Per una Palermo più verde e curata … io ci sarò!, del 01.09.2014, lunedì

1 Settembre 2014 in Eventi

PalermoLo scorso 8 agosto ho ricevuto dall’amico Aldo Penna la lettera aperta sul verde a Palermo, che in appresso riporto interamente, con l’invito, se condivisa, a sottoscriverla.

Condividendola l’ho sottoscritta nella qualità di presidente della Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Per affrontare i temi trattati nella lettera e per raccogliere adesioni e proposte per una migliore vivibilità della città di Palermo, Aldo Penna ha organizzato l’evento che segue …

“Giovedi 4 settembre alle ore 18 al Giardino Inglese presso la fontana (lato via Libertà) si svolgerà un incontro tra chi ha condiviso la lettera all’assessore Raimondo per un ruolo attivo dei cittadini nella cura del verde. All’incontro è stato invitato l’assessore e sarà palestra di idee e proposte concrete per avere finalmente una Palermo più verde e curata.”

Io, Paolo Luparello, ci sarò … spero anche molti amici palermitani! Per gli amici e simpatizzanti di “Perchè no…qualcosa si muove” sarà anche l’occasione per reincontrarci!

“Lettera aperta al Prof. Raimondo

Una città verde, una città curata, con spazi condivisi che possano accogliere, cittadini, turisti, visitatori. E’ questo che la gran parte dei palermitani vorrebbe per Palermo. Le immagini che restano impresse scorrendo la visione di parchi accoglienti, fiori e bordure che regalano un tocco di magia alla quasi totalità dei centri abitati europei diventano visione sconfortate percorrendo le strade cittadine.

Lei professor Raimondo ha competenze straordinarie, la sua buona fede e il suo impegno, sono fuori discussione. Lei è un galantuomo che ama la sua città. Perché allora rischia di fallire uno sforzo che gioverebbe immensamente al cambiamento? Perché l’immagine di Palermo deve uscirne immiserita, calpestata, offesa? Perché le isole di eccellenza che pur ci sono in questo campo non possono divenire la totalità?

Perché le numerose maestranze non sono ben organizzate? Perché si impegnano grandi quantità di risorse in interventi spesso inutili invece che nella manutenzione ordinaria? Perché si risana un luogo, si pulisce un posto abbandonato e, non modificando il modello, tutto ripiomba nell’abbandono?

Quale male antico si annida tra le fila degli uomini che lei sta guidando? Perché dalla Turchia alla Norvegia, da Siviglia a Riga i visitatori raccontano delle meraviglie botaniche, della frescura dei parchi, dell’ordine che vi regna, e da noi non si può?

La dotazione in uomini (850) è poderosa. Pensi che Parigi ha 3000 giardinieri, è grande 15 volte Palermo e il suo verde ricorda i fasti del Re Sole, Roma poco più di 1000, Torino meno della nostra inefficiente armata.

Non è dunque questione di quantità, è chiaro alcuni generali che lei si trova da poco a guidare non sanno far bene il loro mestiere. E’ di palmare evidenza che molti ufficiali dello stato maggiore non riescono a farsi ubbidire (forse ricevono minacce?) dai loro sottoposti.

Lei professore rappresenta i cittadini che hanno sperato nella luce dopo un decennio di oscurità. Ma non potrà riuscire se non chiama rinforzi, se non chiede aiuto. No, non parliamo di altre maestranze da sottoporre alla stessa inefficiente guida, parlo dei cittadini, i suoi veri alleati.

I palermitani che vorrebbero godere di un parco senza cartacce, che bramosi di verde affollano il prato del foro italico anche se mal tenuto, che visitano il Giardino inglese o Villa Giulia e apprezzano lo sforzo che addetti e responsabili di quei luoghi assicurano, ma inorridiscono di fronte ad aiuole spartitraffico, ai grandi spazi verdi delle periferie, alle villette dei quartieri lasciate nell’incuria e ricoperte di erbacce, escrementi e sporcizia.

I cittadini sono dalla sua parte, li chiami in aiuto. Faccia esercitare un controllo su quanto fanno non fanno, le centinaia di uomini che ogni giorno dovrebbero prendersi cura della nostra Palermo. Li chiami in soccorso, come singoli, come associazioni, come vigilanti, come suggeritori.  I palermitani non la deluderanno. Ma se resterà arroccato nelle cittadelle degli uffici, se pensa che dalla sua stanza potrà guidare una impossibile rivoluzione si sveglierà deluso e noi con lei.

Non presti orecchio alle difficoltà che le frappongono a ogni idea che metterà sul campo. Non ne parli con il suo ufficio, ne discuta con i cittadini. Nessun burocrate dirà di no a qualcosa che la città vuole.

Abbiamo fiducia in lei, ma il tempo corre, e non a nostro e suo favore.

Aldo Penna”