Mah! Boh! Riflessioni di un moderato, del 17 ottobre 2018, mercoledì

ottobre 17, 2018 in Post ad hoc, Prima Pagina

L’articolo dal quale prendo spunto per queste riflessioni ci dà il senso del tempo che stiamo vivendo e un commento di dati e informazioni prodotte dall’Amministrazione regionale siciliana diventa addirittura una “inchiesta” secondo la testata che lo pubblica. Ma a parte l’iperbole giornalistica, il tema affrontato è serio e merita qualche riflessione.

Dipendenti vecchi e non ‘aggiornati’ Così la Regione cerca nuove forzehttp://tiny.cc/9os6zy

Le risorse, per definizione, sono sempre scarse e se ogni manager disponesse di tutte quelle che servono (finanziarie, umane, strumentali) la loro vita sarebbe molto facile, e invece leggendo un po’ la storia dei grandi manager che vengono sempre indicati a esempio, ci si rende conto che per raggiungere i risultati che si prefiggevano, e che poi hanno raggiunto, non disponevano di tutto ciò che serviva loro e c’hanno messo del loro per raggiungere il successo e quando parlo di “metterci del loro” intendo in termini di creatività, visionarietà, network relazionale, pensiero laterale, intelligenza emotiva e quant’altro fa parte del loro bagaglio umano e professionale per raggiungere il successo.

Passando dai casi di successo alla nostra, spesso grama, realtà, quella della Regione Siciliana, ci rendiamo invece conto che pochi sono i casi di successo, i casi di quelle figure che sono in grado di poter dire “veni, vidi, vici” grazie alle proprie capacità manageriali e di leadership. Un presidente degli Stati Uniti d’America usava ripetere “fate quel che potete, con quello che avete, dove voi siete”. Così non sembra essere per molti top manager della Regione Siciliana i quali non sembrano in grado di portare a casa il minimo risultato se non viene soddisfatta la loro richiesta di personale, richiesta che anche ai tempi del presidente Musumeci viene tradotta a tamburo battente in trasferimenti di massa di personale, lamentandosi pure che se non fosse per una norma che limita gli spostamenti a 50 km tutto il popolo dei dipendenti regionali sarebbe trasferito ovunque serva, ma serva a fare che cosa?

Prima di chiedere delle unità di personale il “manager” di turno:

  1. ha monitorato come viene utilizzato il personale di cui dispone?

  2. ha verificato se possono essere introdotti nei propri processi lavorativi delle soluzioni organizzative in grado di aumentare la produttività, eliminando anche attività oramai desuete e superate?

  3. ha valutato quale è il konw-how che il personale richiesto deve possedere e quanto tempo ci vorrà, qualora non lo possedesse, per formarlo prima che possa realizzare le attività per le quali è stato trasferito?

Evidentemente il Presidente della Regione, al quale il top manager rappresenta le proprie esigenze, dà per scontato che tutto ciò sia stato fatto e ritiene che la richiesta di personale che gli perviene sia il “distillato” di una analisi articolata. Purtroppo spesso così non è e il top manager, e i suoi collaboratori, avanzano le proprie richieste in forza della cosiddetta “conoscenza asimmetrica”, per intenderci quella che c’è tra un acquirente e un venditore.

Ma immaginiamo pure che l’analisi sia stata condotta e che le richieste siano fondate e torniamo al contenuto “dell’inchiesta” giornalistica dalla quale siamo partiti.

Ma qualcuno crede realmente che le categorie di lavoratori più richieste (funzionari e istruttori), in gran parte alla soglia della sessantina di anni, possa essere presa da una città, trasferita in un’altra, senza avere dirittto ad alcuna agevolazione in grado consentire il “trasloco familiare”, rendersi disponibile alla formazione in una materia spesso nuova e produrre i risultati che il top manager spera?

Più che una volontà di raggiungere dei risultati, a me pare che si tratti di un modo per giustificare un fallimento annunciato. E tutto questo è molto triste.

Da ogni nuovo Governo ci si attende un cambio di passo, un nuovo approccio, una visione che riesca a coinvolgere anche chi è già avanti con gli anni, e invece niente.

Il rinnovo contrattuale atteso da oltre 10 anni, sia dalla dirigenza sia dal comparto, potrebbe essere l’occasione per lanciare un progetto per una nuova Regione Siciliana e che anche se in presenza di modeste risorse potrebbe motivare buona parte del personale se si proponesse un nuovo modello organizzativo, la valorizzazione delle risorse, un salto di qualità nei metodi di lavoro, e invece anche l’occasione contrattuale viene gestita come un adempimento, un vecchio rito, un modo per elargire un tozzo di pane … perchè di questo parliamo per le categorie A e B.

Sarà un’altra occasione persa?

Una “bella” storia alla Regione!, del 18.11.2015, mercoledì

novembre 18, 2015 in Contributo

Una bella storia alla Regione!

Lo ammetto … sono un po’ narciso … forse più di un po’, e questa ve la voglio raccontare …
Qualche giorno fa ricevo questa mail.

“Caro Paolo,
non so se riuscirai subito a inquadrare chi scrive (nel caso qui trovi un po’ di notizie e tutti i miei riferimenti: xxxxxxxx)Paolo a Marina di Cottone

come spero ricorderai, io rimasi molto colpito dalla soluzione che stavi sviluppando per introdurre la programmazione per obiettivi e il controllo di gestione nella Regione Sicilia, e ancor di più per l’approccio che portavi avanti (anche se il mio entusiasmo, diciamo così, …non fu raccolto dal magistrato della corte dei conti al convegno finale)

ti scrivo perché ho avuto l’incarico di tenere due moduli al Master Gestione Risorse Umane e Organizzazione presso la LUISS, e quando in sede di programmazione ho fatto cenno al tema della fissazione di obiettivi sulla base di una programmazione evoluta si sono tutti entusiasmati
il mio desiderio sarebbe quello di poter mostrare un esempio, ancor meglio se proveniente da un contesto pubblico
volevo allora sapere da te se l’esperienza è andata avanti, e se magari esiste una demo o una possibilità di mostrare lo strumento in qualche modo (ricordo che era ben progettato e web-based)

se pensi che sia opportuno parlarne, mandami il numero e una proposta di appuntamento e ti chiamo

in ogni caso grazie mille per le tue risposte, e scusami per l’irruzione

un caro saluto”

A questa mail risposi così …

“Ciao Prof.,
certo che mi ricordo di te e dell’interesse con il quale hai seguito la nostra esperienza.
Purtroppo di Prometeo non è rimasto nulla in quanto, per una delle tante faide che di tanto in tanto si scatenano in certe organizzazioni, fu deciso che il tempo di Prometeo, il mio tempo, era scaduto. Anche se lo abbiamo chiamato Prometeo il sistema ha fatto la fine di Icaro, abbiamo voluto volare troppo in alto e il fatto che alla LUISS si siano entusiasmati per quelli che erano i presupposti di Prometeo me ne da conferma.
L’esperienza di Prometeo cessò, credo, nel 2010.
Ricordi bene, Prometeo era una applicazione realmente web based e fu anche apprezzata da un gruppo di docenti universitari siciliani che facevano parte dello CSIR (Commissione di coordinamento dei sistemi informativi regionali), i quali, dopo averlo visionato, espressero parere negativo su un progetto che avrebbe voluto reingegnerizzarlo … si domandarono cosa avrebbe dovuto fare il “nuovo” Prometeo che già non faceva Prometeo.

