M5S, dallo streaming al silenzio, e altri commenti, del 27.09.2016, martedì

27 Settembre 2016 in Politica, Prima Pagina

M5S, dallo streaming al silenzio, e altri commenti, del 27.09.2016, martedìLuparello e chinotto ai Cantieri

Anch’io, come tanti, penso, mi sono lasciato incuriosire dalla festa del movimento di Grillo, Italia a 5 stelle. Domenica scorsa mi sono recato al “villaggio”, ma mi sono limitato a percorrerne il perimetro esterno, tanto per provare a respirarne l’atmosfera. Devo dire che si respirava una bella atmosfera. Tanta gente che seguiva ciò che alcuni oratori dicevano in diversi palchi e palchetti, che si informava a vari gazebo, che si infervorava a difesa di una tesi, insomma un bell’esempio di impegno politico e sociale. Riuscire a fare questo, riuscire a coinvolgere le persone, a farle uscire dal riccio in cui troppi si sono chiusi, è certamente qualcosa di positivo e che dovrebbe far riflettere i tanti uomini di partito che il dibattito preferiscono farlo soltanto tra pochi intimi e non ascoltando ciò che viene dai semplici cittadini che aspirano a dire la propria. A fronte di questa grande democraticità nel confronto della base, il vertice del movimento sembra perdere i connotati che ce lo hanno fatto conoscere all’inizio della grande affermazione elettorale. A che tutto doveva essere fatto con il coinvolgimento degli attivisti, in diretta streaming, nella massima trasparenza, fuori dai salotti televisivi, a che abbiamo cominciato a conoscere i loro portavoce nei talk show, hanno diminuito gli eventi in streaming, a passare a un non statuto e non regolamento a uso e consumo di Grillo. Effettivamente far assistere chiunque alle riunioni dei portavoce o delle giunte si prestava a scoprire le proprie strategie e si rischiava di fornire agli avversari politici elementi che potevano essere usati contro il movimento, ma non lo immaginavano questo? Pensavano che avrebbero assistito alle loro performance soltanto i grillini? Il silenzio che oggi Grillo impone ai propri portavoce e attivisti sul caso Roma, perchè di caso si tratta, è da considerare una necessità per attenuare le tensioni interne e favorire l’individuazione di una soluzione o rappresenta il preludio di qualcos’altro? Il qualcos’altro, secondo me, è il fatto che così come tutti trovavano un comune denominatore contro Berlusconi, e oggi contro Renzi, anche all’interno del movimento il comune denominatore è di essere per l’affermazione dell’onestà (come se l’onestà non fosse un valore comune, per fortuna, a molti cittadini, non necessariamente tutti grillini) e contro le caste e il “magna magna”, salvo poi scoprire che una volta sbaragliato il campo avversario ci si deve confrontare con i problemi di tutti i giorni. Come la pensano i grillini sui problemi di tutti i giorni? Amministrare un piccolo comune o una piccola città non è detto che faccia emergere conflittualità tra le diverse anime del movimento locale, ma il governo di una metropoli, dove gli interessi e le problematiche sono enormi, i conflitti interni emergono, vedi appunto Roma. Aveva forse ragione la Taverna, se non ricordo male, quando diceva che a Roma si stava preparando un complotto per far vincere il M5S? E che cosa succederà se il M5S vincerà le elezioni politiche nel 2018? Il silenzio, per ora solo su Roma, fino alla vittoria aiuterà a rinviare a dopo l’esplodere delle contraddizioni che oggi sono sopite da alcuni obiettivi comuni e condivisi come il reddito di cittadinanza e la riduzione dei costi della politica, ma quando il movimento guiderà il Paese quali saranno le scelte del movimento in tutti i vari settori? Saranno condivise da tutta la base o verranno fuori le diverse anime che come si dice vanno dall’estrema sinistra all’estrema destra, se queste parole hanno ancora un senso? Ben venga una politica che riesca a scardinare lobbie stantie e governanti con armadi pieni di scheletri, basta che arrivi con le idee chiare e che non impieghi tutta una legislatura per risolvere beghe di scontrini e di espulsioni.
Grillo ai suoi: ‘Non rilasciate dichiarazioni’ … 

Paola Taverna (M5s): “A Roma c’è un complotto per farci vincere”… 

Altri commenti

Sembra che Renzi voglia farsi passare come l’uomo del voler fare e far passare tutti gli altri come quelli del non fare. Fosse per lui realizzerebbe di tutto e di più, ma dove pensa di prenderli soldi? Alla fine ci prenderà per stanchezza e gli faremo fare, finalmente, quello che ca…volo vorrà!
Ponte sullo stretto: la liturgia berlusconiana di Matteo Renzi in vista del referendum. Parola di Ghisleri e Crespi. … http://huff.to/2cT0m6E

Ma se per fare questi interventi, che non sembrano opere di grandissima difficoltà realizzativa, si è perso un anno per arrivare alla firma di un accordo attuativo, quanto tempo ci vorrà per far partire i mille cantieri del patto per il Sud in Sicilia?
Gela: 5,8 milioni di euro per il porto. Arriva la firma attesa da un anno …

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Crocetta il pragmatico, se si trovano i soldi perché no? Domandarsi a cosa serve il ponte e quali benefici garantirebbe significherebbe volare troppo alto, vero?
Ponte, Crocetta ci sta: “Se ci sono i soldi….” …

Ma perché non ci pensavano prima? Ma la norma costerà tre volte 11,5 milioni di euro atteso che dovrebbe garantire tre anni ai 1200 laureati. E se si prendesse questa proposta a esempio e quello che si paga ai precari lo si desse alle imprese per assumerli? Non sarebbe una vera rivoluzione?
Vullo: “Incentivi della Regione per l’assunzione di 1.200 laureati” …

E ci aspetta soltanto un voto referendario! E quando si tratterà di votare per le politiche cosa tirerà fuori dal cilindro Renzi?
Stabilità, Renzi: raddoppio della quattordicesima per le minime …