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“Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!”, nuovo ciclo di incontri di “Perchè no…”

ottobre 3, 2015 in Incontri, Prima Pagina da fedro

“Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!”perchenologo_g3

Per chi non lo sapesse, insieme ad alcuni amici e amiche , abbiamo costituito l’associazione “Perchè no…qualcosa si muove”. Tra le attività, poche, che proviamo a portare avanti c’è la realizzazione di incontri a tema nel corso dei quali ci confrontiamo con l’invitato di turno sul tema dell’incontro.
Il prossimo ciclo di incontri prende spunto dal fatto che nel mondo “Regione Siciliana” non sono pochi i colleghi ed ex colleghi con il pallino della scrittura e da qui l’idea del ciclo di incontri “Professione: dipendente regionale, anzi no … scrittore!”.
Abbiamo già invitato alcuni scrittori “regionali” presenti su Facebook che hanno dato la loro disponibilità e altri li contatteremo nei prossimi giorni.
Gli incontri si svolgeranno il lunedì pomeriggio a partire dal 12 o 19 ottobre (a breve fisseremo la prima data) e si terranno, di norma, ogni 15 giorni.
Con questo post vi rivolgo un doppio invito.
Il primo è quello di partecipare, e se siete interessati fatemelo sapere … in funzione delle manifestazioni di interesse sceglieremo dove tenere l’incontro.
Il secondo invito è invece quello di segnalarmi il nome di colleghi ed ex colleghi con il vizio dello scrivere in modo da poterli contattare e invitarli a essere ospiti dei nostri incontri.
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Ci tengo a mettere in evidenza che gli incontri non sono finalizzati alla vendita di libri ma soltanto a conoscere dei colleghi che ci intratterranno sul come sono arrivati alla scrittura, sui personaggi o sul soggetto dei loro libri, sul tempo che dedicano alla scrittura e sull’influenza del loro lavoro di dipendente o ex dipendente della Regione sulla loro passione per la scrittura e viceversa.
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Un grazie anticipato a tutti coloro che ci aiuteranno e che decideranno di partecipare agli incontri, sia come ospiti principali sia come partecipanti “curiosi”.
Ancora un grazie a chi ha già dato la disponibilità a partecipare in qualità di “scrittore” … Aldo Penna​, Luigi Colajanni​, Nello Di Prima​, Antonio Noto​

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Resoconto dell’incontro di “Perché no…” del 20.10.2014, lunedì

ottobre 21, 2014 in Incontri da fedro

Ieri pomeriggio, all’incontro di “Perché no…qualcosa si muove”, abbiamo parlato dell’“affaire Monterosso”, quello che riteniamo essere un chiaro esempio di come il potente di turno, o che si ritiene tale, può disporre della cosa pubblica come di cosa propria. Abbiamo ripercorso i punti salienti della vicenda e più ne parliamo più ci stupiamo che nessun soggetto istituzionale deputato all’esercizio dei controlli sia ancora intervenuto.perchenologo_g3

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Politica è anche immaginare cosa fare in Sicilia, del 18.10.2014, sabato

ottobre 18, 2014 in Contributo, Incontri, Noi la pensiamo così da fedro

Nel corso dell’ultimo incontro dedicato al confronto sulla possibilità di far nascere un movimento politico all’insegna de “La Regione che vorrei, esercitazioni di buona amministrazione” del 13 ottobre, gli amici che sono intervenuti hanno esposto le proprie idee e su quelle abbiamo discusso. Sinteticamente dei contenuti dell’incontro ho già riferito nel post dedicato e qui desidero soltanto evidenziare alcuni documenti che mi sono stati segnalati e che possono costituire spunto per delle interessanti iniziative destinate a intercettare specifiche fasce di turismo.terra bellissima

Un primo documento segnalato da Dario D. è la tesi di laurea dal titolo “Valorizzazione del paesaggio agrario di pertinenza della Valle del Simeto del neo dottore Pasquale Sinatra

nella quale viene proposto un interessante modo di fruizione del territorio sull’esempio delle “Greenway”. Il lavoro realizzato dal dott. Sinatra è veramente interessante e dovrebbe costituire la base per un progetto conoscenza diffuso su tutta la Sicilia e l’avvio della realizzazione di una serie di interventi progettuali in grado di rendere gli itinerari veramente fruibili e in grado di valorizzare tutte le potenzialità. Veramente utile e molto puntuale la descrizione dei diversi itinerari individuato in quel territorio.

La tesi è pubblicata sul blog http://www.valledelsimeto.it/ e per raggiungere il documento basta cliccare sul link che segue http://goo.gl/wUPD4b

Un altro documento è segnalato da Calogero G. è riguarda le tante “opere di sbarramento” (dighe) presenti in Sicilia, alcune vecchie anche di secoli, a partire dalle quali potrebbe essere portato avanti un progetto di valorizzazione, in termini di fruzione, che dovrebbe essere coniugato con le opere di manutenzione e di gestione per quelle dighe che ancora esercitano la loro indispensabile funzione (acqua potabile, irrigazione, regimazione delle acque). L’invito alla lettura dell’articolo “Tracce di antiche opere di sbarramento nei giardini paradiso” (“Per lungo tempo la letteratura tecnica di settore ha ritenuto la Sicilia esente da dighe antiche. Occorre precisare che l’ambiente tecnico classifica come antiche tutte le dighe costruite in epoca pre-romana e romana, fino a quelle antecedenti l’ultimo quarto del XIX secolo, in cui ebbe principio il dimensionamento del corpo di ritenuta su basi scientifiche.”) che è disponibile sull’interessante sito web http://www.salvarepalermo.it/ al seguente link http://goo.gl/4FC0TY .

Calogero G. mi ha fatto pervenire un altro interessante documento dal titolo “TRACCE DI ANTICHI MANUFATTI IDRAULICI MINORI IN SICILIA (VESTIGES OF ANCIENT MINOR HYDRAULIC ARTIFACTS IN SICILY)” pubblicato sulla rivista dell’Associazione Idrotecnica Italiana, L’Acqua, è per il quale mi farà sapere se è possibile pubblicarlo o renderlo disponibile sul blog della nostra Associazione.

Gli incontri de “La Regione che vorrei, esercitazioni di buona amministrazione” sono un arricchimento e l’occasione di approfondire temi che non avremmo immaginato!

Grazie a Dario D. e a Calogero G..

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Il prossimo incontro di Perché no… “L’illegittimità al vertice della Regione?” … un caso di studio, del 12.10.2014, domenica

ottobre 12, 2014 in Incontri, Prima Pagina da fedro

 

Affermare che si è contro ogni forma di illegalità e di illegittimità quando si è una organizzazione, privata o pubblica, troviamo che sia una banalità … tranne che l’organizzazione di cui si parla non sia dedita al crimine. Ma se parliamo di una impresa o di una Pubblica Amministrazione come si può immaginare che i principi di legalità e di legittimità non siano i cardini del normale agire? L’imbattersi in fenomeni contrari alle leggi e ai codici, in questo tipo di organizzazioni, perchenologo_grappresentano, o lo dovrebbero rappresentare, degli episodi isolati avverso i quali vanno adottati i provvedimenti del caso. Provvedimenti che dovrebbero colpire i fenomeni di violazione delle leggi e dei codici e porre in essere, nel caso di fenomeni diffusi, degli interventi di controllo interno in grado di verificare le ragioni della loro insorgenza e di evitare che si possano ripetere.

