da fedro

Siamo condannati all’ottimismo, a proposito delle prossime scadenze sindacali, di Paolo Luparello

Febbraio 3, 2019 in Prima Pagina, Sindacato da fedro

Le prossime settimane potrebbero essere importanti per i dirigenti della Regione Siciliana. Potrebbero partire due importanti tavoli di confronto, uno sul rinnovo contrattuale atteso da circa 14 anni e un altro sulla riorganizzazione degli uffici dei dipartimenti regionali.

L’auspicio è che non si ripeta quanto è successo per il confronto sul sistema di misurazione e valutazione della performance, sistema attraverso il quale dirigenti e non dirigenti si vedranno valutati al fine di poter accedere al salario accessorio legato alla performance, alias i risultati raggiunti dagli uffici. Nonostante l’impegno profuso dalle organizzazioni sindacali, con in testa la Cisl-Fp, nel tentativo di rendere il sistema meno astruso e più facile da applicare, le osservazioni rappresentate al tavolo sono state tradotte dal Governo in una richiesta di mera semplificazione senza tenere conto delle osservazioni di merito che avrebbero semplificato si il sistema ma che lo avrebbero anche reso più comprensibile a chi sarà chiamato ad applicarlo nei diversi dipartimenti e soprattutto a chi ne subirà l’attuazione e cioè i lavoratori di ogni ordine e grado, per esempio anche gli operatori che accolgono gli utenti all’ingresso degli uffici.

Nella definizione del sistema di misurazione e di valutazione della performance non c’è stata capacità di ascolto, ci si è arroccati sulla difesa di un elaborato autoreferenziale gradito, a quanto pare, negli ambienti del controllo (CdC?) senza tenere in alcuna considerazione l’impatto sulla attività degli uffici sia in fase di programmazione e riprogrammazione, sia in fase di rendicontazione. Un sistema che non serve per migliorare ma solo per dimostrare che si fa qualcosa e dispiace che non si riesca invece a fare qualcosa che migliori realmente la performance complessiva degli uffici in termini di rapidità e di piena utilizzazione delle risorse finanziarie ricorrendo ai pochi, ma funzionanti, sistemi informativi in uso piuttosto che mettendo in campo sistemi informativi per il controllo di gestione che fanno poco e che quel poco che fanno nulla ha a che vedere con il controllo di gestione.

Sulla riorganizzazione degli uffici dei dipartimenti non ci facciamo grandi illusioni. Dalle anticipazioni dei giornali si comprende che anche questa volta si è guardato soltanto ai numeri delle strutture, quante aree e servizi e quante unità operative di base si sono tagliate.

Speriamo di essere smentiti e attendiamo con curiosità il lavoro svolto dagli uffici della Segreteria Generale. Potremmo scoprire che finalmente ogni dipartimento è stato disegnato in modo che le funzioni comuni a tutti i rami di Amministrazione siano state attribuite ad analoghe strutture, che in ogni dipartimento sia stata prevista una struttura deputata all’innovazione tecnologica in grado di dialogare fattivamente con le strutture deputate alla realizzazione della tanto agognata amministrazione digitale, che siano state previste le tanto attese economie di scala riconducendo attività comuni a tutti i diversi uffici a strutture a ciò deputate, che i servizi di “linea” siano stati chiaramente individuati non attraverso una sterile ed “ermetica” descrizione dei riferimenti normativi ma attraverso una descrizione che sia comprensibile alla diversa utenza. Potremmo scoprire che il numero delle aree, dei servizi e delle unità operative di base sia stato dettato non dalla “prolissità” della declaratoria delle funzioni ma dai dati di produzione degli stessi (numero di procedimenti o di processi e quantità di prodotti tecnico amministrativi realizzati nel recente passato e previsti per l’immediato futuro, dotazione organica degli stessi all’attualità e in un auspicato futuro, e altri “driver” del genere).

