La Sicilia che vogliamo, del 11.10.2015, domenica
11 Ottobre 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina
Costruiamo insieme “La Sicilia che vogliamo” … non una macchina elettorale, ma un modo di immaginare e realizzare il nostro futuro.
Più ci avvicineremo al giorno fatidico in cui i siciliani torneranno alle urne per eleggere il nuovo Presidente della Regione, e i nuovi deputati regionali, e più saranno numerose le iniziative di uomini vecchi e nuovi che cercheranno di promuovere il proprio progetto politico. Rispetto a quello che sembrano fare altri noi probabilmente stiamo sbagliando strategia. Noi non stiamo partendo dalle alleanze, dai contenitori elettorali, dalla ricerca di agganci nelle storiche macchine del consenso (precariato per i poveri, l’elité delle professioni per consulenze e incarichi), noi stiamo partendo dalle idee che vogliamo realizzare e dalla costruzione di una comunità di uomini e donne liberi che vogliono provare a dimostrare che un modo diverso di fare politica c’è. La politica del bene comune e delle mani pulite … non pulite perché sottratte al lavoro, anche il più umile, ma pulite perché non saranno macchiate dallo spreco di denaro pubblico sia che si chiami corruzione sia che si chiami peculato … sia che si chiami “spreco” è basta!

Nei nostri incontri si parla anche di strategia. Una strategia che mira, attraverso il passa parola e la conoscenza diretta delle persone, a sensibilizzare quanti più uomini e donne possibile ai temi del funzionamento della Pubblica Amministrazione siciliana … perché è attraverso una Pubblica Amministrazione efficiente ed efficace che si possono accelerare tutti i processi di sviluppo e attrarre investimenti. Una Pubblica Amministrazione che agevola e non che blocca e rallenta. La Pubblica Amministrazione che noi abbiamo sotto gli occhi è quella che vuole questa classe di politicanti che non si è mai affrancata dal concetto dello “spicciafacende” … dove gli uffici non devono funzionare per tutti i cittadini ma soltanto per quelli “sponsorizzati”. Abbiamo bisogno che chi simpatizza con il nostro progetto si faccia promotore di incontri nei quali coinvolgere sempre più persone e questo non può e non deve avvenire soltanto a Palermo ma anche in tutte le altre province siciliane. Gli incontri servono per conoscersi e per ascoltare quali sono le idee che ognuno di noi ha per il futuro. Ogni uomo e donna non può avere idee per affrontare tutti i problemi ma può avere idee per affrontare uno o alcuni problemi. Se mettiamo insieme queste idee e ci ragioniamo sopra avremo costruito il nostro programma. Se sarà un buon programma o un pessimo programma lo stabiliranno i siciliani.
A differenza di altri che sanno solo chiacchierare e parlare per slogan noi dobbiamo dimostrare di avere le idee chiare ed è per questo che ognuno di noi che si vuole cimentare in questa impresa deve provare a formalizzare la propria idea. Niente di trascendentale, un semplice esercizio per autoesaminare le nostre idee.
Nel corso dei primi due incontri abbiamo provato a elaborare una sorta di scheda dell’idea, non un lavoro complesso ma un esercizio di sintesi e di chiarezza. La scheda dell’idea che proponiamo si compone di poche voci e precisamente:
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Un titolo
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Una descrizione dell’idea
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Una descrizione dell’obiettivo che si vuole raggiungere
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La dimensione dell’idea … territoriale e/o economica
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L’analisi dei pro … quali vantaggi genera e quali categorie di persone ne sarebbero beneficiate e quindi chi la sponsorizzerebbe
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L’analisi dei contro … chi potrebbe essere svantaggiato dalla realizzazione dell’idea e quindi si potrebbe opporre alla sua realizzazione

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