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Resoconto dell’incontro con Salvatore Taormina e altro ancora, del 10.06.2014, martedì

giugno 10, 2014 in Incontri da fedro

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 12.06.2014 – POST INTEGRATO CON L’INTERVENTO DI SALVATORE TAORMINA

Il primo ciclo di incontri della nostra associazione non poteva chiudersi meglio di così. Oggi nell’aula magna dell’Istituto Pedro Arrupe eravamo poco meno di 50, ma quello che più ci ripaga è l’interesse suscitato sia dall’ospite di oggi, il dott. Salvatore Taormina, che dalla provocazione lanciata nei giorni scorsi relativamente all’idea di costituire il Movimento politico per la buona amministrazione. I due temi erano nettamente separati, nel senso che la presenza del dott. Salvatore Taormina era relativa esclusivamente alla sua testimonianza per “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …”, mentre al termine del suo intervento abbiamo affrontato il tema dell’iniziativa politica.

L’intervento di Salvatore Taormina si è sviluppato per circa mezz’ora durante la quale prima di affrontare la buona prassi del credito d’imposta ha svolto una analisi di grande spessore sullo stato in cui versa la Pubblica Amministrazione e sul suo ruolo, anche nei confronti del cittadino. Mi esimo dal provare a riepilogare l’intervento di Salvatore Taormina in quanto ritengo più efficace proporvene il testo predisposto dall’Autore che quanto prima mi verrà trasmesso.

Diversi gli interventi dei partecipanti all’incontro in gran parte incentrati sulla proposta di dare vita al movimento politico, tra questi prevale la volontà di partecipare anche se non è mancato un invito a rimanere nell’alveo della costituzione di un “comunità professionale”.

E’ ancora presto per decidere se dare vita o meno al movimento politico, ma la rabbia e l’amarezza dell’esperienza raccontata da chi ha voluto intervenire e la volontà espressa di voler partecipare “attivamente” alla definizione dei processi decisionali intestati alla politica saranno certamente presi in considerazione. Si tratta anche di definire i valori fondanti del “movimento” e di immaginare un modello organizzativo che consenta a chi vuole di partecipare dedicando il tempo che potrà alle attività che riterrà in linea con la propria esperienza professionale e sensibilità.

Appena mi perverrà pubblicherò in questo post il testo dell’intervento di Salvatore Taormina.

Un grazie ancora a Salvatore Taormina per il tempo che ci ha dedicato.

Un grazie a tutti coloro che sono intervenuti … alla prossima!    foto 2

“QUALE REGIONE PER QUALE SICILIA  – Comunicazione del Dott. Salvatore Taormina all’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” – Palermo – Istituto P. Arrupe 10/6/2014

INTRODUZIONE

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Salvatore Taormina, 28.05.2014, mercoledì

maggio 28, 2014 in Incontri da fedro

Per sopraggiunti impegni siamo costretti a rinviare l’incontro programmato con il dott. Salvatore Taormina a martedì 10 giugno … vogliate scusarci! 

Incontriamoci il 10 giugno 2014, martedì, con inizio alle ore 16,30,
presso l’aula magna dell’Istituto Pedro Arrupe,
a Palermo in Via Franz Lehar, 6, per …

“Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Salvatore Taormina”

l’ultimo incontro tematico di questo primo ciclo promosso
dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Salvatore Taormina dirige attualmente il Servizio Credito e risparmio dell’Assessorato per l’Economia  della  Regione  Siciliana,  amministrazione  presso  la quale  ha ricoperto,  tra gli altri, l’incarico di Segretario generale della Presidenza della Regione nonché di Dirigente generale dei Dipartimenti“Famiglia  e  politiche  sociali”,  “Autonomie  locali”  e  “Finanze  e  credito”.  Ha collaborato  in  attività  di  ricerca  con  la  Fondazione  per  la  Sussidiarietà  in  materia  di  lavoro  pubblico  e  welfare,  è  autore  di  diverse  pubblicazioni  ed  ha  svolto  attività  d’insegnamento integrativa  presso  la  Facoltà  di  Giurisprudenza  dell’Università  di  Palermo sui  temi  degli  assetti istituzionali e della specialità statutaria delle Regioni.

Come associazione siamo interessati a conoscere il suo punto di vista e sarà sicuramente stimolante confrontarci con chi ha e ha avuto un punto di osservazione certamente privilegiato.

Per ora ringraziamo il dott. Salvatore Taormina per la disponibilità a incontrarci.

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Resoconto dell’incontro con Nino Cangemi, responsabile formazione Funzione pubblica, del 19.05.2014, lunedì

maggio 19, 2014 in Incontri da fedro

 

Un altro bel pomeriggio di confronto a “Perchè no…qualcosa si muove”. Oggi è stato il turno di Nino Cangemi, responsabile della formazione del personale al Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Siciliana.

Con Nino Cangemi ci siamo confrontati sul ruolo della formazione e sui risultati raggiunti da quando ne ha la responsabilità e naturalmente delle sue idee sul futuro.

Partecipato il dibattito e diversi gli spunti interessanti.

Il dott. Nino Cangemi ci ha parlato della sua esperienza e delle difficoltà che si incontrano a occuparsi di formazione nel pubblico in Italia e in particolare in Sicilia a causa della costante riduzione delle somme a disposizione. Nulla a che vedere con l’importanza che viene dedicata alla formazione nel privato così come nelle Pubbliche Amministrazioni europee. Nonostante anche i contratti collettivi prevedano che l’1% del monte salari venga destinato alla formazione le risorse sono oramai ridotte al lumicino. Eppure, nonostante le risorse sempre più ridotte l’attività dell’ufficio di Nino Cangemi è chiamato a un maggiore impegno cercando di lavorare in economia e utilizzando al meglio quel poco che c’è. In tal senso va l’iniziativa dell’albo formatori interni che avviato alcuni anni fa è oggi una realtà che permette di valorizzare delle risorse umane interne ed erogare alcuni moduli formativi molto apprezzati dai colleghi.

L’attività dei formatori interni sarebbe potuta essere più consistente, probabilmente, se fosse stato possibile riconoscere un corrispettivo ai formatori ma non si è ancora riusciti a trovare il modo per farlo. Nino Cangemi ci ha parlato di quanti sono i formatori interni e quanti di loro si sono impegnati nelle attività d’aula e di come ha potuto scoprire le qualità professionali di tanti colleghi. Una realtà decisamente diversa da quella che vediamo dipinta sui quotidiani.

