100, Adotta un libro, La fine del lavoro, di Jeremy Rifkin, 16 febbraio 2026
Febbraio 16, 2026 in Post ad hoc, Prima Pagina
La fine del lavoro, di Jeremy Rifkin
Pag. 460
La fine del lavoro analizza l’impatto dell’automazione e delle nuove tecnologie sulla forza lavoro globale, sostenendo che il lavoro di massa dell’economia industriale è destinato a ridursi drasticamente, fino a diventare privilegio di una minoranza ben qualificata. Rifkin mostra come, nei diversi settori produttivi, macchine e sistemi informatizzati sostituiscano il lavoro umano, creando eserciti di disoccupati strutturali e una crescente polarizzazione tra pochi occupati ben pagati e molti lavoratori precari o espulsi dal mercato. Il saggio collega questa trasformazione a dinamiche di globalizzazione, re‑engineering aziendale e ricerca incessante di produttività, evidenziando i rischi sociali di una società in cui i consumi non riescono più ad assorbire la sovrapproduzione. A fronte di questo scenario, l’autore propone una drastica riduzione dell’orario di lavoro e un rafforzamento del terzo settore e delle comunità locali, immaginando una nuova forma di contratto sociale in cui attività sociali, culturali e di cura diventino un pilastro dell’economia post‑mercato.
Jeremy Rifkin (Denver, 1945) è un economista e saggista statunitense, studioso degli effetti delle tecnologie su economia, lavoro e ambiente. È fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends e consulente per istituzioni e governi su transizione energetica e nuovi modelli di sviluppo.
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