Corte dei Conti, Una lettura dei documenti del rendiconto, del 12.07.2014, sabato
12 Luglio 2014 in Noi la pensiamo così
Dalla RELAZIONE ORALE PER L’UDIENZA DI PARIFICAZIONE del RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE SICILIANA per l’ESERCIZIO FINANZIARIO 2013
La relazione è un documento di 58 pagine con la quale viene commentato il rendiconto e vengono evidenziate alcune delle criticità di maggiore rilievo sulle quali la Corte accende i propri riflettori nella speranza che il Governo della Regione ne tragga le necessarie conseguenze … ma a vedere i risultati di tutti questi anni di rendiconti non sembra che i Governi hanno prestato la necessaria attenzione.
Significativo il commento della Corte con il quale si chiude la “Premessa” …
… “In conclusione, tenuto conto, soprattutto, delle luci e delle ombre che emergono dal referto della Corte sul consuntivo regionale del 2013, s’intende fermamente rimarcare l’imprescindibile esigenza che, a tutti i livelli di governo e da parte di tutti i soggetti istituzionali e burocratici, si abbandoni prontamente la fase meramente programmatoria e riflessiva per passare a quella dei concreti interventi e delle fattive realizzazioni. (N.d.R. Parafrasando … meno chiacchiere e più fatti!)
Pur dando atto al Governo regionale delle iniziative già realizzate e delle proposte di riforma relative ad alcuni significativi settori d’intervento, la Corte è dell’avviso che la Regione, per superare la grave sofferenza dei conti pubblici e puntare decisamente su rinnovate strategie di sviluppo, nonché di risposta alle emergenze sociali, non possa più fare a meno di elaborare, e al più presto, un programma pluriennale di aggiustamento economico
finanziario, sostenibile, ma nello stesso tempo severo, da definire ed attuare nell’ambito di una rafforzata cooperazione con lo Stato il quale, comunque, dovrà in futuro maggiormente attenersi al principio di leale collaborazione.” … anche la Corte dei Conti si è stufata degli annunci?
Mi piacerebbe sapere quanto della “Relazione” e del “Rendiconto” in generale sia stato comprensibile al Governo che spesso con i numeri fa un po’ di confusione e il rendiconto di numeri e zeppo!
Ma lasciando i numeri agli esperti mi concentrerò sulle critiche della Corte e sulla disparità di trattamento che riserva ai dipendenti della Regione rispetto a quelli degli altri comparti di cui si tratta nel rendiconto.
Innanzitutto c’è da dire che l’analisi sulla incidenza dei costi del personale regionale e della sua consistenza e distribuzione non si comprende a quali iniziative dovrebbe essere propedeutico. La Corte dei Conti immagina un ridimensionamento dell’organico previo prepensionamento o licenziamento? O immagina semplicemente un taglio delle retribuzioni? O l’uno e l’altro?
Stessa analisi non viene svolta per il comparto sanità, per gli enti locali, per le società partecipate … come mai?
Eppure l’incidenza del costo del personale sul bilancio regionale è ben più contenuto rispetto al comparto Sanità o a quello degli enti locali. Sulle società partecipate non ho notizie ma da quelle notizie che di tanto in tanto arrivano sui giornali qualcosa da dire ci sarebbe … ma come mai la Corte dei Conti non ne parla? Forse perchè dispone dei dati soltanto per la Regione?
Un altro tema interessante riguarda la consistenza dei residui attivi. Capisco che il ruolo della Corte è di mero controllo ma è mai possibile che la consistenza dei residui attivi sia esplosa fino alla attuale consistenza di oltre 15 miliardi di € senza che l’azione della Corte abbia potuto fare nulla per “intimorire” i Governi regionali?
Altrettanto interessante il tema della legislazione di spesa … ben 10 leggi per una consistente contrazione degli impegni di spesa rispetto al 2012 … addirittura del 50%. Una bacchettata anche sul modus operandi nella presentazione dei disegni di legge … sembra che soltanto cinque siano stati accompagnati dalle relazioni tecniche che, tuttavia, … “non sempre appaiono sufficienti per conoscere e valutare appieno gli effetti finanziari reali. Tali relazioni hanno un contenuto illustrativo, tecnico e finanziario, di mero ausilio interno per la discussione parlamentare: nella maggior parte dei casi recano un insufficiente approfondimento circa le stime ed i metodi utilizzati per la quantificazione degli oneri che conseguiranno all’iniziativa legislativa. Ciò, peraltro, non consente l’emersione di oneri che potrebbero rimanere “occulti”. Analogamente, con riferimento agli oneri pluriennali, soprattutto in tema di legislazione incentivante la retribuzione del personale, la Corte rileva la necessità di una maggiore precisione ed attendibilità delle previsioni, delle stime e delle quantificazioni degli oneri riflessi, destinati a protrarsi stabilmente anche in esercizi successivi.” … complimenti al Governo!
Bene sul patto di stabilità! Sembra che si sia speso 300 milioni di € di meno rispetto al tetto fissato … alla faccia della crisi ci siamo tenuti in cassa soldi che avremmo potuto spendere?
Interessante l’analisi sull’indebitamento della Regione e in particolare sull’uso di strumenti come gli SWAP, una autentica roulette, che hanno determinato nel periodo di attivazione delle perdite nette. Anziché deprecare questa attività da parte di una Pubblica Amministrazione, la Corte sembra semplicemente invitare a una maggiore cautela!
Qualcosa di buono sembra aver fatto la Regione sotto la sapiente guida della Segreteria Generale … abbiamo GEKO il sistema per il controllo di gestione … infatti alla Regione non si fa nulla senza un puntuale report del Controllo di Gestione … perchè tutti conoscono GEKO … vero?
Allarmante la situazione degli Enti locali e della gestione degli ex ATO rifiuti … si parla di centinaia di milioni di euro di debiti fuori bilancio e di debiti in generale ma di questo sui giornali nemmeno una riga … eppure le responsabilità politiche in queste vicende sono colossali … ma nemmeno una riga sui giornali!
Il problema siamo noi dipendenti regionali e in particolare noi dirigenti … tutto il resto è fuffa … secondo la Corte almeno!
Tags: Corte dei Conti, Rendiconto 2013
A proposito di GEKO…..che attendibilità può avere un controllo di gestione che basa la sua azione sui dati forniti dagli stessi soggetti “controllati”? Un buon sistema dovrebbe invece essere in grado di ricavare da sé e senza alcun filtro intermedio i dati che gli servono.
E’ come chiedere all’oste di darci il vino migliore che ha e sul quale poi effettueremo il giudizio di correttezza sull’intera sua attività di vendita….il guaio è che, così facendo, non potremo mai valutare la qualità del vino servito agli altri, normali, clienti….