Ma Nino Cangemi non ha voluto parlare soltanto di formazione e ha espresso il suo pensiero sul processo di riforma che nell’ultimo ventennio ha interessato la Pubblica Amministrazione, pensiero non positivo in quanto quello che doveva essere un processo virtuoso si è trasformato in una maggiore invadenza della politica che priva di ogni responsabilità gestionale ha cominciato a selezionare una dirigenza generale “flessibile, capace cioè di “interpretare” la volontà politica del proprio sponsor politico e disposti a rischiare in prima persona. Quella che doveva essere una riforma tesa a selezionare i più bravi e i più capaci ha finito per selezionare l’appartenenza. E per evitare incidenti di percorso anche il sistema di valutazione è stato piegato alla politica, almeno fino a oggi. Vedremo quando sarà finalmente istituito l’OIV (Organismo Intermedio di Valutazione) se si riuscirà ad avere una valutazione oggettiva in grado di riconoscere il merito.

All’intervento di Nino Cangemi sono seguiti diversi interventi che possono essere tradotti in alcune proposte, tipo:

la necessità che le performance degli uffici vengano sottoposte alla attenzione del pubblico degli utenti che dovrebbe essere chiamato a esprimersi;

l’opportunità che non si creino vuoti normativi in materie regolamentate dallo Stato e per le quali l’ARS non legifera attraverso una sorta di recepimento automatico nelle more dell’intervento del legislatore regionale;

l’eliminazione dei trattamenti economici differenziati basati su valutazioni soggettive dei dirigenti generali. Attraverso queste dinamiche si è perso lo spirito di collaborazione e si è tentato di monetizzare tutto;

l’esigenza di immettere nell’Amministrazione “linfa nuova” attraverso la strada maestra del concorso in modo da stimolare l’innovazione e migliorare la qualità dei servizi resi;

la necessità di prevedere percorsi formativi diffusi in grado di stimolare il cambiamento, la capacità di lavorare in squadra, lo spirito di appartenenza.

Mi sento di dire che le idee di Nino Cangemi per il futuro della Regione sono quelle di investire molto nella formazione del personale che deve sempre più essere attrezzato nell’uso delle nuove tecnologie e sempre più attento agli strumenti della comunicazione, senza trascurare, naturalmente, i fondamentali dell’essere un funzionario della Pubblica Amministrazione.

In chiusura dell’incontro Nino Cangemi ci ha partecipato dell’iniziativa che il dipartimento della funzione pubblica sta programmando per il prossimo 5 luglio, data nella quale ricorre l’omicidio del collega Filippo Basile. Presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni verrà organizzato un incontro per ricordare la figura di un funzionario della Regione Siciliana che ha avuto il torto di credere nel suo ruolo e nel rispetto delle norme. La nostra Associazione non farà mancare la propria presenza e speriamo che tanti colleghi, nonostante la giornata di sabato, possano avere il piacere di dedicare un po’ del proprio tempo alla nostra Regione e a chi per essa è stato sacrificato.

Un grazie a Nino Cangemi e l’invito a tutti voi all’ultimo incontro stagionale che si terrà il prossimo 9 giugno e che vedrà come ospite il dott. Salvatore Taormina, già Segretario generale della Regione e Dirigente generale di vari dipartimenti regionali.

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Antonino Cangemi, 13.05.2014, martedì

maggio 14, 2014 in Incontri da fedro

Incontriamoci il 19 maggio 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana,
a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

“Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Antonino Cangemi”

il penultimo incontro tematico di questo primo ciclo promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Antonino Cangemi oltre che essere il dirigente responsabile del servizio formazione del personale del Dipartimento della Funzione pubblica e anche un acuto osservatore dei costumi siciliani e un valente scrittore.

Come associazione siamo interessati a conoscere il suo punto di vista e sarà sicuramente stimolante confrontarci con chi ha un punto di osservazione certamente privilegiato.

Per ora ringraziamo il dott. Antonino Cangemi per la disponibilità a incontrarci.

Per motivi logistici è gradita una mail di manifestazione di interesse a partecipare da inviare a info@perchenosicilia.org

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Resoconto dell’incontro con Fabio Crapitti, formatore, del 12.05.2014, lunedì

maggio 12, 2014 in Incontri da fedro

 

Oggi pomeriggio abbiamo trascorso un bel pomeriggio. Nel corso di circa 3 ore che Fabio Crapitti ci ha dedicato abbiamo parlato di “change management”, di “etica”, di “buona amministrazione” e di altro ancora.

Provare a fare un resoconto dell’incontro con Fabio Crapitti è assolutamente impossibile per me in quanto se mi fossi posto questo obiettivo avrei dovuto rinunciare al piacere di lasciarmi coinvolgere dalla sua affabulazione.

Fabio Crapitti, formatore e tanto altro ancora, non è un docente che si limita a trasferire una lezione ma fa pervenire i concetti che vuole trasferire attraverso un coinvolgimento diretto di tutti i partecipanti ai suoi incontri, siano essi discenti o meno.

Il tema che Fabio Crapitti ha posto al centro dell’incontro è stato quello del cambiamento e di come ognuno di noi lo percepisce e lo vive nella sua quotidianità, sia essa familiare che lavorativa. E’ fin troppo comodo restare accucciati nella cosiddetta “soft zone” dove ogni cosa ci è nota e non dobbiamo affrontare imprevisti o minacce, ma il cambiamento è vita ed è propriamente il suo fluire.

Non cogliere il cambiamento è di per se una rinuncia, una rinuncia a vivere in maniera piena la propria vita e a provare a determinare gli eventi piuttosto che esserne dominato. Gestire il cambiamento nella Pubblica Amministrazione è difficile ed è ancora più difficile se ti attieni ai principi dell’etica che sono quelli che devono sempre essere seguiti specialmente da un servitore dello Stato.

Il cambiamento significa anche coinvolgere gli altri nei processi che portano alle innovazioni e provare sempre a interrogarsi sulla utilità di ciò che facciamo, specialmente se lo facciamo in nome del bene comune e del rispetto delle regole che la nostra società si è data.

Il cambiamento non è soltanto modificare i nostri percorsi ma interrogarsi sulla stessa correttezza delle regole che regolano i processi, provando a eliminare tutto quello che un sovrappiù che non produce nulla se non aggravio per gli utenti.

I funzionari della Pubblica Amministrazione dovrebbero disporre di una cassetta degli attrezzi nella quale non dovrebbero mancare strumenti come il change management, il team building, il coaching e dovrebbero avere sempre chiaro e ben presente quale è la visione e la missione della loror organizzazione. Peccato che questa cassetta degli attrezzi è spesso vuota e la colpa è anche di una dirigenza generale spesso distratta e di una politica modesta, troppo modesta per non dire altro.

Fabio Crapitti ha parlato anche di ingegneria finanziaria e ci ha promesso che nel prossimo ciclo di incontri ci dedicherà un’altra sua partecipazione per parlare di questo tema che fa apparire le nostre vite come gusci di noce in mari tempestosi.

Le amiche e gli amici che hanno partecipato all’incontro non conoscevano Fabio Crapitti e così come avevo anticipato loro ne sarebbero rimasti entusiasti, e così è stato. Fabio Crapitti è una di quelle di persone dalle quali c’è soltanto da apprendere e con le quali è bello essere compagni di strada.