Se ti posso essere utile in qualche modo sono a tua disposizione, se vuoi posso provare a sentire i miei “vecchi informatici” e capire se si può provare a “resuscitare” Prometeo.
Spero di poteri sentire presto e fammi sapere se posso esserti utile.”

A distanza di qualche giorno giunse una mail di risposta …

“Caro Paolo,
per prima cosa grazie per la prontissima risposta

ovviamente mi dispiace che le cose siano andate così, ma questo è spesso l’esito di iniziative troppo innovative rispetto al contesto culturale e agli assetti consolidati dell’organizzazione, se quest’ultima non è concepita per favorire proprio l’innovazione
nel senso che, in cuor mio, nutrivo diversi timori per la vostra iniziativa già al tempo, peccato! (ma potrei raccontarti altre storie simili…)

certo se puoi contattare i tuoi ex-colleghi e verificare se c’è qualcosa da far vedere, sarebbe una cosa molto utile per il corso: mi basta anche una demo offline, un ambiente ridotto ecc.

e tu ora che fai? di che ti occupi?

un caro saluto e ancora grazie per esserti ricordato e per la collaborazione”

Risposi così …

“Caro xxxxx,
lo avevo messo in conto che poteva finire così, ma mi dispiace più per l’Amministrazione che per me. Consideravo Prometeo un progetto già finito e non ti nascondo che finita la fase evolutiva, ed entrati in una fase a regime (la maggioranza dei Dipartimenti aveva cominciato a utilizzarlo ed eravamo quasi in una fase “push”), stavo cominciando a perdere interesse.
Dopo il controllo di gestione mi sono occupato del servizio informatica, sempre presso la Ragioneria generale, e poi ho fatto un’esperienza nel monitoraggio dei Fondi strutturali presso il Dipartimento programmazione (dal luglio 2012 a fine 2014).
Da gennaio 2015 sono tornato alla Ragioneria generale e ho una unità di staff del Ragioniere generale e lo collaboro nel coordinamento e in faccende organizzative e valutazioni, esperienza nuova e interessante.

Sto verificando con i colleghi se riusciamo a recuperare qualcosa di Prometeo, mi farebbe molto piacere farti vedere i progressi che avevamo raggiunto … anche se dovrei lavorare un po’ per ricordare tutte le funzionalità che avevamo messo in campo … ma se sarà possibile lo farò con piacere.

Ti faccio sapere e a presto.”

Qualche giorno dopo ricevetti questa mail …

“Caro Paolo,
non so come ringraziarti per la disponibilità, ancor di più perché a distanza di tempo

volevo chiederti se hai qualche notizie sulle ricerche che con i tuoi colleghi stavi facendo, perché io tra qualche giorno devo consegnare il programma definitivo delle lezioni e devo sapere per quella data se posso inserire o meno il vostro caso

grazie comunque”

… alla quale così risposi …

“Ciao xxxxx,
i colleghi ci stanno lavorando. Sono riusciti a trovare gli archivi del 2010 e quindi dovremmo essere in condizione di poter rimettere su il sistema. Aspetto una risposta a breve ma non so quantificarti i tempi.
Appena possibile ti faccio sapere”

In risposta …

“Caro Paolo,
mi sento davvero in colpa: non volevo causare tanto lavoro con la mia richiesta…
ringrazia tutti di cuore sin d’ora a nome mio, qualunque sarà l’esito

intanto, per prepararmi nel caso le cose vadano in porto, avresti qualche documento, manuale, presentazione che descriva Prometeo in termini di obiettivi, caratteristiche, struttura ecc. ?”

Così ho risposto …

“Ciao xxxxx,
questo è il documento che utilizzammo per la presentazione di prometeo e nel quale è descritta la nostra filosofia del controllo di gestione.
Prometeo era un cantiere e non abbiamo avuto il tempo per realizzare dei documenti di presentazione aggiornati.
Ti faccio altresì presente che abbiamo trovato gli archivi di Prometeo e stiamo verificando come metterlo su per fartene prendere visione.
Ti tengo informato”

La risposta del prof è giunta presto e …

“Paolo grazie davvero!
mi sono letto attentamente il documento che mi hai mandato, che è davvero molto bello, per la sua chiarezza, perché in più punti riporta i principi giusti per affrontare l’innovazione organizzativa, ma forse ancor di più per il suo approccio costruttivo e il tono mai troppo enfatico: bravo(i) a chi lo scrisse!
se mi consenti io lo mostrerei direttamente agli studenti per discuterlo, senza ricorrere a sintesi o mediazioni

per quel che riguarda l’applicativo, ribadendo che io mi sento sempre più in colpa per il lavoro che vi sto facendo fare, volevo segnalarti che le lezioni sono l’1 e il 2 dicembre, e che ovviamente io dovrei poterci giocare un po’ qualche giorno prima
siccome questa cosa potrebbe mettervi in (ulteriore) difficoltà, se tu hai una presentazione con delle schermate catturate (o ricostruite) io mi adatto benissimo facendo ricorso a quella e al documento che mi hai inviato: decidete voi”

Mail alla quale ho così risposto …

“Ciao xxxxx,
fai l’uso che vuoi di ciò che ti ho mandato e che ti manderò.
Ho appena finito di trasferire gli archivi (123 Mb zippati) al collega che a breve dovrebbe rimettere su Prometeo in un ambiente di test. Visti i tempi è più veloce farti avere degli screenshot del programma e spero di riuscirli a commentare.
A presto e grazie per le belle parole … le ho apprezzate e le hanno apprezzate i colleghi del vecchio team.”

E chissà quante di queste storie sono successe e succedono anche alla Regione Siciliana!

