa sperare.

Io la penso così e spero che i tanti che non hanno un interesse personale nella vittoria di un candidato piuttosto che un altro, votino per ciò che è meglio per la Sicilia e per tutti i siciliani.

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“Regioniamo Sicilia è stata una festa fantastica”, e non lo dico io!, del 12.09.2016, lunedì

settembre 12, 2016 in Incontri, Prima Pagina da fedro

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“Regioniamo Sicilia è stata una festa fantastica”, e non lo dico io!, del 12.09.2016, lunedì

Quello che segue è il messaggio che ho inviato agli amici del comitato organizzatore per convocare il primo incontro per ricominciare a tessere le fila per l’edizione 2017 di Regioniamo Sicilia.

Chi volesse partecipare scriva a associazione@perchenosicilia.org

Care amiche, cari amici,
rivedendo la posta dell’associazione mi sono imbattuto in questa mail …

“Caro Paolo, è stata una festa fantastica. Non c’è stato nessuno, di quelli che conosco, che abbia partecipato od assistito, che non sia rimasto entusiasta. Sarà una magra consolazione, ma posso dirti che hanno perso gli assenti: coloro (regionali e non) che pensano che i dipendenti regionali non meritano alcun interesse; quelli che ritengono di partecipare solo se c’è il politico di turno e quelli che pensano di non farlo solo perchè con i regionali ci sarà certamente un politico di turno. E poi ci sono quelli che ” Paolo Luparello è un illuso idealista” e quelli ” Paolo Luparello, chi?”. Infine, per me i più abbietti, i “mi chiederanno soldi?”. Condividere un sogno non ha prezzo e per tutto il resto non serviva mastercard, ma sarebbe bastata la partecipazione. Grazie a te e a tutti gli altri per avermi regalato tre mezze giornate (non sono potuto essere presente di più) in cui ho respirato l’aria di una Regione più smart, intelligente, aperta e, per una volta, coesa e senza fazioni. Mi auguro che questa esperienza possa ripetersi e, se occorre reintegrare il capitale sociale dell’Associazione, conta su di me. Ciao. E.”

E. e tanti altri ci danno la forza e la voglia di provarci ancora.

Allora è deciso, si ricomincia?
Un primo incontro per cominciare a ragionare su cosa dovrà o vorremo che sarà Regioniamo Sicilia 2017.
A parte uno scambio di riflessioni e di idee a distanza di 4 mesi da Regioniamo Sicilia 2016, l’incontro servirà per cominciare ad affrontare i temi che ho provato a elencare di seguito:

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Verso Regioniamo Sicilia 2017 … abbiamo incontrato Agostino Marrella, del 30.05.2016, lunedì

maggio 30, 2016 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Ripresi gli incontri di “Perché no…qualcosa si muove”! Questo è il terzo ciclo e segue “Quale Regione per quale Sicilia” e “Professione dipendente regionale … anzi no … artista!”.

A questo terzo ciclo abbiamo dato il titolo di “Verso Regioniamo Sicilia 2017” anche se non sappiamo ancora se ci sarà una edizione 2017 e non è detto che i protagonisti di questi incontri lo saranno anche di “Regioniamo Sicilia 2017”.Paolo e Agostino Marrella 2016 05 30

Oggi ha accettato il nostro invito Agostino Marrella che nella vita di tutti i giorni si occupa di Ufficio per le Relazioni con il Pubblico di un dipartimento regionale e che di tanto in tanto viene folgorato dalla pulsione poetica.

Anche ad Agostino ho provato a proporre le solite domande che ho preparato per questo tipo di incontri, ma per molte delle quali, per quel che conosco Agostino, avevo già la risposta. Anche Agostino concorda sul fatto che non è facile dire chi è Agostino Marrella, volendo usare una metafora potremmo dire che è simile a uno di quei giochi rompicapo della “Settimana enigmistica” che la maggioranza degli umani non affronta nemmeno. Ma probabilmente non è lui ad essere complicato, siamo noi, piuttosto, che rifuggiamo tutto ciò che implica applicazione e impegno … siamo troppo presi dal nostro tran tran. Agostino è uno che ha sempre amato scrivere, fin da piccolo, e faceva parte di una cerchia di amici con i quali, nonostante la prossimità, si scriveva lunghissime lettere. Mai banali i suoi componimenti, tanto che è ancora in contatto con una sua maestra di scuola elementare che conquistò con la originalità dei suoi punti di vista … già allora.

Agostino, come tanti poeti, non ama definirsi un poeta. I versi lo colgono quando meno se lo aspetta, ma lui che oramai si conosce, porta sempre con se quadernetto e matita e non perde tempo a fissare su carta il guizzo poetico. Ma non finisce lì! Il frutto di quel pensiero è per Agostino una gemma grezza sulla quale deve tornare a lavorare. Ciò che quei versi vogliono trasmettere è tutto lì, ma sui versi con cui vuole farci arrivare il messaggio inizia un lungo lavoro di affinamento. Agostino non vuole lasciare nulla al caso, non cerca scorciatoie. La poesia deve essere esattamente come quella che vaga tra le sue emozioni e che deve riuscire a fissare sulla carta. E’ un lavoro lungo, paragonabile a una gestazione, terminato il quale l’opera vivrà di vita propria. Per Agostino la sua poesia ha un significato specifico, legato anche al momento in cui la compone e per non perdere il filo che l’ha portato a scriverla data le sue poesie in modo da poterle collocare temporalmente in uno specifico momento della sua vita.

Cimitero sul monte

Se da altri lembi del declivio la città si scorge,
ben poco da questo gradone legge lo sguardo
da compatto, acuminato verde limitato.
E si fissa l’occhio sulla foto di chi non ebbi,
forse, sufficientemente cara (ritratto invero
pietosamente non veritiero nel suo registrare
un rigoglio talmente remoto da essere persino
per me soltanto evanescente, scoloritissimo ricordo).
Fuor di stagione, tiepido e limpido
si propone il giorno.
Di quiete istante mi pervade.
D’ogni cosa l’affanno sospende.
6 gennaio 2001

Ad Agostino piace che altri provino a comprendere il significato dei suoi versi e non è di rado che nuove interpretazioni lo sorprendano, anche piacevolmente.

Cognizioni indicibili
Sicurezza antiche, limpide verità
animano traiettorie ordinate,
ragionate escursioni vitali.
Ermetiche rivelazioni
sembrano annunciare
cognizioni indicibili.
26 agosto 2004

La poesia, secondo Agostino, mette a nudo l’anima del poeta, ed è forse per questo che a quella nudità il poeta che è in lui vuole donare una corazza di versi non facili, quantomeno a una lettura superficiale. I versi di Agostino ti costringono a rileggerli e a rileggerli ancora … la sua non è una poesia dalla facile emozione, certamente dalla profonda introspezione.

Scelta adulta è l’Amore
Cede – prima o poi – 
la giovane fede
nella linearità degli eventi.
Anche l’oblio è parte del cammino,
un sedimento di conoscenza.
Il fuggente istante allora diviene
la sola occasione di sensata presenza.
Infine – estranea ogni astrazione –
scelta adulta è l’Amore.
31 maggio 2005

L’incontro con Agostino è stato anche un viaggio nei ricordi che ci ha portato a reciproche reminiscenze.

Abbiamo parlato di solitudine, di ciò che siamo oggi e di ciò che eravamo.

Felicità
Sconosciuti; null’altro
è sfondo ad una voce
che a me solo parla.
Feconda una malinconia lieve.
Sobria forma di felicità.
17 gennaio 2007

Di ciò che saremo ne parleremo a Regioniamo Sicilia 2017 … forse.

Abbiamo parlato anche di altro, ma la ragione dell’incontro era conoscere la poesia di Agostino Marrella, l’intervistatore era quello che era ma vi assicuro che incontrare persone come Agostino fa bene e ci vogliono anche occasioni come questa o come “Regioniamo Sicilia” per far conoscere delle belle persone.

Le poesie sono tratte dal libriccino di Agostino Marrella “Digressioni ordinate – Tentativi di poesia di un pessimista non praticante”, libriccino che non troverete in libreria ma che riceverete da Agostino se avrete modo di invitarlo a cena una di queste sere.

Il prossimo incontro lunedì 6 giugno 2016, alle ore 17,30 con … appena lo saprò ve lo faccio sapere!

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Gli incontri di “Verso Regioniamo Sicilia 2017”, 30 maggio 2016 con Agostino Marrella

maggio 29, 2016 in Incontri, Prima Pagina da fedro

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Ricominciano gli incontri del lunedì con colleghi ed ex colleghi per saperne di più su di loro e sulle loro passioni, extralavorative ma anche lavorative.

A questo nuovo ciclo di incontri ho dato il nome di “Verso Regioniamo Sicilia 2017” … non so se ci sarà una edizione 2017 e non so se il protagonista dell’incontro ne vorrà essere uno dei protagonisti … so soltanto che è sempre un piacere ascoltare chi ha ancora delle passioni!

