E se ci mettessimo a fare politica!, del 1° maggio 2014, giovedì
1 Maggio 2014 in Contributo
Riporto in questo post il commento di “ginos” postato al post … Quasi quasi li mando a ffan…, del 29.04.2014, martedì (pubblicato anche su LinkSicilia con il titolo … La Sicilia si salva solo cambiando politica. Basta con i millantatori!) perchè non sempre i lettori del blog leggono i commenti e questo mi sembra meritevole di attenzione.
“Bravo, Paolo. Sottoscrivo.
Di questa gente non se ne può più.
E’ vero, la nostra generazione è condannata. Ma neanche per i nostri figli la vedo tanto bene (basti pensare al livello di sfascio sociale e di indebitamento che erediteranno).
Purtroppo, in questo momento non vedo grandi possibilità di (re)agire con successo.
Temo che qualunque iniziativa venisse assunta dagli “ingenui” ancora convinti dell’esistenza di un bene “superiore” si presterebbe, fatalmente, ad essere distorta e ridicolizzata, se non additata quale estremo tentativo di conservazione di anacronistici privilegi.
Credo che il corpo sociale in cui viviamo abbia bisogno ancora di qualche momento di malattia e di febbre prima che gli anticorpi riescano ad avere la meglio sugli aggressori del bene pubblico.
Solo quando lo schifo e il disprezzo avranno raggiunto la giusta maturazione presso la maggior parte dei siciliani potremo veramente apprezzare il profumo di pulito e di fiducia che solo il rispetto vero della “legalità” (senza se e senza ma, senza distorsioni camuffate da rifiuto di “macellerie sociali” e simili) può dare.
Qualche saggio diceva “Salus rei publicae suprema lex esto”.
Occorrerà ancora un periodo di compressione (spero mesi, non anni) prima che la molla dello sdegno sia sufficientemente carica per liberare la voglia di cambiamento.
Credo che la funzione di catalizzatore sarà assunta dalla situazione di stallo e di crisi finanziaria regionale, che pian piano eroderà l’humus di clientela e opportunismo su cui prosperano i “ladri di futuro” della nostra terra.
Certo, in teoria, un aiutino potrebbe darlo anche ciascuno di noi, nell’imminente tornata elettorale. Purtroppo, però, ancora non vedo grandi file di “persone perbene” in grado di “arrivare al governo della cosa pubblica”.
Ribadisco fermamente il dovere (morale prima ancora che giuridico), incombente su ciascuno di noi, di continuare a fare al meglio, ogni giorno, il proprio lavoro, quello sì nell’interesse pubblico.
Per il resto credo che, questo giro, mi limiterò ad un “Vaffa” liberatorio, per poi riprendere ad accumulare indignazione.
Fra qualche mese, quando la crisi sfocerà nel naturale ritorno alle urne per elezioni regionali, allora sarà il momento di produrre il massimo sforzo per far sì che, come dici tu, “soltanto persone perbene possano arrivare al governo della cosa pubblica“.
Mi viene, infine, una tentazione.
Se, per qualche mese, in attesa che i nostri “ladri di futuro” si cuociano a puntino nel loro stesso brodo, provassimo ad ignorarli (in TV, sui giornali, alle riunioni, alle manifestazioni pubbliche, etc.)? Il Mondo, certo, non sarebbe, ma almeno ci apparirebbe più bello.
“Chiacchieroni e millantatori”, “narcisi e depositari unici del verbo”, hanno bisogno di esibirsi su un palco, di fronte al grande pubblico.
L’insignificanza e l’oblio potrebbero forse depotenziarli e accelerarne l’uscita di scena.
Ad maiora!”
Anch’io condivido e sottoscrivo il commento di “Ginos” e provo ad andare oltre.
E’ quasi un anno che la nostra Associazione è stata costituita e il bilancio che oggi ne possiamo trarre è certamente positivo ma non quello che immaginavo. Mi rendo conto che al di là del manifesto e dello statuto non è chiara la finalità dell’Associazione. Non è un sindacato perchè non lo vuole essere. Potrebbe essere un laboratorio politico. Un luogo nel quale, così come stiamo facendo, si prova a elaborare un programma e poi lo si prova a realizzare attraverso la condivisione con altre forze politiche che si candidano al governo della Regione e del Paese. Questo mi sembra un modo per dare concretezza al lavoro che stiamo provando a portare avanti. Il nostro programma è aperto a tutti i contributi ma il suo motivo conduttore non può che essere la “buona amministrazione”. Così come esiste il movimento ambientalista che al di là delle ideologie tocca la sensibilità di tutte le persone, anche la “buona amministrazione” è un tema trasversale che non può essere ne di sinistra ne di destra. Noi dobbiamo ambire a costruire una Pubblica Amministrazione delle regole e del merito nella quale l’unico avente diritto a reclamare deve essere il cittadino-utente … non certo i politicanti e lo loro squallide, ma voracissime, corti. Che ne pensate?

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