Un gregge per favore!, di Fedro

Febbraio 16, 2019 in Aneddoto, Prima Pagina

Un gregge per favore!

“Chi è cieco di un occhio in un paese di orbi è re”.

Ho spesso usato questa citazione a mio favore a proposito di alcune situazioni in cui mi sono ritenuto di avere le idee un po’ più chiare di altri. Oggi il mio giudizio è cambiato. In un paese di orbi è meglio essere orbo, se la tua vista non serve per far vedere gli altri. Anzi, corri il rischio, per non dire che ne ho oramai la certezza, di capire che gli altri non vedono non perchè non possono ma semplicemente perchè non vogliono.

Vedere oltre, riuscire ad avere una visione di insieme, essere visionari, per la stragrande maggioranza di persone che hanno questa capacità è una iattura.

Un gregge per favore!


Onde, di Fedro

Febbraio 11, 2019 in Prima Pagina, Racconti

Onde, di Fedro
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Una città di mare senza sembrarlo. Poco più di 500 metri lo separavano dalla zona portuale e dalla passeggiata a mare limitrofa, eppure aveva dovuto attendere più di 50 anni per accorgersene. Quell’orizzonte tra cielo e mare non lo aveva mai incuriosito fino a quando non decise di vedere di cosa si trattava, come se la collocazione geografica della città fosse una cosa nota a pochi e non di dominio pubblico. Una volta tanto la sua passeggiata si diresse verso est anziché verso il solito sud.
Le navi alla fonda, le grandi gru, le aree di deposito piene di container e di auto, il volo basso di tanti gabbiani, più di quanti ne avesse mai visti in vita sua, lo conquistarono e non riusciva a capacitarsi di come avesse fatto a meno di quelle immagini, di quei rumori, di quegli odori, per tutti quegli anni. La città gli sembrava un’altra. Non aveva mai camminato per quella via e gli sembrava di essere un turista nella sua città. La scoperta del porticciolo turistico appena ultimato dopo lavori di recupero durati un’eternità lo stupirono ancora di più di quanto già non lo fosse. Palme, panchine, barche di tutti i tipi e dimensioni, lounge bar … gli venne il dubbio che avesse varcato una finestra spazio temporale, ma la Chiesa della Catena sullo sfondo gli confermò che era proprio la sua città, ma diversa, diversa come l’avrebbe sempre voluta. Piacevoli sensazioni gli provocavano la vista di tutto ciò gli capitava davanti agli occhi. Era uscito da casa per sgranchire le gambe e snebbiare la vista e si trovava a fare il turista in un luogo che non avrebbe mai immaginato. Anche i nomi delle tante barche erano una continua rimembranza di ricordi di un tempo, di film, di libri, era tempo che la sua mente non si trovava a vagare fuori dai soliti problemi. Senza accorgersene giunse alla fine della banchina. L’antico loggiato e la porta est della città erano un colpo d’occhio magnifico e la vita che si svolgeva nel grande prato di fronte davano un senso di grande tranquillità. Uomini e donne di tutte le età e di tutte le razze erano impegnate nelle più diverse attività, chi festeggiava una cerimonia, chi giocava al calcio, chi andava in bici, chi faceva jogging, chi mangiava qualcosa, chi si limitava a osservare il mare e quella sottile linea che separava il mare dal cielo e forse qualche altra cosa che solo la mente di ciascuno poteva vedere. Anche lui si mise a osservare il mare. Dal porto vide uscire la pilotina e capì che una nave stava per arrivare e infatti alzando lo sguardo, da dietro la diga foranea vide avvicinarsi una nave da crociera, una immensa nave da crociera, che nell’arco di pochi minuti occupò quasi tutta la visuale. Doveva ospitare migliaia di passeggeri e sui ponti esterni tantissimi uomini e donne si godevano lo spettacolo della città dal mare, tutte le città viste dal mare hanno un fascino particolare, ma quella che adesso avevano davanti aveva una storia più che millenaria, era stata capitale ed era stata il centro del mondo quando il mondo conosciuto non era quello di oggi. Una strana sensazione lo prese. Non sapeva di cosa si trattasse ma un senso di agitazione lo pervase. Non riusciva a staccare gli occhi dalla nave e proprio quando la pilotina fu vicina alla nave per far salire l’addetto alle operazioni di attracco successe qualcosa. Da uno dei ponti si staccò quella che sembrava una macchia colorata che velocemente cadeva verso la superficie del mare. La nave continuò la sua manovra e la pilotina se ne staccò per rientrare in porto, e anche a bordo della nave non si notò alcuna reazione. Se si fosse realmente trattato di un passeggero qualcuno se ne sarebbe dovuto accorgere, pensò lui, ma il senso di inquetudine non lo lasciava. La nave entrò in porto e lui continuò a guardare dove ricordava che potesse essere caduta la “macchia colorata” ma da quella distanza non notava nulla, o forse si? 

