Proporsi per governare le Sicilia … come?, di Paolo Luparello. del 04.01.2016, lunedì

4 Gennaio 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Proporsi per governare le Sicilia … come?, di Paolo Luparello. del 04.01.2016, lunedì

Proporsi ai propri concittadini per ottenerne la fiducia per ricoprire un mandato parlamentare è qualcosa di così semplice che chiunque lo può fare. Tanto è vero che a ogni tornata elettorale sono migliaia i candidati e sono tantissimi coloro che a elezioni finite raccolgono una manciata di voti … alcuni neanche uno … nemmeno il proprio voto.Paolo a Marina di Cottone

Ma al di là di far parte di una formazione politica che ospiti la candidatura e delle risorse di tutti i tipi che servono per portare avanti un tornata elettorale, cosa è necessario per proporsi agli elettori?

Chiacchiere! Tante chiacchiere! Chiacchiere verbali e chiacchiere scritte. Chiacchiere di quelle che oramai tengono lontani dalle urne gli elettori e di quelle che appena le inizi a pronunziare costringono gli interlocutori ad alzare gli occhi al cielo e a invocare l’intercessione di qualche santo o divinità affinchè venga liberato dall’importuno.

A questo si è ridotto il confronto politico.

Pochi sono in grado di valutare se quelle che pronunci sono mere chiacchiere o se dietro quelle parole si intravede un progetto concreto.

Elaborare un progetto politico non richiede particolare maestria. Di recente alcuni leader politici hanno individuato una serie di promesse da 80-100 € al mese o all’anno a cittadino e su quello stanno provando a costruire il consenso. Ma è così facile?

A mio modo di vedere se ci si propone per un mandato parlamentare non ci si può limitare a disegnare il migliore dei mondi possibili senza individuare alcuna proposta concreta sul come realizzarlo.

Può un parlamentare proporsi per la guida di un Paese, di una Regione, di una qualsiasi altra comunità, senza conoscere gli strumenti che potrà utilizzare per governarla e senza sapere quali sono le criticità che andranno affrontate e le soluzioni che intende adottare?

No, non è possibile. Eppure sono in tanti i politici che si propongono per posizioni di rilievo lanciando anatemi contro i fannulloni della Pubblica Amministrazione e contro la mala burocrazia che tutto rallenta e tutto blocca … come se i politici eletti non disponessero di alcuno strumento in grado di costringere i fannulloni e la mala burocrazia a essere efficienti. Si, perchè la politica fa le leggi, i regolamenti e poi pretendono che sia la burocrazia a superare i labirinti normativi costruiti dai politici e dai loro consiglieri.

Io non mi propongo per la guida della Regione Siciliana. Non sono velleitario fino a quel punto. Mi propongo però per una tribuna a Palazzo dei Normanni. Una tribuna nella quale vorrei portare la mia esperienza ultra ventennale nella burocrazia regionale per poter denunciare i luoghi comuni e gli sprechi e le contraddizioni dei falsi progetti di riforma di una classe politica portatrice soltanto di specifici interessi.

Un deputato all’Assemblea Regionale Siciliana non può cambiare la Sicilia, ma può certamente fare sentire la voce di quella parte sana della Regione Siciliana che è stufa di essere additata come la casta all’origine di tutti i mali della Sicilia.Vai a votare

Dietro la foglia di fico della lotta ai “presunti” privilegi dei dipendenti della Regione Siciliana, il governo regionale e le opposizioni “di facciata” continuano a perpretare i loro interessi e quelli dei loro mandanti, scaricando sull’Ente Regione Siciliana e sui suoi dipendenti ogni responsabilità di ciò che essi non sono stati in grado di fare, vuoi per ignoranza o per malafede.

Personalmente mi piacerebbe poter disporre di tutti gli strumenti di cui dispone un deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana per poter far venire fuori le vere contraddizioni di un modello di funzionamento dell’Ente Regione di cui nessuno si è mai curato, salvo fantasiose riforme fatte di accorpamenti, scissioni, prepensionamenti, stabilizzazioni, e senza mai occuparsi di ciò che realmente serve. Quello che realmente serve è capire cosa deve fare l’Ente Regione Siciliana e cosa deve essere trasferito agli altri Enti locali, quali uffici ne devono costituire la struttura organizzativa, quale dotazione organica devono possedere e quali professionalità servono, quali procedimenti amministrativi competono loro e quali sistemi ispettivi e di controllo ne devono monitorare l’operato. Qualcuno ha mai sentito parlare di tutto ciò? E soprattutto, qualcuno ha mai sentito parlare di iniziative avviate in tal senso?

Per cambiare la Sicilia e il destino dei siciliani non ci si può limitare a una mera declaratoria di luoghi comuni … si deve anche dire su quali gambe si faranno camminare le politiche che servono! E le gambe per far procedere le politiche che servono sono fatte di uffici, di procedimenti regolamentati e di risorse umane preparate e motivate.

Io voglio fare una politica concreta, una politica che costringa il governo a operare con concretezza e non per meri annunci buoni per qualche spazio mediatico.

Ne vogliamo parlare?

“La Sicilia che vogliamo” è anche questo … una organizzazione burocratica che funziona e che soprattutto serva ai siciliani e non solo al cerchio magico di turno!