Politica è anche immaginare cosa fare in Sicilia, del 18.10.2014, sabato

ottobre 18, 2014 in Contributo, Incontri, Noi la pensiamo così

Nel corso dell’ultimo incontro dedicato al confronto sulla possibilità di far nascere un movimento politico all’insegna de “La Regione che vorrei, esercitazioni di buona amministrazione” del 13 ottobre, gli amici che sono intervenuti hanno esposto le proprie idee e su quelle abbiamo discusso. Sinteticamente dei contenuti dell’incontro ho già riferito nel post dedicato e qui desidero soltanto evidenziare alcuni documenti che mi sono stati segnalati e che possono costituire spunto per delle interessanti iniziative destinate a intercettare specifiche fasce di turismo.terra bellissima

Un primo documento segnalato da Dario D. è la tesi di laurea dal titolo “Valorizzazione del paesaggio agrario di pertinenza della Valle del Simeto del neo dottore Pasquale Sinatra

nella quale viene proposto un interessante modo di fruizione del territorio sull’esempio delle “Greenway”. Il lavoro realizzato dal dott. Sinatra è veramente interessante e dovrebbe costituire la base per un progetto conoscenza diffuso su tutta la Sicilia e l’avvio della realizzazione di una serie di interventi progettuali in grado di rendere gli itinerari veramente fruibili e in grado di valorizzare tutte le potenzialità. Veramente utile e molto puntuale la descrizione dei diversi itinerari individuato in quel territorio.

La tesi è pubblicata sul blog http://www.valledelsimeto.it/ e per raggiungere il documento basta cliccare sul link che segue http://goo.gl/wUPD4b

Un altro documento è segnalato da Calogero G. è riguarda le tante “opere di sbarramento” (dighe) presenti in Sicilia, alcune vecchie anche di secoli, a partire dalle quali potrebbe essere portato avanti un progetto di valorizzazione, in termini di fruzione, che dovrebbe essere coniugato con le opere di manutenzione e di gestione per quelle dighe che ancora esercitano la loro indispensabile funzione (acqua potabile, irrigazione, regimazione delle acque). L’invito alla lettura dell’articolo “Tracce di antiche opere di sbarramento nei giardini paradiso” (“Per lungo tempo la letteratura tecnica di settore ha ritenuto la Sicilia esente da dighe antiche. Occorre precisare che l’ambiente tecnico classifica come antiche tutte le dighe costruite in epoca pre-romana e romana, fino a quelle antecedenti l’ultimo quarto del XIX secolo, in cui ebbe principio il dimensionamento del corpo di ritenuta su basi scientifiche.”) che è disponibile sull’interessante sito web http://www.salvarepalermo.it/ al seguente link http://goo.gl/4FC0TY .

Calogero G. mi ha fatto pervenire un altro interessante documento dal titolo “TRACCE DI ANTICHI MANUFATTI IDRAULICI MINORI IN SICILIA (VESTIGES OF ANCIENT MINOR HYDRAULIC ARTIFACTS IN SICILY)” pubblicato sulla rivista dell’Associazione Idrotecnica Italiana, L’Acqua, è per il quale mi farà sapere se è possibile pubblicarlo o renderlo disponibile sul blog della nostra Associazione.

Gli incontri de “La Regione che vorrei, esercitazioni di buona amministrazione” sono un arricchimento e l’occasione di approfondire temi che non avremmo immaginato!

Grazie a Dario D. e a Calogero G..

La Regione che vorrei … l’incontro del 13 ottobre 2014, lunedì

ottobre 13, 2014 in Noi la pensiamo così

Oggi secondo incontro di “La Regione che vorrei”. Davanti a un buon caffè abbiamo trascorso un po’ di tempo a parlare di quello che vorremo che fosse.Paolo a Marina di Cottone

Si è parlato, si è ascoltato, si è immaginato come migliorare le idee degli altri. Nessuno ha monopolizzato l’incontro e ognuno ha avuto il tempo di dire quello che voleva permettendo agli altri di fare altrettanto.

Un amico ha parlato di acqua, di laghi e di quello che potrebbe essere in termini di energie alternative e di valorizzazione di siti sconosciuti ai più tranne che agli addetti ai lavori. Un altro amico ha parlato di turismo, di enogastronomia, di agricoltura, di conservazione del patrimonio vegetale … insomma di marketing territoriale.

Abbiamo parlato di azioni soft, di quelle azioni che richiedono idee, apertura mentale e approccio olistico ai problemi … azioni che un assessore realizza senza tenere conto di perimetri di competenze ma di pieno sviluppo di tutte le potenzialità. Azioni per le quali la mano destra sa sempre cosa fa la mano sinistra e tutto quello che si fa lo si fa alla luce del sole. Azioni per le quali si elaborano delle proposte, le si sottopone al confronto con chi ha qualcosa da dire o un qualche interesse, e poi le si mette in atto garantendo che verranno perseguite per il numero di anni che si è ritenuto necessario per completarle.

Gli amici che hanno partecipato all’incontro di oggi si sono impegnati e farci avere dei loro contributi scritti che pubblicheremo sul blog e che sottoporremo all’attenzione della nostra comunità.

Dove arriveremo non lo so … ma almeno ci avremo provato.

Prossimo incontro de “La Regione che vorrei” il 27 ottobre 2014 … dalle 17,30 in poi.

La Regione che vorrei … serietà, correttezza e concretezza, del 08.10.2014, mercoledì

ottobre 8, 2014 in Rassegna stampa

In un frangente in cui le cronache dell’economia nazionale e internazionale ci danno questo genere di notizie …

Crisi riduce potere d’acquisto cibi sani sempre più costosi

Un Paese di indebitati: 164 miliardi di crediti inevasiPaolo a Marina di Cottone

Il debito pubblico italiano è sempre meno sostenibile

… Fondo monetario: “Italia non ha futuro radioso né sereno. Tagliare le pensioni” …

… Banca Mondiale: “I poveri sono un miliardo, troppi” …

La recessione spaventa la Germania

Grecia: dopo la ‘cura’ Ue 6,3 milioni di persone (su una popolazione di 11 milioni) sono povere

Fondo Monetario Internazionale, stime riviste al ribasso. Pil 2014:-0,2%. Nel 2015 +0,8%

… e il governo nazionale “lancia il cuore oltre l’ostacolo” tentando di mettere in campo ogni possibile iniziativa che possa rilanciare l’economia e far ripartire il Paese, o quanto meno a dare l’idea di fare tutto ciò, in Sicilia ci dobbiamo accontentare dei propositi iperbolici del presidente Crocetta che ha oramai alle spalle quasi un biennio di governo per il quale sarebbe ora che presentasse un primo bilancio delle cose fatte.

E invece le cronache siciliane continuano a riportare notizie che non sappiamo fino a che punto incontrano il gradimento dei siciliani …

Crocetta: “Ecco i soldi per i Forestali Formazione, problemi risolti” … notizia che di per sé potrebbe essere positiva … ma qualcuno ci crede? Dopo i tira e molla ai quali abbiamo assistito in tutti questi mesi, su quali basi si può credere che questa volta il presidente e il suo governo manterranno l’impegno? A leggere poi l’articolo si scopre che diversi provvedimenti che sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa saranno affidati a dei disegni di legge … visto il rapporto “idilliaco” che c’è tra il governo e l’assemblea regionale siciliana, quali speranze ci sono che vengano trasformati in legge nei tempi che servono?

