Abbiamo incontrato il dott. Busalacchi, del 10.02.2014, lunedì

11 Febbraio 2014 in Incontri

 

 

Questa volta è stato il turno del dott. Francesco Paolo Busalacchi, il mitico direttore regionale … nel bene o nel male a seconda dell’esperienza maturata … sicuramente una figura che ha lasciato un segno in chi ha avuto modo di interagire con lui.

L’incontro con il dott. Busalacchi si è tenuto difronte alla platea dei “soliti” 20 amici e amiche che hanno il piacere di trascorrere insieme a noi di “Perchè no…qualcosa si muove” qualche ora dei lunedì pomeriggio parlando dei temi di cui nessuno parla se non occasionalmente ma dei quali ci sarebbe tanto bisogno di discutere.

Dopo una brevissima presentazione dell’Associazione e delle ragioni di questo ciclo di incontri (“Quale Regione per quale Sicilia … le idee di …”) ho passato la parola al dott. Busalacchi che ha esordito con una domanda … dove sono i 350 che avevano dato l’adesione all’iniziativa di Perchè no… ma che oggi non figurano tra gli associati? Nella risposta a questa domanda sta anche il perchè noi dipendenti regionali ci troviamo in questa condizione. “Armiamoci e partite”. Una condizione che il dott. Busalacchi dimostra di conoscere bene non soltanto perchè segue la stampa ma, anche se non lo ha dichiarato, perchè chi lo ha conosciuto ed è rimasto in contatto con lui probabilmente non può non confidargli lo stato d’animo di chi vive una Amministrazione allo sbando che va avanti per inerzia.

L’intervento del dott. Busalacchi ha toccato diversi temi che sono all’ordine del giorno del dibattito politico quali la qualità dei politici, i rimborsi elettorali e i costi della politica, temi che, secondo la sua analisi, costituiscono i limiti che impediscono il libero dispiegarsi di ciò che servirebbe al Paese … il recupero di un codice etico che ponga al centro i bisogni della collettività e non quelli personali e di clan.

Riguardo alla qualità dei politici, il giudizio del dott. Busalacchi è netto … sono l’espressione della qualità degli elettori e se un elettore continua a votare dei politici scarsi vuol dire che è esso stesso scarso. La dimostrazione è sotto gli occhi di tutti. Basta assistere a una seduta dell’assemblea regionale per rendersi conto delle qualità di una parte significativa dei parlamentari regionali … ma la situazione non è diversa nelle diverse assemblee elettive di ogni ordine e grado.

Il dott. Busalacchi si domanda se il nostro è realmente un sistema democratico. Se l’elettore è realmente libero. La sua risposta, purtroppo, è un no. Troppi sono quegli elettori che si mettono nelle mani di politici di carriera ai quali affidano le proprie sorti nella speranza di un tornaconto personale che si chiama precariato, raccomandazioni e quant’altro. Questo siamo. E ci sono politici che sono riusciti a fare più legislature in questo modo, innescando inoltre un fenomeno emulativo per cui chi è stato già eletto viene votato da altri perchè ritenuto uno che ha vinto e che è quindi destinato a vincere … siamo specialisti nel soccorrere i vincitori.

Ma la democrazia bloccata non lo è soltanto dalla mentalità distorta di un certo popolo elettore, lo è anche dalle risorse cui hanno accesso i politici eletti. Attraverso i rimborsi elettorali un eletto gode di un vantaggio significativo nei confronti di un neofita che si affaccia alla politica e che deve concorrere con le proprie risorse … quelle personali e non quelle che derivano dai rimborsi elettorali a carico della collettività. Così come i costi della politica (emolumenti percepiti dagli eletti) rappresentano un ulteriore vantaggio da parte di chi è stato eletto e che gli consentiranno di porsi in una condizione di vantaggio nei confronti di chi ricco non è e che non gode di quegli stessi emolumenti.

Secondo il dott. Busalacchi è soltanto attraverso una forte riduzione del costo della politica che si può immaginare di recuperare una vera democrazia.

Un Governo che oggi avesse davanti a se una intera legislatura e che si trovasse ad affrontare la grave crisi nella quale ci dibattiamo dovrebbe compiere dei gesti eclatanti in grado di incidere realmente sulla necessità di cambiamento che serve. Il primo atto che un governo dovrebbe adottare dovrebbe essere quello per cui il bilancio dell’ARS viene ridotto a un terzo (1/3) di quello attuale e avviare un processo di armonizzazione del trattamento stipendiale dei dipendenti dell’ARS e quelli della Regione Siciliana. Le economie derivanti da questa armonizzazione libererebbero risorse che dovrebbero essere destinati ai ceti meno abbienti al fine di provare a ridurre la fascia di popolazione che vive sotto la soglia di povertà.

Questa riduzione del costo della politica dovrebbe essere contenuto in un disegno di legge da portare all’ARS e di fronte a un prendere o lasciare, l’ARS lo dovrebbe approvare, raggiungendo un risultato importante per tutti, o bocciare e in tal modo il presidente dovrebbe dare le dimissioni e alle successive elezioni raccoglierebbe una messe di voti che gli consentirà, questa volta, di ridurre i costi della politica approvando quel disegno di legge.

