La legge del più forte alla fine prevarrà!, del 14.11.2015, sabato

14 Novembre 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

La legge del più forte alla fine prevarrà!

di Paolo Luparello

“The show must go on!”. E’ vero, lo spettacolo deve continuare. Succeda quel che deve succedere, lo spettacolo deve andare avanti. Fermarci? E perchè? Si potrebbe trattare dell’ultima volta che lo facciamo. Chi può dire quale è la data esatta in cui il nastro del nostro percorso si interromperà? Saremmo potuti sfuggire alla mano spietata dei boia del Baclatan per poi imbatterci nel monossido di carbonio di un braciere mal funzionante di un delizioso chalet di montagna, chi lo può dire. Fermarsi? Solo se dentro di te senti che è giusto fermarsi … per te!Paolo a Marina di Cottone
In queste ore ci sono quelli che, pur provando pietà e rabbia per quanto è successo a Parigi, ne fanno una questione di statistica e di abitudine.
Trucidare 100, 200 civili inermi nel centro di Parigi ci angoscia, un po’ meno se 1000, 2000 migranti affondano in un barcone della malora nel mare delle nostre vacanze. Per non dire delle morti senza fine nei paesi abbandonati a se stessi in quanto non strategici per nessuno (che ce ne facciamo di un paese in cui non c’è un albero per impiccarvi un uomo o una pozza d’acqua per annegarlo o un po’ di terra nel quale seppellirlo? Citazione) e in cui i bambini muoiono come mosche. Chi ha studiato biologia sa che questa è la dura legge della natura e del sistema di equilibrio che regge ogni ecosistema. Ma noi uomini abbiamo la presunzione di violare le leggi della natura e la legge della natura è la legge del più forte … ma non il più forte perchè è più ricco!
I fatti di Parigi dimostrano ancora una volta che ci sono esseri, in tutto simili a noi, che non hanno nessun attaccamento a quella che noi chiamiamo vita. Loro, questi esseri, hanno conosciuto solo quella che è una vita di inferno, fatta di violenza e di dolore. Cosa li potrebbe far affezionare a questa vita terrena? Hanno forse una casa? Hanno forse speranza di affermarsi in una qualche professione? Hanno forse speranza di formarsi una famiglia? Hanno forse speranza di avere dei figli e sperare per loro in un futuro migliore?
Se i senza speranza fossero pochi, anche qualche milione, li potremmo considerare dei disadattati, ce ne potremmo fare una ragione. Ma se i senza speranza sono miliardi, il mondo civilizzato che noi amiamo ha un problema … un grosso problema. Quando la ricchezza del mondo è appannaggio di pochi individui (i vincitori del Monopoli … solo che la partita non finisce con i dadi nella scatola del gioco!), quando qualche centinaio di milioni di individui conduce una vita tutto sommato accettabile, e quando miliardi di individui vivono nell’assenza di una prospettiva, qualcosa può succedere. Succedono anche i fatti di Parigi. Perchè quei miliardi di individui senza prospettiva non vivono soltanto in luoghi lontani da noi, in Asia, Africa o Sud America, vivono ai margini della nostra società, nelle periferie delle nostre città … cosa hanno da perdere? Cosa può trattenere migliaia di giovani indottrinati per i quali la vita è solo una fermata del tram verso la gloria eterna dal mettere a ferro e fuoco una città? La nostra città! Nulla.
Io non so se dietro questo ennesimo attentato, al quale ne seguiranno altri, e altri ancora, ci sia la mente criminale dei pupari del mondo che lo governano all’insegna delle loro ferree leggi. So solo che il modello di economia che ci siamo dati, o che subiamo, mostra tutti i suoi limiti. Non credo di dire una inesattezza se affermo che nella storia dell’uomo anche le più grandi civiltà e i più grandi imperi alla fine sono caduti e di essi sono rimasti soltanto delle tracce. La durata di queste civiltà e di questi imperi è andata diventando sempre più breve. Oggi che siamo nell’era di internet quanto potrà durare il nostro modello di vita? Perchè tanta attenzione ai viaggi nello spazio? Forse qualcuno conosce il finale? Non sarà nei prossimi 30 anni o 50 anni, ma se si continua di questo passo il destino è segnato e questo significa che, se non noi, i nostri figli dovranno fare i conti con la legge del più forte … la legge della natura!
Sicuramente mi sbaglio, ma credo comunque che sia da stupidi non guardare un poco oltre l’orizzonte … tutto qua!