Ma i siciliani, si sa, sono degli speranzosi per natura … specialmente quando non hanno nessun santo al quale votarsi, come quelli scesi in piazza ieri … Forestali, trattoristi e formatori Lavoratori in piazza, traffico in tilt …!

Quella che stiamo vivendo è la stagione infinita della crisi per affrontare la quale ci vorrebbe serietà, correttezza e concretezza … e invece abbiamo a che fare con i fondi di magazzino della peggiore politica, … ce la faremo? Dobbiamo farcela! Ma dovremmo cominciare con il non accettare più questo triste spettacolo fatto di un Crocetta che afferma … “Io posso mai preoccuparmi dell’ingresso di Gennuso? Morto un Gianni – conclude – se ne fa un altro…” (nell’articolo sopra segnalato) e un … La rabbia del gruppo Pdr: “Morto un Crocetta se ne fa un altro” … ripetiamo … serietà, correttezza e concretezza … e di queste cose non c’è traccia nell’attuale proscenio!

La Regione che vorrei … quando ne parliamo?, del 07.10.2014, martedì

ottobre 7, 2014 in Noi la pensiamo così

In questi giorni stiamo incontrando un po’ di amici ai quali proviamo a illustrare la nostra idea di politica. E’ un lavoro lento ma che ci entusiasma perché ci fa sentire una sorta, senza voler essere blasfemi, di nuovi apostoli che provano a portare in giro il verbo … un nuovo verbo.Paolo a Marina di Cottone

Non nascondiamo che quando ci confrontiamo con i nostri interlocutori abbiamo la sensazione di leggere negli occhi di alcuni di loro un certo stupore e che alcuni ci considerino degli ingenui. Altri, forse, ci considereranno dei furbi, ma fino ad adesso abbiamo parlato con amici.

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Insieme possiamo, di Paolo Luparello, del 05.10.2014, domenica

ottobre 5, 2014 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

In questi giorni ho rivisto le risposte che mi sono pervenute a seguito della provocazione che ho lanciato a fine maggio sulla idea di mettere in campo un movimento politico per il bene comune e per la buona amministrazione.

Rileggere quelle risposte è stato positivo e mi ha confortato nel voler portare avanti i miei propositi.Paolo a Marina di Cottone

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La Regione che vorrei, Io ci sto!, del 30.09.2014

settembre 30, 2014 in Contributo

Riceviamo e pubblichiamo

“Caro Paolo e cari amici,

la evoluzione dell’associazione verso un movimento politico che, oltre a discutere, vuole impegnarsi a costruire la Sicilia che vogliamo, mi ha fatto superare ogni ulteriore remora circa l’opportunità di aderire alla Vostra Associazione. I miei changeattuali impegni di componente del coordinamento della dirigenza regionale  della xxx  e nel movimento politico SICILIA “SI”, mi avevamo suggerito un attimo di riflessione prima di decidere di venire anche da voi. La stima personale nei confronti di Paolo, conosciuto ai tavoli di contrattazione sindacale, e la condivisione totale delle vostre idee, progetti e programmi per contribuire a costruire una Sicilia migliore, più moderna e più trasparente, insomma LA SICILIA CHE VOGLIAMO, mi hanno oggi fatto decidere l’adesione. Quindi, se vorrete, da oggi farò parte della Vostra associazione per dare il mio modesto contributo di impegno e di idee.
Io credo che la contaminazione delle idee positive sia l’antidoto migliore per combattere la mala politica e l’anti politica. Un dovere civico nei
confronti dei nostri figli e delle giovani generazioni.
Cari Saluti e Buona Settimana

Franco S.”

Che dire … grazie Franco!

Il progetto “La Regione che vorrei” è partito … partecipa anche tu!, del 29.09.2014, lunedì

settembre 30, 2014 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Oggi pomeriggio abbiamo cominciato a parlare di politica. Insieme a poche amiche e amici ci siamo riuniti in una caffetteria palermitana e abbiamo cominciato a confrontarci sulle ragioni del percorso politico che ci accingiamo a intraprendere. Siamo perfettamente consci del fatto che non sarà facile ma siamo stanchi di assistere allo spettacolo che la politica regionale da di sé. Peggio non potremo fare, quantomeno sul piano della proposta.positivo

Siamo dei cittadini che hanno maturato delle esperienze professionali di un certo rilievo e che potrebbero dedicare il proprio tempo libero alla famiglia e agli hobbies. Ma ci rendiamo conto che troppi cittadini hanno preferito non occuparsi di politica e i risultati sono che della cosa pubblica si occupano troppi carrieristi e narcisi che del bene comune non importa molto.

A noi del bene comune invece importa e vorremmo provare a proporre un progetto e una visione di Sicilia che possa dare occasioni e opportunità a chi non accetta che occasioni e opportunità debbano essere trovate lontano dalla Sicilia e che siano determinate soltanto da padrinaggi e sponsorizzazioni e non dall’esercizio legittimo di un proprio diritto.

La Sicilia non è una landa desolata. La Sicilia è una terra ricca di risorse che è stata mortificata da troppi amministratori che hanno pensato soltanto al potere e al consenso piuttosto che alla creazione di ricchezza attraverso la valorizzazione del proprio potenziale.

Ci aspetta tanto lavoro. Un lavoro fatto di analisi e di confronto, di ascolto e di dialogo, di elaborazione e di sintesi. Abbiamo tante idee e tante idee ci piacerebbe che ci venissero suggerite da chi vorrà partecipare a questo percorso.

Oggi siamo pochi. Molti preferiscono stare alla finestra e osservare quello che facciamo. Ogni momento sarà buono per farsi avanti … vi aspettiamo.

Oggi abbiamo parlato di assetto istituzionale e di fiscalità … alcuni amici approfondiranno questi temi. Speriamo che altri amici accettino di approfondire altri temi!

Lunedì prossimo sarò disponibile per un altro incontro e così tutti i lunedì a seguire fino a quando saremo pronti per un evento pubblico nel corso del quale cominceremo a presentare le prime elaborazioni.

Chi fosse interessato a partecipare agli incontri di “La Regione che vorrei” scriva a info@perchenosicilia.org

Perchè no…qualcosa si muove e La Regione che vorrei … due percorsi!, del 27.09.2014, sabato

settembre 27, 2014 in Noi la pensiamo così

Care amiche, cari amici,
lunedì 29 settembre alle ore 17,00 iniziano gli incontri del progetto politico “La Regione che vorrei”. Gli incontri non si terranno più presso la sede della Scodaf in quanto la loro finalità politica non è in linea con la disponibilità che ci fu a suo tempo accordata per l’Associazione “Perché no…qualcosa si muove”. Paolo a Marina di Cottone

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La Sicilia che vogliamo, di Paolo Luparello, del 22.08.2014, venerdì

agosto 22, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina

 

Care amiche, cari amici,
perchè dedicare le proprie energie alla realizzazione di un progetto politico?Paolo a Marina di Cottone

Bella domanda.