Il protagonista dell’incontro del 30 maggio 2016, alle ore 17,30, sarà Agostino Marrella … ci vediamo al Cafè de Paris in via Principe di Belmonte a Palermo

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Verso Regioniamo Sicilia!, del 16.05.2016, lunedì

maggio 16, 2016 in Incontri, Prima Pagina da fedro

L’idea di Regioniamo Sicilia è nata organizzando questi incontri. Io che invito un collega, a volte anche amico, del quale conosco una passione che mi porta a saperne di più. Un’ora un’ora e mezza trascorsi davanti a un caffè o qualcos’altro parlando di se stessi e della propria passione artistica, letteraria, sportiva … basta che si tratti di una passione che meriti di essere raccontata, cosa che poi faccio attraverso un resoconto dell’incontro che pubblico sul blog di “Perché no…qualcosa si muove” ( www.perchenosicilia.org )
Il primo incontro dopo la parentesi di Regioniamo Sicilia avrà come protagonista Agostino Marrella … chi fosse interessato a partecipare all’incontro segua l’evento e saprà ora e luogo dell’evento … Palermo 30 maggio 2016, lunedì dalle 17,30

https://www.facebook.com/events/1260096124032501/

Luparello Paolo 02

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Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Pino Scorciapino, del 25.01.2016, lunedì

gennaio 25, 2016 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Pino Scorciapino, del 25.01.2016, lunedì

Un altro lunedì pomeriggio con “Perchè no…qualcosa si muove”, l’associazione di dipendenti della Regione Siciliana, ma non solo.

Da oggi, pur non cambiando il format di questi incontri cambia la frequenza degli stessi.

Dato il numero di colleghi che intendiamo intervistare fino all’inizio de “La non festa”, ove coloro che decideranno di prendervi parte li potranno incontrare e ascoltare dal vivo, vedremo di organizzare più incontri alla settimana che si terranno nel tardo pomeriggio. Di ogni incontro faremo comunque un resoconto che come di consueto verrà pubblicato sul blog e sulle pagine di Facebook dedicate alla “Non festa”.

Questo lunedì è stato il turno del settimo incontro del ciclo “Professione: dipendente regionale … anzi no … artista e altro ancora!”, nuovo ciclo di incontri di “Perchè no…qualcosa si muove” e il nostro ospite è stato Pino Scorciapino, dirigente della Regione Siciliana.  Pino-Scorciapino

Anche oggi un incontro piacevole con una bella persona che nonostante il gravoso incarico che ha in Amministrazione, ha trovato il tempo per rispondere alle nostre domande e per ascoltare le finalità della “Festa” che stiamo organizzando e alla quale ha fin da oggi assicurato la sua partecipazione.

Pino Scorciapino ha già scritto 7 libri e un ottavo è già in preparazione, ma nonostante questo non vuole essere chiamato “scrittore”, termine che lui ritiene più adatto ai narratori e ai romanzieri. Egli ama definirsi “un cronista di paese”, attività che ha svolto per tanti anni e che lo ha portato a scrivere dei fatti della sua Troina e della sua provincia, Enna, sulle pagine del Giornale di Sicilia … nessuno è perfetto. Troina è il paese nel quale vive e che raggiunge tutti i fine settimane per riunirsi alla famiglia. Scorcipino è uno di quei funzionari che credono ancora nel proprio lavoro e che preferiscono fare i pendolari piuttosto che rifugiarsi in un tranquillo ufficio di provincia.

Pino Scorciapino è sposato, ha due figli ed è già nonno. Dichiara senza alcuna preoccupazione che lavora per necessità ma che se avesse potuto avrebbe preferito, da sempre, dedicarsi alla scrittura. Indossa certamente la giacca del funzionario regionale, ma ama precisare che la giacca del pubblicista è sempre a portata di mano, tanto è vero che su SiciliaInformazioni potete seguire la sua rubrica “Otto righe” attraverso la quale mantiene il contatto con l’ambiente del giornalismo.

Scorciapino ha sempre avuto la passione per la scrittura e per lui il compito di italiano che tanto terrore faceva ai più ai tempi della scuola, a lui non creava alcun problema … anzi!

Il suo primo libro lo scrisse a 18 anni e fu pubblicato quando ne aveva 19. Il libro parlava di una triste vicenda successa al suo paese e che provocò 8 morti e una cinquantina di feriti … si trattava di una sommossa contadina accaduta a Troina il 18 febbraio del 1898. Ma il libro del quale ancora oggi è orgoglioso fu il terzo pubblicato nel 1984 “Ancipa” nel quale racconta le vicende occorse nella costruzione della diga Ancipa tra il 1949 e il 1952, tra le quali anche gravi incidenti sul lavoro con decine di morti tra gli operai.

Il suo ultimo sforzo è stato “Le massime di Massimo” … una raccolta di riflessioni brevi e aforismi che Pino ha prodotto in tanti anni di osservazione e di riflessione … anche mentre era impegnato in estenuanti riunioni di lavoro, rispetto alle quali ha delle idee ben precise e di cui potete leggere nel libro.  Scorciapino-Le-massime-di-Massimo-297x420

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Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Nello Di Prima, del 18.01.2016, lunedì

gennaio 18, 2016 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Nello Di Prima, del 18.01.2016, lunedì

Un altro lunedì pomeriggio con “Perchè no…qualcosa si muove”, l’associazione di dipendenti della Regione Siciliana, ma non solo.

Questo lunedì è stato il turno del sesto incontro del ciclo “Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!”, nuovo ciclo di incontri di “Perchè no…qualcosa si muove” e il nostro ospite è stato Nello Di Prima, dirigente in pensione della Regione Siciliana.

Incontro moderatamente partecipato per gli “standard” dei nostri incontri, in 5, nonostante il freddo di questi giorni che non invoglia a uscire, abbiamo trascorso quasi due ore al Cream Coffee parlando con Nello Di Prima della sua trascorsa esperienza lavorativa in Regione e della sua passione per la scrittura.

Nello Di Prima, dirigente in pensione della Regione Siciliana, è avvocato e ama definirsi, ma non soltanto oggi, un libero pensatore.

Ha sempre avuto una grande facilità di scrittura e anche quando era un ragazzetto aveva manifestato l’idea che un giorno avrebbe scritto un libro, ma non un libro qualunque … un libro sulla storia del mondo … e devo dire che in parte c’è già riuscito con il suo primo libro “Va, dove comincia il tempo” che idealmente fa parte di una trilogia, se non di un filone più numeroso.Va dove comincia il tempo nello Di Prima

La scrittura è quindi stata sempre per Nello una qualità innata, ma si deve ai doveri di genitori l’input verso la creatività, per soddisfare il desiderio di suo figlio di ascoltare sempre nuove fiabe. Esaurito il repertorio classico, Nello ha dovuto lavorare di fantasia e attingendo anche ai miti e storie di Sicilia, ha iniziato a creare nuove fiabe e nuovi personaggi che il figlio poi traduceva in immagini, disegni. Forse da questa “cooperazione” tra padre e figlio è nata la scintilla che a distanza di anni porterà a “Va, dove comincia il tempo”. Nello scrive prevalentemente di notte, ma idee e spunti per le sue storie e i suoi personaggi si appalesano quando meno se lo aspetta e ove possibile le fissa in appunti da sviluppare poi la sera. Anche il suo lavoro ha avuto un ruolo nella elaborazione del suo libro, non tanto quando si occupava di personale e di contenzioso, quando piuttosto ha cominciato a occuparsi di promozione turistica. Dalla interlocuzione istituzionale con guide turistiche e proloco, Nello ha costituito un vero e proprio archivio di storie, miti, leggende di Sicilia … senza trascurare le tradizioni gastronomiche, patrimonio dal quale ha attinto a piene mani per il suo primo libro.

Nello Di Prima non si considera uno scrittore, ne tantomeno ritiene di ispirarsi  o di poter essere Nello Di Primaparagonato a qualche scrittore in particolare, anche se la trama del suo libro non sfigura di certo di fronte alle opere di Dan Brown. Chi conosce Nello Di Prima superficialmente non immaginerebbe il lavoro che ha realizzato per arrivare alla stesura di “Va, dove comincia il tempo”. Il libro ti prende e si fa leggere facendoti perdere il senso del tempo passando da un incontro e l’altro con i personaggi della storia dai più recenti a quelli più antichi. Numerologia, esoterismo, astronomia, ufologia, templari … se si ama il genere è un libro da non perdere e ammetto che aspetto il secondo libro per continuare questo straordinario viaggio nel tempo in compagnia di un personaggio come Nello che con i suoi dubbi e le sue domande cerca riscontri e risposte dagli incontri con le figure della storia. Ma chi meglio di Nello Di Prima può presentarvi la sua creatura letteraria … https://www.youtube.com/watch?v=fKPIF2gOREA

Anche questo è stato un bel pomeriggio, due ore volate ascoltando un amico che si interroga e che è disposto a essere interrogato sulle questioni di sempre … la vita, il passato, altre forme di vita oltre quella sulla Terra.

Grazie a Nello per il tempo che ci ha dedicato, e per chi lo vorrà lo potrà ascoltare anche alla “Non festa dei dipendenti della Regione Siciliana” alla cui organizzazione sta collaborando.

Il prossimo appuntamento per il 25 gennaio 2016, sempre di lunedì,  in compagnia di … ve lo faremo sapere!

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Perchè no … incontra gli amici e le amiche di Catania, del 12.01.2016, martedì

gennaio 13, 2016 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Oggi, 11 gennaio 2016,  a Catania, in una caffetteria del centro, ho avuto modo di trascorrere un paio di ore circa in compagnia di un bel gruppo di colleghi ed ex colleghi che hanno risposto all’invito di incontrarsi per parlare della “Festa-Non Festa dei dipendenti della Regione Siciliana”.

