Se si vuole cambiare qualcosa Facebook non basta!, del 29.09.2015, martedì
29 Settembre 2015 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina
Se si vuole cambiare qualcosa Facebook non basta!, del 29.09.2015, martedì
Qualcuno mi ha domandato perchè faccio quel che faccio … a proposito di “Perchè no…qualcosa si muove” e di “La Sicilia che vogliamo” … se poi i risultati sono di ritrovarsi davanti a un caffè in poche persone a parlare di politica a fronte di una critica diffusa dell’opinione pubblica che apparentemente invade il web e che sembrerebbe appassionare milioni di italiani. Quel qualcuno afferma anche che non c’è speranza e che le vecchie consorterie vinceranno ancora.
Analizziamo la riflessione di questo amico da due punti di vista, il consenso verso gli altri e il consenso verso di noi.
Per quanto riguarda il consenso verso gli altri (le vecchie consorterie) va detto che oggi a libro paga della Regione ci sono almeno 100 mila persone delle quali circa 40 mila sono dipendenti e pensionati della Regione e delle società partecipate ed enti e i restanti 60 mila afferiscono a varie forme di precariato (operai forestali, enti locali, formazione, bacini vari). Il bacino del precariato è un settore sociale nel quale la politica del consenso pesca a piene mani in quanto le sorti dei precari sono affidate ogni anno ai lavori del parlamento regionale dove i neo gabellotti, i deputati regionali, dispensano i loro buoni uffici. Se immaginiamo che almeno 50 mila di questi 60 mila cittadini rispondono a una forma di voto organizzato (non si spiegherebbe altrimenti la solita minaccia della diserzione alle urne) e che ognuno di loro può orientare il voto familiare che mediamente può oscillare dalle 7 alle 10 persone, si arriva a una forza elettorale che oscilla dalle 400 mila alle 550 mila preferenze, circa il 30 % dei votanti alle urne … una forza che trasversalmente è in grado di “sensibilizzare” tutte le forze politiche o, quantomeno, alcuni loro storici rappresentanti.
Il consenso verso di noi (La Sicilia che vogliamo), in confronto a quello verso gli altri, è molto meno di quello che poteva rappresentare Davide contro Golia, ma nonostante ciò, esistono i margini per riuscire a conquistare una parte della fiducia di amiche e amici in grado di portare uno o più rappresentanti all’ARS solo se questi decideranno di muoversi e di schierarsi.
A leggere i commenti sul web, tantissimi sono coloro che sono schifati di come vanno le cose e del comportamento di certi professionisti della politica, solo che tutto il loro malcontento, nel caso di tanti, non va al di là dell’invettiva e del commento, sovente anonimo, … limitando la loro rivolta democratica a un ticchettio sulla tastiera di un apparecchio elettronico e al voto in cabina … sempre che vadano a votare, perchè qualcuno è convinto che il non votare sia la più alta forma di disprezzo verso questa classe politica, trascurando il fatto che così danno più forza alle consorterie che dispongono del voto organizzato.
Per il nostro progetto politico confidiamo in coloro che sono disposti a schiodarsi dalla poltrona e a partecipare alle nostre iniziative … siano esse degli incontri o attività di elaborazione di proposte o di controllo democratico dell’operato delle istituzioni. Persone che abbiano ancora la voglia di conoscere e, magari, di farsi coinvolgere per diventare essi stessi quegli agenti del cambiamento di cui la Sicilia, e non solo, ha bisogno!
La nostra iniziativa “La Sicilia che vogliamo” non è l’unica che sembra essersi messa in movimento. Mi si dice che un po’ ovunque stanno sorgendo gruppi spontanei disposti a impegnarsi in politica e che provano a “strutturarsi” … se io, Paolo Luparello, dovessi esservi antipatico o non dovessi ispirarvi fiducia, partecipate ad altre iniziative analoghe portate avanti da persone con le quali ritenete di essere più in sintonia … guardatevi attorno e potreste scoprirle più vicine a voi di quanto potreste pensare, e se non le dovreste trovare c’è “La Sicilia che vogliamo” … chissà che conoscendoci meglio non possiate cambiare idea! Parliamone!
Tags: La Sicilia
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