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Per i sentieri del Gracco, di Fedro

Febbraio 10, 2019 in Prima Pagina, Racconti

Per i sentieri del Gracco, di Fedro
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Amava quei luoghi. Appena poteva si ritagliava qualche giorno per potersi immergere nel silenzio di quella natura ancora selvaggia. Non si sarebbe detto ma anche a poco più di un’ora dalla città caotica e rumorosa esistevano ancora luoghi dove sembrava che il tempo non fosse passato mai.
Alcuni impegni di lavoro saltati gli liberarono 3 giorni e non gli parse vero potersi concedere quell’inaspettato stacco, erano almeno due mesi che non si era potuto allontanare dallo studio.

Non ci pensò due volte e la sera stessa si avviò verso il Gracco, non prima di aver avvisato “za Pina” perchè gli facesse trovare la stufa accesa e magari anche qualcosa da mangiare, per gli altri giorni ci avrebbe pensato l’indomani mattina. Mentre i chilometri scorrevano sotto la sua auto pensava a cosa avrebbe fatto in quei tre giorni. Attorno al Gracco si diramava una vasta rete di sentieri e in quei 5 anni da quando frequentava il posto ne aveva esplorati non più della metà, gran parte dei quali si inerpicavamo per i boschi di querce e castagni che rivestivano quelle montagne.

I gestori del parco locale avevano fatto un buon lavoro e tutti i sentieri erano ben segnati e riportavano tutte le informazioni affinchè l’escursionista non si perdesse nulla di ciò che in quei luoghi meritava di essere visitato.
Erano da poco passate le 21 quando arrivò al rifugio. Le luci esterne erano accese, segno che la za Pina aveva preparato la sua accoglienza.
Scendendo dall’auto fu colto da un un brivido di freddo, in quel periodo a quell’altitudine e nel cuore di quei boschi la temperatura si avvicinava spesso allo zero e quello era stato un periodo particolarmente freddo, ma già assaporava il piacere del tepore che lo avrebbe accolto dentro il rifugio. Prese gli zaini dal bagagliaio dell’auto e si diresse verso l’ingresso. La porta non era chiusa, era accostata e dall’interno del rifugio arrivava un profumo che gli ricordava un tempo andato. Il cuore cominciò a battergli all’impazzata,
spinse la porta fino a spalancarla completamente e non resistette a ciò che vide e come un sacco vuoto crollo a terra.

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La mietitrice di anime, di Fedro

Febbraio 9, 2019 in Prima Pagina, Racconti

Da “La mietitrice di anime”, di Fedro
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“… perchè se ne è andata? Non è giusto! La vita le stava finalmente restituendo ciò di cui l’aveva privata nei suoi primi vent’anni durante i quali aveva sofferto prove strazianti, la morte della madre, la malattia devastante del padre, l’incidente terribile in cui furono coinvolte le due sorelline più piccole.
Nonostante la vita la ributtasse in mare ogni qualvolta sembrava che ne stesse venendo fuori, lei ricominciava e passo dopo passo ricostruiva quanto aveva perduto, ma fino all’ennesima disgrazia che inevitabilmente l’attendeva. Anche la nascita di Angel era stata funestata dalla scomparsa del padre, ma quel figlio era stato per lei un dono destinato a lenire il dolore per la perdita di quello che sarebbe stato suo marito. Non si è mai arresa e così sembrava anche in queste ultime settimane in cui l’abbiamo vista affrontare le continue avversità con lo stesso spirito battagliero, ma qualcosa dentro di lei stava succedendo. A me non sono sfuggite quelle smorfie che incomprensibilmente le comparivano sul volto ma che subito riusciva a trasformare in accenni di sorriso appena notava che qualcuno aveva colto la sua espressione di dolore. La malattia, dicono i dottori, è stata brevissima e nel volgere di 3 settimane l’ha devastata. Deve avere sofferto pene inimmaginabili ma fino a quando non le è stato impossibile alzarsi dal letto, ieri mattina, nessuno avrebbe mai sospettato che se ne sarebbe andata, e non così presto. Non riesco ad associare a lei l’opera della mietitrice di anime. Era una combattente e anche se aveva perso tante battaglie ne usciva sempre a testa alta e fortificata. Raccogliere le sue ultime parole è stato per me una emozione che non riuscirò mai più a dimenticare. Come facesse a mantenere la lucidità mentre mille coltelli le dilaniavano le viscere nessuno potrà mai comprenderlo, ma sentiva che non poteva andarsene senza avere dato le indicazioni per mettere a posto quello che a lei non sarebbe stato concesso di fare. Non c’è riuscita. Si capiva che erano tante le raccomandazioni che avrebbe voluto lasciare ma la mietitrice di anime l’ha strappata da noi senza concederle il tempo che le sarebbe stato necessario. Ha capito che il suo momento era arrivato e per la prima volta nella mia vita ho visto una lacrima, una unica lacrima, rigarle una guancia. Mi ha guardato come se si vergognasse di quel momento di debolezza, ma si è trattato di un attimo e i suoi occhi si sono spenti. …”
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Il diario del professore, di Fedro

