Mobilità selvaggia alla Regione … il gioco delle parti!, del 15.11.2014, sabato

15 Novembre 2014 in Noi la pensiamo così

Come al solito si aspetta che i fatti succedano e poi si grida allo scandalo e ci si straccia le vesti.

Sarebbe facile addossare tutte le responsabilità dell’ennesima tempesta in un bicchier d’acqua al presidente Crocetta che mosso da furore anti-corruttela fece trasferire d’imperio decine e decine di funzionari dai dipartimenti formazione e ambiente determinando l’acuirsi di problemi organizzativi già precari senza quei trasferimenti.

Sono dovuti passare quasi due anni per tentare di ripristinare un minimo di funzionalità nel Paolo a Marina di Cottonedipartimento Formazione attraverso prima una delibera di giunta del 7 ottobre 2014 e poi attraverso i trasferimenti disposti dal dipartimento della funzione pubblica in queste ore.

Ma il dipartimento formazione, sempre che i trasferimenti si tradurranno da ordini di servizio a persone in carne e ossa che si recano nei nuovi uffici, quando potrà recuperare la sua funzionalità? C’è infatti qualcuno che crede che dall’oggi al domani verranno risolti tutti i problemi trasferendo personale che non ha scelto di fare questa esperienza? Quanto tempo sarà necessario perché i funzionari trasferiti potranno operare con la necessaria conoscenza delle materie che saranno chiamati a trattare e che, dalla lettura delle cronache giornalistiche, sembrano presentare qualche criticità?

Mi rendo conto che la situazione di alcuni dipartimenti è drammatica, ma ritengo ancor più drammatica la qualità di una classe politica priva di progettualità che lascia incancrenire le situazioni di crisi e anziché governarle per tempo preferisce ricorrere alla gestione delle emergenze.

Capisco che il presidente della Regione ha nella lotta alla mafia e alla corruzione le sue priorità … ma se si vuole tagliare l’erba sotto i piedi ai mafiosi e ai corrotti si deve anche costruire una Amministrazione che funziona e che risponde alle esigenze dei cittadini.

Troppo facile affidare a un funzionario dell’Amministrazione, anche se dirigente generale, l’onere di interrogare una banca dati e non si capisce in base a quale criterio scegliere, fior da fiore, i candidati alla deportazione.

Compito di quel funzionario, anche se dirigente generale, sarebbe dovuto essere quello di progettare la dotazione organica dei diversi dipartimenti, progettare le modalità di mobilità interna, privilegiando le volontarietà del dipendente, progettare i percorsi formativi per consentire al personale trasferito di acquisire le necessarie conoscenze e competenze per svolgere le nuove funzioni cui saranno destinati.

Compito sempre di quel funzionario, anche se dirigente generale, sarebbe dovuto essere proporre delle soluzioni in grado di sterilizzare ogni forma di premialità negli uffici “affollati” e di incentivarla in quelli sotto organico.

Compito sempre di quel funzionario, anche se dirigente generale, sarebbe dovuto essere, nel progettare la dotazione organica, la stima della produttività che ci si attende dagli uffici dell’Amministrazione in modo da dimensionare gli organici sulla base del livello dei servizi da erogare … anche sulla base delle risultanze del controllo di gestione (uno degli oggetti più sconosciuti della Regione e non solo!).

Ma per fare tutto ciò c’è da fare un gran lavoro e ci vuole tempo … se si fosse iniziato questo percorso due anni fa, subito dopo l’insediamento del nuovo governo (il Crocetta primo … ma siamo già al terzo!), oggi avremmo una Regione un po’ diversa da quella che abbiamo.

Perché non si è fatto? Il presidente ha le sue responsabilità (molte) … ma anche il sindacato ne ha qualcuna!

Sembra che tutto il problema stia nei trasferimenti, senza invece tenere conto che una gran parte dei dipendenti della Regione sono insoddisfatti per la loro condizione di lavoratori. Lavoratori ai quali non è riconosciuto alcun merito e che la politica sindacale ha appiattito senza alcuna possibilità di valorizzazione del merito e della professionalità … aprendo le porte a queste misure di mobilità selvagge!

Nei prossimi giorni vedremo come andrà a finire ma è certo che se da un lato il governo non ha fin qui manifestato alcuna progettualità … il sindacato non è stato da meno!

Chiudo con un paio di riflessioni sui criteri che sono stati adottati per la mobilità.

Esprimo innanzitutto la mia solidarietà ai lavoratori che dall’oggi al domani vengono “sradicati” dalla propria quotidianità fatta di procedimenti amministrativi e di relazioni umane per essere catapultati in un ambiente nuovo, nel quale magari si potranno trovare bene, ma che non può, al momento, essere percepito come un premio e il riconoscimento di una professionalità.

Prima riflessione. Quale è stata la risposta all’atto di interpello per la mobilità volontaria verso il dipartimento formazione? Siamo sicuri che se finalmente si togliesse il nulla osta del dirigente dell’ufficio presso il quale si presta servizio non aumenterebbero il numero dei lavoratori disposti a muoversi?

Seconda riflessione … più articolata.

Da “La Repubblica-Palermo” … “I criteri per la mobilità previsti dalla circolare Giammanco di fine ottobre che recepisce la tanto contestata legge Renzi che introduce la distanza di 50 chilometri per i trasferimenti d’ufficio. E che tiene conto di vari parametri come la categoria di appartenenza, il titolo di studio, i corsi di formazione ma anche la permanenza in aree a rischio (corruzione) e della maggiore anzianità di servizio nella sede di lavoro. Escludendo dal provvedimento, tra gli altri: i dipendenti con gravi problemi di salute, i titolari della 104, quelli con figli più piccoli di tre anni e i dirigenti sindacali.” …

Il fatto che ci siano delle leggi nazionali di riferimento non ci esime dalla possibilità di adattarle alle peculiarità locali e mi riferisco alla distanza dei 50 km. In una Regione come la Sicilia che non è esattamente una pianura e che non gode di infrastrutture viarie e di sistemi di trasporto tra i più efficienti d’Europa, perché parlare di distanze e non piuttosto di tempo per il raggiungimento del luogo di lavoro facendo riferimento ai principali mezzi di trasporto pubblico?

A parte i dirigenti sindacali … ma siamo sicuri che alcuni lavoratori appartenenti alle categorie che sono state escluse non potrebbero essere interessati al trasferimento e non lo hanno ottenuto per problemi di nulla osta?

Un’ultima riflessione. In una Regione che ritiene “strategica” Sicilia e-Servizi è mai possibile che non si possa ricorrere a una forma di telelavoro utilizzando il personale presente negli uffici presenti nel territorio per le esigenze di dipartimenti sotto-organico? Non sarebbe anche un modo per rendere meno infelici tutti e un vantaggio per l’ambiente? Naturalmente sono domande che chi di dovere si sarà sicuramente posto e si sarà dato delle risposte accettabili … sarebbe bello conoscerle!