Riflessione di Fedro, l’autunno ispira il cambiamento, del 8 ottobre 2025

Ottobre 8, 2025 in Post ad hoc, Prima Pagina

L’inizio dell’autunno porta con sé un fascino particolare: la luce si fa più morbida, l’aria più tersa, eppure il clima resta spesso mite, quasi un’eco dell’estate appena trascorsa. In questi giorni di transizione, in cui non si avverte ancora l’esigenza di un abbigliamento pesante, il corpo e la mente vivono una condizione di equilibrio speciale: non si è oppressi dal caldo intenso né costretti alla staticità dall’inverno imminente. È proprio in questo spazio sospeso che si nasconde un’opportunità preziosa per riconsiderare e migliorare le nostre abitudini.

L’autunno, per natura, è una stagione di passaggio, un invito a rallentare e riorientare le energie. La natura attorno a noi lo mostra chiaramente: gli alberi iniziano a mutare i colori, le giornate si accorciano, il ciclo vitale si prepara ad affrontare il riposo invernale. Per chi conduce una vita sedentaria, questo momento può diventare una sorta di “porta socchiusa” verso un cambiamento sostenibile. Quando il clima è favorevole, il primo ostacolo che spesso si oppone alla pratica dell’attività fisica — l’elemento ambientale — viene meno. Non c’è afa insopportabile, non c’è gelo pungente: solo un’aria fresca e piacevole, che invita a camminare, respirare profondamente, muoversi.

Spesso la difficoltà nel cambiare uno stile di vita non risiede nella mancanza di volontà assoluta, ma nella percezione del “peso” del passo iniziale. Invece di pianificare trasformazioni radicali, questo periodo invita alla gradualità: bastano venti o trenta minuti al giorno di camminata a passo sostenuto, un’esplorazione della propria città a piedi, l’adozione di piccole attività mattutine di stretching o esercizi a corpo libero per far sì che il corpo ricominci a sentire il piacere del movimento. Questo stimolo fisico trova quasi immediatamente riscontro anche sul piano psicologico: muoversi migliora l’umore, riduce lo stress, aiuta la mente a trovare un ritmo più naturale e armonioso.

L’impatto sulla sfera emotiva non è secondario. In un’epoca di iperconnessione, molte persone vivono giornate statiche non solo fisicamente ma anche mentalmente, intrappolate in rituali ripetitivi e passivi. La transizione stagionale può diventare una metafora viva: se fuori la natura cambia, perché noi dovremmo restare immobili, ancorati a inerzie poco salutari? Il semplice atto di introdurre nel quotidiano spazi di movimento all’aria aperta — una corsa leggera nel parco, una gita in bicicletta, un giro tra le vie del centro storico, una passeggiata lungo il Foro italico o la Costa Sud — rompe quel ciclo e produce una silenziosa ma profonda rivoluzione interiore.

C’è anche un valore simbolico in questa scelta. L’autunno ci insegna la bellezza del lasciar andare: le foglie cadono, gli alberi si alleggeriscono, e così potremmo fare anche noi lasciando abitudini che ci appesantiscono. Allo stesso tempo, la stagione custodisce una promessa: proprio quando sembra che tutto scivoli verso la quiete, si pongono le basi per la rinascita di primavera. Muoversi oggi, prendendosi cura del proprio corpo e della propria mente, è un seme gettato per il benessere futuro.

Se il pensiero di “fare sport” appare impegnativo o distante, allora possiamo ridefinirlo: non serve per forza parlare di allenamenti strutturati o prestazioni misurate. Basta considerare ogni piccolo gesto come elemento di un rito quotidiano personale: salire le scale a piedi invece dell’ascensore, fare una passeggiata dopo cena, respirare profondamente osservando un tramonto autunnale, concedersi una pausa di luce e ossigeno prima di rientrare al lavoro. In questa dimensione di semplicità e costanza, la transizione stagionale diventa una transizione interiore, capace di trasformare lentamente il nostro modo di abitare il corpo e il tempo.

In definitiva, l’autunno non è solo una stagione di passaggio: è un invito discreto a pensare a sé stessi, a far dialogare il ritmo della natura con quello della nostra vita. Chi coglie questa occasione scoprirà che il cambiamento non nasce dalla forza di rottura, ma dalla capacità di adattarsi dolcemente, di farsi attraversare da un’energia nuova, sfruttando il clima mite non solo per comfort fisico, ma soprattutto come stimolo per un rinnovamento profondo e duraturo.

Il cambiamento. Lo vuoi o lo temi? di Paolo Luparello, del 04.03.2015, mercoledì

Marzo 4, 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Il cambiamento. Lo vuoi o lo temi?

di Paolo Luparello

Quanti donne e uomini sono per il cambiamento? Quanti donne e uomini lo vogliono o lo temono?Belle domande … me lo dico da solo!

Io sono per il cambiamento. Per il cambiamento di tutto quello che non funziona, di quello che far stare male le persone, di quello che rovina l’ambiente.Paolo a Marina di Cottone

Ma sarei però disposto a cambiare qualcosa perchè altri me lo impongono … anche se per il bene comune?