Febbraio 8, 2019 in Prima Pagina, Racconti

Il diario del professore, di Fedro
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Il professore, così lo chiamavano, aveva trascorso una vita intensa. Non si era mai fermato un giorno e aveva riempito le sue giornate di tanti impegni tra studio, lavoro, sport, ed eventi culturali. Ma alle soglie dei 60 anni il suo corpo gli aveva presentato il conto e una patologia cardiaca lo aveva costretto a ridurre, se non interrompere, tutti i suoi impegni.
Stentava a riconoscere la sua routine quotidiana e non solo non la riconosceva, non gli piaceva affatto. La sua agenda si era praticamente svuotata, mail e telefonate si erano diradate fin quasi al silenzio, da trascinatore si era trasformato in un peso e i tantissimi amici preferivano evitarlo per non rischiare di sottoporlo alla tentazione di un qualsiasi impegno che sarebbe potuto essergli fatale.
Ma quella non era vita, non era la sua vita, e lui questa vita non voleva più condurla.
In un giorno imprecisato del mese di maggio il professore fece perdere ogni traccia di se, chiuse casa e partì senza dare alcuna indicazione sulla sua destinazione.

Passarono tre anni prima che si sapesse che il professore era morto, ma su che cosa avesse fatto in quei tre anni fiorirono tante leggende fino a che non fu pubblicato postumo il suo testamento spirituale in forma di diario, e si seppe così che il meglio della sua vita lo visse proprio durante quegli ultimi tre anni. 
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La città nascosta, di Fedro

Febbraio 7, 2019 in Prima Pagina, Racconti

La città nascosta, di Fedro
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Almeno una volta al mese Luca si concedeva un breve viaggio, non più di 2 o 3 giorni, in una città in cui non era mai stato. Spesso durava più il viaggio per raggiungerla che la visita della città stessa. La scelta della città era affidata al caso, una citazione in una trasmissione radiofonica o televisiva, una pubblicità, una battuta colta da un conversazione tra estranei. Non andava mai in città che gli venivano suggerite deliberatamente.
Quel mese fu la volta di Urbino. Vi giunse in una giornata nebbiosa. Non si vedeva a distanza di pochi metri. Aveva scelto una sistemazione per la notte in un piccolo albergo del centro. Alla reception lo accolse una giovane impiegata che nell’elargirgli un ampio sorriso chiese in cosa potesse aiutarlo. Luca per tutta risposta disse il proprio cognome e aggiunse che doveva esserci una prenotazione a suo nome. Mentre la receptionist consultava il computer Luca la osservava e si interrogava come di lì a poco si sarebbe compiuto un altro cerimoniale di questi suoi viaggi, i consigli della reception.

Luca non si documentava sulla città da visitare e si limitava soltanto a organizzare orari e mezzi di trasporto per andare e tornare dalla città selezionata. Per la visita della città si affidava a un particolare processo il cui ruolo principale era affidato alla persona che stava alla reception al suo arrivo. Chiedeva una cartina, si faceva indicare le principali attrazioni, e poi, in camera, individuava scientificamente un percorso che lo avrebbe tenuto alla larga dai suggerimenti della reception, Luca voleva visitare soltanto luoghi fuori dagli itinerari turistici e i receptionist, secondo Luca, erano le persone più indicate per fornirgli una sintesi dei luoghi da non visitare.
A Urbino, nell’albergo di Urbino, le cose non andarono come al solito e difronte alla domanda posta da Luca la receptionist si comportò in modo assolutamente fuori da ogni attesa e quando Luca si trovò nella sua stanza a guardare i ghirigori che la receptionist aveva tracciato sulla mappa di Urbino, guardandosi nello specchio, vide sul suo volto una espressione che non conosceva. Sarebbe stata una bella impresa visitare Urbino secondo il suo metodo.
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Il faro di capo Maluventu, di Fedro

