Scrivono a Perchè no…, del 22.09.2014, lunedì

Settembre 22, 2014 in Lo hanno detto a noi

Ci scrive F.M. … change

“Caro Collega, vorrei sottoporti alla tua cortese attenzione e dei colleghi funzionari gli atti d’interpello che continuano ad essere giustamente pubblicati e che vanno quasi sempre a vuoto. Io sono un funzionario direttivo D/6 in possesso di laurea in giurisprudenza e revisori dei conti iscritto all’Albo Nazionale, perchè i Dirigenti Generali non ci affidano gli incarichi a noi o facciano gli atti d’interpello per chi ha i requisiti invece che andare all’esterno? Possibile che in questa Regione Siciliana la carriera non esiste? E’ dal lontano 1986 che non si fanno più concorsi interni. Poi vorrei chiederti gli immobili del nostro Fondo di Quiescenza che ci hanno fregato non pensi che sarebbe giusto chiederne la
restituzione, visto che è stato ricostituito dopo che ci hanno fregato tutto? Grazie.”

Rispondiamo …

Ciao F.M., quelli che poni sono dei temi che meritano certamente di essere attenzionati. Vediamo se li potremo mettere all’ordine del giorno di uno dei prossimi incontri della nostra Associazione. A presto

Ci scrive S.D. …

“sono S.D.  un collega regionale alle dipendenze del Corpo Forestale in servizio ad Enna, seguo sempre le tue pubblicazioni ma ti confesso che  non ho capito bene cosa vuoi fare con la nuova iniziativa. ti sarei grato se mi spiegassi meglio in che cosa consiste. grazie buon lavoro”

Rispondiamo …

Ciao S.D., ti ringrazio per la domanda. L’Associazione nasce dall’idea di realizzare un “luogo” di confronto sulle cose che andrebbero fatte per far uscire la nostra Sicilia dalla situazione di degrado in cui si trova. In tal senso nei mesi scorsi abbiamo organizzato una serie di incontri ai quali abbiamo invitato a partecipare una serie di soggetti con i quali abbiamo parlato di vari temi e i cui resoconti li trovi sul blog. Diversi sono stati gli amici e le amiche che però hanno suggerito che il solo dialogo senza la finalizzazione a una azione concreta rischia di essere un esercizio fine a se stesso, al di là del piacere che si può avere nel partecipare a un confronto libero da interessi e pregiudizi. Da qui l’idea di provare a portare avanti l’idea di un movimento politico che possa portare contenuti in un contesto nel quale non si fa altro che parlare per slogan e per annunci a effetto e in cui non si bada altro che alle poltrone. Vorremmo provare a elaborare un programma dal quale possa emergere una Sicilia diversa da quella attuale e per la quale vengano impiegate con ragionevolezza le modeste risorse finanziarie che ancora ci rimangono. Partendo dal programma, si potrebbe immaginare anche quali potrebbero essere le personalità cui affidare la sua realizzazione. Di questo vorremmo parlare negli incontri che ci accingiamo a realizzare e che non saranno tenuti soltanto a Palermo ma anche dove amiche e amici saranno interessati a dialogare e a confrontarsi e saranno disposti a organizzare incontri. Se questo movimento politico si candiderà alle prossime elezioni regionali non te lo so dire, noi siamo interessati al programma e alla qualità delle persone. E’ una idea che ci sentiamo di lanciare. Spero che continuerai a seguirci e se vorrai partecipare sarai il benvenuto … senza alcun impegno! A presto

 

Come difenderci dai continui attacchi? Le domande alle quali rispondere, del 02.07.2013, martedì

Luglio 3, 2013 in Lo hanno detto a noi

 

Riceviamo e divulghiamo

“Una riflessione –  i recenti articoli sui numeri della regione siciliana esprimono ancora una volta le preconcette opinioni che il settore pubblico suscita nella collettività. Infatti, le quantità, salvo che non si tratti di questioni oggettive e scientifiche, non restituiscono alcuna informazione sullo stato di salute della p.a. regionale.
Di fatto, i media giudicano senza sforzo,  in modo pregiudizialmente negativo il personale regionale, vincolati dal loro mandato editoriale, mentre le parti sociali, cui è delegato il difficile mandato di rappresentanza dei lavoratori, oltre a non avere alcun potere di ascolto nei confronti del Governo, sono legati a strategie conservatrici e vincolate al mantenimento degli iscritti, piuttosto che a strategie riformatrici per il reale risanamento della p.a.
Credo ci si trovi innanzi ad una strada, in atto, senza uscita.
Sono convinto che solamente una riforma dell’amministrazione dal basso, possa porre le basi per capovolgere la situazione, estremamente pericolosa per il futuro del personale.
Regole che obblighino al merito esistono già (vedasi D.L.vo 33/2013), preoccupa piuttosto l’interpretazione delle norme. Intanto con la delibera n.138/2013 la Giunta ha rinviato al 1 gennaio 2014 gli strumenti di misurazione e di valutazione della performance.
La riflessione è: quale strategia occorre adottare a tutela dei tanti ottimi impiegati di tutte le categorie e della dirigenza, per metterli in condizione di affrancarsi dall’appiattimento cui sono relegati dagli interessi politici di fidelizzazione? quale strategia per ottenere realmente la ripartizione dei poteri – politica/burocrazia? sapendo che entrambe le cose – meritocrazia e separazione dei poteri- sono di ostacolo alla politica ed alle parti sociali?
Sono certo che al tuo progetto non sfugga questa analisi di fondo.”
 
Le parole del contributo che ci è pervenuto confermano che l’analisi della situazione che stiamo vivendo, e non da ora, è ben chiara a tanti. Sta a noi credere fermamente, al di là di ogni ragionevole scetticismo, che qualcosa si può fare … che si deve fare! Noi ci proveremo! (Paolo Luparello)

 

 

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