Ci sono donne e uomini che non cambierebbero nemmeno la marca degli stuzzicadenti, figuriamoci abitudini, consuetudini, comportamenti, insomma tutto quello che ci fa sentire nella cosiddetta zona di confort. Al di fuori della zona di confort ci sono donne e uomini che si sentirebbero pesci fuor d’acqua, nudi, indifesi, insicuri.

Promuovere il cambiamento può essere una vera e propria violenza che si esercita nei confronti di tutti coloro che non avvertono il bisogno del cambiamento.

Il cambiamento è fatica e impegno costante. Il promotore deve progettare e realizzare il cambiamento, e lo deve perseguire costantemente, giorno dopo giorno, subendo l’effetto del muro di gomma della reazione che si oppone al cambiamento.

Raramente il cambiamento riesce a prendere il sopravvento sulla reazione, tranne che la spinta del cambiamento non venga direttamente dal comandante in capo.

Un comandante in capo autorevole e che crede nel cambiamento non per una moda effimera ma perchè sa che oltre il cambiamento c’è il futuro e non la palude stagnante nella quale la reazione trascina tutto ciò che vorrebbe restare immutabile nonostante il fluire del tempo e del progresso.

Il cambiamento fa paura e nessuno lo accoglierà mai a cuor leggero.

Il cambiamento va preparato, va spiegato, va fatto comprendere, ne devono essere fatti cogliere gli aspetti positivi che ci si attende.

Promuovere il cambiamento è una lotta continua.

Quando non sarò più capace di promuovere il cambiamento sarò morto. Ci sono donne e uomini che non sono mai nati!

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… e altri commenti …

Perchè qualcuno che nella sua vita si è distinto per l’impegno civile dovrebbe essere promosso al governo della cosa pubblica, in tutte le sue possibili espressioni? Fare delle denunce è un requisito che automaticamente fa acquisire capacità e competenze manageriali? Sarebbe ora che i mercanti uscissero dal tempio! … Helg, Montante e gli altri: le carriere antimafia finite tra accuse e sospetti

Finchè i cittadini non cominceranno a esercitare il controllo democratico attraverso l’uso degli strumenti che le norme sulla trasparenza e sull’accesso mettono a disposizione non andremo da nessuna parte! … Trasparenza, la missione del ministero 3 anni dopo: “Conforme un Comune su 10″

Ma è una mozione di sfiducia o un articolo di LiveSicilia? … Nicole, manager, Humanitas e 118 Ecco la mozione anti-Borsellino

La commissione antimafia che si deve occupare dell’antimafia … incredibile! … L’Antimafia a Caltanissetta

Ci sono uomini e donne che hanno dato lustro all’Italia e che trovandosi in situazione di bisogno lo Stato riesce a malapena a concedere un vitalizio miserevole … ci sono poi uomini e donne ai quali la politica riesce ad assicurare “ricchi premi e cotillon” senza che sia umanamente comprensibile l’esatta ragione di tutto ciò! … Helg, 76mila euro lordi dalle cariche pubbliche

Governo bocciato? Nooo! Secondo Crocetta si tratta di sentenze diversamente interpretabili … nel senso che il perdente non può chiamarsi Crocetta! … Il Tar boccia ancora il governo Torna l’accreditamento all’Enaip

Sicuramente nelle delibere leggeremo le motivazioni che stanno alla base di questi avvicendamenti! Ma il codice Vigna sulle disincrostazioni che tempi prevede … 24 o 48 ore? … Nuovo (mini)valzer di direttori Giacchetto, Regione parte civile

Ma il PD cosa è diventato? E’ sempre un partito o il fatto che si chiami “democratico” comporta che due suoi aderenti non possono pensarla alla stessa maniera per Statuto? … L’affondo di Fassina: «L’euro? Ci sta portando al naufragio»

Ho come l’impressione che questi lavoratori siano in uno stato permamente di agitazione a causa delle note vicende che stanno sconvolgendo il settore … ma in questi anni di governo Crocetta i formatori sono riusciti a formare qualcuno? … Formazione, proclamato lo stato di agitazione degli 8 mila lavoratori

La gente muore di fame e la priorità è quella spendere in armamenti … le guerre sono notoriamente investimenti antirecessivi … vero? … Ucraina: capo di Stato maggiore Usa, “E’ ora di armare Kiev” 

A quanto pare cinesi e americani la pensano alla stessa maniera sulle spese militari … di investimenti antirecessivi si tratta! … Cina: spese militari, aumento del 10 % nel 2015

Intervista a tutto campo del governatore siciliano. Ma i giornalisti dopo queste interviste devono rifare gli esami di abilitazione per l’iscrizione all’ordine? Certe dichiarazioni sono da delirio! … Sanità, Crocetta si difende a tutto campo: “Lorenzin ha sbagliato e nessuno ha difeso Lucia” – Live Sicilia

Liberateci! Aiuto! Liberateci! … Si può chiedere un intervento dell’ONU? … Pensioni: da 2016 cresce età uscita, si studia flessibilità IL PUNTO

Solo colpa della politica o qui c’è anche lo zampino degli italiani furbetti? … Si può piangere sul latte versato (che ci costerà 70 euro a testa)

Anche se non partecipo alle “Leopolde” sono un simpatizzante di Renzi … ammetto che in questo caso non lo seguo, che il Civati in questo caso abbia ragione? … Civati: “Il Pd in Sicilia? Esempio di trasformismo”

 

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