Febbraio 6, 2019 in Prima Pagina, Racconti

Il faro di capo Maluventu, di Fedro
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Bifari si destava dal suo isolamento per tre mesi all’anno, da giugno ad agosto, per riempirsi di turisti e villeggianti che trasformavano quel piccolo borgo marinaro in un assordante villaggio vacanze. Le case si distribuivano lungo la stretta lingua di terra delimitata dalla spiaggia di sabbia bianca e da monte Piddirinu che si ergeva per oltre 200 metri e si inoltrava nel golfo di Bifari con la sua forma che richiamava il dorso di un elefante in vena di abluzioni. All’estremo ovest del golfo insisteva una ripida scogliera in cima alla quale faceva bella mostra il faro di capo Maluventu. Rari erano i frequentatori estivi di Bifari che si avventuravano per quei due km di stradella che si inerpicava dalla periferia del paese fino al faro, i più erano più che soddisfatti delle acque del golfo e di quella spiaggia che sembrava talco. Il faro era oramai disabitato da un ventennio e soltanto Paolo aveva l’abitudine di salire tutti i giorni fino in cima a quella scogliera per godersi lo spettacolo di quella vista sul golfo in basso e sul mare aperto oltre il golfo.
Paolo non avrebbe rinunciato per nulla al mondo a quella escursione quotidiana che effettuava in qualsiasi stagione e con qualsiasi condizioni meteoriche. Portava sempre con se una piccola colazione e poteva rimanere ore e ore ad osservare lo spettacolo della natura che da li si poteva osservare.
Fu un giorno di primavera con un sole timido e un vento teso che spazzava le nuvole che sembravano rincorrersi che al faro Paolo trovò una sorpresa destinata a cambiare il corso di quella consuetudine. Seduta sulla roccia sulla quale era solito accoccolarsi trovò una giovane donna che al suo arrivo non si scompose più di tanto e non lo degnò neanche di un saluto. Paolo si sentì a disagio
e per la prima volta dopo tanti anni la visita al faro non gli fece provare quel senso di benessere al quale si era abituato e si vide costretto a riprendere la via del ritorno prima del solito.
La scena si ripetè nei successivi giorni e Paolo cominciò a perdere quella pace interiore che lo aveva accompagnato in quegli anni.
Nonostante la presenza oramai fissa della donna al faro, Paolo continuava a inerpicarsi fino al faro con la segreta speranza che la sconosciuta si stancasse. Ma così non fu e dovette attendere lunghi mesi, fino alla prima domenica di maggio, perchè la situazione mutasse e gli eventi prendessero una piega alla quale non è facile credere.

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Notturno, di Fedro

Febbraio 5, 2019 in Prima Pagina, Racconti

Notturno, di Fedro
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Di necessità aveva fatto virtù e la notte era stata eletta a parte principale della sua giornata. C’era stato un tempo in cui la notte era fatta per dormire, ma non ricordava quando il suo bisogno di sonno era andato diminuendo fino al punto di non distinguere più il giorno dalla notte. Gli erano sufficienti dei brevi periodi di dormiveglia, non più di 15 minuti, per recuperare il livello di attenzione necessario per il suo lavoro e di dormiveglia in dormiveglia poteva andare avanti per settimane, anche mesi. Ma se durante il giorno il suo lavoro riusciva a impegnarlo, la notte era un tormento. La lettura lo aiutava ma non riusciva a leggere tutta la notte e fu così che cominciò a riempirla di tanti impegni, impegni che non avrebbe mai immaginato se adesso non li vivesse in prima persona.
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Viaggio senza destinazione, di Fedro

Febbraio 4, 2019 in Prima Pagina, Racconti

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Aspettava quelle due settimane come un nuotatore attende il momento in cui riemerge dall’acqua e ricarica i polmoni. Nessuno sapeva cosa avrebbe fatto in quei giorni, neanche lui. Sapeva soltanto che avrebbe preso il primo treno in partenza dalla stazione di Remy e da lì sarebbe andato avanti di coincidenza in coincidenza secondo le sensazioni del momento. Avrebbe camminato, avrebbe preso ogni mezzo di trasporto si fosse reso necessario e disponibile al momento, avrebbe dormito dove ne avesse sentito il bisogno e si sarebbe fermato dove avrebbe avuto il piacere di osservare luoghi mai visti e respirare atmosfere che lo inebriassero. Di certo avrebbe parlato il meno possibile, avrebbe voluto passare inosservato e non modificare in nessun modo le vite che attraversava nel suo viaggio.

E anche questa volta sarebbe tornato carico di tante storie e pronto a immergersi nella sua routine fino alla prossima evasione.

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Non rispondere agli sconosciuti, di Fedro

Febbraio 2, 2019 in Prima Pagina, Racconti

Non rispondere agli sconosciuti, di Fedro

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I due si conobbero una mattina di inverno alla fermata del bus per l’aeroporto. Lui le chiese conferma se quella fosse la fermata per l’aeroporto. Lei rispose di si. All’aeroporto si trovarono fianco a fianco al banco della stessa compagnia aerea. Lui le chiese conferma se fosse proprio quello il banco della Transavia, lei lo guardò e le rispose di si. Poco più tardi stavano ancora vicini al gate per l’imbarco per Parigi. Lui le chiese conferma se quello fosse il gate per Parigi. Lei lo guardò fissa negli occhi e dopo pochi secondi durante i quali il tempo sembrò fermarsi gli rispose ancora una volta di si, e su di loro piovve una grandinata di riso.

