Riforme al buio? No grazie … organizziamoci!, del 29.11.2014, sabato
29 Novembre 2014 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina
Tra le priorità del governo regionale sembra esserci, ancora una volta, la riforma dell’Amministrazione regionale. Ogni governo sembra voler lasciare la sua impronta. Nel 2000 fu la volta di Capodicasa. Nel 2008 è stata la volta di Lombardo e ancora ne piangiamo le conseguenze … sul piano organizzativo. Il 2015 potrebbe essere la volta di Crocetta. A differenza però delle leggi regionali 10 del 2000 e 19 del 2008 quella di Crocetta potrebbe non essere una legge organica ma un pezzo della legge di stabilità 2015 (ex finanziaria) con la quale si mira semplicemente a tagliare la spesa … del personale in generale e della dirigenza in particolare.
Sembra che soltanto nell’Amministrazione regionale ci siano ancora sprechi e privilegi oramai insopportabili … e la mannaia sarà d’obbligo … pensano il presidente e il suo entourage di fidi consiglieri!
Come ho più volte scritto e detto, l’unico privilegio che oggi hanno i dipendenti delle Regione Siciliana è quello di avere un lavoro e di ricevere con regolarità uno stipendio che è assolutamente in linea con quello del restante esercito dei dipendenti del pubblico impiego d’Italia.
Il messaggio che invece si vuol far passare è che alla Regione c’è ancora da tagliare e dopo aver messo molti uffici nelle condizioni di non poter più funzionare in termini di spese di funzionamento (tagliate spese per energia elettrica, telefonia, pulizie, cancelleria, manutenzione, altro ancora), adesso si vuole tagliare ancora sul personale. Lombardo tagliò, unico caso in Italia, il contratto collettivo 2006-2009 della dirigenza. Crocetta nel 2014 ha già decurtato del 20 % il fondo per le indennità di funzione dei dirigenti. Ma ancora non basta e dietro i propositi di riforma è tutto un fiorire di ipotesi su come “sgrassare” il trattamento economico dei dirigenti e dei dipendenti in generale e … perché no … anche dei pensionati … presenti e futuri.
Che la situazione economico-finanziaria della Regione sia grave non ce lo nascondiamo, ma che il conto debba essere presentato soltanto ad alcune categorie, in particolare ai lavoratori della Regione, è una azione che non si può accettare … specialmente se accompagnata da una operazione mediatica che dura da anni, e che ha certamente avuto una accelerazione sotto questo presidente, attraverso la quale si denigra e si colpevolizza una categoria di lavoratori alla quale vengono addossate tutte le responsabilità dei tanti fallimenti dell’intervento pubblico in decenni di autonomia siciliana … come se la politica ne fosse stata ostaggio!
Il conto lo vorrebbero far pagare soltanto a noi dipendenti della Regione, … ma in tutto il bilancio regionale quali sono le altre voci di spesa dalle quale si conta di realizzare economie? La spending review varrà solo per noi dipendenti regionali e si sta pensando anche ad altro?
Cosa bolle in pentola non lo so … qualcosa c’è e non credo che sarà di gradimento della categoria, almeno fino a quando non sarà reso pubblico e portato al confronto con le forze sociali. In questi giorni si nota un certo attivismo da parte di alcune sigle sindacali … soprattutto autonome.
A leggere i comunicati di talune, sembra che davanti abbiamo una stagione contrattuale nella quale si potrebbe anche parlare di riclassificazione del personale … che meraviglia, se sarà vero e se non si tradurrà nell’ennesimo “passettino” avanti sul piano giuridico di tutti i dipendenti … alla faccia del merito e dell’impegno con il quale una parte del personale continua a lavorare. Ma ci credono davvero?
A leggere i documenti di un’altra sigla sindacale invece si legge la preoccupazione per l’ennesimo attacco alla dirigenza regionale che non ci fa dormire sonni tranquilli, anche se poi da quella stessa classe di lavoratori il Presidente attinge per ruoli importanti di commissari di enti e istituti (vedere l’ultima tornata di nomine a commissario di quelle che un tempo si chiamavano province).
Ma cosa sanno questi sindacati più dei lavoratori su ciò che ci attende? Fanno circolare le informazioni o le custodiscono gelosamente … non ci vogliono forse rovinare le prossime festività natalizie? O forse anche loro non sanno niente e non gli resta che sbirciare quello che avviene nelle segrete stanze del potere?
Da questo stato di grave incertezza e di ignoranza nasce l’iniziativa che vi propongo e cioè di mettere a rete quello che sappiamo e di provare a organizzare un movimento che non ci faccia trovare impreparati quando le carte saranno scoperte e non ci sarà più tempo per organizzarsi e reagire.
Lunedì 1 dicembre cominciamo a vederci e proviamo a darci una traccia di organizzazione … i sindacalisti saranno i benvenuti … basta che si rendano conto che loro sono strumento per l’esercizio dei diritti dei lavoratori e non altro!
Chi fosse interessato a partecipare all’incontro, e non me lo avesse già segnalato, scriva a perchenosicilia@gmail.com fornendo un recapito telefonico mobile … lunedì mattina, 1 dicembre, sarà inviato un sms con l’indicazione del locale dove ci incontreremo a partire dalle 17,00.
Tags: Riforma
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