Bilancio regionale, lacrime e sangue per chi?, del 25.01.2015, domenica

25 Gennaio 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Bilancio regionale, lacrime e sangue per chi?

di Paolo Luparello

Rulli di tamburi si odono all’orizzonte. Non riesco a capire se sono quelli dei sindacati o del Governo Crocetta.Paolo a Marina di Cottone
Come nelle migliori tradizioni il Governo non sembra intenzionato ad assumersi le sue responsabilità e anziché presentare quella che potrebbe essere la manovra economica più sanguinosa che un governo potrebbe dover adottare preferisce utilizzare la stampa per veicolare a spizzichi e bocconi tutta una serie di misure pesantissime per decine di migliaia di persone. Per vedere l’effetto che fa. Tutto quello che avete visto in questi anni in Grecia si potrebbe cominciare a vedere anche in Sicilia, non in Italia, in Sicilia.

I tanti colleghi che mi onorano della loro stima e che seguono quel che vado pubblicando vorrebbero che cominciassimo a mettere in campo iniziative di lotta a difesa della categoria, quella dei dipendenti della Regione e anche dei pensionati. Parliamo di circa 35 mila famiglie che dall’oggi al domani, senza appartenere a una casta, se non secondo qualche mente malata, si potrebbero trovare a dover fare i conti con tagli pesantissimi dei loro redditi … in spregio a quello che una volta la Corte Costituzionale considerava un limite invalicabile … i diritti quesiti!
Oramai niente di tutto ciò. Dovendo fare i conti con squilibri di bilancio oramai strutturati, grazie anche all’insipienza della nostra classe politica regionale che si è fatta sottrarre risorse regionali che spettavano per Statuto alla Sicilia, tutto è sacrificabile e quello che ieri poteva essere una certezza oggi è diventato una mera aspettativa.
Pensare di organizzarci per difendere quelli che riteniamo essere i nostri diritti non so fino a che punto può essere una strategia vincente. Qualcuno ha parlato di blocco della spesa comunitaria … la Sicilia potrebbe perdere quasi due miliardi di € di risorse. Lo ritengo un suicidio della categoria per due motivi … perderemmo tutti e daremmo un alibi alla classe politica regionale che è la responsabile del fallimento di ogni periodo di programmazione di fondi strutturali.
Io credo che la strategia che dovremmo seguire sia un’altra.
Io non ho idea di quanto possano valere in soldoni, ma sono convinto che nel bilancio regionale si annidano una serie di spese delle quali si potrebbe fare a meno senza per questo ridurre i servizi ai siciliani … forse si ridurrebbero i trasferimenti ad alcuni gruppi di potere … piccoli o grandi che siano. Ognuno di noi, nell’ambito del proprio ufficio dovrebbe segnalare le spese superflue o quelle che ritiene tali e sulle quali andrebbe effettuata una seria valutazione. Chissà a quanto risparmio si potrebbe arrivare prima di dover intaccare i redditi dei lavoratori!
Ma non ci sono soltanto le spese superflue. Ci sono anche gli sprechi. Siamo sicuri che tutte le società partecipate servano a qualcosa … oltre che per aver aiutato a sistemare qualche protetto? Se lo scopo di queste società è stato di tipo “sociale”, una volta per tutte si abbia il coraggio di dirlo chiaramente, le si chiuda e tutto il personale lo si metta in un unico contenitore riconoscendo a questi lavoratori un reddito parametrato a quello dei dipendenti regionali … volete vedere che anche così si risparmierebbero un po’ di soldi?
Io non conosco tutti i meandri della Regione Siciliana, ma sono sicuro che ognuno di voi sa esattamente se ci sono settori nei quali si sostengono spese che potrebbero essere ridotte o eliminate … segnalatele a Perchè no (www.perchenosicilia.org) … anche in forma anonima … e se una volta individuati tutti gli sprechi e le inefficienze dovessero mancare altri soldi, allora, solo allora, si potranno chiedere dei sacrifici ai dipendenti della Regione Siciliana così come a tutti gli altri che in vari enti e contenitori gravano sul bilancio della Regione … che ne pensate?
Non è tempo di piagnistei. E’ tempo di rimboccarsi le maniche e di non dare alibi o vantaggi a nessuno … qualcuno diceva … neanche agli “sciancati”!
Non diamo alibi a questo Governo che nell’immobilismo più assoluto vorrebbe dimostrarsi “terzo” rispetto alle scelte che dovrà effettuare. Questo balletto tra l’assessore Baccei e il presidente Crocetta ha dell’incredibile. Si vorrebbe far credere che il presidente e la sua Giunta non abbiano responsabilità e che quello che ci si vorrà far pagare è dettato dall’assessore Baccei eterodiretto dal governo di Roma … ma stiamo scherzando? Ci vogliono prendere per cretini? Baccei lo ha nominato Crocetta e ogni cosa che lui farà, Crocetta non ne potrà prendere le distanze. Anche in questo la dimostrazione della qualità della classe politica regionale. Di fronte a scelte obbligate e impopolari preferiscono che siano altri a passare per cattivi … i siciliani lo capiranno?