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Il bosco di Passo oscuro, di Fedro

Febbraio 1, 2019 in Prima Pagina, Racconti

Il bosco di Passo oscuro, di Fedro
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Ci sono luoghi incantati, ma non per tutti, perchè spesso la bellezza è negli occhi di chi guarda.
Nilde racchiudeva il suo paradiso nel bosco di Passo oscuro all’interno del quale, in una radura inaccessibile, si era costruita un piccolo rifugio che aveva dotato di tutto ciò che le serviva per trascorrervi il suo tempo libero e qualche volta dormirvi.
In quel bosco Nilde aveva passato i suoi momenti più felici. Aveva fatto amicizia con le creature del bosco la cui osservazione per lunghe ore la rapiva in una sorta di estasi.
Tutto le piaceva di quel bosco, anche gli anfratti più remoti in cui le chiome degli alberi erano così fitte che la luce filtrava appena. Anche in quegli anfratti le piaceva sdraiarsi sul tappeto di foglie che copriva il suolo e osservare le figure che si formavano tra chiome e cielo.
Nilde era talmente abituata alla solitudine in quel bosco che per lei era scontato che fosse l’unico umano a frequentarlo fino a quando non si imbattè in Goran, un ragazzino di non più di 12-13 anni che, come poi seppe, era fuggito dalla guerra che stava devastando il suo paese a diversi giorni di cammino dal bosco. Il primo incontro la infastidì e considerò Goran un intruso, alla stregua di un ladro che aveva violato la sua casa, poi, cominciando a conoscerlo, si rese conto che il ragazzino aveva reso più piacevole il tempo trascorso nel bosco e insieme a lui cominciò a vivere dellestorie incredibili.
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Una rivoluzione? Forse è il momento., di Fedro, del 10.07.2017, lunedì

Luglio 10, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Una rivoluzione? Forse è il momento., di Fedro, del 10.07.2017, lunedì

Il Movimento 5 Stelle ha scelto. Giancarlo Cancelleri sarà il loro candidato alla presidenza della Regione Siciliana alle prossime elezioni regionali che si terranno il 5 novembre. Gli altri schieramenti, invece, cercano ancora un candidato in grado di intercettare il consenso popolare per consentire loro di continuare il non governo della Sicilia e la perdita di altre occasioni di sviluppo.
Quello di cui la Sicilia ha bisogno è un Governo che non sia il frutto di mediazioni, che non sia diviso tra tensioni territoriali e lobbies di riferimento, che duri tutta una legislatura e faccia quello che ha previsto nel programma, qualunque esso sia, che ridia fiducia nella politica che si occupa del bene comune, che interrompa almeno per un legislatura la continuità che c’è stata nel sottobosco governativo e che è stata anche causa delle macerie che stanno sotto gli occhi di tutti.
Il Movimento 5 Stelle ha un’occasione unica e forse irripetibile per realizzare tutto ciò, anche se siamo in Sicilia.
Guardando al panorama politico regionale e nazionale, e ai soliti noti che provano a continuare a galleggiare, non si può che guardare con simpatia a questa avventura del Movimento 5 Stelle in Sicilia.

Io la penso così, di Fedro, del 07.07.2017, venerdì

Luglio 7, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Io la penso così, di Fedro, del 07.07.2017, venerdì

Adesso si che la Politica con la “P” maiuscola comincia a fare sul serio! Modello Orlando e Caterina Chinnici … e non ce n’è per nessuno! Vadano avanti così che le elezioni sono già belle e fatte! E questi governano da 10 anni la Sicilia?

Se alla salute giova, ben venga la crisi!

E allora? La crisi morde, la disoccupazione è alle stelle, che c’è di male se qualcuno ha trovato il modo per sbarcare il lunario? Questa sensibilità della politica per i bisogni della famiglia, anche di una sola famiglia, è da premiare! #vivacrocettailcollocatore 

Non sanno governare ma per elaborare strategie per conquistare il governo sono bravissimi! Per battere il candidato del M5S che rischia di azzerare 60 anni di mercimonio della democrazia all’insegna dello spreco di risorse questi grandi statisti provano a mettere insieme il diavolo e l’acqua santa e chiedo scusa a “entrambi” perché non meriterebbero una simile metafora!

