Un bel pomeriggio di … chiacchiere, del 05.11.2013, martedì

Novembre 5, 2013 in Post ad hoc

Questo pomeriggio ho partecipato all’incontro pubblico promosso dai colleghi Lino Buscemi e Rosaria Cicala sul tema “Liberare la burocrazia dal political patronage” e del quale abbiamo dato notizia con il post … Incontro pubblco per la liberazione dal “political patronage”, del 04.11.2013, lunedì.

All’incontro sono intervenuti il prof. Antonio La Spina (ordinario di sociologia giuridica – Università degli Studi di Palermo Docente LUISS – ROMA), il prof. Alessandro Bellavista (ordinario di diritto del Lavoro – Università degli Studi di Palermo) e il prof. Lorenzo Saltari – Associato di diritto pubblico – Università degli Studi di Palermo).

A seguire sono intervenuti Lino Buscemi e vari colleghi.

Tutti i docenti relatori hanno proposto analisi che ben conosciamo sulla situazione della dirigenza regionale ma non sono emerse delle proposte concrete su come opporsi alla “disapplicazione” sistematica delle leggi e dei contratti di lavoro di fronte alla quale mi è sembrato di registrare una sostanziale apertura di braccia rinviando a ciò che deciderà la magistratura nei diversi gradi di giudizio per chi avrà i soldi, la voglia e il coraggio di adire le vie legali.

Solito cahier de doleance ho registrato negli interventi dei colleghi che sono intervenuti ognuno dei quali ha finito per raccontare la propria storia di ordinaria vessazione. Raccontarsi le proprie disavventure di tanto in tanto fa bene ma non posso che essere d’accordo con l’amico Ino Genchi che ha lamentato la solitudine nella quale ha combattuto la sua personale battaglia che lo ha portato ad avvistare già tanti anni or sono quei limiti della legge di riforma che oggi viviamo diffusamente sulla nostra pelle. Ma oggi dire “io lo dicevo” non so quale soddisfazione possa dare se poi non ci si sforza di provare a trovare delle soluzioni e soprattutto delle azioni concrete per ristabilire il primato della norma.

Per motivi personali non ho potuto seguire tutto l’incontro e quindi non ho potuto sentire gli interventi a partire dalla collega Balletta in poi e non ho neanche avuto modo di intervenire.

Cosa avrei voluto dire.

Al professore La Spina avrei voluto dire che siamo stufi di controllo di gestione fantasma, di valutazione della dirigenza fine a se stessa, di ciclo della performance vissuto come mero adempimento, se poi tutto questo serve soltanto per attirarci le critiche del mondo intero che non crede ai risultati che diciamo di avere raggiunto, senza trascurare i ritardi e lo sfasamento temporale tra attività reali, momento della programmazione e valutazione dei risultati. E di tutto questo la responsabilità non è dei dirigenti e dei dipendenti ma dei vertici politici e amministrativi che non vogliono mani legate a valutazioni oggettive che poi impedirebbero il libero arbitrio di cui vogliono disporre.

Al professore Bellavista avrei voluto puntualizzare che la clausola di salvaguardia non è una norma illegittima ma una norma contrattuale vigente e che la sua esistenza non determina alcun danno erariale in quanto il budget per la contrattualizzazione dei dirigenti è fissato contrattualmente e quindi non può determinare alcun sforamento e aggravio di costi.

Dell’intervento del professor Saltari ho apprezzato la chiarezza e la sintesi oltre che la brevità … non saprei dire se il far tornare il contenzioso del lavoro per il pubblico impiego al giudice amministrativo può essere una soluzione alla illogicità di certe decisioni del giudice del lavoro attuale … avremmo soprattutto bisogno di tempi stretti, ma questo vale per tutta la giustizia in generale. Certamente un deterrente a certi comportamenti potrebbe essere la responsabilità civile del dirigente generale che dovrebbe essere lui a pagare in caso di perdita del contenzioso e non l’Amministrazione … ma non dovrebbe già essere così?

Mi sarebbe piaciuto che a un incontro così partecipato, almeno una cinquantina di presenze, si fosse provato a volare un po’ più alto … limitarsi a rivendicare pensionamenti non credo che faccia fare molta strada … e a provare a immaginare azioni concrete contro l’azione sistematica messa in atto dal governo regionale di disapplicazione di tutte le norme che sottraggono alla discrezionalità politica le decisioni.

Possibile che un governo possa sistematicamente decidere di invadere il campo della gestione dell’amministrazione che spetta alla dirigenza senza che ci sia una possibilità di denunciare tutto ciò a una qualche autorità che possa provvedere al ripristino dei ruoli?

Non sono un esperto di diritto penale ma credo che ci sia una differenza tra un singolo governante che decide di violare la legge e un intero governo che decide di fare altrettanto … possibile che i lavoratori, i sindacati, le forze politiche di opposizione, la parte “sana” delle forze politiche di maggioranza non hanno a chi rivolgersi per denunciare tutto ciò?

Mi sarebbe piaciuto che i professori avessero risposto a queste domande.

Mi sembra invece di capire che è in corso una rivoluzione e durante una rivoluzione vige una legislazione speciale nota soltanto al o ai rivoluzionari.

