La Sicilia che vogliamo, del 27.09.2015, domenica
27 Settembre 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina
La Sicilia che vogliamo, del 27.09.2015, domenica
Parlare di politica non è facile. In questi giorni sto provando a passare dalle parole scritte ai fatti … anche qui si tratta di parole, per il momento, ma di parole tra persone che si incontrano e si confrontano su ciò che si vorrebbe in quanto cittadini della comunità siciliana. Cittadini stanchi del nulla che la politica regionale ci ha offerto fino a oggi e che credono che cambiare sia possibile solo se lo si vorrà e si sarà disposti a impegnarsi in prima persona. Impegnarsi in prima persona non vuol dire necessariamente candidarsi alle elezioni, fare comizi e andare “di porta in porta” a raccogliere le disponibilità al volto dei cittadini. Impegnarsi in prima persona significa anche partecipare a degli incontri, dire la propria idea, dire cosa si pensa delle idee altrui, condividere un percorso e la sua organizzazione.
Ma come dicevo all’inizio parlare di politica non è facile … , non è facile, almeno, se dichiari apertamente di voler parlare di politica. Non è facile perchè oggi va di moda soltanto demonizzare i politici … anche quelli che si affacciano per la prima volta all’orizzonte, tranne naturalmente quelli che, livorosi e forcaioli, non sanno fare altro che chiedere l’azzeramento dei troppi privilegi delle “caste” (si è arrivati al punto che “fa casta” anche un reddito di 2 mila euro netti mensili in un ente pubblico! … reddito al quale dovremmo fare tendere quello di chi lo ha più basso!) e proporre soluzioni demagogiche delle quali non si comprende bene come le si potrà finanziare.
Ma se la Sicilia è ridotta nello stato in cui si trova la colpa è certamente di chi ha governato male, ma una qualche responsabilità è di coloro che hanno lasciato fare … o votando quelli che hanno governato male (e continuandoli a votare) o non esercitando il controllo democratico che ogni cittadino dovrebbe esercitare attraverso la denuncia e la testimonianza di ciò che non va!
Come ho più volte scritto, tra una politica governativa abbarbicata al potere e che “recluta” chiunque … anche individui e soggetti politici impresentabili, e una politica che oltre l’urlo e il livore spesso presenta persone che non saprebbero cosa fare una volta elette, io penso che ci possa essere una terza via fatta di persone che vogliono impegnarsi per il bene comune con spirito di servizio, senza bramosie di radicarsi al potere e senza minacciare sfaceli ma semplicemente portando il buon senso del buon padre (leggi anche madre) di famiglia al governo.
“La Sicilia che vogliamo”, al momento un semplice titolo, non è un partito e non è una ideologia politica, è un modo di immaginare il futuro e provare a farlo diventare presente. E’ un modo per non dovere avere il rimpianto di non averci nemmeno provato. Così come io sono arrivato a proporre questo percorso ci saranno arrivate altre persone che, fuori da partiti tradizionali e dogmatismi ideologici, hanno maturato la stessa idea. Con questi spero che un giorno si possa fare fronte comune per la terza via.
Non voglio carpire la buona fede di nessuno, ma quello che propongo è un “cammino” che spero ci possa portare il più lontano possibile, ma che anche l’averlo percorso per un tratto ci possa lasciare una bella esperienza.
Da domani, 28 settembre, riprendiamo questo “cammino” ricominciando a incontrarci … chi vorrà fare un po’ di strada con noi è ben accetto, basti che condivida poche regole … ascoltare tutti, non soltanto se stessi, … lasciare parlare anche gli altri, … rispetto per chi ha una visione diversa dalla mia, potrebbe avere delle ragioni degne di essere comprese … se ti ho incuriosito contattami e ne parleremo.
Come ho esordito in questo post … Parlare di politica non è facile. … ancora per troppe persone la politica sembra una cosa sporca ma … politici siamo tutti … qualcuno non se ne rende conto ma nel momento in cui si fa parte di una comunità, solo solo per il fatto di avervi la residenza, si fa politica … anche decidendo di non occuparsi della vita pubblica e di cosa fanno le istituzioni … meglio provare a occuparsene!
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