Sul temporaneo mutismo del presidente, sull’arte di dare i numeri e altri commenti, del 04.09.2016, domenica
4 Settembre 2016 in Politica, Prima Pagina
Sul temporaneo mutismo del presidente, sull’arte di dare i numeri e altri commenti, del 04.09.2016, domenica
La lunga pausa estiva non ha certo fermato la comunicazione della politica che conta perché gli eventi, anche tremendamente tristi, continuano a succedere. In Sicilia invece sembra calato il silenzio su tutte le emergenze e se non fosse stato per la festa del PD (ma cosa avranno da festeggiare?) non avremmo avuto modo di sapere, per esempio, della intenzione del presidente a ricandidarsi alla guida della Regione. Anche su un episodio che la stampa ha riportato più come una curiosità, roba da scherzi a parte, che come una mancata tragedia non ho avuto modo di leggere il commento del presidente e mi riferisco alla nave da crociera che ha quasi demolito un porticciolo turistico nel messinese. Mi sarei aspettato che il presidente facesse la voce grossa contro la compagnia di navi da crociera responsabile dell’accaduto e che reclamasse, con tutto il suo peso politico, il giusto risarcimento nei confronti degli amministratori del porticciolo turistico danneggiato e invece nulla. Forse son finiti i tempi in cui per un incidente automobilistico nei pressi di un casello autostradale siciliano si paventava l’intervento della mafia rea di aver spostato parti del casello stesso!
Ma se da un lato il presidente sta zitto, un aspirante presidente prova a dare i numeri. Parla della creazione di addirittura 12 mila nuove docenze in Sicilia. Un autentico miracolo che avrebbe dovuto rendergli impossibile camminare per le strade di Sicilia per i volumi di petali di fiori che i fortunati docenti, e le loro famiglie, avrebbero dovuto far cadere su di lui. E invece non sembra essere così e qualcuno parla di “deportazione” di insegnanti al nord, di smembramento di nuclei familiari, e il sottosegretario deve tranquillizzare gli animi davanti ai prefetti e a delegazioni di insegnanti. Ma se si trattasse “realmente” di 12 mila docenze in più dobbiamo pensare che noi siciliani siamo degli ingrati e non apprezziamo che in Sicilia verranno pagati “nuovi” stipendi per alcune centinaia di milioni di euro oltre che ridurre sensibilmente la disoccupazione? E se invece si tratta di una “stabilizzazione” di chi era supplente, perché il sottosegretario non trova una soluzione anche per tutti gli altri precari siciliani? O forse la stabilizzazione dei docenti ha a che fare con qualche contestazione della Comunità Europea e con qualche sentenza della magistratura che hanno avuto da ridire con questo sistema che per anni e anni ha assunto e licenziato i supplenti nonostante le vacanze nell’organico della scuola? Ma per sgombrare il campo da ogni possibile equivoco l’aspirante presidente potrebbe dirci quanti erano gli insegnanti, a qualsiasi titolo, prima della “Buona scuola” e oggi? I numeri sono importanti ma la nuova politica deve dare quelli giusti!
Altri commenti
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Intervista a Dijsselbloem: «Flessibilità per l’Italia ma avanti con le riforme» …… ma di quali riforme si parla? Quando ci viene chiesto di fare qualche riforma oramai c’è da tremare perché alla fine si chiede di fare dei sacrifici ai soli cittadini!
Tags: La Sicilia che vogliamo
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