Renzi non è Mandrake ma …, del 03.04.2014, giovedì
Aprile 3, 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina
Su Renzi ho sospeso il giudizio. Mi sarebbe piaciuto mandarlo a Palazzo Chigi dopo una competizione elettorale e invece c’è arrivato nel modo che sappiamo. Se raggiungerà gli obiettivi che si è fissato, che sono quelli che servono alla maggioranza degli italiani (non a quelli che sono contro a prescindere), non potrò che esserne contento … per l’Italia, per noi italiani e perchè vorrebbe dire che si può ancora avere fiducia in una persona.
Nonostante la sospensione del giudizio e l’attesa dei risultati non posso però non manifestare un certo senso di fastidio nei confronti della crescente ondata di critiche che Renzi sembra raccogliere da più parti … da tutte le parti, interne ed esterne al suo schieramento.
Qualsiasi cosa Renzi faccia, o dica, le critiche non vengono lesinate. Quelle che fanno più ridere sono quelle di chi ha promesso le medesime cose che Renzi conta di fare … solo che se le propone Renzi gli chiedono conto e ragione di coperture e sostenibilità dei conti pubblici mentre se le propongono i suoi critici questi non si sentono in dovere di spiegarlo.
A proposito degli 80 euro al mese ai 10 milioni di lavoratori anche lì tutti a protestare … a dire il vero non i lavoratori potenzialmente interessati … ma protestano i pensionati, gli imprenditori, i disoccupati … il bello che tutti criticarono i 14 euro promessi da Letta … anche i lavoratori interessati attesa la esiguità della somma. Eppure sta sotto gli occhi di tutti che è meglio dare un po’ di più alla platea di soggetti più in difficoltà e poi, quando si innescherà il ciclo virtuoso che si auspica, si penserà anche agli altri.
Così come magnifiche sono le critiche di chi gli ricorda i rigori del vincolo del 3% o del “fiscal compact” e che allo stesso tempo criticano i rigori di una politica dell’Unione Europea che ha acuito la crisi con politiche rigoriste … critici anche questi abili nella critica (sono critici del resto!) ma non nella individuazione delle soluzioni.
Renzi avrà tanti difetti ma almeno non tira a campare e decide, se sbaglierà o indovinerà lo sapremo tra alcuni mesi, e in questo momento ha bisogno di tutto il consenso possibile per poter scardinare tutte le lobbies che strangolano l’Italia. E le lobbies non sono soltanto i circoli esclusivi dell’alta finanza o di chissà quali priorati, ma sono anche le associazioni di categoria delle diverse arti e professioni abbarbicati ai propri privilegi o residui di ciò che lo furono.
Ma l’ondata di critiche non sembra riuscire ad arrestare la crescita del consenso nei confronti di Renzi da parte di tanti italiani (un sondaggio di questa sera parla del 57%) che sembrano voler credere in questo ragazzotto che dice le cose che vuole fare e che poi le fa.
E questo consenso sembra far paura. A destra perchè temono la frana del consenso di cui godeva Berlusconi e a sinistra perchè temono forse la svolta autoritaria … una personalità troppo forte che se riuscirà nell’impresa di rimettere in moto l’Italia non potrà più essere scalzata dal cuore degli italiani.
Incredibile.
Fino a ieri si parlava di default, di crisi di liquidità, di interessi sul debito pubblico insostenibili … l’anticamera della macelleria sociale più nera … e oggi tanti soloni si dimenticano degli italiani che con i propri bilanci non arrivano alla terza settimana del mese, o dei disperati che si suicidano segno di un disagio sociale tremendo, e pongono invece l’attenzione sull’attacco alla “Costituzione più bella del mondo” … disposti a invertire anche la tendenza che voleva la lotta senza quartiere ai costi della politica.
Renzi non è certo Mandrake … ma se paragonato al resto della compagnia … gli somiglia molto!

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