Ho avuto modo di illustrare le finalità della “Festa” e il tipo di contributo che ci aspettiamo da chi vorrà prendervi parte.

In linea di massima posso dire che la maggioranza dei presenti non farà mancare il proprio supporto e questo non può che farmi piacere, ma altrettanto piacere mi ha fatto sentire le riflessioni di diversi colleghi sulle ragioni di questa “Festa Non Festa”, specialmente se a essa si vorrà dare quanto più risalto possibile.

Le preoccupazioni che credo di avere registrato sono riconducibili a due ordini di motivi. Il primo legato alle critiche che questa Festa potrà sollevare nelle istituzioni regionali e nella pubblica opinione. Il secondo alla mancanza di una finalità forte che ne possa fare cogliere il senso al di là di un mero contenuto ludico e di intrattenimento culturale.

Ho provato a spiegare le motivazioni dalle quali nasce l’idea della Festa e che la stessa, al di là del nome, vuole essere un contenitore all’interno del quale si parlerà di noi dipendenti ed ex dipendenti della Regione. L’idea della Festa nasce da una constatazione del talento artistico di alcuni colleghi e colleghe, ma nel suo sviluppo e nel confronto con i tanti amiche e amici che sto incontrando si sta arricchendo di tanti altri contenuti.

Chi lo vorrà potrà utilizzare la manifestazione per sfatare alcuni miti della Regione …

… potrà testimoniare le condizioni in cui si lavora.

… potrà testimoniare le carenze di organico.

… potrà proporre progetti innovativi per l’erogazione dei servizi.

… potrà far conoscere in cosa consiste il proprio lavoro.

… potrà venire a fare quello che vuole … purchè lo spirito sia quello di voler conoscere e far conoscere una realtà che potrebbe offrire molto di più solo se al centro si mettesse il “capitale umano” e non gli interessi personali.

Alla festa potremo raccogliere i quesiti del pubblico e se non siamo in grado di rispondere sul momento lo faremo attraverso il sito web dedicato alla Festa che rimarrà attivo anche dopo la Festa a testimonianza di cosa saremo riusciti a fare.

Colleghe e colleghi protagonisti della Festa non saranno soltanto i talentuosi ma saranno anche tutti coloro che sono impegnati nel sociale e che partecipano a iniziative verso i meno fortunati.

Vorremmo far conoscere una realtà che nessuno forse sospetta e che forse esiste anche in tante altre realtà lavorative.

La “Festa Non Festa” sarà quello che noi vorremo e che saremo in grado di proporre. Non ci sarà spazio per le critiche, ma non perchè non amiamo essere criticati ma perchè ognuno potrà avere il proprio spazio e potrà lanciare il proprio grido … quindi non potranno essere che autocritiche … per quello che non si è voluto fare o non si ha avuto il coraggio di fare.

Se ci sarete e ci darete una mano sarà una manifestazione stupenda. Se non ci sarete e non ci darete una mano sarà una manifestazione stupenda lo stesso … ma voi non lo potrete sapere!

Un caro ringraziamento alle amiche e agli amici di Catania e di Siracusa che hanno reso possibile questo incontro e che mi fanno ben sperare nella possibilità di costruire uno spirito di appartenenza che purtroppo non c’è mai stato nel nostro Ente!

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Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Nino Cangemi, del 21.12.2015, lunedì

dicembre 21, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Nino Cangemi, del 21.12.2015, lunedì

Un altro lunedì pomeriggio con “Perchè no…qualcosa si muove”, l’associazione di dipendenti della Regione Siciliana, ma non solo.

Questo lunedì è stato il turno del quinto incontro del ciclo “Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!”, nuovo ciclo di incontri di “Perchè no…qualcosa si muove” e il nostro ospite è stato Nino Cangemi, dirigente presso il dipartimento della funzione pubblica della Regione Siciliana.

Incontro partecipato per gli “standard” dei nostri incontri, in 8, nonostante il periodo prenatalizio, abbiamo trascorso quasi due ore al Cream Coffee parlando con Nino Cangemi della sua esperienza lavorativa in Regione e della sua passione per la scrittura.damore in sicilia

Nino Cangemi ha oramai alle spalle diverse pubblicazioni e la sua ultima fatica è stata “D’amore in Sicilia” che così viene descritto su www.ibs.it … “Amori forti, appassionati, brucianti. Amori scriteriati, laceranti, dolorosi. Amori che hanno unito e poi diviso, e altri che solo il distacco della morte ha spento. O forse nemmeno quello. Amori che si sono tinti di giallo o intrecciati con trame di potere. Emozionanti per chi li ha vissuti e anche per chi li leggerà. In Sicilia, come in qualsiasi altra parte del mondo, Cupido ha colpito – lo testimoniano le pagine di questo libro – cuori e anime nel più lontano passato (come nel caso di Marcantonio Colonna ed Eufrosina Valdaura, Cagliostro e Lorenza Feliciani, la baronessa di Carini e Ludovico Vernagallo), nell’età d’oro dell’imprenditoria isolana (Ignazio e Franca Florio), nel contesto della letteratura e dell’arte (Luigi Pirandello e Marta Abba, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Licy Wolff, Renato Guttuso e Marta Marzotto) e nell’ambito della politica e della cronaca (Leonida Bongiorno ed Edda Ciano, Franca Viola e Filippo Melodia), solo per citare alcune delle più ardenti passioni raccontate da Antonino Cangemi.”

Ma andiamo con ordine. Nino Cangemi dopo una prima esperienza lavorativa nell’amministrazione statale dell’istruzione arriva alla Regione Siciliana nel 1993 dopo aver superato un concorso per dirigente amministrativo, Regione nella quale si continua a prodigare con il suo impegno appassionato nel settore della formazione del personale regionale ma della quale continua a dover registrare un progressivo degrado.

Nino Cangemi fin da giovincello ha avuto l’interesse per la lettura, sia per la narrativa dei classici ma anche per la lettura dei quotidiani. Decisamente un forte lettore che ha trovato nell’incontro con i libri, e non solo, la materia che oggi gli permette di essere quell’uomo di cultura a tutto tondo che è. Alle superiori faceva parte della redazione del giornalino scolastico e in particolare curava una rubrica … “La Saliera” … nella quale ha iniziato ad affinare la sua vena umoristica … Nino Cangemi è un attento osservatore e sa come trattare le situazioni della vita nella quali si imbatte, vuoi per lavoro o per la quotidianità della vita. Nino Cangemi è stato anche attratto dalle recensioni dei critici cinematografici … senza dubbio un uomo che vivrebbe felicemente di cultura. La produzione libraria di Nino Cangemi è frutto di una notevole attività di ricerca che lo porta, prima ancora di Google, a cimentarsi nella visita a biblioteche e librerie presso le quale attinge a quanto gli serve per poi scrivere le sue opere. Opere scritte quasi sempre di sera e di notte, le parti della giornate che gli consentono di lasciarsi alle spalle il lavoro non sempre esaltante, durante le quali riesce a seguire il filo dei suoi pensieri indisturbato.

Lavorare nella Pubblica Amministrazione non è stata certamente la molla per scrivere, ma Nino Cangemi riconosce che la vita “burocratica” è una continua scoperta di fatti e soprattutto personaggi, o personaggetti, per i quali non può fare a meno di maturare le sue fini riflessioni umoristiche … di lui unico spettatore di un teatrino di protagonisti inconsapevoli macchiette tragicomiche.

Nino Cangemi ama gli scrittori classici e tra questi considera Fëdor Dostoevskij il gigante della letteratura in assoluto. Nel suo modo di scrivere Nino Cangemi non si ispira a nessun autore in particolare, ma nei suoi saggi gli piacerebbe che si respirasse l’atmosfera delle recensioni di Montanelli sul Corriere della Sera o di Fortebraccio sull’Unità, figure di cui ne parla come di miti. Le opere fin qui scritte sono state frutto di una sorta di assemblaggio di singoli scritti che poi hanno trovato posto all’interno di un libro e questo lo porta a dire che non ritiene di ispirarsi, nello scrivere, ad alcun autore in particolare … ma quando deciderà di cimentarsi con il primo racconto lungo o con un romanzo potrà essere più preciso sulla eventuale mancanza di ispiratori.

In ciò che scrive, Nino Cangemi ammette che c’è sempre un qualcosa di autobiografico e il tutto è sempre frutto di una considerevole attività di ricerca delle fonti e, quando possibile, di confronto con i protagonisti contemporanei delle sue narrazioni. Nino Cangemi scrive per il piacere di farlo e naturalmente con la speranza che i suoi scritti possano allietare i lettori, per i quali, però, vorrà essere sempre se stesso, senza allisciamenti o piaggeria … un uomo che ha il senso di sè e di ciò che vuole trasferire come contributo per una società migliore … nella quale non deve mancare mai un pizzico si sano e pulito umorismo.

Rispondendo alle nostre domande, Nino Cangemi ha dato sfoggio della sua cultura, mai fine a se stessa ma pertinente alla intelleggibilità del suo pensiero … e così in un pomeriggio di dicembre abbia ascoltato di Platone e di Eros e Thanatos. Nino Cangemi parteciperà alla Festa dei dipendenti e in quell’occasione saranno certamente di più coloro che potranno avere il piacere di ascoltarlo.

Un altro bell’incontro di “Perchè no…qualcosa si muove”.

