Novembre 5, 2013 in Post ad hoc
In occasione della pubblicazione di alcuni articoli che prendono di mira i dipendenti della Regione Siciliana mi pervengono, così come mi pervenivano quando svolgevo attività sindacale, delle sollecitazioni a prendere carta e penna e scrivere “una vibrante” lettera di protesta contro il giornalista di turno (quasi sempre lo stesso che si è oramai specializzato sull’argomento).
Ho provato a scrivere, a commentare, ma non sembra che le voci a difesa della categoria siano ben accette.
Cosa fare?
Bella domanda.
Se fossimo una categoria coesa e avessimo un forte senso di appartenenza probabilmente la nostra reazione potrebbe essere efficace. Potremmo mettere in atto azioni di boicottaggio nei confronti di quella o quelle testate che mettendosi sotto i piedi, se lo hanno, il codice deontologico si sbizzariscono a scrivere, prendendo spunto da alcune notizie periodiche (ipotesi di rinnovi contrattuali, tassi di assenza, piano assistenziale, accordi sul salario accessorio), una serie di inesattezze finalizzate regolarmente a mettere alla berlina i dipendenti della Regione Siciliana e sollecitare nell’opinione pubblica dei sentimenti di astio e di disprezzo.
Ma siccome non siamo una categoria coesa e soltanto in pochi sentiamo un senso di appartenenza a questa Regione, la maggioranza dei dipendenti della Regione si comporta come il “Peppino” di quell’aneddoto in cui non ricordo se Totò o altro comico prendeva un sacco di sberle e continuava a ridere e che alla domanda della “spalla” su come mai ridesse nonostante le sberle quello gli rispondeva … “mica mi chiamo Peppino”!
Molti di noi sono convinti che in quegli articoli non si parli di noi ma degli altri regionali, quelli che non vogliono fare nulla, che si assentano un giorno si e l’altro pure.
Purtroppo in quegli articoli si parla di tutti noi perchè di fronte alle generalizzazioni di certi articoli l’opinione pubblica non distingue e fa di tutta l’erba un fascio, e la prova la si ha quando gli utenti si meravigliano quando incontrano nei nostri uffici dei funzionari solerti che forniscono le risposte che questi si attendono.
Naturalmente anche noi sappiamo che ci sono “colleghi” dai quali siamo lontani anni luce per modo di intendere il nostro ruolo di dipendente pubblico e di spirito di servizio ma questo non vuol dire che si possono accettare le generalizzazioni sommarie e ci si aspetterebbe che dei giornalisti degni di questo nome facessero nomi e cognomi e indicassero gli uffici in cui si registrano certi malcostumi … ma questo significherebbe fare un giornalismo d’inchiesta mentre questi non sanno andare oltre i luoghi comuni e i classici “discorsi da caffè”!
Vale quindi la pena replicare a questi “studiosi del costume”?
Proviamo a vedere chi potrebbe rispondere.
Potremmo rispondere noi dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”, ma su quali basi potremmo replicare? Noi personalmente conosciamo tanti colleghi ma non certo tutti quelli della Regione Siciliana. La nostra difesa potrebbe apparire una difesa d’ufficio dove alle generalizzazioni negative della stampa opporremmo le nostre generalizzazioni positive. Potremmo semplicemente contestare le eventuali inesattezze e stigmatizzare le generalizzazioni. Probabilmente riscuoteremmo il plauso di chi segue il nostro blog ma i lettori delle testate che ci denigrano non vedrebbero mai le nostre repliche su quelle testate perchè non le pubblicheranno mai … avete mai visto un giornale che ammette la propria superficialità e parzialità?
Potrebbero rispondere i sindacati. Ai sindacati sono iscritti la maggioranza dei dipendenti regionali. I sindacati dovrebbero conoscere tutta la popolazione dei lavoratori della Regione. Sarebbero quindi i soggetti che potrebbero argomentare meglio le qualità dei lavoratori della Regione. Purtroppo anche loro non godono di molto credito … avete mai visto una replica dei sindacati alle accuse di certi quotidiani? Avranno sicuramente scritto ma delle loro repliche chi ha visto qualcosa?
Potrebbero rispondere i vertici istituzionali, parlo dell’assessore alla funzione pubblica e al dirigente generale della funzione pubblica. Ma il loro silenzio è semplicemente assordante. Il loro silenzio di fronte alla faziosità di certi articoli e alla imprecisione degli stessi è un avallo a quanto in essi affermato. E dire che loro dispongono di dati e informazioni inoppugnabili … sono o non sono la funzione pubblica della Regione Siciliana o dobbiamo credere alle malelingue che hanno battezzato quell’assessorato “alla finzione pubblica”? E questa è storia vecchia. Mi aiutate a ricordare quale è stato l’ultimo presidente, assessore o dirigente generale che ha contestato la veridicità di certi articoli e ha invitato a un maggior rispetto nei confronti dei lavoratori della Regione Siciliana?
Prima o poi spero di assistere alle gesta di un presidente, di un assessore e di un dirigente generale che prendano in mano le sorti di questo esercito allo sbando e finalmente lo organizzino per affrontare quelle battaglie che potremmo vincere ma che qualcuno dimentica di combattere preferendo un più rilassante deserto dei tartari!
Detto questo vi invito a scrivere a noi quello che vorreste vedere pubblicato contro certi articoli.
Vi invito inoltre a non commentare quelle notizie sulle testate “on line”, lasciate che sia quella cricca di commentatori anonimi repressi e biliosi, peraltro molto contenuta, a movimentare quei post … sempre che dietro quei “nickname” improponibili non si celino degli addetti ai lavori … con la disoccupazione che c’è tra i pennivendoli!
Tags: Giornalisti
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