Sul merito la pensiamo così … e voi?, del 23.10.2013, mercoledì

Ottobre 23, 2013 in Post ad hoc

Mi scuso per il ritardo ma devo purtroppo ammettere che il tempo è tiranno e che non permette di fare tutto quello che uno vorrebbe.

L’incontro sul tema “Merito …” di lunedì 14.10 ha visto la partecipazione di dieci colleghi che per circa tre ore hanno dibattuto non soltanto della opportunità che il merito possa essere riconosciuto all’interno della Regione Siciliana. Buona parte dell’incontro è stato infatti incentrato sugli spunti offerti da Franco Schillaci sulla opportunità che la nostra Associazione si possa evolvere anche in un sindacato. Franco Schillaci ha sostenuto che Leggi il resto di questa voce →

A “Perchè no…” abbiamo parlato di “merito” e non solo!, del 14.10.2013, lunedì

Ottobre 14, 2013 in Post ad hoc

 

Attorno a un tavolo ci siamo trovati in 10 e abbiamo parlato di Regione, delle nostre esperienze, di che cosa possiamo fare per provare a cambiare qualcosa. Si è parlato anche di diventare un sindacato, ma anche un movimento politico, e di rimanere una semplice associazione che ha voglia di cambiamento proponendo le idee dei propri associati e delle persone di buon senso della nostra Regione e non solo.

Spero di riuscire a fornire una sintesi di quanto emerso in circa 3 ore di confronto nei prossimi giorni … una sintesi del contributo fornito dai partecipanti all’incontro è gradita, così come è gradito ogni contributo che chi ci segue vorrà fornire sul tema.

Ricordo che il tema che abbiamo affrontato oggi è stato quello del “merito” nella Regione Siciliana.

Il prossimo incontro è stato programmato per il 28 ottobre, sempre alle ore 16,00, per parlare di “Quale Regione per quale Sicilia” … aspettiamo voi o i vostri contributi o entrambi!

Sul merito la penso così, di Francesco Grimaldi, del 10.10.2013, giovedì

Ottobre 10, 2013 in Contributo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo dell’amico Francesco Grimaldi in previsione del prossimo incontro del 14 ottobre nel corso del quale proveremo a confrontarci sul tema del riconoscimento del “merito” alla Regione Siciliana. (Incontriamoci il 14 ottobre per parlare di … merito!, del 06.10.2013, domenica)

Il merito deve essere riconosciuto nella nostra Regione?

…Prima di affrontare la questione sul “merito”, occorrerebbe parlare d’ “altro”…

…Anzitutto, di “diritti e doveri”… li conosciamo tutti e ne siamo pienamente consapevoli; ma c’è un diritto/dovere che sta alla base della questione sul “merito”: ciascun dipendente deve essere messo nelle condizioni di operare nel rispetto di quella professionalità per la quale è stato “assunto”, ovvero per la quale è chiamato a svolgere un servizio per la “comunità” regionale.

Assistiamo piuttosto alla continua “mortificazione” , non solo della professionalità, ma anche della dignità personale: molti vorrebbero dare il proprio contributo, ma non sono messi nelle condizioni di farlo; vorrebbero adoperarsi per migliorare il proprio ambiente di lavoro e le “prestazioni” che rendono, ma l’Amministrazione non se ne preoccupa affatto; ad essa non interessa l’efficienza e l’efficacia, quanto piuttosto il rispetto di procedure formali, nella migliore delle ipotesi.

Un’Amministrazione in cui il personale è complessivamente sovradimensionato e mal distribuito, rispetto alle funzioni che svolge, in cui le procedure sono spesso “pletoriche” e “ridondanti”; un’Amministrazione “sclerotica”, chiusa in se stessa, incapace di vedere al di fuori delle proprie mura.

In questo tipo di Amministrazione parlare di “merito” mi pare che possa essere fuorviante.