Fabio Crapitti ha apprezzato la qualità umana e professionale delle amiche e degli amici che oggi ha conosciuto e ci ha esortato a proseguire in questo percorso di conoscenza e di presa di coscienza dell’importanza di una iniziativa quale quella della nostra associazione, che come ho avuto modo di annunciare oggi si propone come un vero e proprio movimento politico per la Buona Amministrazione.

Ancora un grazie a Fabio Crapitti con il quale torneremo a sentirci e vederci e invito tutti a partecipare al prossimo incontro della nostra associazione e del quale sarà ospite l’amico e collega Antonino Cangemi.

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Fabio Crapitti, il 12 maggio 2014, lunedì

aprile 29, 2014 in Incontri da fedro

 

Incontriamoci il 12 maggio 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana, a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Fabio Crapitti”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Fabio Crapitti è un formatore che ha maturato una lunga esperienza all’interno della Regione Siciliana nella quale è stato docente di corsi di formazione che vertevano sul “change management”  … sulla gestione di quel cambiamento che dovrebbe essere una delle principali caratteristiche di chi è oggi chiamato a ruoli di responsabilità all’interno di una organizzazione.

Un breve profilo del dott. Crapitti. Bancario – Responsabile filiale di Palermo Direzione U.O.Institutional Services – Ufficio U.O.Gestione Anagrafe Finanza (Iccrea Banca Spa). Formatore AIF (Associazione Italiana Formatori). Componente Albo collaboratori FORMEZ (assegnazione primo livello). Componente Albo permanente dei docenti CEFPAS ( fascia A). Membro ISDE Italia Network – International Society of Doctors for the Environment. Già docente SSPAL (Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale), e docente/consulente CERISDI (Centro di Ricerche e Studi Direzionali). Formatore/esperto in tema di “Change Management” nella P.A./Sanità e sistema del Credito. Tra le sue pubblicazioni istituzionali P.A.: “Change management e formazione comportamentale” Archivio istituzionale SSPAL  (Scuola Superiore Pubblica Amministrazione Locale) Roma, data di edizione 8 maggio 2010, autore Fabio Crapitti

Sulla base della sua esperienza, Fabio Crapitti ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo il dott. Crapitti per la disponibilità a incontrarci.

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Resoconto dell’incontro con Gigi Caracausi, segretario generale Cisl-Fp Sicilia, del 28.04.2014, lunedì

aprile 28, 2014 in Incontri da fedro

 

Oggi pomeriggio abbiamo incontrato Gigi Caracausi, segretario generale della Cisl-Fp Sicilia, con il quale ci siamo confrontati con il suo modello di Regione. L’incontro si è tenuto nell’ambito del ciclo di incontri “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” organizzato da “Perchè no…qualcosa si muove”

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Gigi Caracausi, il 28 aprile 2014, lunedì

aprile 21, 2014 in Incontri da fedro

 

Incontriamoci il 28 aprile 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso la sala riunioni  della CISL-FP Sicilia, a Palermo,
Piazza Castelnuovo, 35 (Piazza Politeama) per …

“Quale Regione per quale Sicilia …
le idee di Gigi Caracausi”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione
“Perchè no…qualcosa si muove”.

Incontreremo il dottor Luigi “Gigi” Caracausi,
segretario generale della
Federazione della Funzione Pubblica della CISL della Sicilia

 …

Gigi Caracausi per tanti anni ha seguito le vicende del comparto dei dipendenti della Regione Siciliana e ancora oggi, nonostante la sua responsabilità sindacale si sia estesa a tutto il mondo del pubblico impiego in Sicilia, segue le vicende della Regione.

Si tratta certamente di una personalità che deve necessariamente confrontarsi ogni giorno con i problemi della Pubblica Amministrazione e insieme alla sua sigla sindacale, la Cisl, è tra i protagonisti di ogni progetto di riforma e di ripensamento della macchina burocratica.

Sulla base della sua esperienza, Gigi Caracausi ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione e … perchè no … del ruolo del sindacato e in particolare del suo!

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo Gigi Caracausi per la disponibilità a incontrarci.

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Perchè no…, il calendario dei prossimi incontri, del 16.04.2014, mercoledì

aprile 16, 2014 in Incontri da fedro

 

Abbiamo aggiornato il calendario dei prossimi incontri per il ciclo “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” promossi dall’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” … consultatelo e fateci sapere se siete interessati a partecipare a uno degli incontri!

Per consultare il calendario vai alla pagina ” Quale Regione per quale Sicilia ” al link che segue … http://www.perchenosicilia.org/quale-regione-per-quale-sicilia/

 

21nov2013

 

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Resoconto dell’incontro con il dott. Dario Di Bernardi, del 14.04.2014, lunedì

aprile 14, 2014 in Incontri da fedro

 

Oggi 14 aprile 2014 abbiamo incontrato il dott. Dario Di Bernardi, dirigente in servizio presso l’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia, con il quale ci siamo confrontati sul ruolo dell’agricoltura e della produzione vinicola siciliana, ma non solo, in un processo di sviluppo dell’economia siciliana. Un incontro intenso e con tanti spunti interessanti dai quali i decisori politici dovrebbero attingere a piene mani … ma non perchè lo dice l’amico Dario Di Bernardi … perchè lo dice la Sicilia e anche le analisi economico-sociali.

Conosco Dario Di Bernardi da diversi anni e la conoscenza nasce in ambito sindacale. Ma tra una problematica e l’altra ogni tanto c’era spazio per qualche battuta sulla sua attività all’interno dell’ex Istituto regionale per la vite e il vino, oggi IRVO (hanno aggiunto anche gli oli) e oggi è stata l’occasione per dedicare un paio d’ore esclusivamente alla sua esperienza pluriennale in agricoltura e in particolare nel settore enologico. Ma Dario Di Bernardi non è persona che guarda soltanto al proprio ambito ristretto e ha la capacità di guardare oltre e lasciarsi affascinare dalle suggestioni che gli incontri, anche occasionali, nei quali è incorso gli provocano.

Ascoltarlo è stato un piacere perchè mi sono trovato davanti una persona che conosce il mestiere e non teme il confronto e l’arricchimento reciproco, cosa non comune all’interno dell’ambito regionale, e non solo, ove ognuno si sente titolare unico della materia che pretende di conoscere e governare come nessun altro … soprattutto se con alle spalle i soliti noti del settore.

La relazione di Dario Di Bernardi è iniziata con una puntuale collocazione del valore del settore vinicolo in Sicilia rispetto al PIL regionale e ponendolo a confronto con quello che invece deriva dall’attuale settore turistico. Un connubio enogastronomia-turismo che secondo il dott. Di Bernardi è imprescindibile, ma non perchè lo dice lui ma perchè lo gridano le analisi dei flussi turistici e le indicazioni degli esperti del settore. Sicuramente c’è una parte della produzione agricola ed enologica in particolare che si confronta con il mercato e che può avere buone chance di affermarsi nel mondo ma accanto a questa non va trascurato l’importantissimo abbinamento con il turismo attraverso il quale si possono portare in Sicilia ben più importanti numeri di presenze rispetto a quelle attuali (si pensi soltanto alle Baleari che hanno uno sviluppo costiero simile a quello della Sicilia ma che riescono a vendere in un anno oltre 40 milioni di notti di presenze turistiche rispetto alle appena 4 milioni della Sicilia!).