Un grazie a Nino Cangemi, con l’auspicio che presto si possa vedere in libreria una sua nuova fatica, e un grazie alle amiche e agli amici che hanno voluto trascorrere con noi un po’ del loro tempo parlando di cultura … un lusso con i tempi che corrono!

Questo quinto incontro è stata anche l’occasione per un brindisi di augurio per le prossime festività, brindisi che idealmente abbiamo rivolto a tutti gli amici di “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il prossimo appuntamento per l’11 gennaio 2016 … tanti auguri a tutti!

Al prossimo incontro in compagnia di … ve lo faremo sapere!

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Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Salvatore D’Agostino, del 30.11.2015, lunedì

novembre 30, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Salvatore D’Agostino, del 30.11.2015, lunedì

Un altro lunedì pomeriggio con “Perchè no…qualcosa si muove”, l’associazione di dipendenti della Regione Siciliana, ma non solo.

Questo lunedì è stato il turno del quarto incontro del ciclo “Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!”, nuovo ciclo di incontri di “Perchè no…qualcosa si muove” e il nostro ospite è stato Salvatore D’Agostino, dirigente in pensione dell’Istituto regionale della vite e del vino oggi IRVOS.

Incontro moderatamente partecipato per gli “standard” dei nostri incontri, in 5 abbiamo trascorso quasi due ore circa al Cream Coffee parlando con Salvatore D’Agostino della sua esperienza quarantennale all’Istituto Vite e Vino e della sua ultima fatica “La vitivinicoltura siciliana con particolare riguardo al decennio 2004-2013″.

vitivinicoltura d'agostino

Libro nel quale Salvatore D’Agostino traccia un quadro completo ed articolato del settore vitivinicolo siciliano che guarda avanti tirando le conclusioni del decennio trascorso. Non un quadro statistico e informativo ma un quadro tecnico, scientifico dal quale ricavare linee di riflessione e di azione. Non è soltanto il chimico, ma l’enologo e l’enotecnico che scrive, dettato dalla passione, che è la cifra della sua personalità. E questo è un merito incontestabile dell’autore che si rinnova con questo libro, che andrebbe letto da tutti quelli che hanno davvero a cuore questo importante settore dell’Agricoltura e dell’Economia Siciliana. (Amazon)

La produzione bibliografica di Salvatore D’Agostino è una produzione tecnico-scientifica finalizzata a trasferire le conoscenze che ha maturato alla direzione del laboratorio di analisi dell’IRVV e nel confronto con i tanti produttori vinicoli con i quali ha intrattenuto relazioni professionali legati al suo incarico. Essere scrittore per un professionista come Salvatore D’Agostino è quasi un dovere, ma non un mero dovere legato a un compito d’istituto, ma l’esigenza di divulgare il frutto del suo lavoro svolto con passione e teso alla valorizzazione di un settore che da solo rappresenta una parte importante dell’economia agricola siciliana. Ma chi si occupa di vino non è mai un operatore neutro rispetto al prodotto di cui si occupa e il vino, in Sicilia, è cultura, è tradizione e anche ricerca. Ricerca continua che ha portato questo settore a diventare una produzione di elitè dopo che per tantissimo tempo è stata considerata una produzione di massa.

Ma Salvatore D’Agostino non ha voluto parlare soltanto della sua ultima opera. Ha voluto essere prodigo di consigli per chi decide intraprendere la strada di pubblicare una propria opera, narrativa o tecnico-scientifica che sia. Con il suo taglio statistico ha illustrato la realtà del mercato editoriale siciliano e ha fornito una serie di dritte finalizzate a far affrontare la sfida editoriale con la dovuta attenzione anche all’aspetto dei costi. Il tempo è volato e con Salvatore D’Agostino si è rimasti di organizzare una serata nel quale le parole lasceranno il posto alla degustazione di una selezione di vini guidata da un esperto quale lui è … chi fosse interessato si prenoti fin da adesso! Un grazie a Salvatore D’Agostino che nonostante i tanti anni di lavoro non smette di amare quel mondo in cui è vissuto e al quale non farà mancare il suo contributo.

Tra un caffè e un biscottino il tempo è volato e anche questa volta ci siamo concessi il piacere di trascorrere un paio d’ore tra persone interessate all’ascolto di un collega, di un amico che ha qualcosa da dire e soprattutto da scrivere.

Un altro bell’incontro di “Perchè no…qualcosa si muove”.

Un grazie a Salvatore D’Agostino, con l’auspicio che presto si possa vedere in libreria una sua nuova fatica, e un grazie alle amiche e agli amici che hanno voluto trascorrere con noi un po’ del loro tempo parlando di cultura … un lusso con i tempi che corrono!

Al prossimo incontro in compagnia di Antonino Cangemi … il prossimo 21 dicembre … per farci anche gli auguri di serene festività!

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Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 23.11.2015, lunedì

novembre 23, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 23.11.2015, lunedì

Oggi quinto incontro di “La Sicilia che vogliamo”.  Anche oggi, in cinque, abbiamo trascorso quasi due ore parlando di ciò che vogliamo fare per dare il nostro contributo per offrire un’altra scelta a chi è nauseato dei vecchi politicanti regionali e per dimostrare che un altro modo di fare politica è possibile.Paolo Maratona di Sicilia 2015

Oggi un nuovo amico ha partecipato all’incontro e abbiamo avuto modo di confrontarci. E’ già tanto che con i tempi che corrono ci siano persone disposte a dedicare un po’ del proprio tempo per ascoltare e per dire la propria su quello che vorremmo fosse il futuro della Sicilia. Non è facile credere in una Sicilia diversa da quella che conosciamo.

Abbiamo parlato di politica e abbiamo parlato di problemi concreti.

Si è parlato del ruolo che deve avere la riforma dell’Ente Regione Siciliana in un progetto politico che mira a cambiare verso all’andamento delle cose che vedono la Sicilia continuamente rincorrere da lontano qualche indicatore di sviluppo. E’ tempo che la Sicilia si doti di una macchina tecnico-amministrativa in grado di elaborare e realizzare un programma di interventi in grado di dare sicurezza. Sicurezza sul piano sociale, sul piano ambientale, sul piano dell’ordine pubblico. Ma una macchina tecnico-amministrativa efficiente non va da nessuna parte se non ha una guida politica stabile e fortemente orientata a lavorare per i siciliani, a partire dai meno abbienti. Non possiamo continuare ad accettare programmi di investimento che non creano ricchezza in Sicilia. Ci si è mai domandato dove vanno a finire i soldi degli investimenti pubblici o dei contributi alle imprese? Se si vuole creare ricchezza non sarebbe opportuno che la gran parte di tali soldi rimanga in Sicilia? Si può fare? Questa è una delle sfide che dobbiamo affrontare.

Anche oggi l’attenzione è stata posta sul funzionamento della macchina burocratica regionale. Così com’è non funziona e non fornisce i servizi che dovrebbe e potrebbe. C’è bisogno di un ripensamento generale del ruolo dell’Ente Regione e rispetto a questo proporre un vasto piano di riqualificazione del personale. La Regione Siciliana ha bisogno di veri sistemi informativi, pensati in una ottica di interoperabilità e in grado realmente di coprire tutti i flussi di lavoro. Dobbiamo raggiungere i livelli delle amministrazioni centrali e delle regioni più evolute dove sistema informativo contabile, protocollo informatico, posta elettronica certificata, dialogano tra di loro e permettono di dialogare attraverso “web service” dedicati con tutti i sistemi informativi che vanno alimentati senza determinare una ridondanza di lavoro a carico del personale. Oggi, a causa di sistemi informativi parziali e malfunzionanti, si dedicano tante risorse umane ad attività ripetitive e inutili. Se si riuscirà ad affrancarsi dal modello sbagliato, e costosissimo, di governance dei sistemi informativi regionali, si potranno liberare risorse che potranno essere dedicate ai servizi verso l’utenza e ad attività più qualificanti. Abbiamo bisogno di una Regione Siciliana 2.0 e noi sappiamo come fare. Ma per fare questo serve un programma di legislatura, idee chiare e competenze. Ma si deve anche mettere mano a una vera riforma dell’Amministrazione con una vera divisione dei compiti tra politica e burocrazia, con dirigenti chiamati a realizzare programmi e progetti sulla base dei quali dovranno essere valutati, e non per una premialità in danaro ma per continuare a svolgere un ruolo in Amministrazione. Se vogliamo che questa Istituzione abbia un futuro, c’è la necessità che si elabori un progetto serio e di lungo periodo nel quale si guardi ai servizi che vanno erogati insieme alle attività di supporto alle iniziative di respiro regionale finalizzate alla valorizzazione delle economie della Sicilia. Con una classe politica non compromessa e non legata al tornaconto personale si potrà fare tanto e noi proveremo a buttare le basi affinchè questo possa succedere.

Ancora una volta ho invitato gli amici che sono intervenuti a provare a tradurre le proprie idee in schede obiettivo attraverso le quali poterle esaminare e contribuire a migliorarle … se necessario.

