Formazione professionale in Sicilia? Non questa, grazie!, del 05.05.2014, lunedì

5 Maggio 2014 in Contributo

Nel commentare una serie di articoli relativi alle faccende della Regione e del nostro governo stellare mi domandavo …

“Mi sarà sicuramente sfuggito ma, esattamente, cosa produce la formazione professionale siciliana? Quanti sono i soggetti ai quali ogni anno vengono somministrati dei corsi di formazione? Quanti di questi poi trovano una qualche occupazione? Un settore che impiega 7-8 o forse 10 mila lavoratori e che costa 2-300 milioni di euro all’anno produrrà certamente qualcosa! Qualcuno mi suggerisce dove andare a cercare queste informazioni? “

Un lettore del nostro blog si è preso la briga di darci qualche indicazione …

“Esiste una notevole  mole di documenti e  informazioni a riguardo, ma non tutta attendibile. La spesa media annuale in effetti si aggira sui 280 mln, se si considerano le filiere attività formative, OIF e sportelli multifunzionali,  a fronte di un numero di partecipanti ai corsi che in fase di avvio si attesta intorno a 45-50.000 unità, per poi subire un calo medio del 30%  se si conteggia il numero di allievi che sostiene positivamente la prova finale. Una seria ricerca sulla ricaduta occupazionale non esiste che io sappia, ma lo sbocco lavorativo rispetto agli allievi in uscita è molto risicato, e mi arrischio a dire che non dovrebbe superare il 15%. In realtà il sistema, fatte salve le eccezioni e le eccellenze, è utilizzato come area di parcheggio  per una parte considerevole della forza lavoro siciliana, non solo giovane, e conosco moltissime persone che vanno avanti a corsi di formazione da anni, beneficiando della attività formativa e di quell’indennità pari a € 4,00 per ogni giornata che  permette loro di non essere classificati come NEET. Il costo pubblico va incrementato di un 20% se si considerato anche il sostegno al reddito (CIGD, mobilità, fondo di garanzia) . Questo. ovviamente, in sintesi.”

Anche se in sintesi mi sembra abbastanza … e se anzichè alimentare un settore che a detta degli attuali vertici politici è fonte di sprechi e ruberie e che non produce occupazione in linea con lo sforzo che si sostiene, perchè non si destinano questi soldi alla riduzione del costo del lavoro in Sicilia? Se si desse un contributo di 10 mila euro a lavoratore si potrebbe agevolare l’assunzione di 28 mila lavoratori e si potrebbe trattare di lavoro vero! Ma naturalmente qualcuno ci spiegherà che non si può fare … vero?

Perchè no?

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