Parliamo piuttosto di “risultati”, di quelli che riguardano la misurazione della qualità del lavoro all’interno della stessa e di quelli che è chiamata a conseguire nei confronti della collettività regionale.

Individuare i risultati rispetto ai quali mobilitare le risorse umane e le professionalità interne rappresenta il primo gradino per ridefinire un’Amministrazione organizzata per “programmi e progetti” e non per “procedure”. Allora, parliamo di come l’Amministrazione nel suo complesso e nelle sue articolazioni possa essere più efficiente e più efficace; di come possa garantire qualità del lavoro e rispetto delle professionalità; di come, ciascuno possa trovare le giuste motivazioni (non tanto e non solo di carattere economico) per dare il proprio contributo alla “causa comune”.

Ciascuno deve potere dare una risposta alla domanda: a chi e a che cosa serve il mio lavoro quotidiano? Per quale Amministrazione sto lavorando?

Se vogliamo parlare di “merito” dobbiamo anche parlare di metodi e sistemi di valutazione che nel caso specifico non possono che essere di ordine qualitativo. Sappiamo tutti delle difficoltà, anche teoriche, di individuazione e definizione di criteri di valutazione di questo tipo, ma anche delle difficoltà della loro applicazione.

Un esempio lampante delle difficoltà insite in tali sistemi di valutazione è quello relativo alla valutazione dei risultati delle attività dei dirigenti, al fine della corresponsione della relativa indennità.

E poi, chi è il soggetto che valuta: l’Assessore, il Dirigente generale, un organismo indipendente?

Più che parlare di “merito personale”, occorrerebbe, a mio avviso, parlare di organizzazione di gruppi di lavoro e di responsabilità singole e collettive, di capacità operative e di impegno gestionale, nel raggiungimento dei risultati di efficienza ed efficacia che l’Amministrazione intende perseguire.

Ciascun operatore, a seconda del livello in cui si colloca, dovrebbe contribuire (e il suo contributo dovrebbe essere “tracciabile”) al perseguimento di questi risultati.

Esiste, poi, a livello individuale, un problema di “progressione” di carriera, che va intesa come riconoscimento, da parte dell’Amministrazione, dei risultati conseguiti, mediante l’affidamento di compiti e funzioni di più elevata professionalità, cui corrisponde evidentemente un adeguato corrispettivo economico. Si tratta, ovviamente, di un diritto ineludibile, ma anche di un’opportunità per l’Amministrazione stessa che ha bisogno di personale “motivato” e “qualificato”.

Questo diritto potrà essere garantito soltanto se c’è un’Amministrazione che funziona, altrimenti si corre il rischio che prevalga, più che il “merito”, la “meritocrazia”, cioè una “selezione mirata” di soggetti, funzionali al mantenimento dello “status quo”.

 

Lunedì parleremo di merito … siete interessati?, del 07.10.2013, lunedì

Ottobre 7, 2013 in Incontri, Post ad hoc

Parlare di merito alla Regione Siciliana non è facile. Non lo è probabilmente in tanti luoghi di lavoro, in particolar modo se il datore di lavoro è la Pubblica Amministrazione. Lo si è dovuto addirittura prevederlo per legge (decreto Brunetta) salvo poi stoppare tutto a causa della crisi che ha determinato il blocco dei contratti collettivi e il blocco del salario accessorio e degli emolumenti legati a eventuali avanzamenti di carriera.

Quindi niente più merito! Non se ne parlava quando le progressioni di carriera erano possibili figuriamoci ora che tutto è stato bloccato per legge e fino a quando non si sa.

Eppure di riconoscimento del merito ci sarebbe un gran bisogno.

I nostri politici, non si sa come, sono in grado di riconoscere il merito di tanti uomini e donne ai quali affidano incarichi e consulenze e salvo rare eccezioni si tratta sempre di professionisti esterni all’Amministrazione il cui curriculum è però una serie di incarichi e consulenze presso la Pubblica Amministrazione tanto che sorge spontanea la domanda se sia nato prima l’uovo o la gallina.

