Difendiamo la Costituzione!, del 17.09.2016, sabato
17 Settembre 2016 in Politica, Prima Pagina
Difendiamo la Costituzione!, del 17.09.2016, sabato
Ieri ho risposto all’invito di Emanuele Villa e ho partecipato alla presentazione, a cura dell’Associazione
Un’altra storia, della Scuola di formazione politica per la promozione dei beni comuni e lo sviluppo della cittadinanza attiva, intestata ad Alberto Tulumello.
All’interno della presentazione si è tenuta la lectio magistralis di Luigi Ferrajoli, professore di Filosofia del Diritto all’Università di Roma, su “La Costituzione oggi tra punti fermi, limiti, potenzialità e grandi incompiute”.
Per me che non sono certo un cultore del diritto, costituzionale in particolare, è stata una bella occasione per rinfrescare alcuni diritti della nostra Costituzione e comprendere quali furono i passaggi che portarono alla sua stesura.
Il professiore Ferrajoli, che non conoscevo, ha svolto la sua lezione in modo assolutamente coinvolgente e con uno stile da affabulatore che mi è nuovo per un docente del diritto, stile sicuramente efficace che se fosse la prassi per tutti i docenti del diritto probabilmente non porterebbe i governanti a ostinarsi a tentare di cambiare a ripetizione la nostra carta dei diritti fondamentali. Cambiamenti determinati non dalla obsolescenza della “Carta” ma dal tentativo di utilizzare scorciatoie per consentire al manovratore di turno di non doversi cimentare nel confronto democratico con tutte le forze politiche alla ricerca del consenso più ampio.
Ascoltando il professor Ferrajoli sono stato colto da un rammarico, il rammarico che le argomentazioni dei difensori della Costituzione sembrano purtroppo destinate a una platea ristretta del popolo in quanto la gran parte del popolo, purtroppo, è ai margini del dibattito sulle riforme costituzionali perchè non interessato e anche non in grado di comprendere i contenuti del dibattito che i “riformatori” tendono a semplificare con slogan dietro i quali vengono sottaciuti i rischi per la democrazia nel nostro Paese.
Ogni cosa ha necessità di essere sottoposta a manutenzione, questo non vale per la nostra Costituzione, che va semplicemente attuata.
Ma per attuarla serve uno sforzo enorme di coinvolgimento di tutti i cittadini che sono distratti o disillusi e che così facendo lasciano spazio alle pressioni dei soggetti economici organizzati che premono per uno Stato sempre più “snello” (riduzione dello stato sociale) e sempre più mercantile.
La nostra Costituzione, e i padri costituenti, hanno messo al centro l’uomo, non i suoi interessi economici.
Uscendo dall’aula magna di Giurisprudenza dove si è tenuta la presentazione della scuola di formazione politica promossa dall’Associazione “Un’altra storia” mi sento di dire “Difendiamo la Costituzione”.
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