E a proposito di “La Sicilia che vogliamo”, ricordo che un nostro primo obiettivo è sempre quello di riuscire a organizzare un evento di presentazione de “La Sicilia che vogliamo” al quale prendano parte almeno 100 amiche e amici disposti a metterci la faccia, ognuno dei quali dovrà partecipare con una propria idea, un proprio obiettivo. Abbiamo immaginato che chi sarà disposto a metterci la faccia dovrà predisporre una scheda obiettivo nella quale sinteticamente descriverà una iniziativa da intraprendere per il bene comune e per produrre valore. Speriamo prima di Natale di riuscire a raccogliere l’impegno dei primi 100 volontari … non sarà facile ma se abbiamo l’ambizione di riuscire a mandare dei nostri rappresentanti al Parlamento regionale è un primo passo che dobbiamo compiere.Vai a votare

Noi contiamo sui colleghi ed ex colleghi della Regione Siciliana, ma speriamo di fare breccia nella cosiddetta “società civile” fatta di lavoratori di altri comparti, professionisti, imprenditori, esponenti del mondo del volontariato, per citare alcune categorie, che possano portare quella necessaria “contaminazione” in grado di farci elaborare una proposta valida per la Sicilia.

Un grazie alle amiche e agli amici che sono intervenuti all’incontro di oggi e arrivederci al 23 novembre per il prossimo incontro di “La Sicilia che vogliamo”.

Chi fosse interessato a far parte dei primi 100 volontari di “La Sicilia che vogliamo” mi contatti scrivendo a fedro.luparello@gmail.com

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Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Antonio Noto, del 16.11.2015, lunedì

novembre 16, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Antonio Noto, del 16.11.2015, lunedì

Un altro lunedì pomeriggio con “Perchè no…qualcosa si muove”, l’associazione di dipendenti della Regione Siciliana, ma non solo.

Questo lunedì è stato il turno del terzo incontro del ciclo “Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!”, nuovo ciclo di incontri di “Perchè no…qualcosa si muove” e il nostro ospite è stato Antonio Noto.

Incontro abbastanza partecipato per gli “standard” dei nostri incontri, in 7 abbiamo trascorso un’ora e mezza circa al Cream Coffee.

Antonio Noto è stata una scoperta per tutti i presenti, sia come collega sia come scrittore.

Ad Antonio Noto abbiamo posto molte domande a partire da “Chi è Antonio Noto?”, come e quando è nata la sua passione per la parola scritta, come gli è venuta l’ispirazione per il suo libro “Silenzio”, edito da Antipodes, e altre domande ancora che sono state poste dagli amici intervenuti e incuriositi dalle sue risposte e dal suo modo di raccontarsi e di raccontare la trama del suo libro.Antonio Noto

Antonio Noto è un dipendente della Regione Sicilia con la qualifica di istruttore direttivo e con un diploma di geometra che sarebbe dovuto essere il trampolino verso la facoltà di architettura alla quale però ha dovuto rinunciare. Antonio ha sempre avuto una passione innata per la manualità ovvero per il piacere di creare degli oggetti trasformando la materia grezza in pezzi o complementi di arredo, manualità che fa rima con creatività che lo ha portato fin da giovanissimo a coltivare l’amore per la poesia. Ed è proprio grazie alla poesia, alle sue poesie, che Antonio farà breccia nel cuore dell’amore della sua vita. Prima di vincere il concorso alla Regione Siciliana come agente tecnico centralinista, Antonio si dedica a svariati lavori … ha fatto anche il rabdomante. Ma poi arriverà la lettera di assunzione alla Regione e lì, forse, inizierà anche la storia della sua vita lavorativa che travaserà nel suo libro. La storia di un uomo che svolge il proprio lavoro con ordine e metodo anche se quel lavoro è frustrante e non gli permette di poter affermare le sue capacità. Il protagonista del libro, Joshua, anche se è costretto a vivere una realtà lavorativa che non lo appaga, salvo che per la sussistenza, ha un suo rigore morale dal quale non prescinde e che pone al vertice i valori del rispetto e dell’amore universale, ciò che secondo Joshua dà dignità a un uomo.

La parola scritta accompagna Antonio dai primi anni della sua gioventù prima con la poesia e poi con il romanzo. Romanzo che nasce quasi di getto, agli inizi del 2014, quando l’incoraggiamento di un amico al quale ha fatto leggere un suo scritto, lo inducono a continuare e a far evolvere quel suo scritto, scritto che diventerà “Silenzio”. Con l’aiuto di una amica che si presta nel ruolo di editor, Antonio sottopone il suo “manoscritto” a varie case editrici, alcune delle quali si dichiareranno interessate al suo lavoro e tra queste Antonio sceglierà Antipodes.

Anche se Antonio non lo ammette apertamente, nel personaggio di Joshua c’è molto di autobiografico, ma grazie alla licenza letteraria il personaggio ha potuto volare in spazi che la realtà non sempre consente … e questo è uno dei piaceri dello scrivere.

Antonio scrive di notte, dorme poco, e accompagnato dall’ascolto della radio riesce a dare corpo alle sue trame che spesso traggono spunto da intuizioni che si presentano nel corso della giornata, quando meno te lo aspetti, e che lo portano anche a fermarsi in mezzo al traffico pur di fissare su carta una battuta, uno spunto per una scena, un’idea da sviluppare, la soluzione di una trappola nella quale era caduto.

Antonio non ama dire dove lavora, ma non lo dice non per timore di essere fatto bersaglio delle solite critiche, non lo dice perchè non vuole perdere tempo a spiegare a chi non vuole ascoltare che lui lavora e che non si può fare carico della cattiva nomea dei dipendenti della Regione. E’ anche vero che se Antonio facesse alla Regione un lavoro che lo appassiona probabilmente la sua fantasia e la sua creatività non avrebbero dovuto trovare sfogo nella scrittura.

Ad Antonio Noto piace Paulo Coelho, ma nel suo modo di scrivere non cerca di ispirarsi a nessun autore in particolare perchè per Antonio scrivere è un modo di esprimere se stesso e non potrebbe farlo diversamente dal come gli esce istintivamente quando si mette davanti alla tastiera nel suo “antro”.

“Silenzio” era già nella testa di Antonio, ma in corso d’opera ammette che la trama ha subito dei rimaneggiamenti come se i personaggi e la trama stessa rivendicassero una loro autonomia, e il risultato sembra aver dato ragione loro.

Abbiamo chiesto ad Antonio che effetto gli faccia essere definito “scrittore”. Antonio ammette di avere scritto un libro ma dichiara che prima di poter accettare questa definizione la strada che dovrà percorrere è lunga, anche se già avverte la pulsione creativa che lo potrebbe portare a breve a tornare a cimentarsi con un nuovo romanzo … gli spunti e le idee già ci sono ma ha bisogno ancora di un po’ di tempo per mettere a fuoco la trama e il messaggio finale … sempre che poi i suoi personaggi non gli prendano la mano.

Infine ho posto ad Antonio la domanda se sarebbe disposto a sacrificare l’originalità di un suo romanzo se un editore gliene chiedesse una “rielaborazione” nella prospettiva di un probabile successo al botteghino. Almeno nello scrivere Antonio non ammette interferenze e preferisce il suo bisogno di essere se stesso.

Tra le domande fatte da me diversi sono stati gli inserimenti degli amici che sono intervenuti ed estremamente stimolante è stato il confronto tra Antonio Noto e Luigi Colajanni e Nello Di Prima e Antonino Cangemi … praticamente un circolo di scrittori, con un manovale dello scrivere quale sono io a tirare le somme.

Tra un caffè e un biscottino il tempo è volato e anche questa volta ci siamo concessi il piacere di trascorrere un’ora tra persone interessate all’ascolto di un collega, di un amico che ha qualcosa da dire e soprattutto da scrivere.

Un altro bell’incontro di “Perchè no…qualcosa si muove”.

Un grazie ad Antonio Noto, con l’auspicio che presto si possa vedere in libreria una sua nuova fatica, e un grazie alle amiche e agli amici che hanno voluto trascorrere con noi un po’ del loro tempo parlando di cultura … un lusso con i tempi che corrono!

Al prossimo incontro in compagnia di Nello Di Prima … il prossimo 30 novembre!

Se vorrete potrete partecipare a due eventi dei quali saranno protagonisti Antonino Cangemi e Antonio Noto.

Antonino Cangemi sarà protagonista domani, 17 novembre 2015, alle ore 18,00, alla Libreria Feltrinelli (via Cavour, Palermo) della presentazione della sua ultima fatica “d’amore in Sicilia”.

Antonio Noto sarà protagonista, insieme a un altro collega cantautore, Francesco Gallina, di un incontro di presentazione del suo romanzo “Silenzio”, giovedì, 19 novembre 2015, alle ore 17,30, alla Libreria Macaione (via Marchese di Villabianca, Palermo).

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“Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!” , Terzo incontro con Antonio Noto

novembre 13, 2015 in Incontri da fedro

“Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!” , Terzo incontro con Antonio Noto … evento su Facebook clicca su  https://www.facebook.com/events/1606822356250014/

Lunedì 16 novembre 2015, dalle 17,30 alle 19,00, il terzo incontro per il ciclo“Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!” … ospite dell’incontro l’amico e collega Antonio Noto.

Se volete partecipare all’incontro siete i benvenuti! Davanti a una tazzina di caffè ascolteremo il nostro ospite e ne sapremo di più su di lui e sul suo sforzo letterario. Un modo diverso per trascorrere piacevolmente un po’ di tempo tra amici.

Se siete interessati scrivete a fedro.luparello@gmail.com e vi informerò sulla caffetteria del centro di Palermo presso la quale ci incontreremo!  A lunedì pomeriggio!

