Un popolo senza dignità? di Paolo Luparello, del 13.04.2015, lunedì

13 Aprile 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Un popolo senza dignità?Paolo a Marina di Cottone

di Paolo Luparello

La Sicilia è divisa in due … geograficamente. Una delle tante frane che contraddistinguono il territorio siciliano ha fatto collassare parte di un viadotto dell’autostrada Palermo-Catania e questo si è adagiato sul viadotto parallelo che corre in senso opposto … risultato … la Sicilia è divisa in due e la vita di centinaia, forse migliaia di siciliani non sarà più la stessa per un tempo che non è dato sapere. Non so quanti hanno colto la gravità del fatto. Molti hanno ringraziato per lo scampato pericolo, l’evento si è fortunatamente compiuto senza tributo di vittime o feriti, ma non so quanti hanno esattamente percepito gli effetti di quanto è successo e di come ci si è arrivati. Ho avuto la sensazione che di fronte a un evento di una gravità così inaudita si è avuta la chiara percezione della cifra di questo esecutivo regionale che ha subito rivendicato lo stato di emergenza e ha già stimato che lo Stato deve mettere mano al portafoglio per almeno due miliardi di euro. Ma chi ha stimato questa cifra sa quanto è allocato sui fondi strutturali o sul Fondo di Sviluppo e Coesione relativamente al dissesto idrogeologico e alla viabilità di ogni ordine e grado? Considerata l’importanza del collegamento Palermo-Catania, qualcuno sa quali interventi la Regione ha messo in campo per intervenire sulla frana che poi ha fatto collassare il viadotto? Non andava considerato un intervento prioritario? A quanto pare no. Non ho letto in questi giorni di lavori in corso. Ho invece letto che lo scorso 4 marzo 2015 il governo ha approvato una delibera con la quale vengono riprogrammati circa 50 milioni di euro dei fondi ex FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate oggi FSC) per interventi nel settore stradale ma non si fa alcun riferimento alla Palermo-Catania … si fa riferimento alla Agrigento-Caltanissetta … chi stabilisce le priorità? Dalla reazione stizzita del Governo regionale alle “critiche” della struttura di missione “Italiasicura”, critiche indirizzate ad ANAS e alla Regione, si ha l’impressione che in Sicilia facciamo quello che cavolo ci pare e per le emergenze deve essere cura del solto “Pantalone” mettere mano al portafoglio. Ma quante situazioni simili ci sono in giro per la Sicilia? Quanti cantieri aperti e abbandonati da tempo immemore? Quante cattedrali nel deserto? Quante opere realizzate con soldi pubblici per riconoscere “marchette” milionarie a baroni locali della politica? Oggi siamo contenti per lo scampato pericolo, ma quello che è successo dovrebbe far tremare la politica regionale … quella frana che si è abbattutta, con tutto comodo (sembra che sia iniziata soltanto nel 2005!), sui viadotti della Palermo-Catania potrebbe andare oltre e arrivare fino ai bastioni di Palazzo dei Normanni e travolgere quelle politica inutile e cialtrona in grado soltanto di fare i piccoli interessi di bottega trascurando il bene comune di milioni di siciliani. Se dopo questa frana, se dopo alcune settimane di chiacchiere, se non verranno presi dei veri provvedimenti, se noi siciliani non ci “incazzeremo” … vorrà dire che siamo un popolo senza dignità! …  Frana sul viadotto, Crocetta incontra Ciucci: “Basta accuse da Palazzo Chigi”. Gravi disagi per il traffico

Ma possibile che la frana dovesse muoversi proprio adesso? Aveva aspettato 10 anno … non poteva aspettare qualche altro decennio? … Palermo-Catania, frana monitorata da dieci anni. “Ma nessun intervento”

e altri commenti …

Ma non è possibile! Crocetta? Impossibile. Governo, sottogoverno e dintorni sono tutti selezionati secondo un rigido protocollo di intesa condiviso con tutto il fronte anti-mafia … e il tempo sarà galantuomo! Quando Crocetta avrà finito, tra poco più di due anni, nulla sarà come quando è arrivato! … “Nomine a iosa per amici e parenti dei cambiacasacca dell’Ars” e scoppia la polemica

Mi sfugge sicuramente qualcosa … ma più di quello che pubblichiamo e di quanto previsto dal decreto legislativo 33 del 2013 cosa dobbiamo ancora fare? Ci manca solo, ma ci arriveremo, di andare a lavorare per strada e socializzare quello che facciamo con tutti coloro che passano di lì … magari ci facciamo dare una mano! … Accesso libero agli atti della PA, ora c’è un disegno di legge

Ma “ni cuntano u cuntu”? Il legislatore italiano se non legifera è colto da afasia … poi però legifera e viene colto da amnesia! Ma alcuni sanno di cosa parlano? … Madia: «Innovazione Pa è questione di democrazia, troppe leggi complicate»