Riflessioni del viandante … 20 giugno 2015, di Paolo Luparello
22 Giugno 2015 in Contributo, Prima Pagina
Riflessioni del viandante, del 20.06.2015
Tra maggio e giugno Siracusa acquisisce un ulteriore fascino. Mi riferisco alle rappresentazioni delle tragedie nella stupenda cornice del Teatro greco. Non sono un amante del teatro, ma questo appuntamento è un po’ tante cose. Il confronto con temi antichi ma sempre attuali, il piacere di godere del fascino di uno spettacolo che affonda le sue origini a quando la Sicilia era qualcosa di altro ed era la terra di uomini di valore, la curiosità di osservare un pubblico vario e cosmopolita dai tanti dialetti e dalle tante lingue che raggiunge questo luogo come fosse un salmone che ritorna nei luoghi di riproduzione. Ma non vi voglio narrare delle tragedie o recensire la loro edizione … se il pubblico torna ogni anno, sempre più numeroso, è segno che la qualità di ciò che viene messo in scena soddisfa. Vi voglio parlare del contorno del venire a Siracusa per le tragedie. Dopo tanti anni che uno viene a Siracusa ha avuto modo di visitare tutte le bellezze di questa città. La grande area archeologica (questa estate visitabile di sera con l’illuminazione artificiale e con ingresso libero … un mare di gente la sera del 19 giugno!), le diverse catacombe, le chiese, le latomie, i castelli (o quel che ne rimane), la Galleria Bellomo, e naturalmente il Museo archeologico Paolo Orsi. Quest’ultimo museo lo avevo visitato tanti e tanti anni fa e ne ricordavo poco o nulla. Negli ultimi anni avevo provato a visitarlo ma è stato chiuso per un certo periodo per lavori di ristrutturazione. Quest’anno sono riuscito a visitarlo. Camminare per i suoi “settori” ti da l’idea di che cosa è stata Siracusa e la Sicilia nel passato, da quello più antico di milioni e milioni di anni fa a pochi secoli prima di Cristo. Verosimilmente grazie a una figura mitica come quella di Paolo Orsi, il museo raccoglie oggi una collezione di reperti provenienti da ogni angolo della Sicilia. Il museo probabilmente costituisce per studiosi e archeologi una fonte ricchissima. E quanto più mi rendo conto della immensità del valore di questo museo quanto più vengo colto da un senso di malinconia. Malinconia per quello che potrebbe essere e per quello che riesco a vedere. Il mio non è un occhio ne di studioso ne di archeologo, ma di fronte a ciò che vedo non posso che registrare che il museo sembra come un qualcosa di dimenticato e fuori dal tempo. Mi da l’idea della sensazione di ciò che ho provato in quelle pochissime esperienze di visite in paesi dell’Est dopo la caduta del muro di Berlino. La sensazione di una povertà dignitosa. Il museo archeologico Paolo Orsi sembra vivere quell’aria da “deserto dei Tartari” che oramai da anni vive la Sicilia tutta. Il museo sembra in attesa. In attesa di qualcosa ma non si sa bene cosa. Una istituzione simile, se ne esistono, dovrebbe essere un’autentica fucina di iniziative. Dovresti essere accolto da bacheche digitali e da cartelloni nei quali vieni informato delle iniziative realizzate e in corso di realizzazione. Dovresti essere guidato, tu che non sei un esperto, da dei “supporti” grazie ai quali comprendere la grandiosità di ciò che vedi e di ciò che è stata questa città e quest’Isola. Dovresti essere ammirato dalla cura con la quale noti che ogni angolo del museo è oggetto di attenzione vuoi per manutenzione o per pulizia. La sensazione è proprio quella di un dignitoso (ma il dignitoso dipende dalla soggettività di ognuno di noi) abbandono. I pannelli illustrativi e la descrizione dei diversi reperti (in italiano e in inglese) pur mantenendo la loro attualità (sempre di storia, di geologia e di archeologia stiamo parlando) danno la sensazione di antico … è una forma di rispetto nei confronti di Paolo Orsi o degli studiosi che si sono succeduti alla guida del Museo? In due sale, al centro delle stesse, si possono notare dei secchi destinate alla raccolta di acqua … in un caso che piove dal tetto (da dopo l’Expo comincia a diventare una abitudine?) … in un altro che cade da un condizionatore. Non tutte le sale hanno il condizionamento funzionante. I bagni forniscono i loro servizi senza infamia e senza lode … come quelli di un autogrill poco frequentato dai grandi flussi. Il visitatore qualora avesse sete o un piccolo languore potrà soddisfare i suoi desideri con due distributrici automatiche ubicate nei pressi dei bagni al piano inferiore.
Quali sono le potenzialità di una istituzione come il Museo archeologico Paolo Orsi?
Uscendo ho letto le annotazioni dei visitatori sul “guest book”. Alcuni sono veramente entusiasti e si limitano ad alcuni suggerimenti … come sono buoni!
Tags: Riflessioni
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