Dispiace leggere il dato sul probabile astensionismo. Una risposta stupida e irresponsabile che rischia di consegnare la Sicilia ancora una volta al voto “strutturato” e “lobbistico” fatto di presunti imprenditori, di legioni di precari, di legacci e lagacciuoli che non permettono l’esercizio dei diritti minimi a chi vuole fare impresa, di mala gestione di acqua e rifiuti, e di tutto ciò che relega la Sicilia in fondo a ogni classifica positiva. I parlamentari verrano eletti comunque, anche se andranno a votare i soli 70 candidati alle prossime regionali e le persone “perbene” non votanti saranno i veri complici di chi continuerà a distruggere la Sicilia e il futuro dei siciliani. Bravi, proprio bravi gli astensionisti … ma andate a fare in culo!

Non capisco. La Lantieri, assessore alle autonomie e alla funzione pubblica, dalla quale dipende il dipartimento della funzione pubblica che ha prodotto la circolare che ha determinato la “stretta” sui permessi della legge 104 rivendica un piccolo successo che il suo dirigente generale sia ritornato, sembra parzialmente, sui suoi passi. Di questi successi se ne potrebbero ottenere 10, 100, 100 ogni giorno, ma di che stiamo parlando! …

 

Io la penso così, di Fedro, del 05.07.2017, mercoledì

Luglio 5, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Io la penso così, di Fedro, del 05.07.2017, mercoledì

Ma era necessario giungere al colpo di teatro in cui si è esibito il Pubblico Ministero della Corte dei Conti chiedendo il rigetto della parificazione del Rendiconto 2016 della Regione Siciliana? Non sarebbe stato sufficiente che nelle interlocuzione che durano mesi tra gli uffici della Corte e quelli della Regione Siciliana, e in particolare della Ragioneria Generale, si fossero chieste con “forza” queste misure che adesso il governo regionale ha individuato? Probabilmente c’è a chi piace essere re per una notte!

Ci sono situazioni in cui lo Stato non riesce a trovare neanche poche centinaia di migliaia di euro, magari per bisogni primari di alcune categorie di cittadini, altre, come questa, nella quale invece si trovano “sull’unghia” miliardi di euro che vanno a scaricarsi sul debito pubblico. Ma come funziona?

L’avvocato Giovanni Bologna è il nuovo Ragioniere Generale e prende il posto del dott.Salvatore Sammartano collocato in quiescenza. Soluzione una volta tanto condivisibile da parte dell’esecutivo che assegna la titolarità del Dipartimento Bilancio e Tesoro a chi possiede sicuramente le necessarie competenze e che negli ultimi mesi ha avuto modo di guidare il Dipartimento ad interim e potendo contare sull’affiancamento con il precedente Ragioniere Generale.
Il dott. Chiaro torna alla guida di un dipartimento più in linea con la propria esperienza passata andando a dirigere il Dipartimento Finanze e Credito.
Resta comunque il fatto che l’assessorato all’economia avrebbe bisogno di una consistente immissione di unità di personale

Leggendo questo articolo ho la sensazione di non stare difronte a una pagina di cronaca politico finanziaria ma difronte a un documento politico nel quale si prende a randellate Governo e opposizione e che porta il lettore a interrogarsi sul prossimo futuro. Vuoi vedere che sta per sorgere il civismo politico che politicanti palermitani vorrebbero diffondere in tutta l’Isola, magari con un aiutino contabile?

Io la penso così, di Fedro, del 04.07.2017, martedì

Luglio 4, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Io la penso così, di Fedro, del 04.07.2017, martedì

Ma siete proprio sicuri che lui potrà far vincere il centro-sinistra in Sicilia? Ho la sensazione che si sia proprio alla frutta in un certo schieramento politico!

Non so se sono in malafede quelli della Corte dei Conti o quelli di Live Sicilia. Premetto che non sono un simpatizzante di Crocetta Saro e che sono di quelli che spera in un governo autenticamente nuovo per la prossima legislatura regionale.
Detto ciò, come si fa a lanciare questa sorta di allarme come se la Sicilia fosse sull’orlo di chissà quale precipizio quando il debito procapite di ogni italiano è di quasi 40 mila euro procapite?
Ho come la sensazione che si voglia dipingere una situazione economico finanziaria di gran lunga peggiore di quanto lo sia nella realtà. A quale fine? Per spianare la strada, forse, a qualche salvatore della patria che il popolo potrà individuare come più adatto alla guida della Regione rispetto a movimenti politici nuovi e con poca esperienza?

Analisi corretta e condivisibile, ma a che pro? Il 50% degli elettori non andrà a votare, è un loro diritto ma dal punto di vista civico sono degli ignavi e dei complici ai quali, alla fine, sta bene che i soliti noti possano continuare a fare i loro sporchi affari. Il restante 50% si dividerà tra voto d’opinione e voto strutturato ed è a quest’ultimo che mirano i vecchi partiti con le loro oligarchie, è a questo voto strutturato che cercano di offrire una foglia di fico per consentirgli di votare la solita minestra all’insegna del “meglio il cattivo conosciuto che il buono da conoscere”. Provo soltanto un senso di nausea.

