Le proposte di Renzi, Dirigenti statali, scatta la rivoluzione. Stipendi ridotti e più mobilità

12 Marzo 2014 in Rassegna stampa

Da IL MESSAGGERO del 09/03/2014 Estratto da pag. 1 l’articolo dal titolo:

Dirigenti statali, scatta la rivoluzione. Stipendi ridotti e più mobilità

di Diodato Pirone

Saranno riviste le assegnazioni della rica indennità di risultato. Anche i concorsi verranno cambiati nascerà un Albo unico per tutti i capi

 (…) Innanzitutto si punta a sciogliere il nodo dei nodi: lo spessore degli stipendi dei 5.000 dirigenti pubblici italiani. Alla squadra di Renzi non va giù soprattutto un elemento: la ghiotta “indennità di risultato”.(…) Quest’indennità era nata una ventina d’anni fa con l’obiettivo di iniettare un po’ di meritocrazia nel pachidermico corpaccione dello Stato. Ma nel giro di pochi anni l’indennità si è trasformata in un lauto premio garantito praticamente a tutti i dirigenti.

(…) L’idea è quella di restringere i criteri di assegnazione dell’indennità e di prevederla solo se l’intero ufficio raggiunge determinati target. Il risultato, insomma, sarebbe quello dell’ufficio e non più del singolo dirigente in modo da diffondere il “gioco di squadra” negli uffici statali. Il dossier retribuzioni prevede un secondo capitolo: la riduzione del tetto massimo per i dirigenti più importanti. Il governo Monti lo ha già abbassato a circa 300 mila euro annui. Che non possono essere superati anche dagli alti burocrati con doppio o triplo incarico. Ora questa soglia potrebbe essere ulteriormente sforbiciata, ad esempio prendendo come punto di riferimento la busta paga del presidente della Repubblica che veleggia intorno ai 250 mila euro.

LAVORO DI SQUADRA

Il secondo piatto forte della riforma della dirigenza pubblica è quello della rotazione. Il governo pare intenzionato a stabilire che i dirigenti pubblici non possano sedere su una identica poltrona per più di cinque sei anni.

Poi c’è un terzo paletto: la riforma dei concorsi. Si va verso la nascita del cosiddetto “Albo unico dei dirigenti”. Questo significa che lo Stato indirà concorsi per dirigenti ministeriali in genere che solo successivamente potranno essere indirizzati presso questa o quella amministrazione.

(…) è già a buon punto c’è ad esempio il piano sull’Agenda digitale, appena definito (su incarico di Enrico Letta) dal supermanager Francesco Caio. Il dossier per molti aspetti tocca anche la pubblica amministrazione. È il caso ad esempio della fatturazione elettronica, che secondo Caio potrebbe portare risparmi fino a 8-10 miliardi. Collegato strettamente a questo capitolo c’è quello della trasparenza che secondo Renzi dovrebbe diventare la regola per tutte le amministrazioni che dovranno abituarsi a mettere on line e in dettaglio tutte le voci di entrata e di uscita.

La ciliegina sulla torta, infine, sarà quella dei rapporti fra amministrazioni pubbliche e cittadini. Dovrebbe scattare il divieto per le amministrazioni di chiedere documenti che già possiedono e sarà vietato anche ai cittadini chiedere certificati nelle situazioni che possono autocertificare.

Commento di Paolo Luparello: sono sempre restio a commentare ciò che ancora legge non è ma le proposte riportate in questo articolo mi sembrano buone … speriamo che diventino legge e che soprattutto vengano applicate … ma ricordiamoci sempre che non siamo in Sicilia!