Le produzioni agricole e agroalimentari siciliane sono certamente una risorsa importante ma si ha una possibilità formidabile di piazzarle sul mercato soltanto se si riusciranno a mettere a rete tutta una serie di inziative in grado di far diventare la Sicilia una meta desiderata, cosa che già lo è, ma che viene percepita negativamente, a partire dai principali buyer turistici, per la mancanza di una vera governance dell’offerta turistica che sempre più è richiesta che sia organizzata e in grado di accogliere il turista e fargli vivere delle emozioni da quando arriva in Sicilia fino a quando viene accompagnato alla partenza.

Il vino che è certamente uno dei prodotti più conosciuti e il cui consumo è più diffuso in tutto il mondo è il prodotto attorno al quale si può costruire un modello di turismo, ma non va dimenticato che il turista, specialmente di provenienza asiatica o appartenente alle fasce più abbienti, non è soltanto attratto dal vino o dalle buona tavola, che non sempre è in grado di apprezzare per cultura, ma è attratto dalle bellezze naturali dell’Isola, dai siti archeologici, dalle bellezze architettoniche e finanche dalle componenti sociali e antropologiche della Sicilia.

Se tutto ciò potesse essere messo a sistema, in un unico contenitore nel quale il turista o il tour operator potesse trovare tutti gli elementi per costruire il proprio prodotto ci troveremmo di fronte a un tesoro che in tantissimi vorrebbero venire a scoprire.

Ma non possiamo immaginare che soltanto per il fatto che abbiamo cultura e tradizioni queste siano sufficienti per attirare orde di turisti. Il turista è oramai un consumatore esigente, che pretende servizi di qualità e grande professionalità e su questo c’è tanto da lavorare ancora.

Andrebbe portato avanti un progetto di accoglienza attraverso il quale formare schiere di giovani da specializzare in tutti i settori dei servizi legati al turismo e a tutto quello che gravita nel suo indotto, così come andrebbe creato o consolidato un percorso di elevazione qualitativa dei servizi dalla ristorazione alla ricettività alberghiera.

Non è un progetto da mordi e fuggi ma un progetto che richiede una programmazione di lungo periodo che dovrebbe traguardarsi a quello che vorremmo che sia la Sicilia nel 2030. In un tale orizzonte temporale si potrebbero costruire le condizioni strutturali per offrire una accoglienza di qualità per far vivere delle emozioni indimenticabili che soltanto in Sicilia si potrebbero far vivere e al contempo si potrebbero consolidare quelle alleanze in grado di innescare importanti flussi turistici verso la Sicilia … i voli low cost.

Il settore dei servizi è quello che produce maggiore ricchezza nei paesi sviluppati ed è su questo che si deve puntare e il connubio enogastronomia-turismo può costituire un elemento sul quale avviare una nuova stagione.

Un catalizzatore potrebbe essere rappresentato da un importante investimento fatto con i fondi del POR Sicilia 2000-2006 il circuito delle enoteche regionali e delle strade del vino. Su questo investimento si potrebbe costruire un progetto di promozione importante che potrebbe vedere coinvolti gli assessorati del turismo e delle risorse agricole e agroalimentari ma non solo, andrebbe coinvolto anche l’assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana … una volta tanto si potrebbe costituire una cabina di regia che sotto il coordinamento del Presidente della Regione potrebbe finalmente far cogliere la Regione non come l’insieme di tante “verticalità” rigidamente separate ma come un sistema orientato a produrre ricchezza e benessere per i propri cittadini.

Le idee ci sono e la loro traduzione in fatti concreti è soltanto una questione di buona volontà e di dare fiducia ai professionisti più capaci … e Dario Di Bernardi certamente lo è.

Un grazie calorosissimo a Dario per il tempo che ci ha dedicato e che ci ha promesso che ci farà pervenire un po’ di bibliografia e di riferimenti a risorse di rete per farsi un’idea su che cosa potremmo fare e che da troppo tempo non facciamo.

Colgo l’occasione per rinnovare gli auguri per una Buona Pasqua e per darvi appuntamento al prossimo incontro che terremo il 28 aprile p.v., sempre di lunedì, con un altro ospite di eccezione … l’amico Gigi Caracausi, il segretario generale della CISL Funzione pubblica Sicilia con il quale ci confronteremo sulle sue idee e del suo sindacato per il futuro della Sicilia e della Regione.

 

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Dario Di Bernardi, il 14 aprile 2014, lunedì

aprile 8, 2014 in Incontri da fedro

Incontriamoci il 14 aprile 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana, a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Dario Di Bernardi”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Dario Di Bernardi è dirigente all’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia e di seguito riportiamo un suo breve profilo …

” … Agronomo ed Enologo mi occupo da 25 anni di vite e vino, prima come vincitore di concorso pubblico un posto presso l’IRVV nel ruolo di sperimentatore di innovazione nei processi produttivi. Attività che si è arricchita con un generoso uso della penna e della macchina fotografica. Ho scritto parecchie cose sulla vitivinicoltura e sul suo processo di trasformazione, cosa che mi capita ancora oggi di fare, tipo Rotary, convegni etc. Lavorando tra i vivai, (curai direttamente la realizzazione del Nucleo di Premoltiplicazione Federico Paulsen), i vigneti e la cantina sperimentale coprii e mi venne riconosciuta una discreta capacità di conoscere e far conoscere una straordinaria testimonianza culturale legata al mondo vitivinicolo, che a poco a poco io stesso scoprivo. Ideai nel 2007 la Guida dei Vini di Sicilia edizione 2007 che per la prima volta associò le etichette del vino al territorio inteso nella sua ricchezza culturale e antropologica. Successivamente la cartina geografica “Carta dei Territori dei Vini di Sicilia” dove ho associato attrattori materiali ed immateriali della Sicilia. Quest’ultima cosa forse da considerare come una naturale conseguenza dell’avere introdotto all’IRVV il sistema cartografico GIS con i fondi del POR 2000-2007, convinto che fosse un grande mezzo per fare pianificazione, programmazione e comunicazione integrata. Soltanto dopo vennero Google map, le app e i network. Ho svolto docenza in numerosi corsi di formazione rivolti alla specializzazione di guide turistiche sull’enoturismo e presso il master post-universitario cultura e comunicazione del gusto. Ero presente e diedi un personale contributo alle prime idee che portarono alla nascita dell’ormai affermato festival del cous cous di san Vito, o quando si declinò la settimana enogastronomica del noto Ristorante del Gattopardo a Vinitaly, abbinando vini e cucine territoriali; fu un bel successo! Ho poi scritto parecchie cose, su carta stampata e poi sui social, mi è sempre piaciuto. Oggi, all’interno del progetto APQ, che vede affiancati l’IRVO, l’Ass.to Turismo e la Segreteria Tecnica del MISE, lavoro per favorire lo start up del network delle enoteche regionali e pubbliche, che può rappresentare un impianto fisico strategico (internet viene dopo il lavoro umano, mai prima), per avviare reali processi di sviluppo e crescita dell’incoming nelle aree rurali della nostra regione.”

