Maggio 1, 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina
Sono finiti i privilegi … finalmente!
di Paolo Luparello
All’indomani della approvazione delle leggi regionali di bilancio e di stabilità 2015 da parte di una Assemblea Regionale ridotta ai minimi termini (sembra che se fosse stato chiesto sarebbe mancato il numero legale) e attenta soltanto a qualche mancia da elargire nei propri bacini elettorali butto giù alcune riflessioni.
Con la legge di stabilità appena approvata, finalmente, noi dipendenti regionali torniamo a essere comuni mortali … è finita la lunga stagione dei privilegi … o ce ne rimane qualcuno? Certo, abbiamo nella maggioranza dei casi dei contratti di lavoro a tempo indeterminato e con una certa regolarità riceviamo ogni fine mese uno stipendio … ma qualcuno storcerà il naso e considererà questo un privilegio! Vediamo in cosa si industrierà il Governo e l’emissario romano per rimuovere anche questo intollerabile privilegio.
Nonostante la fine dei privilegi non credo però che l’opinione pubblica dalla tastiera facile finirà di attaccarci e di additarci come la causa di tutti i mali in una Sicilia dove invece la società civile brilla per l’impegno e per il senso civico. Ma da domani affronteremo con animo più leggero gli sversamenti di bile dei cittadini internauti che tutto sanno e tutto criticano … rigorosamente protetti dall’anonimato.
Ritengo di non essere il solo che obiettivamente riteneva il trattamento giuridico di noi dipendenti della
Regione Siciliana particolarmente favorevole, un modello al quale ispirarsi in tempi in cui si parla di bilanciamento tra tempo di lavoro e tempo dedicato alla famiglia … registro quindi che secondo il legislatore siciliano tutto questo non andava bene e adesso varranno le regole statali! Immagino che il dipartimento regionale della funzione pubblica avrà già pronta una o più circolari applicative e appena verrà pubblicata la legge ci adegueremo immediatamente. Da dipendente auspicherei che nelle circolari venissero evidenziati il prima e il dopo … in modo da rendere palese in cosa consisteva il privilegio. Sarebbe infatti una autentica operazione verità mettere nero su bianco quali economie e quali incrementi di efficienza saranno determinati da tutte le disposizioni di legge previsti dal Governo Crocetta.
Anche questo sarebbe un modo per mettere tutti difronte alla realtà. In tutti questi anni non ricordo di nessuna presa di posizione dell’Amministrazione regionale nella quale, difronte a notizie di stampa, sia stata fatta chiarezza sui tanti miti sul mondo dei dipendenti della Regione che viene trattato come un corpo unico che unico non è, dando l’impressione che tutti gli attuali 18 mila dipendenti godessero degli stessi trattamenti stipendiali e pensionistici.
Ma la cosa più grave è che gran parte delle norme con le quali si pensa di aver tagliato ogni privilegio sono state scritte con il contributo di dipendenti dell’Amministrazione regionale che negli uffici dei diversi assessori regionali non avranno fatto mancare la propria intelligenza. Chissà con quale soddisfazione avranno vergato norme con le quali sono stati abrogate norme contrattuali vecchie di decenni … ma in un Paese in cui è stato “depotenziato” l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori cosa volete che sia. Sinceramente non li invidio, hanno sicuramente fatto il loro dovere dimenticando però che lavorano gomito a gomito con personale “esterno” che nei loro confronti proverà gli stessi sentimenti che si prova per i “collaborazionisti” … e non solo loro.
Il Governo Crocetta ha finalmente dato la risposta che l’opinione pubblica si aspettava … è finita la pacchia per i privilegiati della Regione … da domani aria nuova. Il popolo siciliano può finalmente respirare … il giogo dei “mandarini” della Regione è finito! Adesso i cittadini siciliani non saranno più vessati e potranno tornare a vivere serenamente. Ma di quale popolo stiamo parlando? Non lo possiamo certo giudicare in modo sommario come è stato fatto per i dipendenti della Regione Siciliana che sono considerati nella loro globalità dei fannulloni se non altro. Perchè se dovessimo giudicare il popolo siciliano sulla base dei fatti di cronaca non è uscirebbe un bel quadro. Poche sono infatti le eccellenze e le positività che le cronache ci consegnano. Le cronache purtroppo ci consegnano ladri di corrente elettrica e di cavi di rame, evasori fiscali, evasori previdenziali, indebiti percettori di pensioni di invalidità, mendaci capaci di dichiarare a termini di legge tutto e il contrario di tutto pur di ottenere un qualsiasi contributo o esenzione … senza parlare poi di una buona parte degli imprenditori, o presunti tali, che bussano alle porte della Regione presentando progetti mirabolanti che poi si traducono in nulla di fatto se non in vicende da consegnare all’attenzione degli inquirenti. Lascio stare il tema “mafia” visto che è l’unico al quale qualcunaltro sembra dedicarsi a tempo pieno!