 

Io la penso così, di Fedro, del 01.07.2017, sabato

Luglio 1, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Io la penso così, di Fedro, del 01.07.2017, sabato

Si sa da mesi che il Ragioniere Generale, dott. Salvatore Sammartano, sarebbe andato in pensione a far data dal primo luglio 2017, e il governo che fa? Aspetta che lui vada in pensione e convoca la giunta che dovrà nominare il suo successore il 4 luglio 2017. Uno dei posti nevralgici dell’Amministrazione regionale non viene quindi coperto con una nomina ponderata e senza soluzione di continuità, ma si viene a creare una sorta di cesura che anche per pochi giorni bloccherà l’attività di importanti settori dell’Amministrazione regionale … i pagamenti per esempio!
Ma è questo il modo di amministrare una Regione?

Il fatto che la Corte dei Conti non abbia fatto mancare la parifica a bilanci della Regione che presentavano ben più pesanti criticità nel passato, con presidenti come Cuffaro, Lombardo e lo stesso Crocetta, non vuol dire che la stessa oggi non debba fare valere quelle che giudica gravi carenze tali da chiedere di non approvare la parifica del bilancio 2016. Ma le omissioni che oggi la Corte denuncia sono una novità di quest’anno?
Aspettiamo le risposte che il Governo darà e speriamo che questa uscita della Corte non danneggi la Regione agli occhi delle agenzie di rating che difronte a una denuncia così grave potrebbero penalizzare il giudizio sulla accountability dell’Ente che sicuramente in questi ultimi 3 anni ha fatto un enorme lavoro che sarebbe dovuto essere riconosciuto pubblicamente … sempre se si parla di contabilità!

Notiziona!!! Udite udite! Per il 15esimo anno di fila il procuratore della Corte dei Conti punta il dito sul rapporto tra numero di dirigenti e numero di unità di personale del comparto non dirigenziale. Sembrerebbe che ogni 9 unità di personale a tempo indeterminato ci sarebbe un dirigente, ben lontani dal rapporto che c’è il altre Regioni italiane. Naturalmente al procuratore non interessa se poi nell’amministrazione regionale ci sono altre migliaia di persone che lavorano sotto il coordinamento dei dirigenti (PIP, SAS, personale a tempo determinato, senza contare poi gli operai forestali, o i professionisti dell’assistenza tecnica). Ma possibile che nessuno si alza e faccia presente la pochezza di questo indicatore?

Io la penso così, di Fedro, del 30.06.2017, venerdì

Giugno 30, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Io la penso così, di Fedro, del 30.06.2017, venerdì

Sono passate quasi tre settimane dalla elezione del nuovo (si fa per dire) sindaco di Palermo e tutto sembra essere tornato alla normalità. Gli operatori ecologici che avevano brillato per presenza e attitudine all’impegno nelle ultime settimane di campagna elettorale sono scomparsi e la città torna ai fasti soliti della inciviltà imperante. Così come tornano a conquistare il territorio i campioni dell’abusivismo che non operano certo nelle catacombe, o in luoghi lontani da occhi indiscreti, ma alla luce del sole e quanto più in vista possibile. Oggi leggiamo di questo sequestro. Ma è l’unico abusivo di Palermo? A quale “palude” si riferiva Orlando in campagna elettorale? A quella che lo avrebbe potuto sostituire alla guida della città o all’anarchia selvaggia che tende a far paragonare Palermo più a un mercatino rionale piuttosto che a una metropoli europea intrisa di una cultura mediterranea? Chi è stato eletto sindaco di una città come Palermo faccia il sindaco e dedichi a questo compito i suoi sforzi! 

Ci sono delle attività che non possono essere realizzate secondo i tempi delle norme di contabilità e per le quali vanno trovate delle soluzioni adeguate. Soluzioni che non possono essere quelle di lasciare alla fantasia amministrativa della burocrazia la soluzione di problemi ben noti da tempo, anche perché quando si apre alla fantasia non si sa mai dove si va a finire … oltre che essere contro la legge.
A questo punto non ci resta che sperare che gli schieramenti politici che si accingono a proporsi per la guida della Regione alle prossime elezioni di novembre comincino a studiare soluzioni da proporre piuttosto che limitarsi a scegliere il cavallo di razza per vincere le elezioni per continuare a fare quello che hanno fatto nel passato … un c….!

