Luglio 8, 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina
Di questi 50 milioni di € e dei 20.000 da avviare al lavoro per tre mesi si parla già da mesi e probabilmente se ne parlerà ancora per tanti mesi.
Alcune considerazioni.
L’iniziativa è certo meritoria e nella circolare si dice che si tratta di un una tantum che non configura alcuna possibilità di continuazione nel tempo oltre i 3 mesi ma chi lo toglierà dalla testa di questi 20.000 disagiati, un esercito, che organizzandosi e andando a bussare alle porte giuste non potranno aspirare a ciò che da decenni fruiscono altre decine di migliaia di precari?
Se non fosse questa la finalità perchè mettere in moto tutta questa “ambaradam”?
Ricapitolando:
- i comuni dovranno predisporre i progetti e raccogliere le adesioni e trasmettere tutto entro 30 giorni a un servizio del dipartimento regionale competente (i comuni naturalmente sono attrezzati del personale necessario per elaborare i progetti e per organizzare la raccolta delle adesioni; una domanda: in questi progetti l’unica risorsa consumata sarà il lavoro dei soggetti avviati? Cioè, non sarà necessario l’uso di materiali e di attrezzature, la fornitura di dpi e quant’altro serve per gestire e far funzionare un “cantiere”?
- il servizio del dipartimento competente è attrezzato sicuramente del personale necessario che dovrà curare l’acquisizione dei progetti elaborati dai comuni (300? 3000?), istruirli, provvedere alla elaborazione delle eventuali graduatorie secondo i criteri previsti dalla direttiva e successivamente trasferire le somme ai comuni che si occuperanno della attuazione dei progetti (è stato previsto un cronoprogramma delle operazioni? Quando, verosimilmente, i cantieri saranno avviati? Cioè, quando il primo “lavoratore trimestrale per una volta” presterà il suo primo giorno di lavoro?)
- E’ stato previsto un controllo sull’attività dei comuni e dei cantieri? I progetti dovranno essere opportunamente rendicontati al dipartimento regionale competente? E’ stato previsto un sistema di monitoraggio in funzione della origine delle fonti finanziarie utilizzate?
Considerazione: quanto costerà realmente mettere in moto tutto questo meccanismo? Quanto si sarebbe risparmiato se si fosse provveduto a distribuire ai comuni, secondo degli indicatori di povertà e di disoccupazione, i 50 milioni di € e si fosse lasciato a questi ultimi il compito di effettuare gli interventi sociali ritenuti più adatti per le diverse realtà comunali? Forse perchè si vuole creare un’altra emergenza sociale? Forse perchè qualche politico potrà così costruirsi il proprio bacino elettorale? O se lo è già costruito?
Vedremo!
P.S. La direttiva che verosimilmente è stata ampiamente riportata nell’articolo di “blogsicilia.it” che segnalo non siamo stati in grado di trovarla sul sito web del dipartimento regionale competente … speriamo di essere più fortunati nelle prossime ore!
Tags: Cantieri di lavoro
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