Non vorremmo trovare anche a questo tavolo incapacità di ascolto, come se da questo lato del tavolo venissero portate delle mere istanze di tutela degli orticelli di qualche iscritto e non il disegno di una Amministrazione in grado di funzionare avendo chiaro il progetto che è chiamata a realizzare. Ricordiamo che a questo tavolo non si “contratta”, cioè il sindacato non ha capacità di interdizione, ma si “concerta”, cioè al termine del confronto l’Amministrazione può riassumere la propria posizione rimanendo dell’idea che aveva prima di sedersi al tavolo, rinunciando anche a quelle idee e a quei suggerimenti che potrebbero migliorare il progetto portato al tavolo di confronto. Speriamo che non sia così.

E poi ci potrebbe essere il tanto atteso e agognato tavolo negoziale che ci dovrà portare alla sottoscrizione del contratto collettivo regionale di lavoro per il triennio 2016-2018 dopo un blocco di circa 14 anni.

Noi abbiamo le idee chiare su ciò che vogliamo, un recupero del potere d’acquisto, una ristrutturazione delle voci della retribuzione, un sitema di tutela del percorso professionale compiuto dai dirigenti, un sistema di regole trasparenti nella attribuzione degli incarichi, il riconoscimento della importanza di incarichi individuali di alta professionalità al di là della direzione di strutture di ogni ordine e grado, una durata degli incarichi dirigenziali coerente con i progetti e i programmi da realizzare unitamente alla esigenza di “ricostruire” il senso di appartenenza ai diversi uffici in cui si articola l’Amministrazione regionale.

Speriamo che dall’altro lato del tavolo si incontri una controparte in grado di interpretare una “visione” di ciò che serve per il futuro della Sicilia e che la tornata negoziale non sia vista come una mera faccenda “di conti e di 0,…”.

Siamo condannati all’ottimismo.

da fedro

Creazione di un network sindacale, di Paolo Luparello

Febbraio 1, 2019 in Prima Pagina, Sindacato da fedro

Cari amiche e amici,è mia intenzione continuare a tenervi informati sulla attività sindacale che svolgo quale responsabile dell’area della dirigenza per la CISL-FP Sicilia, attività che comporta in particolari giorni l’invio anche di più messaggi nel corso della stessa giornata attraverso Whatsapp.Nella considerazione che di recente ho ricevuto qualche critica di troppo , a mio modo di vedere gratuita, intendo limitare l’invio delle mie comunicazioni soltanto a chi le considera utili ed è disposto a un confronto civile e basato su argomentazioni oggettive. Chi vorrà continuare a ricevere le mie comunicazioni di carattere sindacale tramite Whatsapp è invitato a farmelo sapere (inviando il proprio numero mobile a fedro.luparello@gmail.com ), tutti gli altri saranno eliminati dalla lista di distribuzione a carattere sindacale.Faccio presente che chiunque abbia un profilo Facebook potrà comunque prendere visione di quanto comunico consultando la pagina o il gruppo  Facebook “Luparello CislFP”.Grazie a tutti per la pazienza e agli iscritti per la fiduciaCordialmente

da fedro

La protesta ai tempi dei social, di Paolo Luparello, del 20 gennaio 2019, domenica

Gennaio 20, 2019 in Prima Pagina, Sindacato da fedro

Oltre che pubblicare post sui principali social (Facebook, Twitter e Linkedin) ho una lista di distribuzione di Whatsapp attraverso la quale raggiungo circa 400 colleghi dirigenti.

Naturalmente ho anche modo di incontrare di persona molti colleghi dirigenti e non, ma devo dire che le principali interazioni in materia sindacale avvengono tramite social.

In ordine di tempo l’ultimo post che ho “immesso” nel sistema social di cui sopra è “Non più di 15 minuti, poi in piazza!, di Paolo Luparello, del 19 gennaio 2019, sabato” (raggiungibile al linkhttp://www.perchenosicilia.org/2019/01/20/non-piu-di-15-minuti-poi-in-piazza-di-paolo-luparello-del-19-gennaio-2019-sabato/) con il quale invito a prepararsi a una mobilitazione per sollecitare la definizione del contratto collettivo regionale di lavoro per l’area della dirigenza.

