L’acchianata, tra devozione, business e sicurezza, del 03.09.2016, sabato
3 Settembre 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina
L’acchianata, tra devozione, business e sicurezza, del 03.09.2016, sabato
L’acchianata a Montepellegrino (l’ascesa al monte che domina Palermo e dove insiste l’eremo della patrona di Palermo Santa Rosalia) è oramai per me un appuntamento irrinunciabile. Almeno una volta la settimana “acchiano” a Montepellegrino camminando o di corsa a seconda se sono in compagnia o solo e del mio stato di forma. Uscire dal caos cittadino e immergersi nella pace del monte (anche se recentemente martoriato dagli incendi) è una esperienza unica e che mi permette di riflettere su quelli che sono i problemi che sto affrontando o su ciò che mi capita di vedere.
Oggi è una data particolare. Questa sera ci sarà la grande acchianata in onore della Santa e che vedrà migliaia e migliaia di palermitani di tutte le diverse estrazioni sociali, culturali, di borgata, inerpicarsi su per la scala vecchia.
Fino a questa mattina fervevano i preparativi. Squadre di operai stavano lì a pulire, a coprire qualche buca, a mettere in sicurezza qualche passaggio che nel buio nell’acchianata serale potrebbe mettere a rischio l’incolumità fisica di qualche pellegrino non avvezzo alla camminata al buio.
Come sarà pulita oggi la scala vecchia non la si vede per tutto il resto dell’anno, così come la si vedrà sporca come non la si vede per tutto il resto dell’anno alla fine di settembre. Buona parte dei pellegrini palermitani infatti non si fanno scrupoli di liberarsi di tutto il pattume che producono lungo l’ascesa (fazzoletti di carta, salviette umide, bottigliette, contenitori di plastica varia, stagnola e involucri di carta, pannolini, anche qualche frigorifero). Una parte abbandonano il pattume dove capita, altri lo depongono nei cestini dei rifiuti che però in breve sono colmi all’inverosimile e si trasformano in autentiche sfide alle leggi della fisica sulla capienza e sull’equilibrio (spesso ho notato che i sacchetti della raccolta dei rifiuti vengono “dimenticati” oltre i muretti e non invece raccolti e conferiti in discarica). Un popolo civile dovrebbe evitare di produrre rifiuti su Montepellegrino, atteso che si tratta di una riserva naturale.
Mentre salivo le prime rampe ho avuto modo di verificare la consueta intraprendenza del palermitano piccolo imprenditore. In un rientranza di un tornante al quale si accede esclusivamente a piedi, o scendendo alcune ripide rampe se si viene dall’alto o salendone diverse se si viene dalle falde, ho trovato bello e installato un chioschetto dotato di banco frigorifero, coperto con ombrelloni e tende e in grado di fornire ristoro al pellegrino boccheggiante (a Palermo fa ancora caldo, anche di sera, e il tasso di umidità può superare l’80%). Gli altri anni sono stati diversi gli “intraprendenti” piccoli imprenditori che hanno offerto i loro servizi ai pellegrini e probabilmente entro la fine della giornata tutta l’acchianata sarà puntualmente servita da questi volenterosi. Io non so se questi piccoli imprenditori sono regolarmente autorizzati, se rispettano tutte le norme igienico-sanitarie e fiscali, se la loro presenza è compatibile con lo status di riserva naturale di Montepellegrino. Ma se così non fosse mi domando come posso essere presenti senza che “l’ordine costituito” abbia nulla da dire?
In questi giorni leggiamo sulle cronaca cittadina che lungo la via Crispi, nei pressi degli accessi al porto, si creano lunghe code per i controlli antiterrorismo … e nessuno controlla cosa sta succedendo a Montepellegrino dove si realizzerà il principale evento religioso palermitano e che vedrà la presenza del vescovo (che questa sera parteciperà all’acchianata)?
Così come nulla è successo al festino dello scorso 14 luglio, nulla succederà all’acchianata di questa sera perché, non viste, le forze dell’ordine vigileranno sulla nostra sicurezza, ma mi domando come si fa a non controllare tutto questo mondo imprenditoriale spontaneo che popolerà l’acchianata? O forse si tratta di personale sotto copertura?
Che lungo l’acchianata ci sia la necessità di punti di ristoro lo posso pure capire, ma perché non proviamo a essere una città normale e certe cose le si regolamentano e si evita di tollerare l’anarchia assoluta? Ma il Sindaco di Palermo e la sua Giunta non si accorgono di tutto ciò? Ma le associazioni di categor
ia che dovrebbero tutelare gli esercenti in regola tollerano tutto ciò? Saremo pure la città di “addio pizzo” ma siamo anche la città che tollera la violazione delle regole del vivere comune più di qualunque altra.
Anche oggi ho completato la mia acchianata e scendendo mi sono goduto questa parvenza di pulizia, sono curioso di vedere la differenza quando farò l’acchianata la settimana prossima!

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