La portata di questa operazione avrebbe un effetto domino spaventoso perchè di fronte a un fatto del genere nessuno potrebbe rivendicare alcunchè e si potrebbero far cadere tutte quelle lobbies che condizionano i governi e che non permettono la migliore allocazione delle risorse.

Chi farà mai una cosa del genere?

Il dott. Busalacchi non ci ha dato una risposta ma comprendiamo che finchè prevarranno i cattivi elettori continueremo ad avere cattivi politici.

Il dottor Busalacchi ha anche affrontato il tema di “Quale Sicilia” più però sul piano metodologico. Non ha voluto fornire ricette ma ha evidenziato che andrebbe svolto un lavoro serio di lettura del contesto geo-politico e socio-economico in cui si trova la Sicilia e senza farsi prendere dal romanticismo, per quello che fu e che non potrà più essere, si guardi con pragmatismo a ciò che si può fare, traducendolo in azioni concrete e perseguendole fino alla loro realizzazione.

Il dottor Busalacchi non ha mancato di evidenziare tutti i limiti della legge regionale 10 del 2000 che secondo lui ha rappresentato uno dei più grandi errori che si sono fatti per il funzionamento dell’Amministrazione regionale e per la precarizzazione della dirigenza di tutti i livelli che è stata trasformata in tanti yes-man pur di non perdere le indennità di posizione raggiunte. Un accenno ha poi fatto alla crescita selvaggia dell’organico regionale che è passato dalle 5 mila unità degli anni ’70 ai circa 20 mila di oggi. Questo senza tenere in alcun conto delle professionalità che servivano nè dei carichi di lavoro delle diverse strutture in funzione dei quali si sarebbe dovuta dimensionare la dotazione organica delle stesse … e oggi abbiamo il personale distribuito non in funzione di dove serve all’Amministrazione ma di logiche che nulla hanno a che fare con l’efficacia, l’efficienza e l’economicità.

Diverse sono state le sollecitazioni da parte degli amici e delle amiche intervenute perchè il dott. Busalacchi ci dicesse la sua su varie tematiche:

  • F.S ha chiesto se c’è spazio per un nuovo sindacato relativamente all’opportunità di cambiare veste alla nostra Associazione.

  • M.G ha posto il tema di cosa fare per questa canea contro i dipendenti regionali che offende la dignità di chi esercita con coscienza il proprio lavoro,

  • F.T ha posto il tema della valorizzazione del personale e se a un maggiore impegno lavorativo debba essere riconosciuto un merito

  • M.D ha chiesto come mai un movimento come il M5S non fosse riuscito a ottenere quei tagli dei costi della politica descritti dal dott. Busalacchi

  • G.G ha posto il tema della legge 10 del 2000 e di cosa ha provocato attraverso la diversificazione dei trattamenti economici nei raqpporti tra colleghi

  • F.S ha posto i temi della professionalità dei funzionari regionali in termini di competenze e dei costi di funzionamento degli uffici a scapito delle attività istituzionali

Su tutti questi temi il dottor Busalacchi non si è sottratto e si è animato un confronto che è durato quasi un’ora.

Ascoltare il dott. Busalacchi è stato un vero piacere, ma non lo diciamo per piaggeria ma perchè ci ha dedicato due ore del suo tempo durante le quali non ci ha soltanto illustrato le sue idee ma le anche inserite in un susseguirsi di citazioni che ne hanno messo in evidenza la grande preparazione e l’amore per la cultura … quella cultura che purtroppo manca in troppe figure della nostra epoca e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Credo di poter dire che il dott. Busalacchi abbia apprezzato la nostra iniziativa e ci ha esortato a lavorare per una crescita degli associati e per riprendere le iniziative che abbiamo inserito nel nostro manifesto e tra queste l’attivazione delle “antenne” all’interno dei dipartimenti per mettere in evidenza tutto quello che non va perchè soltanto attraverso una operazione di trasparenza e tutela della legittimità si potrà tornare a sperare in una Amministrazione di qualità e rispettosa dei principi costituzionali e statutari. Il dott. Busalacchi ci ha anche dato un suggerimento … lui chiamerebbe il nostro programma non “La Regione che vorrei” ma “La Regione che farei” … accetteremmo il suggerimento se ci candidassimo alla sua guida e noi vogliamo soltanto essere fonte di ispirazione per chi lo farà.

Un grazie a tutte le amiche e agli amici che sono intervenuti e ancora un grazie al dott. Busalacchi con il quale, spero, possa iniziare una qualche forma di collaborazione … se ne avrà la voglia e la disponibilità di tempo.

Mi scuso anticipatamente con il dott. Busalacchi e con le amiche e gli amici che hanno partecipato all’incontro per le omissioni e le imprecisioni della “cronaca” e resto a disposizione per rettifiche e integrazioni.

Prossimo appuntamento con il prof. Chella della Facoltà di Ingegneria di Palermo che incontreremo il prossimo 24 febbraio, lunedì, presso il Laboratorio di robotica di quella facoltà.