Proviamo a trattare questa domanda come un bilancio, da un lato le uscite e dall’altro le entrate.

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Resoconto dell’incontro con Salvatore Taormina e altro ancora, del 10.06.2014, martedì

giugno 10, 2014 in Incontri

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 12.06.2014 – POST INTEGRATO CON L’INTERVENTO DI SALVATORE TAORMINA

Il primo ciclo di incontri della nostra associazione non poteva chiudersi meglio di così. Oggi nell’aula magna dell’Istituto Pedro Arrupe eravamo poco meno di 50, ma quello che più ci ripaga è l’interesse suscitato sia dall’ospite di oggi, il dott. Salvatore Taormina, che dalla provocazione lanciata nei giorni scorsi relativamente all’idea di costituire il Movimento politico per la buona amministrazione. I due temi erano nettamente separati, nel senso che la presenza del dott. Salvatore Taormina era relativa esclusivamente alla sua testimonianza per “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …”, mentre al termine del suo intervento abbiamo affrontato il tema dell’iniziativa politica.

L’intervento di Salvatore Taormina si è sviluppato per circa mezz’ora durante la quale prima di affrontare la buona prassi del credito d’imposta ha svolto una analisi di grande spessore sullo stato in cui versa la Pubblica Amministrazione e sul suo ruolo, anche nei confronti del cittadino. Mi esimo dal provare a riepilogare l’intervento di Salvatore Taormina in quanto ritengo più efficace proporvene il testo predisposto dall’Autore che quanto prima mi verrà trasmesso.

Diversi gli interventi dei partecipanti all’incontro in gran parte incentrati sulla proposta di dare vita al movimento politico, tra questi prevale la volontà di partecipare anche se non è mancato un invito a rimanere nell’alveo della costituzione di un “comunità professionale”.

E’ ancora presto per decidere se dare vita o meno al movimento politico, ma la rabbia e l’amarezza dell’esperienza raccontata da chi ha voluto intervenire e la volontà espressa di voler partecipare “attivamente” alla definizione dei processi decisionali intestati alla politica saranno certamente presi in considerazione. Si tratta anche di definire i valori fondanti del “movimento” e di immaginare un modello organizzativo che consenta a chi vuole di partecipare dedicando il tempo che potrà alle attività che riterrà in linea con la propria esperienza professionale e sensibilità.

Appena mi perverrà pubblicherò in questo post il testo dell’intervento di Salvatore Taormina.

Un grazie ancora a Salvatore Taormina per il tempo che ci ha dedicato.

Un grazie a tutti coloro che sono intervenuti … alla prossima!    foto 2

“QUALE REGIONE PER QUALE SICILIA  – Comunicazione del Dott. Salvatore Taormina all’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” – Palermo – Istituto P. Arrupe 10/6/2014

INTRODUZIONE

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Facciamo politica? Le prime risposte … , del 01.06.2014, domenica

giugno 1, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina

A proposito di avviare un movimento politico per la Buona Amministrazione … (leggi … Costruiamo insieme il movimento politico per la Buona Amministrazione, di Paolo Luparello )

Oggi ho finito di scrivere a una selezione di 306 amiche e amici che sono anche una parte circa 1300 destinatari della newsletter dell’Associazione. Probabilmente mi sarà sfuggito qualche amica e amico ma per questa prima fase di “sondaggio” ritengo che il campione sia sufficientemente rappresentativo.
Nonostante abbia chiesto una risposta non mi attendo che tutti i 306 destinatari rispondano, molti sono poco propensi a scrivere in generale, molti altri verosimilmente sono poco interessati a una iniziativa come quella che propongo, una parte, che spero significativa, invece credo che risponderà entro una settimana.

A oggi quelle che seguono sono le risposte che sono pervenute.

Alcune sono commenti a un post su Facebook (Fb).

Lascio a voi una prima valutazione sulle risposte. Mi riservo di dare una mia chiave di lettura il prossimo fine settimana e in occasione del prossimo incontro del 10 giugno all’Istituto Pedro Arrupe di Palermo. Spero di vedervi numerosi in quell’occasione. (Leggi … Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Salvatore Taormina, 28.05.2014, mercoledì )

Post aggiornato alle 21,45 del 6 giugno 2014 … Questo post verrà aggiornato con le risposte che andranno pervenendo che al momento sono 48! A queste andrebbero aggiunte quelle di coloro che hanno preferito darmi la loro opinione di persona o telefonicamente o via sms … A.A., G.D., M.A., G.N., M.P., L.C., S.A., P.F.D., E.P.,

 

M.P. scrive … Caro Paolo, la nascita di un nuovo soggetto politico mi incuriosisce sempre, mi chiedo “chissà se non sia la volta buona per potermi finalmente identificare in dei valori e ideali condivisi”. Poi, puntuale, arriva la delusione per avere invano riposto speranze in una formazione politica che, a parte il nome, non ha nulla di diverso dalle altre forze del panorama nazionale. Così sono diventato più esigente, non credo più nei proclami dei leader e nei programmi dei partiti, tanto sono tutti uguali, tutti apparentemente giusti! Sono giunto alla conclusione che, in un’epoca come quella attuale segnata dal tramonto delle ideologie, il partito sia il vero, forse unico, cancro della democrazia, perché persegue esclusivamente, per definizione, interessi di parte. A dispetto della separazione dei poteri, i partiti “governano” anche gli uffici della pubblica amministrazione, imponendo attraverso i loro fiduciari il favore come regola, al posto dell’atto dovuto e l’arbitrio, in luogo della discrezionalità. Per questo sogno una democrazia allo stato puro, dove gli eletti siano portatori di idee nell’interesse esclusivo della “buona amministrazione”, dove la somma, ovvero la sintesi, delle idee determini il programma di governo e dove le decisioni nelle assemblee elettive – prive di maggioranze e opposizioni precostituite – scaturiscano da voti individuali espressi “senza vincolo di mandato” (art. 67 Cost.). Come vedi, la Costituzione è stata travisata sin dalla sua nascita, anche con riferimento al ruolo dei partiti che, attraverso i cittadini dovrebbero semplicemente “concorrere” a determinare la politica nazionale, senza alcun diritto di esclusiva, secondo l’intento originario dei padri della Costituzione (art. 49). Non mi considero un idealista, sono molto concreto per natura e determinato nel ritenere che l’uscita dei partiti dalle istituzioni sia l’unica via ormai rimasta, per salvare la democrazia occidentale. Se questo risultato può essere perseguito, come credo, da un nuovo movimento politico, ben venga, sarà certa la mia adesione. Credo valga la pena tentare di ridimensionare il ruolo dei partiti nelle istituzioni, a cominciare dalla Sicilia e, perché no, magari provando negli enti locali di minori dimensioni, in un momento storico in cui la democrazia parlamentare, credo, abbia toccato il livello più basso della sua storia millenaria. (48)

Leggi il resto di questa voce →

Regione, Non ci servono i parassiti della politica … e non solo a noi!, del 31.05.2014, sabato

maggio 31, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina

Tra la sentenza del TAR a cui si fa riferimento in questo articolo … L’alta dirigenza regionale fasulla: perché la sentenza del Tar Sicilia fa finalmente chiarezza! … e la recente norma approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana sul tetto a stipendi e pensioni con la quale si mette una pietra sopra il concetto di diritti “acquisiti o quesiti”, sembra che di fronte ai dirigenti della Regione Siciliana, e non solo, si aprano scenari catastrofici, e la conferma, qualora ce ne fosse stata la necessità, arriva anche da una nota di un sindacato che forse avrebbe fatto meglio a fare altro (leggi …  RIORDINO DELLE FASCE DIRIGENZIALI).