Sulla base della sua esperienza, Dario Di Bernardi ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia,  dell’Ente Regione e dello stesso IRVOS.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo il dott. Di Bernardi per la disponibilità a incontrarci.

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Resoconto dell’incontro con il dott.Giuseppe Briuccia di PWC, del 07.04.2014, lunedì

aprile 8, 2014 in Incontri da fedro

 

Un altro incontro si aggiunge alla serie di “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” che oggi ha visto protagonista il dott. Giueppe Briuccia, Director di PricewaterhouseCoopers – Senior Economist.

Un altro incontro si aggiunge alla serie di “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” che oggi ha visto protagonista il dott. Giueppe Briuccia, Director di PricewaterhouseCoopers – Senior Economist.
Il dottore Briuccia ha trascorso in nostra compagnia più di due ore durante le quali, oltre che parlarci della società per cui lavora (PricewaterhouseCoopers – www.pwc.com/it) e dei servizi nei quali la stessa opera (revisione, consulenza (advisory) e tax e legal), ci ha parlato della sue esperienza maturata in importanti progetti per conto di P.A. regionali e nazionali rispetto ai quali ha applicato le metodiche della pianificazione, della programmazione e del controllo.
In particolare ci ha illustrato l’esperienza maturata:

  • nella introduzione del controllo di gestione e della pianificazione strategica in diverse aziende sanitarie e ospedaliere siciliane nonche’ presso l’Assessorato alla Salute
  • nella predisposizione di un piano strategico integrato per la valorizzazione di un’area “vasta” territoriale
  • nella elaborazione di un progetto di sviluppo per l’aeroporto di Trapani

Riguardo alla introduzione del controllo di gestione nella sanità, il dottore Briuccia ci ha parlato del passaggio dalla contabilità finanziaria a quella generale al fine di avere una conoscenza più puntuale dei fatti gestionali, questione di importanza fondamentale per una realtà della complessità dell’ASP di Palermo paragonabile a quella di una azienda come la FIAT!
Una ASP cura tantissime attività che vanno dalla gestione degli ospedali alla assistenza territoriale (spesa farmaceutica per esempio e ambulatori) ed alla prevenzione.
Se non si conoscono i costi e le attivita’ svolte dai diversi servizi non si può governare un’organizzazione.
Per arrivare ai risultati odierni, che vedono un fortissimo ridimensionamento del deficit sanitario che oramai si valuta nell’ordine delle poche decine di milioni di euro a fronte delle centinaia di milioni di alcuni anni fa, si è dovuto portare avanti un progetto culturale in grado di far cogliere l’importanza della allocazione delle spese e dei ricavi ai diversi servizi forniti. Il processo ha proceduto per gradi e inizialmente si è partiti dalle grandi macro categorie (il costo di un ospedale per esempio piuttosto che l’assistenza territoriale), passando alla implementazione della contabilità analitica (costi e ricavi per centri di costo (ufficio)), alla costruzione dell’albero dei centri di costo, e individuando i centri di responsabilità (persone) ai quali afferiscono più centri di costo.
Il processo di determinazione dei costi e ricavi è quindi proseguito stimando i costi sostenuti per valutare un centro di costo, per poi passare dal costo di un ospedale al costo di un singolo reparto. Ai costi sono stati associati la valorizzazione delle attivita’ svolte.
Ci ha spiegato il dottore Briuccia che non si può parlare di costi ed attivita’ se non si parla di pianificazione strategica (cosa sarà l’azienda tra 10 o 20 anni) e come con la programmazione si stabiliscano i passi da seguire anno dopo anno per giungere a ciò che si era immaginato.
All’attività di pianificazione e programmazione non può non seguire l’attività di controllo con la quale si verifica lo scostamento sul programmato e la previsione delle azioni correttive.
Un esempio virtuoso di questo modello è stata l’azienda sanitaria di Sciacca … da ospedale che perdeva da 20 miliardi di lire all’anno a un utile (piano strategico che prima ha definito il bacino di utenza e le patologie più diffuse tra i potenziali utenti, poi ha attivato nuovi servizi (oculistica per esempio … emodinamica … i settori che mancavano e per i quali c’era una domanda). Per far ciò è stato introdotto il circuito di pianificazione e programmazione attraverso la attribuzione di budget, e attraverso il controllo dei risultati gestionali si sono potute fornire delle valutazioni oggettive delle performance … cosa che ha portato, in alcuni casi, all’avvicendamento dei soggetti responsabili degli sforamenti.
Si tratta di attività che oramai possono contare sul supporto di sistemi informativi sempre più sofisticati ma che nell’esperienza siciliana non sempre sono stati resi disponibili per diverse motivazioni … non ultima l’introduzione di “tagli lineari” che hanno limitato le risorse a disposizione. Nonostante tutto passi avanti sono stati compiuti e oramai in tante ASP la metodica è divenuta una realtà anche se ancora può succedere che una minore sensibilità gestionale da parte di alcuni vertici può determinare un blocco dello sviluppo del sistema.
Metodiche definite a livello Nazionale presso il Ministero della Salute tramite il progetto Mattoni sono state introdotte in Sicilia sia a livello regionale ( Assessorato Salute, sia in tutte le aziende sanitarie pubbliche ( ASP, Aziende Ospedaliere e Policlinici) con il Progetto articolo 79 …progetto svolto da una RTI che vede coinvolte KPMG e PwC . Il progetto prevede la definizione di un modello di controllo di gestione comune a tutte le aziende sanitarie pubbliche siciliane ed all’Assessorato alla Salute . Si e’ proceduto alla deinizione di flussi informativi dalle aziende verso l’assessorato ed il ministero sulle grandi voci di spesa (i pilastri) dei costi di gestione:
il personale
l’acquisizione di beni e servizi
la medicina convenzionata
…………
Potrebbe sembrare facile ma disporre dei dati di costo del personale e dei costi dei beni e servizi non è stato facile e oggi si può disporre di una situazione puntuale anche se ancora migliorabile.
Una volta che si è potuto cominciare a disporre di dati di costo sempre più dettagliati è stato possibile avviare un confronto con gli addetti ai lavori per ricondurli a un uso più accorto delle risorse pubbliche (la gestione del buon padre di famiglia che risparmia e che ricorre alla spesa in casi di necessità o giustificati).
Spesso, il dottore Briuccia ha avuto modo di verificare che non si incontravano resistenze alla introduzione di questi strumenti manageriali per malafede ma per carenze organizzative che si sono dovute o si sarebbero dovute approcciare attraverso una reingegnerizzazione dei processi.
Oggi il sistema sanitario siciliano può considerarsi migliore di quello di alcuni anni fa e anche attraverso l’azione della joint commission si sta cercando di migliorare la qualità della sanità nel rispetto di standard igienico sanitari internazionali.
Attraverso il progetto articolo 79 sembra che la Sicilia si possa collocare all’avanguardia rispetto al panorama nazionale riguardo alla conoscenza dei costi e delle prestazioni sanitarie erogate che potrebbe sembrare cosa da poco ma che di fatto permette di effettuare un salto culturale importante in quanto troppo spesso si è guardato alle attività da svolgere senza guardare ai costi, che certo non devono condizionare l’attività di merito ma che è bene conoscere anche in termini di analisi costi-benefici.