Il post ha sortito alcune immediate risposte.

Qualcuno mi ha fatto presente che non ritiene appropriato per la categoria fare manifestazioni e mi pare di capire che ritiene che il sindacato non abbia utilizzato gli strumenti a sua disposizione per costringere la controparte al tavolo negoziale, non mi ha però scritto quali sarebbero questi strumenti, proverò a chiederglielo.

Qualcuno mi ha scritto che si sente preso per i fondelli e che verosimilmente ci saremmo dovuti incatenare da qualche parte fino a che l’Aran Sicilia non fosse stata costretta a sedersi al tavolo negoziale che si sarebbe dovuto svolgere parallelamente a quello del comparto non dirigenziale. Ho spiegato nel post sopra segnalato i motivi per cui non si è potuto procedere e ho anche scritto che adesso possiamo dire che la pazienza è finita, ma se qualcuno vorrà farmi compagnia sono anche disposto a incatenarmi.

Diversi altri hanno condiviso quanto scrivo nel post di cui sopra e ciò mi lascia ben sperare per il seguito della faccenda che ci riguarda, almeno relativamente alla condivisione del percorso che vogliamo intraprendere.

Alcune considerazioni sulle quali ognuno potrà fare le riflessioni che meglio crede.

Prima considerazione. In una nave il comandante è l’ultimo ad abbandonare la nave in caso di naufragio. Che ci piaccia o no i dirigenti sono i comandanti di questa flotta che si chiama Regione Siciliana. Da comandante di una piccola navicella di questa flotta non mi sentirei a posto se prima pensassi a me e poi a chi mi permette di svolgere la mia funzione.

Seconda considerazione. Continuando con la metafora del comandante, non è facile per chi esercita il comando dover ricorrere a manifestazioni di piazza per far valere un proprio diritto. Chi esercita il comando si aspetta che i propri bisogni siano immediatamente percepiti dalla proprietà (dal “Governo”) con la quale si lavora a diretto contatto e ci aspetterebbe che si creassero le condizioni affinchè non si costringano i propri più diretti collaboratori alla protesta. Purtroppo così non è e anche i dirigenti sono costretti alla protesta, di malavoglia.

Terza considerazione. Quale è la forma di protesta più gradita ai dirigenti?

Quella più gettonata in assoluto è la “minaccia” al sindacato del ritiro della delega. Non sono pochi quelli che credono che sia il sindacato a frapporre ostacoli alla soluzione della questione. Se ci riflettete un attimo vi rendete conto della assurdità della cosa ma così è e in un Paese di dietrologi non è facile toglierlo dalla testa a qualcuno.

Altra forma di protesta è il sit in. Non siamo ancora allo sciopero ma consente di “contarsi” e di far vedere la forza dei numeri della categoria che protesta. Soluzione cui faccio riferimento nel post sopra citato. E’ un modo per far vedere a chi si trova nelle stanze del Governo quale è il livello di insoddisfazione. Di solito ha un buon livello di partecipazione anche perchè non ci si rimette un euro.

Dopo il sit in passiamo allo sciopero. Qui si paga. Qui, cioè, ci si rimettono dei soldi. Se si ricorre allo sciopero chi protesta fa capire che si è passato il segno. Il livello di partecipazione allo sciopero dipende dal grado di insoddisfazione della categoria. Ci sono quelli che a uno sciopero di un giorno non partecipano perchè sostengono che non è efficace e che ritengono che uno sciopero efficace deve durare più giorni, fino allo sblocco della vertenza. A parte la normativa che regolamenta il diritto di sciopero, e che non permette di proclamare uno sciopero a oltranza, domanderei ai colleghi chi è in grado di perdere anche per un solo mese una parte significativa del proprio stipendio?

Mentre riflettevo su queste considerazioni mi è venuta in mente un’altra forma di protesta, silenziosa ma che potrebbe arrivare direttamente a chi ha responsabilità di governo. Potremmo indossare durante il nostro tempo di lavoro un distintivo con su riportato “2008”, l’anno dal quale siamo senza contratto collettivo. Sarebbe un modo per far notare a presidenti, assessori, dirigenti generali, deputati regionali, utenza e umanità varia, che i dirigenti della Regione Siciliana attendono qualcosa e la attendono da troppo tempo.

