Sentenze e dintorni del 06.07.2014, domenica

Luglio 6, 2014 in News istituzionali

Chi volesse segnalarci sentenze, pareri, circolari che possono avere un interesse diffuso ce li segnali … anche questo è un modo per far crescere la nostra comunità …

pecora nera

Una riflessione dell’amico Massimo Greco sulla sentenza della Cassazione che conferma le condanne inflitte dalla Corte dei Conti a 17 parlamentari dell’ARS, del 02.06.2014, lunedì

Giugno 2, 2014 in Post ad hoc

 

Riceviamo e volentieri segnaliamo una riflessione dell’amico Massimo Greco

 

“Servizio 118: confermata in Cassazione la condanna per danno erariale a 17 parlamentari dell’Ars”

 

( http://www.linksicilia.it/2014/05/servizio-118-confermata-in-cassazione-la-condanna-per-danno-erariale-a-17-parlamentari-dellars/ )

 

Se un tempo l’impegno in politica era notoriamente più gratificante e ben remunerato, da qualche anno la scelta di entrare in campo nell’arena delle istituzioni pubbliche, ancorché attraverso un’investitura popolare, fa riflettere sempre più. Non solo perché compensi, benefit e indennità di amministratori locali e di parlamentari sono stati ridotti all’insegna dell’antipolitica, così come sono stati ridotti sensibilmente gli spazi di discrezionalità prima riconosciuti ai gruppi politici dotati di budget, ma soprattutto perché il controllo dell’Autorità Giudiziaria è diventato sempre più incisivo (…)

 

MASSIMO-GRECO-350

Pensavo fosse un dirigente e invece è un fantoccio!, del 10.11.2013, domenica

Novembre 10, 2013 in Post ad hoc

 

Oltre 10 anni fa, quando in Sicilia fu recepito il decreto legislativo 29 del 1993, non furono in pochi ad avvistare l’altra faccia della medaglia della privatizzazione del rapporto di lavoro e in particolare i pericoli connessi con la separazione tra politica e amministrazione.

Il modello ispiratore era affascinante, quello del “new public management” che si era diffuso in tanti Paesi, ma la preoccupazione che la sua applicazione potesse prendere una deriva troppo politicizzata e clientelar-nepotista -votoscambista era anche molto concreta.

E’ quello che sta succedendo in questi giorni.

Già in sede di prima applicazione non si possono negare le invasioni della politica, ma la presenza di ex “direttori regionali” che per legge furono inquadrati nella prima fascia dirigenziale impedì che sin da subito venissero compiute una serie di “forzature”, forzature che ai nostri giorni non conoscono più alcun limite. Oggi le forzature vengono compiute grazie alla norma che estese anche ai dirigenti di seconda e terza fascia la possibilità di poter essere destinatari di incarichi di responsabilità per uffici dirigenziali generali.

Ammesso e non concesso che la politica non avesse interesse a “governare” l’attribuzione di qualsiasi incarico dirigenziale, anche quello relativo al più “sfigato” ufficio della galassia regionale che autorizza la transumanza delle api, sono stati gli stessi dirigenti, quantomeno molti tra essi (e chi non si è rivolto alla politica si è rivolto al sindacato o anche al sindacato) ad andarsi a cercare un santo in paradiso per aiutare a guidare la scelta dei presidenti e degli assessori per gli incarichi di dirigente generale e dei dirigenti generali per l’attribuzione di qualsiasi altro incarico dirigenziale.

Qualcuno forse pensava che una “raccomandazione” (oggi si chiama “endorsement) sarebbe potuta passare inosservata e invece basta che un dirigente venga destinato a un incarico degno dell’attenzione della stampa che c’è già subito la etichettatura politica … sembra che ci sia un mega database al quale non sfugge nulla … del resto è di questi giorni la notizia che dalla Sicilia passano le dorsali di tutti gli spioni del mondo o quasi.

Ma la situazione è oramai degenerata. La prevalenza delle nomine di “ispirazione” politica è oramai largamente maggioritaria (e senza timori di riservatezza, vedi il recente “outing” dell’assessore Sgarlata, ma prima di lei dell’assessore Russo Massimo). Oggi i dirigenti, sia generali che non, non hanno alcuna certezza e le norme, legislative e contrattuali, che rappresentavano delle forme di garanzia, nell’interesse non solo dei dirigenti ma anche e soprattutto della Pubblica Amministrazione e della continuità amministrativa, vengono regolarmente disattese.

Sotto il governo Crocetta si è toccato il livello più basso delle tutele. Anche se nessuno lo conosce sembra che il codice antimafia del presidente abbia sospeso tutti i diritti … come quando in guerra entra in vigore il codice di guerra. Il presidente è in guerra contro la mafia e noi, volenti o nolenti, dobbiamo accettare la dura legge della privazione dei diritti … salvo schierarci apertamente al suo fianco e a quello dei suoi alleati … ma nessuno ha detto quale modulo si deve compilare e a chi lo si deve presentare, qualcuno ha ritenuto che possa essere sufficiente candidarsi nelle liste di un certo movimento (che non si capisce se trattasi di una corrente di un grande partito o un soggetto autonomo .. ma questo poco importa) … chi non è riuscito a candidarsi alle elezioni regionali, politiche e amministrative spera adesso in quelle europee e, alla bisogna, in quelle condominiali.

Fortunatamente, dico io, sfortunatamente, dirà qualcun altro, la deriva che ha preso la faccenda degli incarichi dirigenziali sta cominciando a trovare qualche riscontro favorevole per la dirigenza da parte della magistratura, sia civile sia contabile.

La politica opera per il tramite dei dirigenti generali ai quali viene demandata la traduzione in atti concreti dei suoi desiderata. I dirigenti generali più avveduti provano ad andare incontro a tali desiderata con intelligenza, altri in modo rozzo … alcuni sembrano godere delle azioni che compiono. Alcuni dirigenti generali pensano che se qualche dirigente ha da lamentarsi potrà far valere i propri diritti davanti a un giudice e tra 7, 8 o 10 anni vedrà riconosciuti i propri diritti e magari anche rimborsati … a spese dell’Amministrazione.

Sui tempi della giustizia purtroppo abbiamo poco da fare ma sul fatto che alla fine sarà la sola Amministrazione a pagare comincio a nutrire qualche dubbio.

Nel momento in cui l’Amministrazione sarà chiamata a rifondere i danni a un proprio dipendente a causa di un comportamento palesemente illegittimo dovrà essere cura della Procura della Corte dei Conti valutare l’operato di quel dirigente generale o di quel politico … qualcuno dirà “magra consolazione” … si vive anche di questo. Senza trascurare che chi si rende protagonista di atti palesemente illegittimi ed eterodiretti dalla politica (tra i quali inserisce magari qualche personale sassolino) si conquista il più sincero disprezzo da parte non soltanto dei destinatari di quegli atti ma soprattutto dei propri più stretti collaboratori che pensavano di lavorare con una personalità e scoprono invece che trattasi di un fantoccio.

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Fonti ispiratrici di questo post sono due sentenze. Una della Corte di Cassazione con la quale una collega oggi in pensione ha avuto riconosciuto il proprio diritto a uno specifico incarico dirigenziale e di cui abbiamo scritto nel post … E adesso chi paga? La Cassazione dà ragione al dirigente!, del 10.07.2013, mercoledì … . Un’altra della Procura della Corte dei Conti con la quale un sindaco è stato condannato al pagamento delle somme che il proprio Comune ha dovuto rifondere a un dirigente sollevato da un incarico illegittimamente (quest’ultima sentenza segnalatami dalla collega Rosaria Cicala, per leggerla clicca sul link che segue … Sentenza_61_2012).

Sul conferimento degli incarichi dirigenziali vi rinvio inoltre al post … Riflessioni di Massimo Greco, del 05.11.2013, martedì … in cui segnalo l’articolo dell’amico Massimo Greco che è un utile memento per chi ogni tanto dimentica il quadro di riferimento normativo in materia.

 

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