Il mio futuro non può dipendere da un destino cinico e baro … e il tuo?, del 02.12.2014, martedì
3 Dicembre 2014 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina
Resoconto dell’incontro del 2 dicembre 2014 degli amici di “Perchè no…qualcosa si muove”
Ieri pomeriggio altro incontro partecipato promosso da “Perché no…qualcosa si muove” … e qualcosa sembra muoversi davvero!
Presso una caffetteria non possiamo certo raccogliere decine, centinaia o migliaia di persone … ma un gruppo di persone che hanno voglia di parlare, di ascoltare e di confrontarsi si. E così è stato ieri pomeriggio. C’erano dei pensionati, c’erano dei dipendenti in servizio … non c’erano rappresentanti di una categoria di lavoratori.
Il tema posto all’ordine del giorno di ieri era la situazione in cui si trovano i dipendenti e i pensionati della Regione Siciliana e se i proclami del governo in materia di riforma dell’Amministrazione e di riduzione dei trattamenti pensionistici sono da considerare seriamente o se si tratta di semplici annunci.
Io ho esposto la mia opinione e visto il clima non certo favorevole, e quando lo è mai stato, nei confronti dei lavoratori della Regione Siciliana ho manifestato tutta la mia preoccupazione sul futuro. Un futuro in cui sembra che ci verrà chiesto di rinunciare a una parte dei nostri emolumenti, di demansionare una quota significativa del personale, di estendere ulteriormente clausole di “solidarietà” a carico dei pensionati.
Ho chiesto alle amiche e agli amici che sono intervenuti di dire se la mia visione è eccessivamente pessimistica e non coerente con la realtà ma le risposte che ho avuto non sono confortanti, nel senso che condividono le mie preoccupazioni.
Quello che ieri sembrava certezza oggi non lo è più. I “diritti quesiti” sono oramai un lontano ricordo e di fronte a bilanci pubblici asfittici non si può più garantire nulla … salvo alla politica naturalmente … e da qui il passo è breve per chiedere anche ai pensionati di stringere un po’ la cinghia … ipotizzando che ci sia ancora una cinghia con la quale stringere qualcosa.
Il taglio degli emolumenti è una realtà. Tutti i dipendenti pubblici sono senza contratto dal 2010 (i dirigenti della Regione dal 2006) e nella Regione Siciliana si è già avuta quest’anno una decurtazione del 20 % del fondo del salario di posizione della dirigenza, e all’orizzonte c’è non soltanto un ulteriore taglio ma si parla anche di riduzione delle postazioni dirigenziali e degli stessi dirigenti per i quali non è chiaro il destino … demansionamento?
Ma se demansionano i dirigenti, cosa succederà per il resto del personale? O ci si inventerà una nuova figura giuridica che continuerà la tradizione di farci additare come i soliti “autonomisti delle banane”?
Probabilmente ho una visione troppo negativa e mi trovo a dover cercare di interpretare i messaggi del governo regionale che vengono veicolati dalla stampa, ma in assenza di documenti formalizzati possiamo fingere che nulla si sta muovendo e che possiamo dormire sonni tranquilli?
Il bello è che tutti sono per la trasparenza e per la pubblicazione di tutto su internet … trasparenza e pubblicità “dopo” però che i fatti sono successi … non prima, quando è possibile esercitare il diritto di partecipazione per il tramite delle diverse forze sociali siano esse politiche che sindacali. Anche queste ultime non brillano certo per trasparenza … sembrano quasi delle associazioni segrete che si tengono ben stretta la conoscenza di cui dispongono (sarà vero che loro sanno?) salvo poi concedere delle assemblee alle quali accorrono gli affamati di conoscenza dei quali si ascoltano le lagnanze e gli si elargisce ciò che si vogliono sentir dire … ma forse è soltanto questo quello che molti vogliono … un diritto di tribuna, anche se privo di potere contrattuale.
Noi pensiamo che tutti i cittadini devono partecipare al processo di formazione delle riforme e della regolamentazione e che le forze sociali, in particolare i sindacati, devono essere strumento della volontà dei lavoratori e in particolar modo dei soggetti che poi subiscono direttamente gli effetti di quelle riforme e di quella regolamentazione.
Su questo ci siamo trovati d’accordo con gli amici e le amiche che hanno partecipato all’incontro di ieri e abbiamo deciso che dobbiamo farci sentire sia dalle forze sociali sia dal governo.
Il nostro volerci fare sentire non è una difesa a ogni costo di quello che oggi viene considerato un privilegio al quale non vogliamo rinunciare (una pensione per un lavoro già reso o uno stipendio per un lavoro che rendiamo) ma la volontà di comprendere insieme a chi saremo chiamati a fare sacrifici. I sacrifici che ci vengono chiesti devono essere della stessa natura e intensità di quelli che vengono richiesti a tutti gli altri lavoratori e pensionati, e se di lotta agli sprechi si deve parlare parliamone a 360 gradi relativamente a tutte le voci del bilancio regionale che di certo non vede la spesa per stipendi e pensioni quella maggioritaria in assoluto!
Non si può chiedere soltanto ai dipendenti della Regione di fare dei sacrifici e per ottenerli si esercita su di essi una pressione mediatica continua (illegittimi, assenteisti, fannulloni, incapaci, corrotti, spreconi, e chi più ne ha più ne metta) che sta arrivando al punto che tanti cominciano a crederci veramente e rinunciano a reagire e a far valere le proprie ragioni.
Noi chiediamo rispetto. Noi chiediamo di sapere che destino ci attende. Noi chiediamo di sapere chi e in che misura dovrà contribuire al risanamento della Regione.
Per fare sentire la nostra voce avremmo pensato di organizzare una manifestazione nel corso della quale presentare un nostro contributo per “aiutare” il governo a effettuare i tagli se tagli ci dovranno essere.
I compiti che ci siamo dati sono di tipo organizzativo e di ricerca. Il compito di tipo organizzativo consiste nel far girare questo documento e raccogliere le adesioni per la futura manifestazione … chi tra i colleghi in servizio, chi tra i pensionati. Dovremo costituire un coordinamento e chi ne vorrà far parte è ben accetto!
C’è anche bisogno di collazionare il “contributo” per suggerire al governo dove è possibile tagliare e dove è possibile aumentare le entrate … ognuno per la parte di propria conoscenza è invitato a farci pervenire le proprie proposte.
Quando saremo pronti per la manifestazione inviteremo il governo, inviteremo le forze politiche e inviteremo i sindacati … è troppo chiedere che ognuno si assuma le proprie responsabilità nei confronti di oltre 30 mila dipendenti ed ex dipendenti, oltre le loro famiglie, il cui futuro sembra affidato a un destino cinico e baro?
Il nostro futuro lo sappiamo benissimo da chi dipende ed è per questo che vogliamo agire.
Fateci sapere cosa ne pensate!
Tags: Manifestazione, Riforma
Commenti recenti