Fare politica di questi tempi, del 18.07.2016, lunedì
18 Luglio 2016 in Politica, Prima Pagina
Fare politica di questi tempi, del 18.07.2016, lunedì
di Paolo Luparello
Non sarà facile. Mi rendo conto che non sarà affatto facile provare a parlare di politica con le persone che incontrerò nel cammino che ho deciso di intraprendere. Spero però di sbagliarmi. A leggere quello che viene pubblicato sui social network o nei commenti agli articoli dei quotidiani on line cadono le braccia. E’ tutto un
turpiloquio e una generalizzazione di luoghi comuni. E’ pur vero che un numero significativo di politici non fa nulla per smentire certi luoghi comuni che li dipingono interessati soltanto al proprio tornaconto e pronti a disattendere ogni promessa. Ma la classe politica che ci governa non si è autoeletta e finché la gran parte dei cittadini diserterà le urne continueranno a essere eletti in maggioranza quelli più avvezzi a fare gli interessi di pochi, loro in primis.
Io voglio provare a fare una politica diversa. Una politica intesa come impegno sociale che affronti i problemi che interessano ampi strati della popolazione e non soltanto alcune categorie. Una politica frutto di ascolto di tutti quelli che vorranno essere ascoltati. Una politica che non ingerisca nella gestione della cosa pubblica ma che eserciti un controllo puntuale sulla efficacia e sulla efficienza delle politiche pubbliche. Una politica che recuperi risorse per nuovi investimenti che non siano sempre la solita minestra alla quale ci hanno abituato generazioni di politici di vecchia scuola. Investimenti che non siano le grandi opere, in questa fase di profonda debolezza del tessuto produttivo siciliano, ma che siano il supporto alle nuove idee e alla creatività di cui sono capaci i tanti diplomati e laureati siciliani che oggi non trovano di meglio che emigrare o essere preda della disillusione che li porta a vivere alla giornata con quello che passa la famiglia.
Il mio impegno politico sarà un impegno low cost. Chi vorrà essere con me in questa avventura dovrà fare i conti con il fatto che non avremo soldi da spendere per serate, cocktail, manifesti e quant’altro serve per un modo superato di fare campagna elettorale. Noi dovremo offrire soltanto il nostro impegno a fare ciò che diciamo di voler fare. La nostra campagna elettorale sarà fatta esclusivamente di incontri con amici e amiche e loro amici e amiche dei quali vorrei avere il piacere di ascoltare cosa si aspettano dalla politica e ai quali vorrei raccontare cosa e come intendo fare politica.
Per quanto mi riguarda il mio impegno sarà per un Ente Regione che funzioni e che serva i cittadini. Dopo 23 anni di Amministrazione credo di sapere che cosa bisogna fare. Si deve ridare fiducia alle tante intelligenze e professionalità che ancora ci sono all’interno della Regione e provare a far nascere un nuovo modo di fare Amministrazione basato soprattutto sul riconoscimento del merito. Ma una nuova Amministrazione non sarà sufficiente a rispondere alle istanze dei siciliani se parallelamente non verranno date certezze legislative, provando a superare quella giungla normativa che spesso sembra essere fatta apposta per impedire che gli uffici funzionino e che i cittadini abbiano ciò che gli spetta senza intercessioni più o meno interessate.
So che tanti amici e conoscenti intendono non esercitare il proprio diritto di voto e tanti altri hanno già deciso che soltanto un movimento di protesta potrà portare quel cambiamento che sperano. Da parte mia spero soltanto che abbiano la bontà e la pazienza di ascoltarmi, ciò che poi decideranno appartiene al loro libero arbitrio.
Personalmente sono stanco di assistere allo scempio che una certa politica, e i suoi sodali, fa delle risorse pubbliche. Mi piacerebbe portare la mia voce e quella di chi mi vorrà dare fiducia nelle stanze del Parlamento siciliano. Cambierà qualcosa? Perché no!
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