Antonio Noto

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Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 09.11.2015, lunedì

novembre 9, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 09.11.2015, lunedì

Oggi quarto incontro di “La Sicilia che vogliamo”.  Anche oggi, in cinque, abbiamo trascorso poco più di un’ora parlando di ciò che vogliamo fare per dare il nostro contributo per offrire un’altra scelta a chi è nauseato dei vecchi politicanti regionali e per dimostrare che un altro modo di fare politica è possibile.Paolo Maratona di Sicilia 2015

Oggi due nuovi amici hanno partecipato all’incontro e ognuno di loro ha manifestato la propria curiosità, ma anche perplessità, sulla nostra iniziativa. Comunque è già tanto che con i tempi che corrono ci siano persone disposte a dedicare un po’ del proprio tempo per ascoltare e per dire la propria su quello che vorremmo fosse il futuro della Sicilia. Non è facile credere in una Sicilia diversa da quella che conosciamo.

Abbiamo parlato di politica e abbiamo parlato di problemi concreti. Si è parlato di un modello di sviluppo per la Sicilia, tra modelli classici con ricette che non hanno mai funzionato in Sicilia e nuovi modelli tesi a mettere a sistema quei tesori fino a oggi trascurati e trattati peggio di quanto fanno i fanatici dell’Isis con le antiche rovine patrimonio dell’umanità.

Oggi l’attenzione è stata posta sul funzionamento della macchina burocratica regionale. Così com’è non funziona e non fornisce i servizi che dovrebbe e potrebbe. C’è bisogno di un ripensamento generale del ruolo dell’Ente Regione e rispetto a questo proporre un vasto piano di riqualificazione del personale. La Regione Siciliana ha bisogno di veri sistemi informativi, pensati in una ottica di interoperabilità e in grado realmente di coprire tutti i flussi di lavoro. Dobbiamo raggiungere i livelli delle amministrazioni centrali e delle regioni più evolute dove sistema informativo contabile, protocollo informatico, posta elettronica certificata, dialogano tra di loro e permettono di dialogare attraverso “web service” dedicati con tutti i sistemi informativi che vanno alimentati senza determinare una ridondanza di lavoro a carico del personale. Oggi, a causa di sistemi informativi parziali e malfunzionanti, si dedicano tante risorse umane ad attività ripetitive e inutili. Se si riuscirà ad affrancarsi dal modello sbagliato, e costosissimo, di governance dei sistemi informativi regionali, si potranno liberare risorse che potranno essere dedicate ai servizi verso l’utenza e ad attività più qualificanti. Abbiamo bisogno di una Regione Siciliana 2.0 e noi sappiamo come fare. Ma per fare questo serve un programma di legislatura, idee chiare e competenze. Ma si deve anche mettere mano a una vera riforma dell’Amministrazione con una vera divisione dei compiti tra politica e burocrazia, con dirigenti chiamati a realizzare programmi e progetti sulla base dei quali dovranno essere valutati, e non per una premialità in danaro ma per continuare a svolgere un ruolo in Amministrazione. Se vogliamo che questa Istituzione abbia un futuro, c’è la necessità che si elabori un progetto serio e di lungo periodo nel quale si guardi ai servizi che vanno erogati insieme alle attività di supporto alle iniziative di respiro regionale finalizzate alla valorizzazione delle economie della Sicilia. Con una classe politica non compromessa e non legata al tornaconto personale si potrà fare tanto e noi proveremo a buttare le basi affinchè questo possa succedere.

Ancora una volta ho invitato gli amici che sono intervenuti a provare a tradurre le proprie idee in schede obiettivo attraverso le quali poterle esaminare e contribuire a migliorarle … se necessario.

E a proposito di “La Sicilia che vogliamo”, ricordo che un nostro primo obiettivo deve essere quello di riuscire a organizzare un evento di presentazione de “La Sicilia che vogliamo” al quale prendano parte almeno 100 amiche e amici disposti a metterci la faccia, ognuno dei quali dovrà partecipare con una propria idea, un proprio obiettivo. Abbiamo immaginato che chi sarà disposto a metterci la faccia dovrà predisporre una scheda obiettivo nella quale sinteticamente descriverà una iniziativa da intraprendere per il bene comune e per produrre valore. Speriamo prima di Natale di riuscire a raccogliere l’impegno dei primi 100 volontari … non sarà facile ma se abbiamo l’ambizione di riuscire a mandare dei nostri rappresentanti al Parlamento regionale è un primo passo che dobbiamo compiere.Vai a votare

Noi contiamo sui colleghi ed ex colleghi della Regione Siciliana, ma speriamo di fare breccia nella cosiddetta “società civile” fatta di lavoratori di altri comparti, professionisti, imprenditori, esponenti del mondo del volontariato, per citare alcune categorie, che possano portare quella necessaria “contaminazione” in grado di farci elaborare una proposta valida per la Sicilia.

Un grazie alle amiche e agli amici che sono intervenuti all’incontro di oggi e arrivederci al 23 novembre per il prossimo incontro di “La Sicilia che vogliamo”.

Chi fosse interessato a far parte dei primi 100 volontari di “La Sicilia che vogliamo” mi contatti scrivendo a fedro.luparello@gmail.com

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La Sicilia che vogliamo … ci incontriamo?, del 08.11.2015, domenica

novembre 8, 2015 in Incontri, Noi la pensiamo così, Prima Pagina da fedro

Lunedì 9 novembre 2015, dalle 17,30 alle 19,00, un altro incontro di “La Sicilia che vogliamo” … se volete partecipare al progetto politico che conto di portare avanti siete i benvenuti! Se siete interessati scrivete a fedro.luparello@gmail.com e vi informerò sulla caffetteria del centro di Palermo presso la quale ci incontreremo! Parleremo di progetti e di cosa vogliamo fare!Paolo Maratona di Sicilia 2015

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Perchè la “Festa dei dipendenti della Regione Siciliana”, del 28.10.2015, mercoledì

ottobre 28, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Perchè la “Festa dei dipendenti della Regione Siciliana”

Una amica ha chiesto … ma cosa abbiamo da festeggiare noi dipendenti della Regione Siciliana? … a proposito dell’idea che ho lanciato di realizzare l’evento “La festa dei dipendenti della Regione Siciliana”.

In effetti, non abbiamo molto da festeggiare. Siamo trattati male dalla politica, siamo trattati male dall’opinione pubblica, siamo trattati male dal Governo regionale. Solo per il fatto che abbiamo un posto di lavoro e che ci viene pagato con regolarità uno stipendio, i più vorrebbero che stessimo zitti e che subissimo la nostra dose di fango quotidiano.perchenologo_g3

Io ho sempre sperato di lavorare per una organizzazione della quale essere fieri e che essa stessa fosse fiera del proprio capitale umano.

C’è stato un tempo in cui ero orgoglioso della mia Regione Siciliana.

Lo ero quando svolgevo un lavoro che ritenevo importante e che mi permetteva di costruire qualcosa che avrebbe portato lustro alla mia Regione, insieme a una squadra di magnifici colleghi, con i quali non si parlava di rivendicazioni, di diritti e di doveri, ma soltanto dell’obiettivo ambizioso che ci eravamo posti.

Anche oggi continuo a essere orgoglioso di essere un funzionario della Regione, ma lo dico più sommessamente, perchè il lavoro che faccio, ancorchè utile, spero, non è un lavoro che crea valore per la Sicilia … è un lavoro che qualcuno deve fare e io lo faccio.

Io continuo sempre a sperare che alla guida della Regione arrivi un Presidente illuminato, un Presidente che si circondi di gente in gamba, scelta per la competenza e non per l’appartenenza, e che faccia un patto con la principale risorsa dell’organizzazione … i dipendenti.

Un Presidente che non minacci fuoco e fiamme ma che dichiari cosa vuole fare e che coinvolga tutto il personale. Io penso che soltanto una organizzazione che funziona, ancor di più se pubblica, può intraprendere dei percorsi di valorizzazione delle proprie risorse umane. Personalmente non condivido l’atteggiamento che vuole prima il diritto e poi il dovere.

Ma questo Presidente illuminato è di la da venire e io mi sono stancato di aspettare.

Sarebbe bello che la “Festa della Regione Siciliana” fosse organizzata dalla Presidenza della Regione e che in quell’occasione si premiassero gli uffici e i loro funzionari che si sono distinti nell’anno per le performance raggiunte e i dipendenti che si sono particolarmente distinti dando lustro alla Regione.

Questa festa ci sarà solo quando sarò Presidente della Regione, quindi mai.

E allora la festa ce la facciamo noi, come dice il mio amico Luigi Colajanni.

Noi dipendenti della Regione Siciliana che lavoriamo, che ci impegnamo, che non ci tiriamo indietro difronte alle responsabilità, non possiamo accettare di essere considerati spazzatura come spazzatura viene considerato l’Ente Regione Siciliana.

Non sta a noi dipendenti della Regione, al di fuori di un contesto ufficiale, parlare dei nostri uffici e dei risultati che raggiungiamo.

Ma nessuno ci può togliere la convinzione che molti di noi operano al meglio delle proprie possibilità e con il massimo della professionalità che possediamo.

Da qui l’idea della festa e il mettere al centro della festa noi dipendenti, ma non in quanto tali, ma in quanto artisti, atleti, studiosi, collezionisti e quant’altro che accenda i riflettori sulle nostre qualità. Qualità che facciano venire il dubbio nell’opinione pubblica sulla veridicità di una certa campagna denigratoria nei nostri confronti.