E tu, a che categoria di “protestante” appartieni?

da fedro

Non più di 15 minuti, poi in piazza!, di Paolo Luparello, del 19 gennaio 2019, sabato

Gennaio 20, 2019 in Prima Pagina, Sindacato da fedro

Non più di 15 minuti, poi in piazza!, di Paolo Luparello

Il contratto collettivo regionale di lavoro per il triennio 2016-2018 del personale del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana è in dirittura di arrivo. Probabilmente mancano ancora uno o due incontri e verosimilmente si potrà giungere alla firma. Il contratto non riuscirà a risolvere tutte le questioni poste sul tappeto ma le affronterà nelle cosiddette “code contrattuali” permettendo da un lato di dare una risposta economica ai lavoratori in linea con quanto ottenuto dal resto del pubblico impiego nazionale e dall’altro avere più tempo per affrontare le più spinose, tra le quali quella della riclassificazione.

Oserei dire “ben fatto”!

E per noi cosa c’è?

Per “noi” intendo i dirigenti, che oramai dal 2001 anche in Sicilia, alla Regione Siciliana, abbiamo una separata area di contrattazione e quindi un separato contratto collettivo di lavoro per l’area della dirigenza.

Tanti colleghi mi hanno compulsato, chiedendomi cosa fare per far muovere anche la contrattazione per l’area della dirigenza e io, in linea con le rassicurazioni della segreteria regionale della mia sigla sindacale, la CISL-FP, ho rassicurato che anche il c.c.r.l. Per l’area della dirigenza si farà. I soldi ci sono e non avvisto “criticità” in grado di rendere particolarmente difficoltosa la contrattazione.

Abbiamo atteso. Abbiamo atteso perchè all’ARAN Sicilia sono pochi e non potevano seguire due contrattazioni in parallelo (dirigenza e comparto). Abbiamo atteso perchè le direttive del Presidente della Regione indicano di ispirarsi al contratto statale, contratto che ancora non c’è ma che sembrava lì lì per arrivare. Abbiamo atteso perchè siamo una categoria di lavoratori che non ama fare le barricate.

Quanto tempo siamo disposti ad aspettare l’avvio della contrattazione per l’area della dirigenza dopo la firma del ccrl del comparto non dirigenziale?

Io penso che 15 minuti, il tempo delle strette di mano, siano più che sufficienti per chiedere una immediata convocazione del tavolo negoziale.

Dopo oltre 10 anni senza contratto collettivo credo che sia legittimo dare priorità agli aspetti economici e se ci fossero aspetti giuridici particolarmente complessi sarebbe ragionevole attendersi che possano essere affrontati in sede di “code contrattuali”.

Se le strette di mano dovessero prendere più di 15 minuti e se l’Aran Sicilia dovesse affrontare le code contrattuali del comparto non dirigenziale prima di avviare e definire il ccrl dell’area della dirigenza, credo che dovremo essere pronti a far valere i nostri diritti a partire da una prima manifestazione di insoddisfazione sotto i balconi di Palazzo d’Orleans!

da fedro

Si comincia, di Paolo Luparello, del 15.09.2018, sabato

Settembre 15, 2018 in Prima Pagina, Sindacato da fedro

Si comincia, di Paolo Luparello, del 15.09.2018, sabato

A proposito dell’incontro del 14 settembre 2018 con l’ARAN Sicilia per i rinnovi contrattuali 2016-2018

A distanza di quasi un decennio riprende la “stagione” contrattuale.

L’incontro convocato dal nuovo direttivo dell’ARAN Sicilia è stato voluto da quest’ultimo per cominciare a prendere confidenza con le problematiche del mondo del lavoro della Regione Siciliana e per conoscere le organizzazioni sindacali con le quali si dovranno confrontare a breve.

Leggi il resto di questa voce →

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi