Giugno 4, 2014 in Post ad hoc
Nei Comuni sforbiciate alla cieca
di Giovanni Trovati
Limiti al turnover uguali per tutti ma con effetti diversi sul territorio
Gli anni del «congelamento» nel pubblico impiego hanno colpito duro dalle parti dei Comuni, ma
l’hanno fatto alla cieca. I tagli sono stati consistenti, gli organici effettivi si sono alleggeriti
parecchio e con loro la spesa, ma le regole uguali per tutti hanno avuto un doppio effetto perverso:
hanno mantenuto “eccedenze” nelle amministrazioni e nelle aree del paese più cariche di personale
e hanno alzato ostacoli spesso insormontabili al funzionamento della macchina pubblica nei casi in
cui le dotazioni erano già a misura all’inizio dell’austerità.(…)
Due numeri inquadrano il problema. Tra 2007 e 2012 il personale dei Comuni si è ridotto del
9,7%, arrivando a quota 432.631, e senza dubbio un’ulteriore sforbiciata è arrivata nel 2013: nel
solo 2012, quando valevano le stesse regole previste l’anno successivo, la riduzione è stata del 3,2
per cento.
La cura, rappresentata dai limiti al turnover che insieme all’addio ai rinnovi contrattuali e al
congelamento dei trattamenti individuali hanno rappresentato i pilastri delle regole sul personale, è
stata somministrata però a situazioni molto diverse tra loro, e le differenze sono rimaste tutte. Per
capirlo è sufficiente osservare i dati regionalizzati: la Sicilia continua a non conoscere rivali tra le
grandi regioni e conta 10,61 dipendenti comunali ogni mille abitanti contro i 4,49 della Puglia, il
Veneto si attesta a 5,74, mentre Piemonte, Lombardia e Campania oscillano fra i sei e i sette
dipendenti ogni mille amministrati. Il dato più elevato si riscontra in Valle d’Aosta (11,58
dipendenti ogni mille abitanti), ma a farlo crescere sono anche le piccole dimensioni della regione
e le particolarità del suo assetto amministrativo (non esiste la Provincia, per esempio). (…)

Tags: Comuni, Turnover
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