Io propongo di ammettere la nostra colpevolezza e di rimetterci alla clemenza della Corte … in fondo cosa ci possono fare?

Ci possono demansionare? E allora andremo a fare i funzionari e chiederemo ai colleghi che occupano quel ruolo di farci un po’ di posto.

Ma a parte le provocazioni, sembra che in questa Regione abbiano diritto di cittadinanza soltanto i parassiti della politica che amano alimentare il parassitismo clientelare che consente loro di perpetuare la loro politica fatta di precariato, di consulenze e di incarichi ad amici e parenti … senza parlare delle loro idee fantasiose sull’uso dei soldi pubblici per finanziare investimenti pubblici di dubbia redditività ma soprattutto di dubbia realizzabilità … quante sono le incompiute e le opere senza fine?

Ma di questo si preferisce non parlare, la madre di tutte le battaglie è quella alla dirigenza regionale. Alla dirigenza regionale si contesta la numerosità, il costo, l’impreparazione e naturalmente anche la legittimità a ricoprire il ruolo. Contestazioni tutte legittime che però dovrebbero essere supportate da evidenze oggettive, così come sarebbe opportuno che queste contestazioni venissero accompagnate da analisi sul ruolo della Regione, sulla sua strutturazione nel territorio, sul livello di servizi da erogare e sulle modalità di erogazione (Agenda digitale).

E invece no. Si vuole far passare tutta una categoria di soggetti, l’attuale dirigenza regionale, come una accozzaglia di abusivi e lestofanti. Io non conosco tutti gli attuali 1750 dirigenti, non escludo che tra essi ci possa essere una parte che non merita non solo la qualifica ma di essere all’interno della Pubblica Amministrazione, ma so per certo che tra di essi ci sono ottime, se non eccellenti, professionalità che contribuiscono a far funzionare quel poco di Regione che funziona e che questa politica non ha ancora distrutto.

E’ ora di dire basta a questa crociata indegna che, stiamo attenti, non è rivolta esclusivamente alla dirigenza ma a tutti i dipendenti della Regione nel loro complesso (non dimentichiamo gli articoli di un quotidiano locale che criticava il fatto che anche alcune migliaia di dipendenti regionali abbiano potuto beneficare del bonus di 80 €). Una crociata condotta da una politica parassita che vuole addossare ad altri le proprie responsabilità e vuole allontanare da sé l’attenzione dell’opinione pubblica.

I funzionari della Pubblica Amministrazione sono dei lavoratori che sono ben altra cosa da certi personaggi che si dedicano alla politica non certo perchè mossi dal sacro furore del bene comune!

Presto ci saremo anche noi e vedremo di cambiare qualcosa!

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Facciamo politica … qualcosa si muove?, del 28.05.2014, mercoledì

maggio 28, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina

In questi giorni sto scrivendo a circa 300 amiche e amici con i quali ho avuto modo di frequentarmi negli ultimi 30-35 anni per motivi legati alla mia vita privata, lavorativa, sindacale e anche a quella sportiva.

Oggetto del mio scrivere è chiedere loro cosa ne pensano della proposta di provare a far nascere un movimento politico che si intesta la causa della Buona Amministrazione … la buona gestione della Pubblica Amministrazione … il corretto utilizzo dei soldi dei contribuenti per il bene comune.

Il testo della mail che invio loro è il seguente …

“Ciao,
non voglio girarci troppo intorno e proverò a essere diretto … ho intenzione di essere promotore di un movimento politico che si pone l’obiettivo di costruire una Buona Amministrazione dove per Amministrazione intendo la Pubblica Amministrazione. Nella Pubblica Amministrazione operano milioni di lavoratori nei più disparati settori e nei diversi ambiti territoriali ed è dal loro lavoro e dal loro impegno che dipende la riuscita di ogni politica sociale o di sviluppo che sia.
Il movimento politico di cui voglio essere promotore parte dalla realtà dell’Ente Regione Siciliana ma i principi e i valori che vuole contribuire a realizzare sono quelli di qualsiasi altra Pubblica Amministrazione.
Il movimento politico per la Buona Amministrazione che ho in mente non necessariamente sarà destinato a una competizione elettorale diretta ma vuole contribuire ad alimentare un programma concreto di cose da fare per il bene comune e, perchè no, a sostenere amiche o amici che militano in altre forze politiche strutturate ma che sono disposti a portare avanti il programma del nostro movimento.
Mi rendo conto che la gente è stufa di chiacchiere e si è disamorata della politica e del sindacato, ma se vogliamo provare a cambiare qualcosa non possiamo chiuderci nel nostro guscio e limitarci alla critica e alla protesta solitaria.
Se non hai perso ogni speranza che si possa cambiare qualcosa considera la possibilità di impegnarti nel movimento politico per la Buona Amministrazione.
Il movimento politico per la Buona Amministrazione è aperto a tutti siano essi dipendenti della Pubblica Amministrazione che cittadini, artigiani o imprenditori, perchè vuole raccogliere le critiche e i suggerimenti di tutti coloro i quali dipendono o hanno a che fare con la Pubblica Amministrazione.
Ne vogliamo parlare?”

Ho già scritto a poco più di 100 amiche e amici e già mi sono pervenute le risposte di una dozzina di loro.

Entro questa settimana conto di completare l’invio di questo testo ai restanti 200 e al termine della prima decade di giugno pubblicherò un resoconto delle risposte che mi saranno pervenute e dal contenuto delle quali spero di poter cominciare a utilizzare il “noi” piuttosto che “l’io”.

Se chi legge questo post non sarà destinatario di una mail proveniente dall’indirizzo fedro.luparello@gmail.com ma ritiene di voler comunque esprimere la sua opinione sulla mia proposta sarò ben lieto di riceverla all’indirizzo che ho indicato.

Parlare oggi di voler fare politica non è semplice e non è soprattutto facile, ritengo però che non si deve rinunciare all’idea di poter aiutare la propria comunità sol perchè altri hanno usurpato il ruolo della “buona politica”.