Mi sfugge il senso di ciò che il bravo giornalista vorrebbe far arrivare al lettore attraverso questo articolo. L’amministrazione regionale, un ufficio dell’Amministrazione regionale, realizza un lavoro encomiabile e il giornalista tiene a puntualizzare che sono stati pubblicati 4 mega bandi in 4 giorni. Sarebbe stato interessante che il bravo giornalista, anziché prendere nota dei bandi pubblicati, ci informasse di quali saranno le economie attese rispetto al passato, quando magari questi bandi erano tanti e divisi tra le tante stazioni appaltanti e magari i servizi venivano aggiudicati a prezzi unitari differenti e non giustificabili. Ma cosa ci vuole invece segnalare il bravo giornalista?

Io la penso così, di Fedro, del 29.06.2017, giovedì

Giugno 29, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Io la penso così, di Fedro, del 29.06.2017, giovedì

Le colpe sono sempre degli altri. Questa è una brutta abitudine nella quale alcuni raggiungono punte di eccellenza. Ognuno si assuma le proprie responsabilità e si dica che finché le risorse finanziarie necessarie per una emergenza, come è quella degli incendi che funestano ogni anno la Sicilia, vengono affidate al bilancio regionale approvato di norma a fine aprile continueremo ad assistere a questi disastri. Siamo d’accordo che la colpa è certamente di un Governo e di una maggioranza parlamentare che non permettono agli uffici regionali di operare nei termini di una efficace programmazione fatta per tempo?

Credo che la toponomastica scritta in tre lingue (italiano, arabo, ebraico) nel centro storico di Palermo sia più antica della pur antica esperienza amministrativa di Orlando, così come antica è la cultura dell’accoglienza che contraddistingue il popolo palermitano, specialmente il popolino, quello più schietto e più sincero.
Io sono orgoglioso di essere palermitano.

Io la penso così, di Fedro, del 28.06.2017, mercoledì

Giugno 28, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Io la penso così, di Fedro, del 28.06.2017, mercoledì

La Regione chi? Potremmo essere più precisi e cercare di far capire se la responsabilità è da attribuire ai funzionari dell’Amministrazione regionale o se ci sono decisioni politiche che hanno fatto sì che sia passato tutto questo tempo senza che si sia provveduto a far aprire le nuove farmacie? Ma gli attuali titolari di farmacie cosa ne pensano di queste ulteriori 222 nuove farmacie, sempre che un giorno vedranno la luce?

Evviva la politica del c….! Tutti a cercare il santino magico dietro il quale i soliti noti possano continuare a fare quello che hanno fatto in tutti gli anni passati, nulla per il popolo e molto per i poltronisti. Il programma poi si vedrà, tanto servirà soltanto per quegli allocchi che ancora credono che questi personaggi proveranno a fare quello che promettono.
Prima costruite un programma. Dichiarate quali obiettivi intendete raggiungere. E poi, solo poi, individuate la figura politica che meglio può realizzare quel programma! Finiamola con queste pagliacciate. Serve gente che ne capisca di amministrazione pubblica e che conosca gli squali che si aggirano attorno a Palazzo d’Orleans!

Io la penso così, di Fedro, del 27.06.2017, martedì

Giugno 27, 2017 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Io la penso così, di Fedro, del 27.06.2017, martedì

Si consente a dei predoni di dilapidare il patrimonio di banche, e dei relativi risparmiatori e correntisti, e poi si utilizzano soldi pubblici, di tutti noi, per salvaguardare chi è stato dilapidato e che, quantomeno, incauto è stato. Non si trovano i soldi per l’economia sociale ma li si trovano per le scommesse di una imprenditoria fasulla che trova più credito nelle stanze del potere rispetto al popolo dei senza diritti … perché diciamocelo chiaramente … noi, popolo, non abbiamo diritti!

Si è gettato talmente tanto fango sulla politica e sui politici che la maggioranza degli italiani adesso si tiene alla larga dal voto. Secondo voi chi si avvantaggerà dell’allontanamento dal voto di chi si è schifato? Mi sarebbe piaciuto fare politica attiva ma vedo attorno a me solo macerie, falsità e denigratori. Peccato.

A leggere questo articolo sembrerebbe che il presidente Grasso abbia deciso di rinunciare all’offerta avanzata dal PD di candidarlo alla Presidenza della Regione Siciliana, al termine di un colloquio con il sindaco di Palermo Orlando. Ma Orlando in che qualità è entrato in questa vicenda? E’ un dirigente del PD? E’ stato eletto a nostra insaputa a qualcosa di diverso da sindaco di Palermo? E’ accreditato di un consenso elettorale in grado di far eleggere il Presidente della Regione? Di qualunque cosa si tratti, dalle parti del PD saranno contentissimi, pur di avere un assessore in giunta comunale a Palermo sono disposti a barattare la Regione … meglio un uovo oggi che una gallina domani?

 

 

 

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