Prima dell’inizio dell’incontro ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con diversi colleghi. Non me ne ero reso conto ma alcuni colleghi mi hanno fatto toccare con mano … sulla loro pelle … il dato di fatto che la famosa e odiatissima “clausola di salvaguardia” del contratto dirigenziale (una norma di civiltà dico io … ma non la pensa allo stesso modo una Corte dei Conti miope e forse un po’ rancorosa) viene sistematicamente “disapplicata”. Non sono pochi, e sono distribuiti in diversi dipartimenti regionali, i dirigenti ai quali nonostante non siano state mosse contestazioni per scarso rendimento o per valutazioni negative sul loro operato non sono stati proposti incarichi e non è stata garantita “la ancora vigente” clausola di salvaguardia. Trovo questo comportamento deprecabile e ritengo che, a differenza di come la pensa il professore Bellavista, i dirigenti generali stiano incorrendo, questa volta si, in un danno erariale. La recente sentenza che dopo 10 anni ha dato ragione a una collega del dipartimento territorio dovrebbe far riflettere i dirigenti generali, i direttori delle ragionerie centrali e la procura della Corte dei Conti.

Dovrebbe far riflettere i dirigenti generali perchè si stanno rendendo colpevoli della violazione di una norma contrattuale con effetti economici.

Dovrebbe far riflettere i direttori delle ragionerie centrali che spesso sono entrati nel merito di contratti sottoposti a registrazione e che adesso stanno registrando dei contratti dirigenziali senza aver verificato se il dirigente generale sta tenendo conto della norma di salvaguardia (dovrebbero acquisire una espressa rinuncia del dirigente che vanta il diritto alla clausola).

Dovrebbe far riflettere la procura della Corte dei Conti perchè sulle disastrate casse regionali si potrebbe abbattere anche questo piccolo “tsunami”.

Perchè non si avvia un censimento di tutti i dirigenti ai quali è stata negata la clausola di salvaguardia e si comincia a capire di che cifre l’Amministrazione si dovrà fare carico quando i dirigenti vessati vinceranno le cause?

Ecco, dall’incontro di oggi mi sarei aspettato delle iniziative concrete … quelle da me qui proposte sono soltanto delle libere riflessioni di un agronomo che però le sottoporrà all’attenzione dei colleghi e dell’avvocato Franco Castaldi (già avvocato generale della Regione) nel corso del prossimo incontro della Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” … se ne volete sapere di più vi rimando al link … Legalità, tra relativismo e ortodossia … ovvero … anche i buoni devono rispettare la legge?, del 31.10.2013, mercoledì … e vi anticipo che ci ha assicurato la sua presenza anche una vecchia conoscenza dei dipendenti della Regione … il dott. Francesco Paolo B… chi verrà vedrà!

Invito i colleghi ai quali non è stata assicurata la clausola di salvaguardia di farci sapere il nome del dirigente generale inadempiente e l’importo del contratto scaduto o rescisso … nel rispetto della “privacy” ci limiteremo a quantificare quale danno ogni dirigente generale potrebbe provocare … se poi questa attività se la volesse intestare un sindacato degno di questo nome … ne saremmo tutti più contenti! Scrivete a info@perchenosicilia.org

Incontro pubblco per la liberazione dal “political patronage”, del 04.11.2013, lunedì

Novembre 4, 2013 in Eventi

Ricevo dall’amica Rosaria Cicala e divulgo

“Gentile Collega,

ti confermo che domani Martedì 5 novembre 2013 –alle ore 15.30 –  si terrà presso l’Istituto P. Arrupe  sito in Via Franz Lehar, n.6 Palermo l’incontro pubblico

<Liberare la burocrazia dal political patronage>

 nel corso del quale interverranno autorevoli esponenti del mondo accademico e professionale.

Obiettivo dell’incontro è la legalità  delle Istituzioni pubbliche attraverso il rispetto delle leggi e delle regole che disciplinano la dirigenza pubblica ed il conferimento degli incarichi dirigenziali, nonché la valutazione della dirigenza stessa  per una reale meritocrazia, come prioritario impegno per la prevenzione della corruzione e per garantire il buon andamento e l’imparzialità di una Regione al servizio dei cittadini Siciliani e  per lo sviluppo socio economico dell’isola.

Per la riduzione del costo della dirigenza, sarà trattato il tema dell’effettiva riduzione del numero di dirigenti in servizio e del prepensionamento dei più anziani in  possesso dei requisiti previsti dalle leggi sulla  spending review ( art.2 D.L. n.95 del 2012- riduzione organico dirigenti 20%)

Programma

ore 15.30

Introduzione lavori  ai quali  interverranno:

  • Prof. Antonio La Spina – ordinario di sociologia giuridica-   Università degli Studi di Palermo Docente LUISS – ROMA

  • Prof. Alessandro Bellavista – ordinario di diritto del Lavoro -’Università degli Studi di Palermo

  • Prof. Lorenzo Saltari  –  Associato di diritto pubblico  ’Università degli Studi di Palermo

Dopo l’intervento dei relatori  seguirà il dibattito e  la elaborazione di documento conclusivo da inoltrare al Governo regionale.

L’incontro pubblico di intellettuali,professionisti e dirigenti destinato a far assumere alla classe politica ogni responsabilità correlata alla gestione della dirigenza nella Regione Siciliana, anche come impegno per la prevenzione della corruzione.

L’iniziativa nasce dall’apprezzamento degli autorevoli interventi del Prof. Alessandro Bellavista –ordinario di diritto del Lavoro nell’Università di Palermo  (6 settembre 2013 su La Repubblica Palermo) che colgono  con chiarezza il bisogno di legalità  delle Istituzioni pubbliche attraverso le regole che disciplinano la dirigenza pubblica ed il conferimento degli incarichi dirigenziali nel rispetto delle regole e della meritocrazia, come prioritario impegno per la prevenzione della corruzione e per garantire il buon andamento e l’imparzialità di un’Amministrazione al servizio dei Siciliani.

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Spero di poter prendere parte all’incontro … anche se sto diventando un po’ refrattario alle iniziative solo per dirigenti! Paolo Luparello

 

 

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