La Regione Siciliana viene accusata delle peggiori nefandezze, e con essa i suoi dipendenti. In queste accuse non so quale sia il ruolo della stampa, cioè se raccolga le notizie dove queste nascono (l’evento del crollo di un viadotto o l’arresto di un dipendente infedele, per esempio) o se le crei ad arte ritenendo che attaccare la Regione Siciliana, e i suoi dipendenti, sia un giusto impegno civico. Ma io non do colpe ai giornalisti che fanno il loro lavoro, se di colpe si tratta le do ai vertici delle istituzioni che dovrebbero intervenire dando seguito alle denunce della stampa o chiedendo la rettifica delle notizie prive di fondamento o chiedendo che venga ristabilita la verità. In questi casi il silenzio significa soltanto non assumersi le proprie responsabilità.
Giornalisti e cittadini ai quali oramai anche la Regione Siciliana mette a disposizione tutti i dati, le informazioni e i documenti che produce in forza della nuova normativa sulla trasparenza e sull’accesso civico. Giornalisti e cittadini potrebbero chiedere conto e ragione di tutto e invece che fanno? Attaccano soltanto sui soliti luoghi comuni … perchè è più facile dire “tutti ladri” … “tutti fannulloni” … piuttosto che andare a spulciare i siti web della Regione e la sezione “Amministrazione trasparente” … troppa fatica e poi dovrebbero anche capire cosa leggono!
Alle volte mi domando come riusciamo a fare quello che facciamo.
Alcuni uffici sono oramai delle autentiche armate Brancaleone. Organici araffazzonati, costituiti non in forza delle professionalità che servono, nel numero che serve, ma da chi ha deciso di andare o rimanere in quegli uffici. Uffici in alcuni casi fatiscenti, con dotazioni strumentali spesso insufficienti e obsolete … nell’era di internet! Con quello che si è speso nella “società dell’informazione” ogni ufficio, anche nella landa più desolata, dovrebbe essere dotato di postazioni informatiche, di connessione internet veloce, di sistemi informativi gestionali … nulla di tutto ciò! La penna e la carta sono ancora gli strumenti di lavoro di alcuni impiegati!
Non solo! Ci sono uffici che sono morosi per quanto riguarda affitto di locali e utenze … e che da tempo hanno dovuto sospendere i servizi di pulizia.
E poi si legge che una società partecipata come Sicilia e-Servizi avrebbe speso 60 milioni di euro per la formazione delle attuali professionalità (dicono circa 60) che gestiscono i servizi informatici della Regione! Faccio notare che per la formazione annuale di circa 18 mila dipendenti la Regione spende appena qualche centinaio di migliaia di euro! Ma di che stiamo parlando!
Spero che prima o poi qualcuno decida di capire se per avere i servizi infotelematici di cui dispone oggi la Regione Siciliana non sarebbe stato più economico ricorrere al mercato e a prodotti “non proprietari” (se per la piattaforma contabile della Regione fosse stata scelta una soluzione tipo SAP ci saremmo dovuti porre oggi il problema della gestione della “fattura elettronica” e della “armonizzazione del bilancio”?)!
Ma è ovvio che i governi della Regione hanno preferito imbarcarsi nell’avventura delle “società partecipate”! Società nate con le più mirabolanti speranze e alla fine della fiera ridotte a carrozzoni zeppe di personale nella cui selezione la politica ha esercitato il più stretto controllo!
Società nelle quali in tanti hanno fatto brillanti carriere mentre soltanto alla Regione Siciliana non è stato possibile far fare un passo avanti a nessuno dei suoi dipendenti da almeno un quarto di secolo!
E così si rischia che laureati e diplomati dipendenti della Regione si potranno vedere superati, un giorno, da innesti dal bacino del personale delle partecipate.
Non ci sono attenzioni che per i “precari”, mentre per chi in Amministrazione regionale svolge il proprio lavoro al di là delle proprie competenze e mettendo a disposizione i propri titoli “superiori” rispetto alle competenze contrattuali non ci si cura neanche di dare una pacca sulla spalla. Così come non ci sono attenzioni per chi lavora negli uffici presenti nei comuni più piccoli della Sicilia, uffici sempre a rischio chiusura e utilizzati soltanto come merce di scambio per ottenere il consenso del politico di riferimento locale. Uffici che dovrebbero rappresentare, nelle more di una Amministrazione realmente digitale, gli sportelli di accesso ai servizi della Regione e che invece vengono ridotti a riserve indiane.
All’interno dell’Amministrazione regionale c’è una grande stanchezza, e quando c’è stanchezza le reazioni possono essere scomposte.
Ma noi siamo funzionari della Pubblica Amministrazione e non passeremo dalla parte del torto.
Ma anche noi siamo cittadini e abbiamo il diritto di esercitare il diritto di controllare cosa fa la Pubblica Amministrazione.
Qualcuno propone di cominciare a scrivere il Libro bianco degli sprechi e della minchiate nel quale raccogliere le perle di cui sono stati protagonisti presidenti, assessori e dirigenti generali e non solo.
Ma per fare questo ci vuole tempo e ci vuole coraggio … personalmente il coraggio non mi manca … il tempo si, ma se tante amiche e amici di buona volontà vorranno dedicare un po’ del proprio tempo a questa missione proverò anch’io a dedicarle un po’ di tempo!
Non è un lavoro semplice. Andrà raccolto del materiale e andrà commentato e dovremo porre delle domande … a partire da quella che è la domanda principe … perchè il Presidente di una Regione continua ad avvalersi di una dirigente esterna condannata per danno erariale dalla Corte dei Conti!
Tags: DDL di stabilità 2015, Libro bianco
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