Altra esperienza interessante che ha visto impegnato il dott. Briuccia è stata quella della programmazione territoriale. Ogni ente territoriale produce una sua pianificazione strategica senza tenere conto di quanto viene pianificato dagli enti vicini o sovraordinati. In presenza di più pianificazioni strategiche di enti territoriali che non comunicano, il ministero delle infrastrutture ha diviso l’Italia in aree “vasta” e la Sicilia è stata divisa in quattro aree, per le quali è stato chiesto di elaborare un piano strategico integrato. Nell’esperienza di PWC, che ha riguardato l’area vasta che va da Termini Imerese a Palermo, Trapani e Marsala, è stato costituito un gruppo di lavoro integrato composto da economisti, urbanisti, architetti, ingegneri trasportisti e altre professionalità ancora che ha prodotto un progetto denominato “Territorio snodo 2”, che può essere scaricato dal sito web del Comune di Palermo, la cui bontà è stata confermata dall’assegnazione del Premio Urbanistica presso UrbanPromo per ben due anni.

Una metodologia analoga a quella seguita per “Territorio snodo 2” è stata seguita da PWC per la progettazione che ha portato l’aeroporto di Trapani a conseguire la Concessione Globale trentennale. Un progetto che conta di accompagnare l’aeroporto nella sua evoluzione da uno scalo da 400 mila passeggeri all’anno degli albori agli attuali 2 milioni per poi poter arrivare ai valori attesi, tra qualche anno, di 3,5 milioni di passeggeri. Flusso che già oggi ha garantito un significativo incremento del PIL provinciale, destinato a ulteriormente incrementarsi.

Ascoltando e interagendo con il dottore Briuccia il tempo a disposizione è letteralmente volato, e tanti sono gli spunti e le suggestioni che sono scaturiti da questo confronto che speriamo possa ripetersi a beneficio dei tanti amici che avrebbero voluto partecipare e per la elaborazione del nostro documento programmatico “La Regione che vorrei”.
Come al solito mi scuso con il dott. Briuccia per la grossolanità del resoconto e resto a disposizione per qualsiasi correzione/integrazione che volesse apportare al testo di questo post.
Ancora un grazie al dottore Briuccia e a PWC e vi do appuntamento a lunedì prossimo, 14 aprile, per l’incontro con il dottore Dario Di Bernardi dell’IRVOS con il quale parleremo di vino, di strade del vino e di cultura enogastronomica … a lunedì!

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Giuseppe Briuccia, il 7 aprile 2014, lunedì

aprile 1, 2014 in Incontri da fedro

Incontriamoci il 7 aprile 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana, a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Giuseppe Briuccia”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Giuseppe Briuccia Director di PricewaterhouseCoopers – Senior Economist, lavora in PwC dal 1995.  Dal 1997 Iscritto all’Albo dei Revisori Contabili e dal 1998 all’Albo dei ragionieri Commercialisti oggi Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Già amministratore e procuratore institore di società finanziarie e di servizi.  Ha maturato un’ esperienza ultra decennale sia in attività di revisione, sia in attività di consulenza strategico direzionale e di revisione dei processi, sia in attività di formazione, in progetti integrati  nel settore della Pubblica Amministrazione, Industriale e dei Servizi.

A titolo esemplificativo alcuni dei recenti incarichi svolti in qualità di Direttore e Coordinatore di Progetto:

·        Asl (oggi ASP) Palermo, Catania, Messina, Trapani, Agrigento, Siracusa, Caltanissetta (tra le più grandi ASL Italiane sia per struttura organizzativa sia per bilancio) progetti pluriennali per l’introduzione della contabilità analitica, la pianificazione strategica, la programmazione pluriennale e annuale (bilanci di previsione pluriennali e annuali, budget operativi e sistemi di reportistica direzionale, settoriale, dipartimentale e per unità operativa, reingegnerizzazione dei processi amministrativi e sanitari, attività di project management su progetti complessi di reingegnerizzazione e  riorganizzazione aziendale, implementazione di software amministrativi, gestionali e sanitari;
·        Assessorato Salute Regione Siciliana formazione e sviluppo modelli di report per le aziende sanitarie siciliane, nonchè attualmente nel progetto ex art. 79 per l’introduzione del Controllo di Gestione in Assessorato ed in tutte le Aziende sanitarie pubbliche della Regione Siciliana;
·        ASP Palermo reingegnerizzazione del ciclo passivo relativo al personale dipendente (oltre 3.500 unità);
·        AIRGEST (società digestione dell’Aeroporto di Trapani Birgi)  Piano Industriale e l’assistenza che ha permesso alla società di ottenere la Gestione Totale trentennale dell’aeroporto;
·        Comune di Palermo –  Territorio Snodo II – pianificazione strategica integrata del territorio tra Termini Imerese – Palermo – Trapani -Marsala.

Sulla base della sua esperienza, Giuseppe Briuccia ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo il dott. Briuccia per la disponibilità a incontrarci.

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Resoconto dell’incontro con il dott. Claudio Paterna del 28 marzo 2014 a Palermo

aprile 1, 2014 in Incontri da fedro

Ho conosciuto Claudio Paterna alcuni anni fa quando venne chiamato a occuparsi di controllo di gestione nel dipartimento dei beni culturali. Oggi ho avuto modo di conoscerlo nella sua vera veste di ex professore di storia e filosofia e di studioso. Claudio Paterna ci ha dedicato più di due ore del suo tempo durante le quali ci ha intrattenuto con il racconto del suo percorso professionale all’interno della Regione Siciliana e le sue idee per valorizzare uno dei giacimenti culturali più ricchi e meno sfruttati del mondo.

Claudio ha esordito manifestandoci la sua sorpresa per il fatto che per la prima volta qualcuno gli chiede quali siano le sue idee per il futuro della Sicilia e della Regione. In quanto funzionari non sembra che qualcuno si aspetti da noi che si possa pensare e che si possano avere delle idee, che invece sembrano essere appannaggio esclusivo di politici e loro fidi collaboratori e sponsor. Detto ciò Claudio ci ha parlato di un progetto di didattica museale al quale si dedico fin dai primi anni di servizio, progetto che nacque dalla consapevolezza di come nella scuola non si avesse la necessaria attenzione per la valorizzazione dei beni culturali e per la loro fruizione. Fu così che nacque il progetto “l’educazione ai beni culturali” consistente in stage di insegnanti dentro i musei, progetto che muove i primi passi nel 1993 e che continua ancora oggi. Il progetto si realizzò in tutta la Sicilia e la finalità era anche quella di creare i presupposti per un futuro percorso lavorativo che gravitasse attorno alla cultura (laboratori di restauro, trasferimento di competenze in laboratori artigianali nei quali artigiani e studenti potessero vivere una esperienza irripetibile di staffetta generazionale nel recupero degli antichi mestieri ancora richiesti).

Secondo Claudio si deve sfruttare il bene culturale come una risorsa per creare occasioni di sviluppo e di lavoro.