Un grazie anticipato a tutti coloro che vorranno partecipare a questo confronto.

Paolo Luparello

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Salvatore Taormina, 28.05.2014, mercoledì

maggio 28, 2014 in Incontri

Per sopraggiunti impegni siamo costretti a rinviare l’incontro programmato con il dott. Salvatore Taormina a martedì 10 giugno … vogliate scusarci! 

Incontriamoci il 10 giugno 2014, martedì, con inizio alle ore 16,30,
presso l’aula magna dell’Istituto Pedro Arrupe,
a Palermo in Via Franz Lehar, 6, per …

“Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Salvatore Taormina”

l’ultimo incontro tematico di questo primo ciclo promosso
dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Salvatore Taormina dirige attualmente il Servizio Credito e risparmio dell’Assessorato per l’Economia  della  Regione  Siciliana,  amministrazione  presso  la quale  ha ricoperto,  tra gli altri, l’incarico di Segretario generale della Presidenza della Regione nonché di Dirigente generale dei Dipartimenti“Famiglia  e  politiche  sociali”,  “Autonomie  locali”  e  “Finanze  e  credito”.  Ha collaborato  in  attività  di  ricerca  con  la  Fondazione  per  la  Sussidiarietà  in  materia  di  lavoro  pubblico  e  welfare,  è  autore  di  diverse  pubblicazioni  ed  ha  svolto  attività  d’insegnamento integrativa  presso  la  Facoltà  di  Giurisprudenza  dell’Università  di  Palermo sui  temi  degli  assetti istituzionali e della specialità statutaria delle Regioni.

Come associazione siamo interessati a conoscere il suo punto di vista e sarà sicuramente stimolante confrontarci con chi ha e ha avuto un punto di osservazione certamente privilegiato.

Per ora ringraziamo il dott. Salvatore Taormina per la disponibilità a incontrarci.

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Costruiamo insieme il movimento politico per la Buona Amministrazione, di Paolo Luparello

maggio 20, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina

Costruiamo insieme il movimento politico per la Buona Amministrazione

di Paolo Luparello

Care amiche, cari amici,
sembra che di questi tempi vadano di moda i decaloghi. Personalmente trovo l’idea del decalogo un trucchetto comunicativo … non capisco perchè qualsiasi cosa debba o possa essere declinata in dieci punti. Se proprio devo declinare un programma preferisco chiamarlo “programma” o “manifesto” e deve contenere tutti i punti che servono … se poi fossero 10 sarà un piacere accontentare i “decalogisti”.
In questi giorni ho provato a sollecitare gli associati e i simpatizzanti della nostra Associazione a manifestarmi il proprio pensiero in ordine alla ipotesi di portare avanti l’idea di organizzare il “movimento politico per la buona Amministrazione”. Un movimento politico che non ha velleità elettorali ma che aspira semplicemente a contribuire alla costruzione di un modello di Pubblica Amministrazione che serva … che serva ai cittadini.
Con questa mia vi chiedo di dare il vostro contributo:

  • o esprimendo il vostro punto di vista su questa iniziativa

  • o suggerendo uno o più punti che ritenete debbano essere inseriti nel manifesto di questo movimento politico

  • o suggerendo il nome o uno slogan che lo dovrebbe contraddistinguere

  • o dicendoci qualcosa … basta che non rimaniate silenti!

Sulla pagina di Facebook de “ La Regione che vorrei ” troverete i contributi che perverranno e potrete aggiungere lì stesso il vostro contributo.
Proviamoci!

Maresole

Resoconto dell’incontro con Nino Cangemi, responsabile formazione Funzione pubblica, del 19.05.2014, lunedì

maggio 19, 2014 in Incontri

 

Un altro bel pomeriggio di confronto a “Perchè no…qualcosa si muove”. Oggi è stato il turno di Nino Cangemi, responsabile della formazione del personale al Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Siciliana.

Con Nino Cangemi ci siamo confrontati sul ruolo della formazione e sui risultati raggiunti da quando ne ha la responsabilità e naturalmente delle sue idee sul futuro.

Partecipato il dibattito e diversi gli spunti interessanti.

Il dott. Nino Cangemi ci ha parlato della sua esperienza e delle difficoltà che si incontrano a occuparsi di formazione nel pubblico in Italia e in particolare in Sicilia a causa della costante riduzione delle somme a disposizione. Nulla a che vedere con l’importanza che viene dedicata alla formazione nel privato così come nelle Pubbliche Amministrazioni europee. Nonostante anche i contratti collettivi prevedano che l’1% del monte salari venga destinato alla formazione le risorse sono oramai ridotte al lumicino. Eppure, nonostante le risorse sempre più ridotte l’attività dell’ufficio di Nino Cangemi è chiamato a un maggiore impegno cercando di lavorare in economia e utilizzando al meglio quel poco che c’è. In tal senso va l’iniziativa dell’albo formatori interni che avviato alcuni anni fa è oggi una realtà che permette di valorizzare delle risorse umane interne ed erogare alcuni moduli formativi molto apprezzati dai colleghi.

L’attività dei formatori interni sarebbe potuta essere più consistente, probabilmente, se fosse stato possibile riconoscere un corrispettivo ai formatori ma non si è ancora riusciti a trovare il modo per farlo. Nino Cangemi ci ha parlato di quanti sono i formatori interni e quanti di loro si sono impegnati nelle attività d’aula e di come ha potuto scoprire le qualità professionali di tanti colleghi. Una realtà decisamente diversa da quella che vediamo dipinta sui quotidiani.

Ma Nino Cangemi non ha voluto parlare soltanto di formazione e ha espresso il suo pensiero sul processo di riforma che nell’ultimo ventennio ha interessato la Pubblica Amministrazione, pensiero non positivo in quanto quello che doveva essere un processo virtuoso si è trasformato in una maggiore invadenza della politica che priva di ogni responsabilità gestionale ha cominciato a selezionare una dirigenza generale “flessibile, capace cioè di “interpretare” la volontà politica del proprio sponsor politico e disposti a rischiare in prima persona. Quella che doveva essere una riforma tesa a selezionare i più bravi e i più capaci ha finito per selezionare l’appartenenza. E per evitare incidenti di percorso anche il sistema di valutazione è stato piegato alla politica, almeno fino a oggi. Vedremo quando sarà finalmente istituito l’OIV (Organismo Intermedio di Valutazione) se si riuscirà ad avere una valutazione oggettiva in grado di riconoscere il merito.

