Ci sono webeti e webeti!, del 01.09.2016, giovedì

Settembre 1, 2016 in Noi la pensiamo così, Prima Pagina

Luparello e chinotto ai Cantieri

Ci voleva Enrico Mentana, con il suo “webete”, a dare il via alla critica del libero pensiero sui social network. Mentana non ce l’ha fatta più e di fronte alle “idiozie” di qualche internauta dal commento facile è sbottato in un “Lei è un webete”! Da lì una stura di post e prese di posizione da parte di commentatori vari contro quello tsunami di pensieri in libertà rappresentato dai commenti e dalle condivisioni sui social network o sulle testate online di quel popolo di navigatori di internet che di fronte alla possibilità di dire la propria, senza alcuna forma di autocensura e senza minimamente pensare se quello che stanno per scrivere o condividere può arrecare offesa a qualcuno, lo fanno e non se ne pentono minimamente, come se si trattasse di un gesto liberatorio per se e punitivo dei mali del mondo incarnati nell’oggetto della loro critica del momento. Che dire? Ho sempre preso le distanze da coloro che utilizzano i social network in modo brutale che ricorda la folla dedita al linciaggio. Purtroppo questi tipi esistono e l’unico modo per sopravvivere è non accoglierli nella propria cerchia, ma che di questo si lamentino i giornalisti la cosa mi lascia un po’ perplesso, atteso che appartengo a una categoria di lavoratori che appena viene nominata dà la stura agli istinti più bassi di una non so quanto vasta schiera di siciliani, e dopo l’audience di Giletti anche di italioti. I giornalisti sanno che certi argomenti solleticano tante menti e questo porta tanti “click” sulle testate on line e se adesso sembra venir fuori uno straccio di coscienza adottino degli strumenti di reale moderazione dei commenti … se poi il problema sono i social network basta adottare delle politiche di privacy più restrittive, ma rinuncerebbero ai milioni di contatti a cui piace rivoltarsi nel fango?,  … Webeti, a rimetterci davvero è il dialogo …