Io trascorro molti lunedì pomeriggio in ambiente extra lavorativo con colleghi con i quali parliamo di politica e di cultura … che bella gente. E’ possibile che soltanto io viva in mezzo a bella gente? Assolutamente no … tra noi dipendenti, così come tra altre categorie di lavoratori, c’è tanta bella gente che merita rispetto e attenzione ed è a questa gente e alle loro famiglie che mi piacerebbe dare l’occasione di un giusto riconoscimento pubblico … anche se la cosa dovesse sembrare una sorta di … “se la cantano e se la suonano”! Io voglio correre questo rischio.

Chi non sente di avere nulla da festeggiare, chi teme le critiche dell’opinione pubblica, chi non ama se stesso e il prossimo … rimanga pure a casa.

Ci aspetta un lavoro impegnativo. Dobbiamo elaborare un progetto di una festa che si svolgerà lungo tutto un fine settimana e dopo che avremo elaborato il progetto lo dovremo realizzare, cercando anche degli sponsor. Chi ha delle idee che vuole condividere si faccia avanti … abbiamo una festa da organizzare e la dovremo organizzare dando prova di capacità che dovranno stupire! Al lavoro!

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Dipendente regionale? Si, … ma anche scrittore!, Incontro con Luigi Colajanni, del 26.10.2015, lunedì

ottobre 26, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Un altro lunedì pomeriggio con “Perchè no…qualcosa si muove”, l’associazione di dipendenti della Regione Siciliana, ma non solo.

Questo lunedì è stato il turno del secondo incontro del ciclo “Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!”, nuovo ciclo di incontri di “Perchè no…qualcosa si muove” e il nostro ospite è stato Luigi Colajanni.

Incontro molto partecipato per gli “standard” dei nostri incontri, addirittura in 12 abbiamo affollato il Cream Coffee.

Non tutti i presenti conoscevano Luigi Colajanni, ne come collega ne come scrittore, e credo che per loro è stata una piacevole scoperta.

Luigi Colajanni è stato il mio mentore nel podismo e i miei più importanti traguardi in questa disciplina li devo a lui che ha saputo instillare in me il senso della sfida e la necessaria passione.Luigi Colajanni

Luigi Colajanni è un uomo che può apparire “rude” e “spigoloso”, ma la sua coerenza e lealtà ai suoi principi ne fanno una persona rara, non solo nel panorama “regionale”. Ma dietro quella scorza si cela una persona sensibile e questo traspare nei personaggi che vivono nei suoi romanzi che vorrebbero una Palermo diversa e che provano ad adoperarsi in tal senso.

Luigi ha risposto a diverse domande che gli intervenuti hanno voluto rivolgergli, ma in prevalenza ci ha raccontato come nasce la decisione di scrivere i suoi romanzi e che ruolo ha avuto nella sua decisione di essere scrittore l’appartenenza all’ente Regione Siciliana.

Per Luigi la scrittura è sempre stato un modo per librarsi nella fantasia e poter vivere avventure e storie altrimenti impossibili. Passione coltivata anche prima dell’ingresso nei ranghi della Regione Siciliana ma che nello stress determinato dal non poter realizzare quello che avrebbe voluto, e che ancora oggi si ostina a proporre, lo ha spinto a trovare sfogo nella scrittura. Luigi ha l’abitudine di prendere appunti dei pensieri che affiorano nella sua mente mentre porta a spasso oggi Biro, e fino a qualche hanno fa Asia, i cani di famiglia, che secondo la vulgata popolare degli amici di casa sono da invidiare per come sono trattati. Dagli appunti Luigi passa alla stesura del romanzo, che di norma prende forma le domeniche mattina.

La prima opera di Luigi è disponibile in rete, sul suo sito web, e fu una specie di capriccio, “La rivincita”. I due romanzi che invece ha pubblicato sono “Caldofreddo” e “Il lamento del cornuto”, libri ambientati nella sua Palermo e nella quale i due protagonisti, Jocolò e Cicogna, si dividono la scena. Storie che trovano ispirazione nel vissuto lavorativo di Luigi Colajanni che costituisce lo sfondo sul quale poi imbastisce le sue trame.

Il terzo romanzo è in lavorazione, ma Luigi non si sbilancia sui possibili tempi in cui lo finirà … non si può certo parlare di blocco dello scrittore ma lo stress del lavoro, perchè alla Regione Siciliana c’è anche chi è stressato dal lavoro … e non è una battuta, non gli giova per trovare la necessaria attenzione e continuità per portare in porto la sua ultima fatica.

I lavori di Luigi sono simili a lui e quindi non ama operazioni di “toeletta” o di “ammiccamento” al lettore … Luigi scrive per se stesso e per le persone a cui tiene e che tengono a lui, degli altri non si cura. E quindi, niente riletture e rivisitazioni … il suo stile e la sua prosa non ammettono intromissioni … prima delle pubblicazione soltanto alla sua Angela legge il romanzo. Per Luigi il diamante può rimanere grezzo.

Tra un caffè e un biscottino il tempo è volato e anche questa volta ci siamo concessi il piacere di trascorrere un’ora tra persone interessate all’ascolto di un collega, di un amico che ha qualcosa da dire e soprattutto da scrivere.

Un altro bell’incontro di “Perchè no…qualcosa si muove”.

Un grazie a Luigi Colajanni, con l’auspicio che presto si possa vedere in libreria la sua prossima fatica, e un grazie alle amiche e agli amici che hanno voluto trascorrere con noi un po’ del loro tempo parlando di cultura … un lusso con i tempi che corrono!

Al prossimo incontro in compagnia di Antonio Noto … il prossimo 16 novembre!

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Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 19.10.2015, lunedì

ottobre 19, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 19.10.2015, lunedì

Oggi terzo incontro di “La Sicilia che vogliamo”.  Anche oggi, in cinque, abbiamo trascorso un’ora e mezza parlando di ciò che vogliamo fare per dare il nostro contributo per offrire un’altra scelta a chi è nauseato dei vecchi politicanti regionali e per dimostrare che un altro modo di fare politica è possibile.Paolo Maratona di Sicilia 2015

Oggi tre nuovi amici hanno partecipato all’incontro e ognuno di loro ha manifestato la propria curiosità, ma anche perplessità, sulla nostra iniziativa. Comunque è già tanto che con i tempi che corrono ci siano persone disposte a dedicare un po’ del proprio tempo per ascoltare e per dire la propria su quello che vorremmo fosse il futuro della Sicilia. Non è facile credere in una Sicilia diversa da quella che conosciamo. Qualcuno pensa che se non vedremo scorrere il “sangue” … metaforicamente parlando (la famosa “macelleria sociale”) … la Sicilia è destinata a rimanere in un “cul de sac” sempre più stretto.

Abbiamo parlato di politica e abbiamo parlato di problemi concreti. Si è parlato di un modello di sviluppo per la Sicilia, tra modelli classici con ricette che non hanno mai funzionato in Sicilia e nuovi modelli tesi a mettere a sistema quei tesori fino a oggi trascurati e trattati peggio di quanto fanno i fanatici dell’Isis con le antiche rovine patrimonio dell’umanità.

Si è parlato di valorizzazione delle produzioni agricole locali e di forme innovative di micro-micro imprenditorialità destinate alle popolazioni meno abbienti delle grandi città per dare loro una chance (piccoli ambulanti, cenciaioli, street food) contemperando la lotta all’abusivismo e all’illegalità con la necessità di favorire la emersione da ogni forma di evasione sia essa fiscale che previdenziale.

C’è anche chi ha proposto la necessità che in Sicilia siano avviati seri e puntuali piani di monitoraggio delle diverse patologie nelle zone a rischio siano esse quelle di Milazzo, Priolo e Gela, che quelle soggette alle future “influenze” del MUOS.

Si è anche parlato della Sanità siciliana e del peso che la stessa ha e continuerà ad avere sul bilancio della Regione, anche in questo settore si deve avere il coraggio di scardinare vecchie e consolidate lobbie e pensare esclusivamente alla salute dei siciliani.

Ho parlato ancora una volta di una economia basata sulle emozioni che soltanto la Sicilia può dare e che possono essere “confezionate” all’interno di una offerta turistica opportunamente segmentata tra le diverse fasce di turisti. Un offerta turistica che riesca a mettere a sistema i tanti tesori  che non riusciamo a valorizzare stabilmente.

Ancora una volta ho invitato gli amici che sono intervenuti a provare a tradurre le proprie idee in schede obiettivo attraverso le quali poterle esaminare e contribuire a migliorarle … se necessario.

Anche oggi è stato un bel pomeriggio di confronto, nel quale non è mancato anche un riferimento alle preoccupazioni che gravano su tanti di noi per quello che potrà essere il prossimo futuro sul quale si addensano nuvoloni finchè il governo degli irresponsabili continuerà a non fare le scelte che andavano fatte almeno tre anni fa, e mi riferisco alla incertezza per tanti enti regionali di poter contare sui trasferimenti che la Regione dovrebbe accordare per il loro funzionamento (leggi stipendi). La Sicilia che vogliamo è fatta anche di rispetto dei patti.