All’intervento di Nino Cangemi sono seguiti diversi interventi che possono essere tradotti in alcune proposte, tipo:

la necessità che le performance degli uffici vengano sottoposte alla attenzione del pubblico degli utenti che dovrebbe essere chiamato a esprimersi;

l’opportunità che non si creino vuoti normativi in materie regolamentate dallo Stato e per le quali l’ARS non legifera attraverso una sorta di recepimento automatico nelle more dell’intervento del legislatore regionale;

l’eliminazione dei trattamenti economici differenziati basati su valutazioni soggettive dei dirigenti generali. Attraverso queste dinamiche si è perso lo spirito di collaborazione e si è tentato di monetizzare tutto;

l’esigenza di immettere nell’Amministrazione “linfa nuova” attraverso la strada maestra del concorso in modo da stimolare l’innovazione e migliorare la qualità dei servizi resi;

la necessità di prevedere percorsi formativi diffusi in grado di stimolare il cambiamento, la capacità di lavorare in squadra, lo spirito di appartenenza.

Mi sento di dire che le idee di Nino Cangemi per il futuro della Regione sono quelle di investire molto nella formazione del personale che deve sempre più essere attrezzato nell’uso delle nuove tecnologie e sempre più attento agli strumenti della comunicazione, senza trascurare, naturalmente, i fondamentali dell’essere un funzionario della Pubblica Amministrazione.

In chiusura dell’incontro Nino Cangemi ci ha partecipato dell’iniziativa che il dipartimento della funzione pubblica sta programmando per il prossimo 5 luglio, data nella quale ricorre l’omicidio del collega Filippo Basile. Presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni verrà organizzato un incontro per ricordare la figura di un funzionario della Regione Siciliana che ha avuto il torto di credere nel suo ruolo e nel rispetto delle norme. La nostra Associazione non farà mancare la propria presenza e speriamo che tanti colleghi, nonostante la giornata di sabato, possano avere il piacere di dedicare un po’ del proprio tempo alla nostra Regione e a chi per essa è stato sacrificato.

Un grazie a Nino Cangemi e l’invito a tutti voi all’ultimo incontro stagionale che si terrà il prossimo 9 giugno e che vedrà come ospite il dott. Salvatore Taormina, già Segretario generale della Regione e Dirigente generale di vari dipartimenti regionali.

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Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Antonino Cangemi, 13.05.2014, martedì

maggio 14, 2014 in Incontri

Incontriamoci il 19 maggio 2014, lunedì, con inizio alle ore 16,30,
presso i locali della Scodaf, cooperativa di dipendenti della Regione Siciliana,
a Palermo in via Aleardo Aleardi, 18 (zona via Uditore, dietro ex Motel Agip) per …

“Quale Regione per quale Sicilia … le idee di Antonino Cangemi”

il penultimo incontro tematico di questo primo ciclo promosso dalla nostra Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Il dott. Antonino Cangemi oltre che essere il dirigente responsabile del servizio formazione del personale del Dipartimento della Funzione pubblica e anche un acuto osservatore dei costumi siciliani e un valente scrittore.

Come associazione siamo interessati a conoscere il suo punto di vista e sarà sicuramente stimolante confrontarci con chi ha un punto di osservazione certamente privilegiato.

Per ora ringraziamo il dott. Antonino Cangemi per la disponibilità a incontrarci.

Per motivi logistici è gradita una mail di manifestazione di interesse a partecipare da inviare a info@perchenosicilia.org

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Resoconto dell’incontro con Fabio Crapitti, formatore, del 12.05.2014, lunedì

maggio 12, 2014 in Incontri

 

Oggi pomeriggio abbiamo trascorso un bel pomeriggio. Nel corso di circa 3 ore che Fabio Crapitti ci ha dedicato abbiamo parlato di “change management”, di “etica”, di “buona amministrazione” e di altro ancora.

Provare a fare un resoconto dell’incontro con Fabio Crapitti è assolutamente impossibile per me in quanto se mi fossi posto questo obiettivo avrei dovuto rinunciare al piacere di lasciarmi coinvolgere dalla sua affabulazione.

Fabio Crapitti, formatore e tanto altro ancora, non è un docente che si limita a trasferire una lezione ma fa pervenire i concetti che vuole trasferire attraverso un coinvolgimento diretto di tutti i partecipanti ai suoi incontri, siano essi discenti o meno.

Il tema che Fabio Crapitti ha posto al centro dell’incontro è stato quello del cambiamento e di come ognuno di noi lo percepisce e lo vive nella sua quotidianità, sia essa familiare che lavorativa. E’ fin troppo comodo restare accucciati nella cosiddetta “soft zone” dove ogni cosa ci è nota e non dobbiamo affrontare imprevisti o minacce, ma il cambiamento è vita ed è propriamente il suo fluire.

Non cogliere il cambiamento è di per se una rinuncia, una rinuncia a vivere in maniera piena la propria vita e a provare a determinare gli eventi piuttosto che esserne dominato. Gestire il cambiamento nella Pubblica Amministrazione è difficile ed è ancora più difficile se ti attieni ai principi dell’etica che sono quelli che devono sempre essere seguiti specialmente da un servitore dello Stato.

Il cambiamento significa anche coinvolgere gli altri nei processi che portano alle innovazioni e provare sempre a interrogarsi sulla utilità di ciò che facciamo, specialmente se lo facciamo in nome del bene comune e del rispetto delle regole che la nostra società si è data.

Il cambiamento non è soltanto modificare i nostri percorsi ma interrogarsi sulla stessa correttezza delle regole che regolano i processi, provando a eliminare tutto quello che un sovrappiù che non produce nulla se non aggravio per gli utenti.

I funzionari della Pubblica Amministrazione dovrebbero disporre di una cassetta degli attrezzi nella quale non dovrebbero mancare strumenti come il change management, il team building, il coaching e dovrebbero avere sempre chiaro e ben presente quale è la visione e la missione della loror organizzazione. Peccato che questa cassetta degli attrezzi è spesso vuota e la colpa è anche di una dirigenza generale spesso distratta e di una politica modesta, troppo modesta per non dire altro.

Fabio Crapitti ha parlato anche di ingegneria finanziaria e ci ha promesso che nel prossimo ciclo di incontri ci dedicherà un’altra sua partecipazione per parlare di questo tema che fa apparire le nostre vite come gusci di noce in mari tempestosi.

Le amiche e gli amici che hanno partecipato all’incontro non conoscevano Fabio Crapitti e così come avevo anticipato loro ne sarebbero rimasti entusiasti, e così è stato. Fabio Crapitti è una di quelle di persone dalle quali c’è soltanto da apprendere e con le quali è bello essere compagni di strada.

Fabio Crapitti ha apprezzato la qualità umana e professionale delle amiche e degli amici che oggi ha conosciuto e ci ha esortato a proseguire in questo percorso di conoscenza e di presa di coscienza dell’importanza di una iniziativa quale quella della nostra associazione, che come ho avuto modo di annunciare oggi si propone come un vero e proprio movimento politico per la Buona Amministrazione.

Ancora un grazie a Fabio Crapitti con il quale torneremo a sentirci e vederci e invito tutti a partecipare al prossimo incontro della nostra associazione e del quale sarà ospite l’amico e collega Antonino Cangemi.

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