Comitato di sorveglianza … del doman non v’è certezza!, del 18.06.2013, martedì

Giugno 18, 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina

Fondi Ue, 600 milioni a rischio. E Bianchi accusa i burocrati … che Bianchi attacchi i burocrati è un conto, ma che i tanti giornalisti presenti non abbiano rilevato la principale criticità sollevata dal “partenariato sociale” e dai rappresentanti del Ministero per lo Sviluppo Economico e della DG Regio della Commissione Europea è singolare.

Nei diversi interventi svolti da questi “autorevoli” rappresentanti è stato sollevato il problema della mancanza di continuità che ha caratterizzato gli ultimi anni della vita amministrativa regionale, dal 2007 a oggi, durante i quali si sono succeduti 4 presidenti della Regione e tanti tantissimi assessori e dirigenti generali.

Al Comitato di sorveglianza del Po Fesr tenutosi oggi, e i cui lavori continueranno domani, presso l’Hotel Astoria Palace di Palermo, sono intervenuti 15 dirigenti generali, 3 assessori del Governo regionale (Lo Bello, Bianchi, Vanchieri) e decine e decine di funzionari di ogni ordine e grado.

E’ stata una esperienza interessante.

Innanzitutto è stato bello che alcuni dirigenti generali e qualche rappresentante ministeriale abbiano ringraziato il precedente dirigente generale della Programmazione “passato ad altro incarico” … esiste ancora una parvenza di umanità.

E’ stato anche utile comprendere quale è il livello di padronanza della materia dei diversi dirigenti generali relativamente alle linee di attività e obiettivi operativi di propria spettanza.

Come dipendente regionale ho provato un certo senso di disagio … continuiamo a essere terra di conquista e sembra che gli unici a fare qualcosa di buono siano le varie task force e assistenze tecniche … malgrado noi!

Particolarmente interessanti le riflessioni svolte dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Confindustria e Confartigianato … in particolare una svolta da quest’ultimo rappresentante che ha lamentato l’assenza della politica in questa delicata fase di definizione della nuova programmazione 2014-2020 che a suo modo di vedere viene lasciata nelle mani dei burocrati regionali, nazionali e comunitari. Ma la storia è sempre quella … per l’attuale politica conta il “qui e adesso” … figuriamoci se gliene frega qualcosa di quello che avverrà tra 1, 2, 3 o 5 anni … del doman non v’è certezza!