E a proposito di “La Sicilia che vogliamo”, un nostro primo obiettivo deve essere quello di riuscire a organizzare un evento di presentazione de “La Sicilia che vogliamo” al quale prendano parte almeno 100 amiche e amici disposti a metterci la faccia, ognuno dei quali dovrà partecipare con una propria idea, un proprio obiettivo. Abbiamo immaginato che chi sarà disposto a metterci la faccia dovrà predisporre una scheda obiettivo nella quale sinteticamente descriverà una iniziativa da intraprendere per il bene comune e per produrre valore. Speriamo prima di Natale di riuscire a raccogliere l’impegno dei primi 100 volontari … non sarà facile ma se abbiamo l’ambizione di riuscire a mandare dei nostri rappresentanti al Parlamento regionale è un primo passo che dobbiamo compiere.Vai a votare

Noi contiamo sui colleghi ed ex colleghi della Regione Siciliana, ma speriamo di fare breccia nella cosiddetta “società civile” fatta di lavoratori di altri comparti, professionisti, imprenditori, esponenti del mondo del volontariato, per citare alcune categorie, che possano portare quella necessaria “contaminazione” in grado di farci elaborare una proposta valida per la Sicilia.

Un grazie alle amiche e agli amici che sono intervenuti all’incontro di oggi e arrivederci al 19 ottobre per il prossimo incontro di “La Sicilia che vogliamo”.

Chi fosse interessato a far parte dei primi 100 volontari di “La Sicilia che vogliamo” mi contatti scrivendo a fedro.luparello@gmail.com

da fedro

“Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!”, … mi chiamo Aldo Penna, del 12.10.2015, lunedì

ottobre 12, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

E anche questo nuovo ciclo di incontri è partito. Per numeri non saremo fortissimi, ma per qualità degli incontri siamo più che soddisfatti. Oggi al Bar Giada siamo stati in cinque e abbiamo avuto modo di Paolo a Marina di Cottoneascoltare Aldo Penna e di potergli fare molte domande … quelle che ti piacerebbe fare all’autore dei tuoi libri preferiti. Oltre ad Aldo Penna di cui diremo dopo hanno partecipato altri tre amici che saranno anche gli ospiti dei prossimi tre incontri. Ascoltarli e vederli parlare tra loro è stata una bella esperienza … persone animate da una sana passione e desiderosi di chiedere e dare consigli, persone non scalfite dalla “prosopopea” di chi se la tira ma desiderosi di condividere un’esperienza. Bello l’incontro e belle le persone che hanno partecipato … nostri colleghi della porta accanto! Ma andiamo ad Aldo Penna!

Aldo Penna oggi lavora al dipartimento della programmazione con un contratto part-time che gli permette di coniugare la cura della sua creatura nel settore della ristorazione (Il mirto e la rosa) la passione per lo scrivere romanzi, racconti e articoli.

Aldo Penna entra in Regione Siciliana nel 1990 e dopo aver prestato servizio ai Beni culturali 16052015 Aldo Penna(Biblioteca centrale), all’Ufficio per i diritti dei detenuti, adesso è approdato alla programmazione. Aldo Penna è un istruttore direttivo.

Aldo Penna non credeva di potersi cimentare con racconti lunghi come “Il silenzio imperfetto” o “Il palazzo dei re”. Riteneva il suo stile troppo sintetico, poco incline alla divagazione che permette allo scrittore di intrattenere il lettore con la descrizione di ambienti, stati d’animo, profili psicologici. Sbagliava. Durante un viaggio in Finlandia il primo cimento con un racconto lungo.

La prima opera, La verità è nell’ombra,  non lo ha però soddisfatto. C’è voluto “Il silenzio imperfetto” per tornare sulla prima opera e ricavarne “Il palazzo dei re” … un bel noir dal ritmo serrato in una Palermo che affascina, grazie anche alle protagoniste … donne che sanno cosa vogliono e al protagonista maschile, Gaetano Flores, un giornalista come non ce ne sono più, e che non si tira indietro difronte a una pista … ma non togliamo il piacere della scoperta a chi si vorrà concedere queste letture.Aldo-Rai-570x350

Ma i protagonisti dei nostri incontri non vogliono essere i libri, ma i loro autori e il modo su come approcciano la scrittura.

Aldo Penna non si ritiene portatore di uno stile da imporre. Ritiene che il libro, prima di vedere le stampe, deve essere letto da più persone alle quali chiede con la massima franchezza di dire la propria. Esperienza che può essere dolorosa ma che alla fine permette di plasmare il libro come la metafora del fiume buono. Il fiume che scorre ne troppo lento ne troppo rapido e non indugia troppo in anse che divagano troppo di portare le sue acque verso la foce.

Per Aldo ogni momento è buono per scrivere, non ha riti particolari. Tre quattro mesi di lavoro, quando c’è l’idea, servono per la stesura della prima bozza e poi le critiche degli amici e poi il lavoro degli editor dei quali ha cominciato ad apprezzare il ruolo. I libri di Aldo non hanno una trama segnata, la trama si evolve come se i personaggi prendessero vita decidendo di vita propria. Inutile negare che la vita reale da molti spunti ad Aldo e nelle trame delle sue storie ricama anche le cronache di questa nostra Sicilia, con i suoi personaggi dalle tante maschere.

Il lavoro di Aldo in Regione non è molto esaltante, un istruttore non ha grandi spazi di manovra, ma nella sua vita lavorativa non sono mancati episodi che gli hanno permesso di rendersi utile non limitandosi soltanto a fare quello che andava fatto ma anche suggerendo piccole soluzioni per migliorare i servizi e andando al di là del mero adempimento formale … essere un esponente della burocrazia non pone il divieto di immedesimarsi nelle esigenze dei cittadini. Ma se dovesse scegliere tra le attività che al momento svolge, è evidente che la gara sarebbe tra la passione nel servire gli ospiti del suo ristorante e quella per la scrittura … anche se non si fa mancare anche l’impegno nel sociale partecipando a iniziative di associazioni e comitati per la difesa dell’ambiente e per la lotta contro i ladri di libertà.

Aldo Penna, una bella persona, uno scrittore … un collega di cui essere orgogliosi!

Grazie Aldo e grazie a Luigi, a Nino e a Salvatore per essere intervenuti e grazie anche ai 5 amici che per impegni dell’ultimo momento non hanno potuto partecipare.

Al prossimo incontro che si terrà sempre di lunedì il 26 ottobre e che avrà come ospite Luigi Colajanni … un’altra bella persona!

 

da fedro

Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 05.10.2015, lunedì

ottobre 5, 2015 in Incontri da fedro

Gli incontri di “La Sicilia che vogliamo”, del 05.10.2015, lunedì

Oggi altro incontro di “La Sicilia che vogliamo”. In cinque abbiamo trascorso circa un paio d’ore parlando di ciò che vogliamo fare per dare il nostro contributo per mandare a casa chi fino a oggi ha fatto politica per interessi personali e per tutelare soltanto il proprio bacino elettorale.Paolo Maratona di Sicilia 2015

In una Sicilia in cui la fame di lavoro è tanta, gli investimenti continuano a essere al palo e l’unica cosa di cui il governo si occupa, insieme a larga parte dei membri del Parlamento regionale, sono le sole categorie storiche del precariato, diventa sempre più importante che in Parlamento vadano a lavorare uomini e donne provenienti dal mondo del fare e non del chiacchierare, e che abbiano a cuore tutta la Sicilia e tutti i siciliani.

Vediamo di organizzarci e di farci trovare pronti per quando verrà il giorno in cui gli elettori siciliani dovranno dare il loro giudizio sull’operato del PD e delle opposizioni.

Oggi ci siamo ripromessi di fare opera di sensibilizzazione tra amici e colleghi, per organizzare altri incontri per farci conoscere e far conoscere ciò che abbiamo intenzione di fare. Qualcuno l’ha chiamata “un’OPA” sulla Regione Siciliana. Visto che “questa” politica attinge ai ranghi dell’Amministrazione regionale per ricoprire anche il ruolo di assessore, è giunto il momento che chi possiede le competenze e le idee per far funzionare la Regione si proponga al giudizio degli elettori.

Un nostro primo obiettivo deve essere quello di riuscire a organizzare un evento di presentazione de “La Sicilia che vogliamo” al quale prendano parte almeno 100 amiche e amici disposti a metterci la faccia, ognuno dei quali dovrà partecipare con una propria idea, un proprio obiettivo. Abbiamo immaginato che chi sarà disposto a metterci la faccia dovrà predisporre una scheda obiettivo nella quale sinteticamente descriverà una iniziativa da intraprendere per il bene comune e per produrre valore. Speriamo prima di Natale di riuscire a raccogliere l’impegno dei primi 100 volontari … non sarà facile ma se abbiamo l’ambizione di riuscire a mandare dei nostri rappresentanti al Parlamento regionale è un primo passo che dobbiamo compiere.Vai a votare

Noi contiamo sui colleghi ed ex colleghi della Regione Siciliana, ma speriamo di fare breccia nella cosiddetta “società civile” fatta di lavoratori di altri comparti, professionisti, imprenditori, esponenti del mondo del volontariato, per citare alcune categorie, che possano portare quella necessaria “contaminazione” in grado di farci elaborare una proposta valida per la Sicilia.

Un grazie alle amiche e agli amici che sono intervenuti all’incontro di oggi e arrivederci al 19 ottobre per il prossimo incontro di “La Sicilia che vogliamo”.

Chi fosse interessato a far parte dei primi 100 volontari di “La Sicilia che vogliamo” mi contatti scrivendo a fedro.luparello@gmail.com

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