Quindi un soggetto esterno all’Amministrazione ha tantissime chance che il politico di riferimento lo tenga sotto osservazione e gli attribuisca via via incarichi sempre più prestigiosi. La stessa cosa è invece preclusa a un dipendente di ruolo che, salvo eccezioni anche qui, inizia la sua carriera da soldato e quasi sicuramente da soldato la finirà. In questo la Regione Siciliana è unica. E’ l’unico Ente in cui non si fa carriera. Si fa carriera nello Stato e si fa carriera anche negli enti vigilati dalla Regione ma non si fa carriera alla Regione.

Ma cosa intendiamo per carriera?

Personalmente per carriera intendo il passaggio a incarichi sempre più prestigiosi che permettono al dipendente di maturare sempre nuove esperienze, acquisire nuova professionalità e raggiungere risultati sempre più importanti per l’organizzazione per la quale lavora. A questa carriera dovrebbe corrispondere un avanzamento certamente economico ma anche giuridico. La prospettiva di fare carriera attraverso il riconoscimento del merito permette a ogni organizzazione di prosperare e per prosperare non deve intendersi soltanto l’incremento del fatturato e degli utili di gestione delle aziende private ma il riconoscimento della funzione sociale della organizzazione pubblica.

A mio modo di vedere, anche con un sistema bloccato “causa crisi”, il merito andrebbe riconosciuto “a prescindere”, anche in assenza di ritorni economici e giuridici.

Se ti viene riconosciuto il merito vuol dire che c’è qualcuno che osserva quello che fai, che ti propone obiettivi più sfidanti e che te ne riconosce la paternità. Per alcuni può sembrare poca cosa, per altri può essere invece importante in quanto non si vive di solo pane … anche se stiamo vivendo un momento storico critico.

Riconoscere il merito, oggi, non costerebbe nulla e gli strumenti ci sono già. Li prevedono i contratti collettivi, ma ci si guarda bene dall’utilizzarli. Perchè?

Le risposte proveremo a darle all’incontro del 14 ottobre 2013 dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” (leggi anche il post Incontriamoci il 14 ottobre per parlare di … merito!, del 06.10.2013, domenica )!

Incontriamoci il 14 ottobre per parlare di … merito!, del 06.10.2013, domenica

Ottobre 6, 2013 in Incontri, Prima Pagina

Il 14 ottobre 2013, alle ore 16,00, inizia il ciclo di incontri organizzato dall’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” su temi di interesse generale proposti dagli associati e dai simpatizzanti.

L’incontro del 14 ottobre sarà incentrato sul tema “Il merito deve essere riconosciuto nella Regione Siciliana?”

L’incontro si terrà presso la sala riunioni della cooperativa Scodaf-Filippo Basile in via Aleardo Aleardi, 18 – Palermo.

Le amiche e gli amici che non possono prendere parte agli incontri potranno farci pervenire i loro contributi che possono essere documenti articolati, semplici flash o brevi scritti, così come documenti di terzi che hanno attirato la vostra attenzione e dei quali condividete tutto o parte degli stessi.

Dopo ogni incontro tematico proveremo a formalizzare delle proposte che andranno a costituire il libro dei sogni dell’associazione, “La Regione che vorrei”, che ci servirà per organizzare l’evento 2014 dell’Associazione.

Mi rendo conto che abbiamo tanti problemi e che la frustrazione regna sovrana, proviamo però a scuoterci e a credere in qualcosa che ci possa portare a quel cambiamento di cui noi e i nostri figli abbiamo di bisogno.

La partecipazione agli incontri è aperta a tutti siano essi associati che simpatizzanti o semplici curiosi.

Per problemi logistici è gradito che chi intenda prendere parte agli incontri lo comunichi anticipatamente scrivendo a associazione@perchenosicilia.org

 

 

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito.<br> Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi