Resoconto dell’incontro con Gigi Caracausi, segretario generale Cisl-Fp Sicilia, del 28.04.2014, lunedì
28 Aprile 2014 in Incontri
Oggi pomeriggio abbiamo incontrato Gigi Caracausi, segretario generale della Cisl-Fp Sicilia, con il quale ci siamo confrontati con il suo modello di Regione. L’incontro si è tenuto nell’ambito del ciclo di incontri “Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …” organizzato da “Perchè no…qualcosa si muove”
Gigi Caracausi non è persona di molte parole e quelle poche che proferisce raramente le spreca. Così è stato nel corso dell’incontro di oggi pomeriggio durante il quale ha si esternato il suo pensiero ma ha anche voluto ascoltare il nostro in quanto associazione. A differenza dei precedenti incontri in cui abbiamo incontrato personalità che hanno aperto il loro “cassetto” per provare a farci partecipi delle loro idee senza apparenti limitazioni, Gigi Caracausi non ha mostrato alcuno spiraglio per abbandonare quel ruolo che gli appartiene di dirigente sindacale pragmatico e perfettamente conscio del proprio ruolo e del peso delle proprie affermazioni … soprattutto per ciò che possono ingenerare wui politici, sulla dirigenza degli altri sindacati e sui lavoratori del pubblico impiego, siano essi iscritti o non iscritti alla Cisl.
Sul futuro della Sicilia Gigi Caracausi non si è espresso. Gigi Caracausi registra soltanto le vertenze che quotidianamente piombano sul suo tavolo e alle quali prova a trovare delle soluzioni. La vertenza Regione è certamente tra queste e non è certamente la più semplice per ciò che rappresenta per la ampia platea di dipendenti che vi lavorano.
Gigi Caracausi conosce bene i lavoratori della Regione, ne conosce pregi e difetti e sa che a fianco di ottime professionalità (20 … 30 % del personale) sulle quali si regge l’Amministrazione c’è una molto più ampia platea che vive il proprio ruolo solo in termini di minimo impegno per massimo risultato nell’attesa dell’agognata pensione. Di fronte a queste motivazioni non è facile portare avanti proposte innovatrici e si viene costretti a giuocare un ruolo “conservatore” … quel ruolo che oramai viene additato come difesa della casta e dei privilegi di un gruppo di fortunati lavoratori ben pagati inamovibili e fannulloni … quando presenti naturalmente.
Lo stereotipo del “dipendente regionale” è oramai talmente inculcato nell’opinione pubblica che secondo Gigi Caracausi ogni tentativo di contestarlo non fa altro che acuire la critica ed esacerbarla, non ci sono argomenti e spiegazioni tecniche sostenute da prove concrete che possano mutare le convinzioni radicate. Solo il cambiamento … un reale cambiamento supportato da fatti concreti potranno mutare granitiche convinzioni.
Secondo Gigi Caracausi però è tempo che il sindacato, il suo sindacato, si faccia sentire e ancora una volta assuma l’iniziativa in un processo di riforma per il quale i tempi oramai sembrano maturi. Sono di questi giorni le notizie riguardanti uomini politici siciliani quali Faraone del PD e Pistorio dell’UDC che criticano, più o meno aspramente, le inefficienze della Regione e i compensi dei manager … ma non solo. Notizie che seguono i proclami del presidente della Regione e dell’assessora alla funzione pubblica sempre in materia di efficientamento della macchina organizzativa e di maggiore morigeratezza nei trattamenti economici … soprattutto dei dirigenti.
Su queste basi la Cisl non si sottrarrà al confronto e sarà portatrice di una propria proposta di riforma dell’amministrazione regionale che sarà certamente sfidante rispetto a quelle del governo regionale che al momento sono soltanto titoli di giornale.
Secondo Gigi Caracausi oggi lo Statuto regionale rappresenta un limite. Una classe politica che ha perso la vera spinta autonomista non è in grado di cogliere le esigenze dei siciliani e si limita al recepimento delle leggi di riforma nazionali con ritardo rispetto al panorama nazionale dando della Sicilia una idea ancora più refrattaria allo sviluppo e all’innovazione di quanto non sia.
Se la Cisl si sta decidendo soltanto adesso ad avanzare la propria proposta e a sfidare il governo regionale è perchè ritiene che i tempi siano maturi, conscia però del fatto che una volta avviato il percorso questo non potrà arrestarsi senza lasciare sul campo antichi privilegi oramai scomparsi nel resto del pubblico impiego nazionale. Ma la Regione così com’è non può più funzionare e quella alla quale si vuole tendere potrà servire alla comunità siciliana.
Gigi Caracausi non ha voluto anticipare nulla del progetto che stanno elaborando ma alcuni tratti siamo riusciti a coglierli.
Nella Regione che la Cisl vuole lo spoil system deve essere un antico ricordo. Soprattutto la dirigenza generale deve essere scelta da un bacino ristretto che impedisca il mercimonio che si è fatto di questo ruolo … la dirigenza deve recuperare il proprio ruolo nel governo della macchina burocratica e la politica deve fare il proprio mestiere … impulso e controllo … non ci possono essere burocrati di area, devono esistere soltanto burocrati preparati in grado di attuare i programmi politici loro affidati nei limiti delle norme di riferimento e su questo saranno valutati e confermati o avvicendati.
La stessa Regione, secondo l’idea di Gigi Caracausi, non può essere soltanto “programmazione e controllo” … anzi … nella modifica dell’assetto degli enti locali immagina una Regione che fa proprie le competenze che afferivano alle provincie regionali oramai soppresse e finanche parte delle competenze degli enti comunali … in un processo di sviluppo di sinergie e di efficientamento dei servizi per un sempre maggiore aumento della produttività e riduzione del costo dei servizi per i cittadini. Un Ente Regione che deve quindi strutturasi idoneamente anche attraverso una territorializzazione della sua presenza attraverso un numero contenuto di strutture nelle quali far confluire il personale di cui dispone … personale inteso di estrazione “regionale” ma anche “ex provinciale” e anche “ex comunale”.
All’incontro hanno preso parte anche Paolo Montera e alcuni amici comuni della Cisl e della nostra Associazione, animando un utile confronto sui temi della valorizzazione del personale del comparto non dirigenziale (è tempo che si facciano dei concorsi), dei limiti del ruolo unico dirigenziale (si deve tornare ai ruoli per ramo di amministrazione con i dovuti accorgimenti), del futuro di alcuni enti che vivono in questi giorni situazioni drammatiche a seguito delle difficoltà del governo regionale di approntare una manovra finanziaria bis “sostenibile” (è tempo che antiche piccole isole felici entrino nell’alveo della Regione).
Si è parlato anche di altro ma questi sono gli argomenti che sono riuscito a fissare nei miei appunti.
Ricordo sempre che quanto riportato in questo resoconto è frutto di mie personali rielaborazioni e resto a disposizione del nostro ospite per eventuali rettifiche e/o integrazioni.
Ancora un grazie a Gigi Caracausi per averci dedicato due ore del suo tempo.
Prossimo appuntamento il 12 maggio, lunedì, … incontreremo il dott. Fabio Crapitti, formatore.

Tags: La Regione che vorrei
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