Quella iniziativa però non ebbe la necessaria attenzione da parte della politica che allora sottovalutò l’iniziativa, distratta dalle ingenti risorse finanziarie che a quei tempi venivano elargite a profusione ma non per creare occasioni durevoli di sviluppo.

I beni culturali hanno conosciuto un lungo periodo di anonimato e soltanto durante l’esperienza dell’assessore Granata il settore conobbe un certo risalto.

L’assessorato beni culturali è stato visto, purtroppo, come un bacino occupazionale piuttosto che come occasione di sviluppo e di fonte di reddito e nonostante i circa 100 musei presenti in Sicilia i ritorni, specialmente economici, sono assolutamente modesti.

La Sicilia avrebbe dovuto investire sulla creazione di servizi educativi territoriali … creazione di una rete sul territorio fatta di musei biblioteche siti archeologici … all’interno della quale impostare una forma di formazione continua da utilizzare anche come forma più dignitosa di cassa integrazione.

La mancanza di risultati da parte del settore dei beni culturali sono anche da ricondurre al sovradimensionamento della macchina burocratica e alla sottovalutazione del “contatto con il bene culturale”, che non viene colto nella sua esatta dimensione da uffici troppo distanti da esso sia fisicamente sia soprattutto culturalmente.

Altra causa di mancata valorizzazione dei beni culturali, e non solo, è legata alla ignoranza, o non corretta analisi, dei flussi turistici i cui dati raccolti sistematicamente sono alla base della progettazione di qualsiasi iniziativa di valorizzazione del patrimonio a disposizione.

Una seria e intelligente politica di valorizzazione dei beni culturali non può non tenere conto della stagionalità del turismo (in Sicilia quasi tutto l’anno può considerarsi attrattivo, salvo forse i primi due o tre mesi dell’anno) della tenuta di un registro del patrimonio materiale e immateriale dei beni culturali che rappresenta la base per programmare una offerta di servizi di fruizione di “emozioni”. Emozioni dettate dal connubio di beni culturali, di riti folkloristici e religiosi, di veri e propri giacimenti eno-gastronomici. In Sicilia ci sono le condizioni che per ognuna delle 52 settimane dell’anno si potrebbero programmare “settimane organizzate” durante le quali si potrebbero far vivere a studiosi e turisti emozioni ed esperienze uniche.

Il ruolo della Regione dovrebbe essere quello di promuovere il marchio Sicilia e far scoccare la scintilla imprenditoriale di veri e propri animatori del territorio in grado di accogliere e non far dimenticare ciò che di bello e di buono c’è ancora.

Mettere a reddito i beni culturali deve essere oramai un “must” e per far ciò c’è la necessità di una guida certa e duratura. Soltanto dei governi di legislatura e degli uffici guidati per orizzonti temporali congrui possono portare alla realizzazione di progetti seri e destinati a lasciare il segno.

Nello specifico sarebbe anche necessario che la gestione dei siti di interesse potesse godere di una certa autonomia soprattutto nella allocazione delle entrate da destinare alla migliore fruizione e valorizzazione dei siti stessi.

Un investimento da non trascurare potrebbe anche essere quello di provare ad attrarre in Sicilia docenti e studenti delle più prestigiose università e istituti internazionali ai quali potrebbe essere offerta la possibilità praticare ciò che nei loro paesi non è possibile per mancanza di “materia prima” … millenni di popoli e civiltà che si sono succeduti in Sicilia … naturalmente sotto la regia delle istituzioni deputate alla tutela del nostro patrimonio.

Naturalmente solo turismo, cultura ed enogastronomia non possono rappresentare l’unico pilastro sul quale fondare il rilancio di una economia di oltre 5 milioni di siciliani, ma possono rappresentate elementi di attrazione che insieme al clima e a investimenti in connettività e in incubatoi di imprese contigui ai centri di ricerca delle università siciliane potrebbero rappresentare elementi unici di un cocktail “vulcanico”.

Come consuetudine mi scuso con il nostro ospite, Claudio Paterna, per la non puntualità e per le “interpretazioni” di questo resoconto, ma resto a sua disposizione e degli intervenuti all’incontro per eventuali rettifiche e integrazioni.

Anche questo è stato un bel pomeriggio di ascolto e di confronto … un grazie a Claudio Paterna.

Ricordo che il prossimo incontro si terrà lunedì 7 aprile e il nostro ospite sarà il dott. Giuseppe Briuccia di PriceWaterhouse&Coopers.

diruto

Foto di Eugenio Scaglione (https://www.facebook.com/eugescaphoto)

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee del dott. Claudio Paterna, il 31 marzo 2014, lunedì

marzo 22, 2014 in Incontri da fedro

Incontriamoci il 31 marzo 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana, a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

Quale Regione per quale Sicilia …
le idee del dott. Claudio Paterna”

un altro incontro tematico promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Claudio Paterna, discendente da una antica famiglia di maestri artigiani Paratori palermitani (tra cui gli avi costruttori dei carri del Festino e il nonno Eugenio partecipante all’Esposizione Nazionale del 1891), è dirigente presso il Dipartimento regionale Beni culturali, occupandosi attualmente del Laboratorio di restauro e delle attività didattiche della Galleria Abatellis.
Prima di entrare come dirigente tecnico Esperto al Dip. Reg.le BBCC, era docente di ruolo di Storia e Filosofia nei licei, oltrechè giornalista pubblicista, prima per il l’Ora, poi per il Giornale di Sicilia (e oggi collabora con Repubblica).
Ha conseguito il Dottorato di ricerca in discipline etnoantropologiche (1984) ed è stato nominato Cultore della Materia all’Università (2006). Ha realizzato numerose pubblicazioni tra cui “Persistenze e ritualità arcaiche”(2010), Le feste di san Giuseppe in Sicilia e in Puglia(2011), Eredità Immateriali nei centri ennesi(2009) ecc..
Negli ultimi anni ha approfondito tematiche di carattere storico secondo la metodologia antropologica della “Storia orale” e della “Storia Quantitativa”

Sulla base della sua esperienza, Claudio Paterna ci racconterà le sue idee per il futuro della Sicilia e dell’Ente Regione.

Sarà un piacere per noi ascoltarlo e confrontarci con lui.

Per ora ringraziamo l’amico Claudio Paterna per la disponibilità a incontrarci.

leibniz20140217

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Resoconto dell’incontro con il dott.Corrado Vigo del 21 marzo 2014 a Catania

marzo 22, 2014 in Incontri da fedro

 

Pomeriggio catanese per l’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” per incontrare il dott. Corrado Vigo, imprenditore agricolo, agronomo e presidente dell’ordine degli agronomi di Catania con il quale abbiamo parlato di agricoltura, di territorio e di rapporto con la Regione Siciliana.

L’incontro, al quale hanno preso parte dieci amiche e amici, è iniziato alle ore 17,00 circa ed è durato due ore durante le quali il dott. Corrado Vigo ci ha parlato della sua esperienza e delle sue idee.

Corrado Vigo ci ha parlato della sua esperienza di rapporti con l’Amministrazione regionale nella quale ammette di Leggi il resto di questa voce →

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